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PodcastDavid e Openda continuate così: la Juve fa il tifo per voi
David e Openda continuate così: la Juve fa il tifo per voi
David e Openda sono due simboli del fallimento della Juve targata Comolli. Come spesso succede, ci sono però calciatori cui basta cambiare aria per dimostrare il loro valore. Così sta succedendo anche per il canadese e il belga, entrambi ceduti in prestito. A Torino 8 gol in 46 gare, l'ex Lille, voluto da Simeone, ha avuto un impatto strepitoso nell'Atletico Madrid: in Liga tre presenze e altrettante reti, di cui una Derby con il Real, quindi vale doppio. Durante la telecronaca un giornalista lo ha definito attaccante top. “Nella Juve manca il tempo per adattarsi”, le parole di David. Rimpianti bianconeri? No. Anzi. Si tifa per lui. Nel caso in cui continuasse su questa scia, i Colchoneros lo riscatterebbero e nelle case della Juve andrebbero 25 milioni di euro, con plusvalenza praticamente piena perché preso a zero. Forza Iceman. Rispetto a Openda, a Lione ha trovato una rete in Ligue 1 e una in Europa League, ma soprattutto la fiducia del tecnico Fonseca. Insomma nuova vita per il belga, rispetto a quella anonima alla Juve (due gol in 34 presenze) e Nazionale ritrovata, sarà avversaria dell'Italia in Nations League. Anche in questo caso la speranza di Carnevali è la continuità dell'attaccante, ceduto ai francesi in prestito oneroso fino al 30 giugno 2027, per 3.5 milioni di euro, senza però diritto di riscatto. Nel caso, bisognerebbe sedersi attorno ad un tavolo e definire il prezzo del cartellino: la Juve lo prese dal Lipsia per 44 milioni di euro. La trattativa non sarebbe semplice, tutto dipenderà dalle prestazioni di Openda. Quindi forza Forrest Gump.
Juve nessun rimpianto: giusta la cessione di chi non è all'altezza
Juve nessun rimpianto: giusta la cessione di chi non è all'altezza
La Juve non può e non deve vivere di rimpianti. In nessun caso. Eppure c'è una parte della tifoseria animata da questo sentimento, in relazione ad alcuni dei giocatori ceduti perché flop alla Continassa, salvo esplodere in altri contesti. Con la solita stampa complice nel sottolineare gli "errori" della scoietà. L'esempio più eclatante è David. Il canadese nella Liga ha messo a segno tre gol in altrettante presenze con la maglia dell'Atletico, la ciliegina quella nel Clasico. La cura Simeone sta rivitalizzando il canadese, ma guai a prendersela con Spalletti, come fa qualcuno. Il tecnico bianconero ha dato tante occasioni all'ex Lille, ma lui ha risposto assente. Non solo in termini realizzativi (8 gol in 46 gare), ma anche sotto il profilo delle prestazioni. Per meglio dire, dell'atteggiamento. Con i colori bianconeri, il giocatore è parso sempre disconnesso dal contesto. "Non ti danno il tempo", la sua giustificazione. Meno eclatante, ma significativa anche la partenza di Openda con il Lione targato Fonseca: due reti tra campionato e Lille, lo stesso numero totalizzato in 34 apparizioni con la Juve. Bizzarra la spiegazione dell'attacante che ha dato la colpa al modo di giocare di Vlahovic. Appuntamento a fine stagione per capire come andranno a finire i rispettivi prestiti.  A proposito di Vlahovic, è un altro elemento bollato come rimpianto da una fetta importante della tifoseria, seppure il suo addio alla Juve è avvenuto per la scadenza del contratto. Il centravanti ha detto di non aver mai posto condizioni e che non c'è stata mai una trattativa concreta per il rinnovo. Che Spalletti, come noto, avrebbe voluto, lo considera il suo centravanti ideale. In realtà non esistevano le condizioni economiche per farlo, troppo alte le pretese di Milos, papà e ormai agente del centravanti. Nel Besiktas Dusan pare abbia trovato il suo habitat naturale, il tecnico Italiano lo ha esaltato, ringraziando la Juve per non averlo confermato. Nella squadra turca c'è anche Miretti, ceduto in prestito e definito un talento dall'ex allenatore del Bologna. Comunque sia, la dirigenza della Juve, capitanata da Carnevali, ha eseguito una vera e propria rivoluzione, scegliendo nuovi giocatori. Riguardo a quelli andati via (a prescindere dal motivo), a differenza dei tifosi pronti ad accendere la luce della nostalgia, nessun rimpianto. Un grande club non vive di questo, ci mancherebbe. Esiste una legge non scritta del calcio: se un giocatore non riesce a decollare in una squadra, deve cambiare aria. Per il suo bene e per quello della società di appartenenza. 
Cambiaso pronto al rientro, ma per lui dovrebbe esserci un nuovo ruolo
Cambiaso pronto al rientro, ma per lui dovrebbe esserci un nuovo ruolo
La vittoria per 2-0 contro l'Atalanta ha riportato il sereno in casa Juventus e spazzato via le voci sul futuro di Luciano Spalletti. Alla Continassa si torna a guardare al futuro con nuove idee tattiche, sfruttando la sosta per ritrovare la forma migliore e, soprattutto, recuperare gli infortunati. In cima alla lista dei rientri c'è Andrea Cambiaso. Il jolly classe 2000 si è lasciato alle spalle la distorsione alla caviglia rimediata lo scorso 31 agosto contro il Parma. Dopo un primo rientro graduale, nelle ultime sessioni è tornato a svolgere l'intero allenamento con il gruppo. Finora la sua stagione recita appena 31 minuti distribuiti in due presenze da subentrato (come alternativa a Kalulu e Celik), ma il suo ritorno a pieno regime offrirà a Spalletti una soluzione tattica del tutto inedita. Nelle ultime uscite contro NEC e Atalanta, l'allenatore toscano ha alternato il 3-4-2-1 e il 4-2-3-1, ma il piano a lungo termine prevede il ritorno stabile al 4-3-3 (assetto pensato anche per facilitare l'inserimento di Kenan Yildiz al rientro dall'infortunio). In questo scacchiere, la corsia bassa richiede terzini più difensivi e bloccati. Per questo motivo, a partire dalla ripresa degli allenamenti alla Continassa, Spalletti inizierà a testare Cambiaso nel ruolo di mezzala di centrocampo. Un'intuzione già vista sporadicamente in passato per emergenza, ma che ora potrebbe diventare una scelta strutturale, garantendo al giocatore un minutaggio decisamente superiore rispetto a quello da esterno basso.
Austria-Israele, la serata da ricordare (e da dimenticare) di Abu Farchi
Austria-Israele, la serata da ricordare (e da dimenticare) di Abu Farchi
Una serata che resterà scolpita nella memoria di Sayed Abu Farchi, ma per motivi contrastanti. Il classe 2006, attaccante dei Colorado Rapids, ha vissuto un esordio in nazionale che difficilmente potrà dimenticare, un mix tra gioia, orgoglio e amarezza. Nella sfida di Nations League contro l'Austria, il 20enne israeliano è salito in cattedra al 10' della ripresa, quando ha trovato il gol del pareggio con un preciso colpo di testa su una respinta deviata. Un momento speciale: la sua prima rete con la maglia della nazionale maggiore di Israele, arrivata peraltro in un contesto internazionale di rilievo. La festa, però, si è trasformata rapidamente in un boomerang. Abu Farchi ha infatti scelto di celebrare il gol in modo originale, estraendo la bandierina del calcio d'angolo dal terreno e simulando un colpo di biliardo. Un gesto scherzoso che però gli è costato carissimo: il direttore di gara, che lo aveva già ammonito pochi minuti prima, non ha esitato a estrarre il secondo cartellino giallo, sancendo dunque la sua espulsione. Un epilogo che ha avuto pesanti ripercussioni sulla partita. Israele, infatti, è stato costretto a giocare in dieci uomini per quasi tutto il secondo tempo e non è riuscito a contenere la pressione avversaria, subendo due gol tra il 90' e il 93' uscendo sconfitto dal campo per 3-1.
Zidane, l'ex Juve al debutto con la Francia: "Immensa emozione"
Zidane, l'ex Juve al debutto con la Francia: "Immensa emozione"
Zinedine Zidane domani farà il suo esordio sulla panchina della nazionale francese. I transalpini debutteranno in Nations League contro la Turchia e per l’ex numero 21 della Juventus c’è stata oggi la prima conferenza stampa ufficiale alla vigilia di un match. Un’emozione che l’allenatore francese non provava da molto tempo, ovvero da quando ha lasciato la panchina del Real Madrid nel 2021. In questo arco di tempo è stato anche accostato alla panchina della Juve, ma al di là dei rumors, Zidane dopo aver vinto tutto a livello di club ha preferito attendere l’occasione della vita sulla panchina della sua nazione. “Provo un’immensa emozione nel poter essere qui come commissario tecnico – le parole di Zizou prima del suo debutto da ct della Francia – Forse persino più di prima della mia prima volta da giocatore”.
Icardi: stangata in Argentina per l'ex obiettivo Juve
Icardi: stangata in Argentina per l'ex obiettivo Juve
Incredibile quanto accaduto a Mauro Icardi: l'ex attaccante del Galatasaray, accostato di recente alla Juventus, si è visto sospendere la patente in Argentina fino al 2099. Tutto nasce da un video pubblicato sui social in cui il calciatore si trova al volante insieme alla compagna Eugenia "China" Suárez. Nel filmato, la modella viaggia sul sedile passeggero senza cintura di sicurezza, sporgendosi dal finestrino. Dopo la diffusione dei contorni della clip, il Ministero dei Trasporti argentino ha effettuato delle verifiche, scoprendo che l'attaccante non era in possesso di una licenza di guida valida nel suo Paese d’origine in quanto risultava scaduta. Da qui la stangata da record: un'inabilitazione preventiva che, se non impugnata o regolarizzata, lo porterebbe a poter guidare di nuovo in patria solo all’età di 105 anni.
Bruno Fernandes alla Juventus? L'Arabia è l'ostacolo principale
Bruno Fernandes alla Juventus? L'Arabia è l'ostacolo principale
Il futuro di Bruno Fernandes potrebbe non essere più da Red Devil e la Juventus spera di poterlo convincere. Il trequartista portoghese, classe 1994, si trova in una fase delicata del suo rapporto con il Manchester United: il rinnovo contrattuale, atteso da mesi, non è ancora arrivato, e questo stallo apre scenari interessanti per il calciomercato europeo. Secondo indiscrezioni di stampa, il suo entourage avrebbe già sondato il terreno nella scorsa sessione estiva, contattando anche club italiani come Juventus e Milan. Nessuna trattativa concreta, ma un primo segnale di apertura che entrambe le squadre potrebbero voler riprendere in considerazione nelle prossime finestre di mercato. Per la Juventus, in particolare, un giocatore del calibro di Fernandes rappresenterebbe un colpo di grande spessore tecnico: esperienza internazionale, capacità di inserimento, leadership e un bagaglio di gol e assist che ne fanno uno dei centrocampisti offensivi più prolifici degli ultimi anni in Premier League. A partire dal 1° febbraio Fernandes potrebbe accasarsi altrove per la stagione successiva senza costi di cartellino, ma l'ostacolo principale resta l'ingaggio: attualmente a Manchester il lusitano percepisce qualcosa come 22,8 milioni lordi e non è scontato che un club italiano possa reggere cifre simili senza cessioni importanti o un progetto tecnico-finanziario ben strutturato. Sullo sfondo resta la variabile Arabia Saudita, che negli ultimi anni si è dimostrata capace di attrarre stelle affermate del calcio europeo con proposte economiche fuori portata per i club del Vecchio Continente. Se il divorzio dallo United dovesse concretizzarsi, la Saudi Pro League rimane l'ipotesi più realistica dal punto di vista finanziario. Per ora si tratta solo di suggestioni di mercato, ma la situazione contrattuale di Fernandes merita di essere monitorata con attenzione nei prossimi mesi. In caso di ritorno in Champions League e se dalle cessioni dei vari Openda, David, Miretti e compagnia dovesse arrivare un tesoretto, se ne potrebbe parlare concretamente.
Mondo del tennis in lutto: è morta Elena Pero, storica voce di SkySport
Mondo del tennis in lutto: è morta Elena Pero, storica voce di SkySport
Elena Pero, giornalista e telecronista sportiva, voce storica del tennis su Sky, è morta a 60 anni. Lo ha annunciato Federico Ferri, direttore di Sky Sport, nella serata di giovedì 24 settembre 2026, salutando "una collega, un’amica, una persona straordinaria e indimenticabile. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre". In pochissimi minuti, sotto al post su Instagram con cui Sky Sport ha annunciato la scomparsa di Elena, sono arrivate centinaia di commenti di amici, colleghi e fan che per anni hanno seguito il tennis con le telecronache di Pero, spesso in coppia con Paolo Bertolucci.
Douglas Luiz va di fretta. In questo dato lui e Celik sono i migliori in Serie A
Douglas Luiz va di fretta. In questo dato lui e Celik sono i migliori in Serie A
In questo inizio di stagione Douglas Luiz e Zeki Celik si sono conquistati i galloni di titolarissimi nello scacchiere di Spalletti. Certo, gli infortuni di altri elementi gli hanno agevolato le cose, ma non si può certo dire che non sia mancata la buona volontà al brasiliano e al turco. C'è da migliorare insomma, ma alcuni dati certificano la loro crescita. Colpisce invece quello relativo alla velocità dei due giocatori, dato che in questo campionato finora nessuno ha raggiunto i loro picchi. Contro il Parma entrambi hanno infatti fatto registrare una velocità di 36,3 chilometri orari, più di qualsiasi altro in Serie A nelle prime cinque giornate.
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