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Lutto nel mondo del calcio, è morto a 78 anni l’ex Juve Gianpietro Marchetti
Il mondo del calcio piange la scomparsa dell'ex Juve e Atalanta Gianpietro Marchetti. In bianconero vinse 2 Scudetti e giocò anche in Nazionale. Nel corso della sua carriera ebbe anche esperienza da dirigente, si ricorda quella con il Piacenza, che a metà degli anni Novanta salì per la prima volta in Serie A. Tutta la redazione di Bianconera News si stringe nel ricordo dell'ex calciatore.
Alessio non ha dubbi: "Conte alla Juve? No, vi dico la sua destinazione"
Angelo Alessio è stato vice di Conte alla Juve e in Nazionale. L'allenatore campano parla della panchina bianconera rispetto all'arrivo del tecnico salentino, nel caso in cui crollasse Spalletti: "Quando un allenatore va male subito si pensa quale sia il suo possibile sostituto e in tal senso Conte è uno dei migliori in circolazione, quindi è normale che se ne parli. Non credo che la panchina di Spalletti possa però essere messa in discussione se dovesse arrivare un nuovo risultato negativo, perché è stato fatto un progetto di squadra all’inizio dell’anno e credo andrà avanti. Nelle ultime annate si sono alternati tanti dirigenti e diversi allenatori alla Juve, quindi un minimo di stabilità bisogna darlo. A Spalletti hanno rinnovato il contratto proprio qualche mese fa, quindi vedo un esonero". Sul futuro di Conte: "Vedo Antonio più vicino al Manchester United, ma se dovessero chiamarlo valuterà se entrare in corsa o aspettare con calma la stagione successiva, per poter incidere maggiormente anche nel calciomercato".
L'ex Juve Ronaldo dice addio alla Nazionale: "E' arrivato il giorno di restituire la numero 7"
Cristiano Ronaldo dice addio alla Nazionale portoghese. L'annuncio è dello stesso fuoriclasse lusitano, ex anche della Juve (dal 2018 al 2021), 41 anni compiuti lo scorso febbraio, attraverso un video sui social. Cr7 dal 2003 ad oggi, in 23 anni, Cr7 ha collezionato 234 gare con la maglia del Portogallo, condite da 146 reti. Nel suo palmares un Europeo e due Nations League. Queste le parole di Ronaldo: "Volevo fare la storia con il Portogallo. Ci sono state notti che non dimenticherò mai. Milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto, fatto parte della mia storia. Non vedo solo gol, record, trofei, ma persone. Ho voluto essere il migliore, grazie per aver creduto in me. E' arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della Nazionale, non l'ho mia sentita esclusivamente mia, ma per 23 anni ho avuto il privilegio di indossarla. Ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa, ma anche con il cuore".
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AZ-Juve, McKennie tifa da casa e si scalda per la Fiorentina
McKennie questa sera guarderà Az-Juve dal divano di casa. Dopo il provino fatto ieri dallo statunitense (alle prese con un fastidio muscolare), Spalletti ha deciso di non convocarlo più che altro a scopo precauzionale. Il giocatore punta alla gara di domenica contro la Fiorentina, ultimo match perima della sosta per le Nazionali. La Juve dovrà dare continuità dopo il successo contro il napoli, per non staccarsi troppo dalla zona Champions, ora a -6-
PodcastIl centravanti ideale per la Juve è Icardi: pro e contro dell'argentino
Icardi alla Juve è un po' come la celebre favola di Esopo, in cui un giovane pastore per gioco grida “al lupo, al lupo”, fino a quando l'animale arriva davvero. L'attaccante argentino da diversi anni è accostato ai bianconeri, alla fine l'affare non è mai decollato. La situazione attuale delle due parti rende vive le voci su questa ipotesi. Il giocatore è svincolato ed è a caccia di una nuova sistemazione, i bianconeri hanno seri problemi in fase realizzativa e cercano un vero nove, capace di trasformare in gol le occasioni create dalla squadra. Hanno enormi difficoltà a farlo Kolo Muani e Woltemade, entrambi con caratteristiche diverse. La squadra di Spalletti ha il quattordicesimo attacco del campionato, con 13 reti, meno della metà della Roma, in vetta a questa speciale classifica con 28. Soprattutto in una stagione in cui si segna molto, la Juve deve invertire la rotta se vuole sperare nella zona Champions League.
La vena realizzativa di Icardi è un pro rispetto alle esigenze della Juve. Nell'ultima stagione con il Galatasaray, il trentatreenne di Rosario ha totalizzato 16 gol in 47 presenze, 19 reti la media nell'intero quadriennio turco. Niente male, anche se la Super Lig non è un campionato top. Ci sono però anche dei contro su questo giocatore. Intanto il fattore economico. Nel club di Istanbul ha percepito 9 milioni netti l'anno. Insostenibili per le casse e la politica societaria dei bianconeri. Nel caso, dovrebbe abbassare le pretese. L'altro aspetto è di natura caratteriale. O meglio, c'è qualche timore possa essere un elemento nocivo per gli equilibri dello spogliatoio. A proposito, Icardi fu allenato da Spalletti all'Inter, di cui era capitano. Tra i due ci furono attriti, ma parliamo di altri tempi. Certe cose si possono sistemare, per reciproca convenienza e soprattutto per il bene della squadra. Al momento siamo nel perimetro di ragionamenti e ipotesi. Icardi alla Juve resta una favola stile Esopo. Le vie del mercato però sono infinite e chissà, magari il lupo un giorno può arrivare per davvero.
AZ-Juve: un osservato speciale tra i giocatori olandesi
Az-Juve vale la quarta gara di Europa League, ma sarà anche occasione per pensare al mercato. C'è un giocatore della squadra olandese nel mirino dei bianconeri da tempo: Kovacs. Il diciannovenne attaccante ungherese dovrebbe partire dalla panchina, ma non si esclude un impiego in corso di gara da parte del suo allenatore. Come riporta TuttoJuve.com, da poco il giocatore ha rinnovato il suo contratto con l'AZ fino al 2029, al momento la valutazione è intorno ai 10 milioni. Su Kovacs ci sono diversi top club europei.
Az-Juve: cercasi conferme per annusare gli ottavi di Europa League
La parola d'ordine in casa Juve è continuità, rispetto al successo contro il Napoli e non solo. L'AZ Alkmaar rappresenta uno snodo importante per questo, oltre ovviamente per il cammino in Europa League. In caso di bottino pieno la squadra di Spalletti salirebbe a quota 10, mantenendosi tra le prime otto della classifica, sinonimo di qualificazione diretta agli ottavi di finale. Purché non si facciano scherzi nel resto delle agre contro Omonia, Beer Sheva, Ferencvaros e Real Sociedad. Si può, si deve fare. Anzi, i bianconeri devono puntare ad arrivare fino in fondo perché in caso di trionfo, si spalancherebbero le porte della Champions League in via diretta. Discorsi forse prematuri, ma vanno fatti.
Spalletti ha annunciato dei cambi per la Juve da opporre all'Az Alkmaar. Intanto nel trio difensivo davanti a Vicario, Kelly prenderà il posto di Lucumi, come partner di Gatti e Bremer. Parte dalla panchina Douglas Luiz, nel cuore del centrocampo tocca a Sarr affiancare il padrone di casa Koopmeiners. Perl'olandes serata speciale contro il fratello Peer. Kalulu a destra e Cambiaso a sinistra. Dubbio in avanti: uno tra Alajbegovic e Boga sulla trequarti insieme a Kolo Muani, Woltamde terminale offensivo. Sulla carta parliamo di un 3-4-2-1, come sempre modificabile in campo rispetto alla fase di gioco e in generale all'andamento della gara.
Spalletti più tranquillo, ma non sono ammessi passi indietro
Luciano Spalletti sta sicuramente vivendo qualche giorno più tranquillo dopo l’altissima pressione scatenatasi nelle ultime settimane. La vittoria contro il Napoli ha ridato i tre punti e un po’ di serenità all’ambiente Juve, poi ieri ci ha pensato Giovanni Carnevali a levare le altre castagne dal fuoco. L’amministratore delegato bianconero, davanti all’Assemblea degli azionisti (sua prima apparizione in questo contesto), ha ricordato che la Juventus è ben lontana dal vincere e di conseguenza al momento non ci sono obiettivi alti a breve termine. Inoltre, lo stesso ad ha tenuto a precisare che l’allenatore è Spalletti e che è sostenuto da tutti nell’ambiente.
Fine dei giochi? Manco per scherzo, perché tutti siamo legati ai risultati, nella vita di tutti i giorni, non solo nello sport e nell’attività lavorativa in genere. È chiaro che Carnevali abbia fatto un quadro realistico quanto per certi versi impietoso della situazione Juve, con la mannaia dell’UEFA dietro al collo e le difficoltà a risalire la china dopo anni di errori in serie, ma non significa di certo che si accetta qualsiasi cosa. I tifosi sono tornati a sostenere la squadra dopo la vittoria col Napoli, ma nel prepartita e durante il match stesso non hanno usato mezzi termini per mettere giocatori e allenatore di fronte alle loro responsabilità.
Una rondine non fa primavera, una vittoria in un match tanto importante, non fa di certo una stagione. Almeno non alla Juventus. La situazione in Europa League è ottima dopo due vittorie e un pareggio, cosa che consentirà di affrontare la trasferta olandese con poca pressione e meno pensieri. Discorso diverso riguarda il campionato, in cui la Juve è già incappata in 1 pareggio e 3 sconfitte in 10 gare. Uno score che va invertito perché la media punti non è da Champions League, anzi visto che le altre davanti hanno un ritmo forsennato, il rischio è quello di rimanere proprio fuori dall’Europa. A meno che non si vinca appunto la coppa che si gioca quest’anno.
Insomma, la gara importante sarà la trasferta con la Fiorentina in programma domenica. È lì che la Juventus non potrà più sbagliare e di conseguenza, fischiettare o trastullarsi oggi non serve a nulla. Serve mantenere alta l’attenzione e la tensione per fare una buona partita con l’AZ Alkmaar in modo da arrivare in condizioni mentali ottimali a Firenze. E poi conterà anche l’aspetto atletico: con pochi giocatori a disposizione bisognerà dosare le energie e rientrare a Torino venerdì con tanto ancora da spendere. Insomma, bene la ritrovata serenità, ma che non si trasformi per l’ennesima volta in leggerezza e distrazioni.
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