Caro Paulo ti scrivo e lo faccio con profondo affetto...
Caro Paulo, oggi è un giorno triste per chi ama la Juve. Si perché per quanto ci sforziamo di capire che dei giocatori non ci si deve più innamorare, come si suol dire al cuor non si comanda. Ecco, tu sei uno dei pochi che personalmente negli ultimi anni ho amato. Sai perché? Perchè sei arrivato da noi ancora in “ fasce” ma con il talento chiaro e cristallino e con una faccia pulita, una faccia da Juventus. Ero sicuro che avresti scritto pagine importanti della nostra storia, sia quando indossavi la maglia numero 21, sia quando hai avuto l’onore di vestire la 10. Brividi, perché sai caro Paulo, quel numero per noi vecchi romantici vuol dire ancora tanto: è la maglia di Omar, Michel, di Alex e persino di quel guerriero di Carlitos. Una 10 è per sempre, verrebbe da dire, e diciamo la verità, in fondo anche se le notizie che ci arrivavano erano negative, ci abbiamo sperato fino alla fine.
Sai caro Paulo, lo abbiamo capito che la Juventus per te non è stata una semplice squadra, ma una bella storia d’amore che siamo sicuri ti porterai sempre dentro. Poi è vero, forse non sei sbocciato fino in fondo, forse ti è mancata quella leadership che non si compra e non si trova, ma noi ti abbiamo voluto bene. La tua fragilità di questi ultimi anni, se possibile, mi ha ancora più legato alla tua maglia, e sai perche? Perché in quelle insicurezze, in quel non essere un “uomo d’acciaio” ma semplicemente un uomo dotato di un mancino da favola, c’era il volto di un ragazzo e non di un eroe inarrivabile.
Sai caro Paulo, ti devo anche confessare una cosa:mia figlia Claudia si è innamorata della Juve vedendoti. Ha comprato la prima maglia rigorosamente con il tuo numero e ha messo il suo primo poster, già quelli che usavamo anche noi “anziani” con il tuo volto che troneggiava nella sua camera. E ti dico la verità: ti ho perdonato questa cosa, anche se noi papà siamo in fondo sempre un pochino gelosi...
Ho avuto la sicurezza che tutto fosse finito domenica: in quell’uscita dal campo c’era la tristezza di chi sapeva già tutto, in quel saluto al pubblico lo sguardo di addio, in quell’abbraccio con Allegri un guardare già oltre. Cosi come la Juve, caro Paulo guarderà oltre. E’ la legge spietata e un pochino cinica del calcio moderno, un giocatore esce un altro entra. Lo so, le parole di Maurizio Arrivabene ti saranno sembrate dure, e sono convinto che ci sarai rimasto male. Ma sono anche certo che questo non cambierà l’affetto che provi e proverai anche in futuro per la nostra maglia, ovunque tu decida di andare.
Se mi posso permettere, caro Paulo mi sento di dirti che forse sei stato anche un po' consigliato male. Certo, la Juve ha fatto un passo indietro, ma forse invece di andare al muro contro muro contro muro, si poteva cercare una piccola mediazione. Impossibile? Forse, ma sai qui è ancora il cuore che parla, quel cuore che ti avrebbe voluto ancora vedere con la numero 10 sulle spalle.
E adesso? Beh adesso caro Paulo ci sono ancora 8 partite di campionato e speriamo due di Coppa Italia. Avrai la forza mentale di restare concentrato solo sulla Juve? Permettimi caro Paulo, ma proprio per il “bene” che ti voglio, un pochino ne dubito. Mi piacerebbe vederti protagonista di questa ultima porzione di stagione, e mi piacerebbe che anche grazie a te riuscissimo a centrare gli obbiettivi che ci siamo posti, ma temo che non sarà cosi, felicissimo di essere semmai smentito e pronto a chiederti scusa.
I giocatori passano e la Juve resta, ma qualcosa di te ci resterà sempre caro Paulo
Con affetto Alessandro.
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