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Rocchi appende il fischietto, si dimetterà dall'AIA per restare a DAZN
Gianluca Rocchi sarebbe vicino a interrompere ufficialmente il proprio rapporto con l'Associazione Italiana Arbitri. L'ex designatore arbitrale, che nelle ultime settimane ha iniziato una nuova esperienza professionale come opinionista televisivo di DAZN, potrebbe presto rassegnare le dimissioni dall'organismo arbitrale italiano. Alla base della possibile separazione non ci sarebbero motivazioni legate all'inchiesta milanese che aveva coinvolto mediaticamente il suo nome, vicenda dalla quale Rocchi è risultato completamente estraneo e in seguito alla quale aveva deciso di autosospendersi. Il nodo riguarderebbe invece le norme interne dell'AIA, che non consentirebbero di svolgere stabilmente un'attività televisiva come quella intrapresa dall'ex arbitro fiorentino.
In passato, Rocchi aveva già partecipato a trasmissioni televisive, richiedendo e ottenendo ogni volta le necessarie autorizzazioni dall'Associazione Italiana Arbitri. La situazione sarebbe però cambiata con l'avvio di una collaborazione continuativa con DAZN, incompatibile con le disposizioni regolamentari dell'organismo. Secondo quanto riferito dall'ex direttore di gara Gianpaolo Calvarese, Rocchi avrebbe quindi maturato la decisione di lasciare l'AIA per proseguire la propria attività nel mondo dell'informazione sportiva. Le dimissioni, tuttavia, non risulterebbero ancora formalizzate, stando alle informazioni raccolte da TuttoMercatoWeb. Il passaggio ufficiale dovrebbe diventare necessario qualora l'ex designatore confermasse la volontà di mantenere il proprio incarico televisivo.
Juve, se Ekhator non girerà, a gennaio si torna su due vecchi nomi
Prima di prendere una decisione definitiva sull'attacco, la Juventus intende valutare il contributo che potrà offrire Jeff Ekhator alla casa. Qualora il classe 2006 non riuscisse a garantire le risposte attese, la dirigenza potrebbe decidere di intervenire per assicurare a Luciano Spalletti un nuovo centravanti. Tra i profili maggiormente accostati alla Juventus continuano a figurare due vecchie conoscenze.
Folarin Balogun potrebbe lasciare il Monaco a gennaio, ma un eventuale trasferimento a Torino comporterebbe un esborso economico significativo. Un ostacolo che potrebbe spingere i bianconeri a valutare soluzioni alternative. Una pista potenzialmente meno complicata dal punto di vista finanziario conduce ad Alexander Sorloth, centravanti norvegese dell'Atletico Madrid. A differenza dell'operazione Balogun, che richiederebbe un investimento consistente, il club spagnolo potrebbe mostrarsi disponibile a discutere anche un trasferimento con una formula temporanea.
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Buongiorno RBN
PodcastKolo Muani-Woltemade, (non) centravanti diversi: Spalletti cambia carro?
La Juve di Spalletti ritrova il successo, quindi il sorriso, ma guai a pensare dipenda dall'impiego di Kolo Muani e Woltemade insieme. Il 3-5-2 (5-3-2 in fase di non possesso) dà maggiore equilibrio, protegge di più la difesa, riduce i rischi, anche se è un vestito tattico in cui sono esclusi i vari esterni a disposizione del tecnico, due di questi sono ai box: Yildiz e Conceicao. La cosa più importante è portare a casa il bottino pieno, come da antica regola bianconera, ma qualche domanda sul mercato è lecito farla. Il blitz della Juve a Lecce porta la firma di due centrocampisti, Douglas Luiz e McKennie e non per lo spazio creato da due attaccanti di cui sopra. Anzi. Va però fatta una distinzione tra il francese ex Psg e il tedesco.
Nella Juve vista allo Stadio del Mare, Kolo Muani è da 5 in pagella, ad essere generosi. La sua incidenza in avanti è nulla, tra confusione, errori tecnici inusuali a certi livelli e un solo tiro. Male male. Su di lui pesano le aspettative, complici i 50 milioni di euro spesi per il cartellino e altrettanti per il contratto quinquennale. Meglio Woltemade. Seppure da zolle non proprio tipiche del numero 9 e con la solita occasione fallita, il tedesco aiuta la manovra, lotta, sgomita. Insomma è utile alla causa. Spalletti dopo aver attaccato Kolo Muani all'alba di questa stagione, ha fatto marcia indietro, dicendo di restare sul suo carro. Se il trend è questo, ci resterà? Vedremo. Nel frattempo, la Juve sta cercando un bomber vero, in vista del mercato di gennaio.
Pallone d’Oro 2026, vince Harry Kane: Lautaro Martinez è il primo della Serie A, ma chiude soltanto 22°
Harry Kane conquista il Pallone d'Oro 2026. L'attaccante inglese del Bayern Monaco succede a Ousmane Dembélé e si aggiudica il prestigioso riconoscimento davanti a Kylian Mbappé, secondo, e Lamine Yamal, terzo.
La classifica evidenzia anche il momento del calcio italiano a livello internazionale. Nessun giocatore della Serie A è riuscito a entrare nella top 20: il primo rappresentante del nostro campionato è Lautaro Martinez, capitano dell'Inter, che si piazza al 22° posto. L'argentino era inoltre l'unico calciatore della Serie A presente tra i 30 candidati al premio.
Un risultato che lascia il calcio italiano lontano dalle prime posizioni di un riconoscimento che premia il rendimento individuale a livello mondiale. In cima alla graduatoria c'è Kane, protagonista con il Bayern Monaco e con la nazionale inglese, seguito da due dei nomi più importanti del panorama internazionale come Mbappé e Yamal.
Lecce, tre punti da prendersi senza vergogna. La Juve oggi vale questo!
Ragazzi, inutile che ci giriamo attorno. Prendiamo un respiro e diciamoci la verità: la dimensione della Juventus, oggi, è quella che abbiamo visto a Lecce. Non quella dei ricordi, non quella dei bilanci d’autore, non quella che ci piacerebbe raccontare con un sorriso.E allora sì, lo dico senza girarci intorno: la vittoria di Lecce va valorizzata. Non perché sia stata bella, non perché abbia convinto fino in fondo, ma perché una squadra fragile, in cerca di sé stessa, che porta a casa tre punti in trasferta su un campo scomodo sta facendo esattamente quello che deve fare. Il calcio di chi sta in difficoltà si misura così: si vince anche sporco, anche brutti, anche stringendo i denti. Chi fa il difficile oggi dimentica da dove parte questa Juve.
Poi c’è il tema tattico, ed è quello che spacca. Il passaggio al 5-3-2 non va apprezzato, ma va capito per ciò che è. Non è il manifesto di un’idea di calcio. È un modulo difensivo, che al momento rappresenta nel modo più fedele una squadra in difficoltà, fragile, ancora alla ricerca di una sua identità.Tre centrali per proteggersi, esterni a coprire, un centrocampo che deve prima di tutto non spaccarsi. È il vestito che si indossa quando si ha paura di imbarcare acqua. E non c’è niente di male: a volte il primo passo per ricostruire è smettere di subire. Oggi pensare a qualcosa di diverso è impossibile, e chi chiede il tridente, il possesso e il palleggio dominante a questa squadra sta chiedendo un film che questi attori ad oggi non possono interpretare.
Ma non faccio finta di niente: piange il cuore. Fa male vedere una Juve che si presenta a Lecce con i suoi giocatori offensivi fuori. Fa male vedere Alajbegovic in panchina. Fa male vedere Zhegrova dimenticato. Sono i giocatori che dovrebbero dare alla Juve la scintilla, l’imprevedibilità, il guizzo, e che invece vengono parcheggiati per far posto a un’idea di squadra, ad un vestito scomodo ma utile.
Questo è il prezzo della dimensione di oggi. Quando una squadra non ha certezze, i giocatori di qualità sono i primi a pagare, perché creatività e fragilità, in un sistema che cerca solo equilibrio, non convivono. Fa male, ma è coerente.Dobbiamo essere più realisti del re. Significa guardare in faccia la classifica, la rosa, la fragilità mentale e tecnica, e capire che il percorso non passa dal bel gioco. Passa da un’altra parte: dai risultati sporchi, dalla solidità ritrovata, dalla fiducia che si costruisce un punto alla volta. Il bel calcio viene dopo, quando c’è un’identità su cui costruirlo.
Lecce non è un punto di arrivo, ma è un punto di partenza onesto. Il 5-3-2 non è il futuro, ma è il presente. E il presente, ragazzi, è questo: una Juve che deve imparare di nuovo a stare in piedi prima di pretendere di correre.Applaudiamo i tre punti. Capiamo il modulo. Piangiamo, se serve, per i talenti lasciati fuori. Ma almeno per il momento non possiamo raccontarci che oggi può essere diverso. La Juve è questa. Partiamo da qui o rischiamo di farci ancora del male
Fantajuve: i tre bianconeri da schierare a Marassi contro il Genoa
Dopo il successo per 2-0 sul campo del Lecce, la Juventus torna subito in campo per il turno infrasettimanale di Serie A. Mercoledì sera i bianconeri saranno impegnati in trasferta contro il Genoa, in una partita importante per dare continuità alla vittoria conquistata al Via del Mare e proseguire la risalita in classifica.
Il successo in Salento ha portato in dote tre punti preziosi e segnali incoraggianti da alcuni singoli, soprattutto a centrocampo. Ora, con poco tempo a disposizione per recuperare le energie, Luciano Spalletti dovrà valutare eventuali rotazioni. In ottica Fantacalcio, ecco i tre nomi bianconeri da tenere d'occhio per la prossima giornata: uno per reparto.
Difesa: Kalulu può spingere ancora sulla fascia
Il primo nome da consigliare in difesa è quello di Pierre Kalulu. Il francese è reduce da una buona prestazione contro il Lecce, nella quale ha garantito attenzione in fase difensiva e ha provato anche a farsi vedere in avanti.
Schierato sulla corsia esterna nel sistema utilizzato da Spalletti, Kalulu può rappresentare una risorsa importante anche nella metà campo avversaria. Le sue caratteristiche gli permettono di accompagnare l'azione e di cercare il cross, una soluzione che potrebbe rivelarsi preziosa contro il Genoa.
Per chi lo ha in rosa al Fantacalcio, la speranza è che questa volta riesca a trasformare la spinta offensiva in un bonus concreto, magari con un assist o addirittura con il primo gol stagionale. La partita ravvicinata potrebbe portare a qualche rotazione, ma Kalulu resta un profilo interessante da valutare per questa giornata.
Centrocampo: Koopmeiners cerca la svolta
A centrocampo puntiamo su Teun Koopmeiners. Nell'ultima giornata contro il Lecce i riflettori sono stati puntati soprattutto su Douglas Luiz, autore di un gol e un assist, e su Weston McKennie, che ha sbloccato il risultato. L'olandese, pur senza essere il protagonista principale del tabellino, ha offerto una prova utile alla squadra.
Koopmeiners è un giocatore che ha bisogno di ritrovare continuità e incisività anche in zona bonus. La sua qualità nel palleggio, la capacità di inserirsi e la possibilità di rendersi pericoloso sui calci piazzati possono ancora fare la differenza, ma finora il suo rendimento fantacalcistico non ha rispettato pienamente le aspettative.
Il turno infrasettimanale apre anche la possibilità di qualche rotazione in mezzo al campo, con la concorrenza di giocatori come Pape Sarr che possono insidiare una maglia da titolare. Koopmeiners potrebbe partire dall'inizio oppure trovare spazio a gara in corso: in entrambi i casi, questa può essere l'occasione per provare a lasciare il segno e tornare a portare bonus. Per chi lo ha aspettato finora, è un nome su cui si può ancora puntare.
Attacco: Kolo Muani vuole riscattarsi
In attacco il nostro gettone va a Randal Kolo Muani. Il francese non è riuscito a brillare contro il Lecce e ha lasciato il campo nel secondo tempo senza trovare il gol. Una prestazione opaca che si aggiunge a un periodo nel quale l'attaccante bianconero sta cercando maggiore continuità in campionato.
La sfida contro il Genoa può diventare l'occasione giusta per reagire. Kolo Muani ha già dimostrato di poter essere pericoloso quando riesce ad attaccare la profondità e a sfruttare gli spazi, ma ha bisogno di ritrovare fiducia e precisione sotto porta. La concorrenza nel reparto offensivo non manca e Spalletti dovrà scegliere come gestire le energie in un calendario molto fitto.
Il francese resta comunque un profilo da considerare al Fantacalcio: proprio dopo una prova deludente può arrivare la risposta di un attaccante desideroso di riscattarsi. La speranza è che contro il Genoa riesca a ritrovare il gol in campionato e a dare finalmente continuità al proprio rendimento.
I tre consigli Fantacalcio per Genoa-Juventus
Per il turno infrasettimanale i nostri tre nomi sono quindi Kalulu in difesa, Koopmeiners a centrocampo e Kolo Muani in attacco.
Kalulu può sfruttare la spinta sulla fascia per provare a portare un bonus, Koopmeiners cerca la partita della svolta dopo un avvio altalenante, mentre Kolo Muani è chiamato a reagire dopo la prestazione poco brillante contro il Lecce.
La Juventus vuole dare seguito alla vittoria dell'ultima giornata e la trasferta di Genova rappresenta un nuovo banco di prova. Per i fantallenatori, questi tre bianconeri possono essere nomi da valutare con attenzione, tenendo sempre d'occhio le probabili formazioni e le eventuali rotazioni prima della consegna.
26 ottobre 2014, Juventus-Palermo 2-0: Vidal e Llorente rilanciano la Signora dopo le difficoltà
Accadde oggi, 26 ottobre 2014. La Juventus di Massimiliano Allegri supera il Palermo per 2-0 allo Juventus Stadium e torna a vincere dopo una settimana complicata, segnata dalla sconfitta in Champions League contro l'Olympiacos e dal pareggio in campionato con il Sassuolo. A decidere la partita sono Arturo Vidal e Fernando Llorente, due protagonisti che ritrovano il gol in un momento importante della stagione. Tre punti preziosi, che permettono ai bianconeri di allungare nuovamente sulla Roma e consolidare il primato in classifica.
La risposta dopo le difficoltà europee
La Juventus arriva alla sfida con qualche interrogativo. In campionato è reduce dal pareggio per 1-1 sul campo del Sassuolo, mentre in Champions League ha perso 1-0 in trasferta contro l'Olympiacos, complicando il proprio cammino europeo. Allegri ha bisogno di una risposta immediata, soprattutto sul piano della concretezza.
Di fronte c'è il Palermo allenato da Beppe Iachini, una squadra organizzata e pronta a chiudere gli spazi. La Juventus deve fare i conti con una formazione compatta, che cerca di limitare le iniziative di Carlos Tevez e Llorente. Per sbloccare la partita serve una giocata di qualità.
Vidal rompe l'equilibrio
Dopo una prima parte di gara non semplice, al 32' arriva il gol che cambia la partita. Carlos Tevez inventa l'assist per Arturo Vidal, che si inserisce e batte Stefano Sorrentino con un preciso diagonale mancino. Per il centrocampista cileno è una rete importante, anche perché nelle settimane precedenti erano circolati dubbi sulle sue condizioni fisiche dopo l'intervento al ginocchio.
Il vantaggio consente alla Juventus di giocare con maggiore tranquillità. Il Palermo prova a restare in partita, ma i bianconeri gestiscono il possesso e cercano il momento giusto per chiudere i conti. La squadra di Allegri non offre una prestazione spettacolare, ma riesce progressivamente a prendere il controllo della gara.
Llorente ritrova il gol dopo mesi
La ripresa si apre con il tentativo del Palermo di aumentare il peso offensivo, ma al 64' arriva il raddoppio juventino. Su calcio d'angolo battuto da Andrea Pirlo, Fernando Llorente svetta di testa e supera Sorrentino, firmando il 2-0.
Per l'attaccante spagnolo è una liberazione: il suo ultimo gol in campionato risaliva infatti al maggio precedente. Dopo tante prestazioni generose senza riuscire a trovare la rete, Llorente torna a segnare e riceve l'abbraccio dei compagni. Allegri aveva scelto di rilanciarlo dal primo minuto dopo averlo lasciato fuori nella trasferta europea, e il centravanti risponde nel modo migliore.
Nel finale la Juventus amministra il vantaggio e sfiora anche il terzo gol con Sebastian Giovinco, il cui tiro dalla distanza si stampa sul palo. Il risultato non cambia: allo Stadium finisce 2-0.
Juve in fuga, Roma a tre punti
Il successo assume un valore ancora maggiore grazie al pareggio della Roma contro la Sampdoria. La Juventus sale a 22 punti dopo otto giornate e porta a tre lunghezze il vantaggio sui giallorossi, tornando a guardare tutti dall'alto della classifica.
La partita contro il Palermo rappresenta anche la 23ª vittoria consecutiva in casa in campionato, una striscia impressionante allo Juventus Stadium. La squadra di Allegri dimostra di saper reagire alle difficoltà e di poter contare su una rosa ricca di soluzioni, anche quando il gioco non scorre con la consueta fluidità.
Una vittoria concreta nella corsa al titolo
La stagione 2014-2015 si concluderà con il quarto Scudetto consecutivo della Juventus, il primo della gestione Allegri, e con la finale di Champions League raggiunta a Berlino. In quel percorso, anche successi apparentemente ordinari come quello contro il Palermo contribuiranno a costruire la continuità necessaria per arrivare fino in fondo.
Il 26 ottobre 2014 resta così il ricordo di una Juventus capace di rialzarsi dopo una settimana difficile: Vidal ritrova la via del gol, Llorente si sblocca e i bianconeri allungano sulla Roma. Non una partita spettacolare, ma una vittoria da squadra matura, che sa quanto conti conquistare i tre punti anche nelle giornate meno brillanti.
Juventus, la solidità ritrovata ha un prezzo: Spalletti riparte da Douglas Luiz e McKennie
La Juventus torna da Lecce con tre punti preziosi e una certezza in più: il cambio di sistema di Luciano Spalletti sembra aver restituito alla squadra quella solidità che era mancata nelle ultime uscite. Il 2-0 del Via del Mare, firmato da Weston McKennie e Douglas Luiz, rappresenta un passo avanti sul piano del risultato e dell'equilibrio. Eppure, dietro una vittoria apparentemente tranquilla, restano interrogativi che l'allenatore non ha nascosto nel dopopartita.
Il dato più significativo riguarda la concretezza: la Juventus ha centrato lo specchio della porta soltanto due volte, segnando in entrambe le occasioni. Una statistica che racconta l'efficacia dei bianconeri nel primo tempo, ma che non può diventare l'unica chiave di lettura della partita. Nella ripresa, infatti, la squadra si è abbassata, ha perso iniziativa e ha lasciato al Lecce la possibilità di aumentare la pressione. Il risultato non è mai realmente sfuggito di mano, ma il secondo tempo ha mostrato quanto sia ancora sottile il confine tra gestione e passività.
Il 3-5-2 restituisce solidità, ma la Juventus deve imparare a chiudere le partite
La prima parte della gara ha offerto indicazioni incoraggianti. La Juventus ha gestito il pallone, ha cercato di costruire con pazienza e ha trovato le soluzioni per scardinare la difesa salentina. Il vantaggio di McKennie, arrivato al 29' sugli sviluppi di una punizione battuta da Douglas Luiz, ha premiato una squadra capace di preparare bene una situazione da fermo. Dodici minuti più tardi è stato lo stesso brasiliano a raddoppiare con una conclusione precisa dal limite, sfruttando anche le difficoltà della retroguardia avversaria nel mantenere le distanze.
Il doppio vantaggio ha consentito ai bianconeri di affrontare la ripresa con maggiore tranquillità, ma è proprio qui che è emerso il principale limite della prestazione. La Juventus ha smesso progressivamente di cercare con convinzione la terza rete, lasciando campo al Lecce e rinunciando a quella pressione che nella prima frazione aveva permesso di controllare la partita.
Spalletti lo ha riconosciuto nel dopogara, spiegando che la squadra ha perso coraggio e ha fatto una scelta in meno nella gestione del pallone. Il tecnico avrebbe voluto vedere una Juventus più propositiva, capace di continuare ad attaccare senza perdere le distanze tra i reparti. Perché proteggere un risultato non significa necessariamente arretrare e aspettare: significa anche saper tenere gli avversari lontani dalla propria area attraverso il possesso e la pressione.
I numeri della ripresa confermano il cambiamento. Il Lecce ha concluso 12 volte contro le 4 della Juventus, arrivando a 16 tiri complessivi contro gli 8 bianconeri. La squadra di Di Francesco ha quindi prodotto una quantità maggiore di conclusioni, pur senza riuscire a costruire occasioni particolarmente nitide. L'imprecisione dei salentini e gli interventi di Vicario hanno contribuito a mantenere inviolata la porta juventina, ma non cancellano il problema: la Juventus avrebbe dovuto cercare con maggiore decisione il gol che avrebbe chiuso definitivamente la partita.
Douglas Luiz, con tre centrocampisti può diventare decisivo
Se c'è un giocatore che esce dalla trasferta salentina con indicazioni particolarmente positive, quello è Douglas Luiz. Il brasiliano è stato il protagonista della vittoria, mettendo a referto un assist e un gol e offrendo una prestazione di alto livello soprattutto nella prima frazione. Spalletti lo ha elogiato per la capacità di lottare, correre, farsi trovare nelle diverse zone del campo e ripulire situazioni complicate con la qualità del suo gioco.
La sensazione è che il centrocampista possa trovare nel nuovo assetto tattico le condizioni ideali per esprimersi. Con tre uomini in mezzo al campo, Douglas Luiz ha avuto maggiore libertà di manovra e la possibilità di incidere sia nella costruzione sia negli ultimi metri. Quando riesce a ricevere con i tempi giusti e a giocare in avanti, può diventare un elemento determinante per dare ritmo e qualità alla squadra.
La differenza si è vista soprattutto nel primo tempo, quando il brasiliano ha potuto gestire il pallone con relativa tranquillità e scegliere come sviluppare l'azione. Prima ha confezionato la punizione trasformata da McKennie, poi ha trovato personalmente la rete del raddoppio. Due episodi diversi, ma legati dalla sua capacità di leggere la situazione e sfruttare gli spazi a disposizione.
Nella ripresa, invece, il Lecce ha alzato la pressione e ha cercato di limitare il tempo a disposizione dei centrocampisti bianconeri. Anche Douglas Luiz ha avuto meno libertà e la manovra juventina ha perso fluidità. È un aspetto da considerare: il brasiliano può essere una risorsa importante nella regia, ma ha bisogno di ricevere nelle condizioni migliori per esprimere tutto il proprio potenziale. Quando gli avversari riescono a schermarlo e a sporcare le linee di passaggio, la Juventus deve trovare altre soluzioni per non diventare prevedibile.
Resta comunque una prestazione da migliore in campo, non soltanto per le statistiche offensive. Douglas Luiz ha dato qualità alla costruzione e ha mostrato quanto possa essere importante in una mediana a tre, dove ha la possibilità di alternare il lavoro di regia agli inserimenti e alle giocate più avanzate.
McKennie torna a fare la differenza con gli inserimenti
Accanto al brasiliano, anche Weston McKennie ha avuto un ruolo fondamentale. Il centrocampista statunitense ha sbloccato la partita con un inserimento puntuale sulla punizione di Douglas Luiz, confermando una delle caratteristiche che lo rendono più utile: la capacità di attaccare gli spazi e arrivare in area senza dare punti di riferimento ai difensori avversari.
Il suo gol non è stato soltanto un episodio favorevole, ma il risultato di un movimento eseguito con i tempi giusti. In una Juventus che fatica a trovare continuità nella produzione offensiva dei propri attaccanti, gli inserimenti dei centrocampisti possono diventare una risorsa importante. McKennie garantisce dinamismo, presenza negli ultimi metri e la possibilità di occupare l'area quando le punte attirano su di sé le marcature.
La vittoria di Lecce conferma quindi quanto il contributo dei centrocampisti possa risultare decisivo nel sistema scelto da Spalletti. Entrambi i gol sono arrivati da giocatori che partono da zone più arretrate rispetto agli attaccanti e che hanno saputo sfruttare gli spazi concessi dalla difesa salentina. Allo stesso tempo, però, il fatto che siano stati proprio loro a risolvere la partita riporta l'attenzione su un altro tema: il rendimento della coppia offensiva.
La solidità ritrovata non può nascondere i problemi dell'attacco
Il 3-5-2 sembra aver dato alla Juventus una base più stabile, con una migliore occupazione del centrocampo e una maggiore attenzione alle distanze tra i reparti. È un punto di partenza importante dopo le difficoltà delle ultime settimane. Ma la scelta comporta anche un prezzo, come lo stesso Spalletti ha riconosciuto nelle dichiarazioni successive alla partita.
Il tecnico ha spiegato che il nuovo sistema permette di avere maggiore solidità e chiarezza tattica, ma allo stesso tempo riduce lo spazio per quelle punte esterne che in precedenza avevano garantito dribbling, imprevedibilità e capacità di creare superiorità numerica. Un problema tutt'altro che secondario per una rosa costruita con diversi giocatori offensivi abituati a muoversi sulla trequarti o partire dall'esterno.
Con Yildiz, Nico González e Conceição indisponibili, la scelta di aumentare la densità a centrocampo appare comprensibile. La squadra aveva bisogno di ritrovare equilibrio e di ridurre le occasioni concesse agli avversari. Quando però la rosa tornerà al completo, Spalletti dovrà valutare se il 3-5-2 potrà essere mantenuto con continuità oppure se sarà necessario alternarlo ad altri sistemi per valorizzare le caratteristiche dei giocatori a disposizione.
C'è poi la questione delle alternative offensive. La Juventus dispone di due attaccanti centrali, Woltemade e Kolo Muani, e non può permettersi di ignorare il modo in cui vengono coinvolti nella manovra. Contro il Lecce la squadra ha vinto senza trovare reti dalle proprie punte, affidandosi alle giocate dei centrocampisti. Un dato che non deve diventare un problema nell'immediato, ma che evidenzia la necessità di costruire occasioni con maggiore continuità anche per gli uomini più avanzati.
Il rischio, altrimenti, è quello di trovare un equilibrio difensivo migliore senza riuscire a tradurlo in una crescita altrettanto evidente nella fase offensiva. La solidità è fondamentale, ma da sola non basta per costruire una squadra capace di comandare le partite per novanta minuti.
Una vittoria importante, ma il secondo tempo resta un campanello d'allarme
Il successo del Via del Mare offre alla Juventus una base da cui ripartire. Il nuovo assetto ha dato risposte positive, Douglas Luiz ha dimostrato di poter essere decisivo in un centrocampo a tre e McKennie ha ritrovato incisività con i suoi inserimenti. Anche la capacità di mantenere la porta inviolata rappresenta un segnale incoraggiante, soprattutto dopo le difficoltà difensive delle ultime uscite.
Non bisogna però confondere il risultato con una partita perfetta. I due tiri nello specchio trasformati in altrettanti gol raccontano la concretezza bianconera, mentre il numero di conclusioni concesse nella ripresa invita a una riflessione più approfondita. Il Lecce non è riuscito a riaprire la gara, ma la Juventus ha smesso troppo presto di cercare il colpo del definitivo ko e ha finito per lasciare l'iniziativa agli avversari.
Spalletti ha individuato il problema e dovrà lavorare proprio su questo aspetto: mantenere la solidità conquistata senza rinunciare al coraggio e alla volontà di attaccare. Il 3-5-2 può essere una soluzione utile in questa fase di emergenza, ma il suo impiego dovrà essere valutato anche alla luce delle caratteristiche della rosa e delle alternative disponibili.
La Juventus torna da Lecce con tre punti e qualche certezza in più, ma anche con una domanda ancora aperta: riuscirà a mantenere questo equilibrio senza perdere incisività offensiva? La risposta arriverà dalle prossime partite. Per ora, la vittoria è un passo avanti; la gestione della ripresa, invece, resta un aspetto da correggere.
Oppini: “Rivediamo la luce. Douglas Luiz con il Lecce migliore in campo senza dubbio”
Il giornalista Francesco Oppini ha commentato tramite i propri canali social la vittoria della Juventus sul Lecce. Riportiamo il suo pensiero in formato integrale di seguito:
"In qualche modo rivediamo la luce. Il 2-0 di questa sera non è tanto da discutere per il 2-0 in sé, perché la Juventus a Lecce dovrebbe vincere sempre e comunque per la storia che ha. In questo periodo storico poteva essere un rischio, anche in questo campo, soprattutto contro una squadra che la settimana scorsa aveva vinto bene contro l'Udinese e che stava solo a due punti da noi.
Ma la notizia di ieri sera è il fatto che a segnare le reti, ed è una cosa rara nella Juventus negli ultimi anni, siano due centrocampisti, ovvero McKennie prima e Douglas Luiz poi.
Vi sembra un caso che, da quando gioca Douglas Luiz con di fianco a sé due mezzali, giochi nettamente meglio? Non abbiamo esagerato forse con gli esperimenti a inizio stagione? Non potevamo fare meno tatticismi e più uomini nei propri posti? Cioè Lucumì, Bremer e Gatti dietro, pulito, ordinato, rocciosi, in mezzo al campo, con le assenze che hai: Douglas Luiz, Koopmeiners e McKennie. Sugli esterni, a destra Kalulu, a sinistra non lo voglio neanche nominare perché, personalmente, per quanto non abbia nulla di personale contro il ragazzo, oggi non può scendere in campo e non lo nomino di nuovo.
Avete capito di chi parlo. E davanti Woltemade fa sportellate tutta la partita. È un giocatore che se vuoi fermare devi fargli fallo.
L'altro, Kolo Muani, è il fantasma di se stesso. Quindi, buona prestazione, buona risposta dopo il pesantissimo e umiliante 3-0 la settimana scorsa, dopo la mancata vittoria con il Torino in casa in Europa League giovedì, nonostante, lo sottolineo perché è così, il gol annullato, che non andava annullato, che avrebbe blindato la vittoria. E quindi ora testa alla trasferta di Genova di mercoledì, un turno infrasettimanale, perché poi si arriverà a giocare con il Napoli.
E in queste partite noi, prima della prossima sosta tra Lecce, Genova, Napoli e Fiorentina fuori, dobbiamo portare a casa almeno 10 punti. Siamo troppo indietro, le altre corrono forte, e se vuoi arrivare in Europa League tranquillamente, va bene. Ma se vuoi arrivare a fare altro, devi crescere di condizione e di testa.
Ripeto, io approvo il centrocampo di domenica e approvo la partita, soprattutto del brasiliano, migliore in campo. Senza dubbio. Poi, finita questa filippica, ricordiamoci che questo era il Lecce".
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