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Accadde oggi, 13 luglio 1958: Torino-Juventus 1-2, il derby che spalancò ai bianconeri le porte dei quarti di Coppa Italia
Il 13 luglio 1958 la Juventus scrisse un'altra pagina della propria storia superando il Torino per 2-1 al Filadelfia, in un derby valido per l'ultima giornata del Girone Eliminatorio A della Coppa Italia 1957-1958. Un successo pesante, non soltanto per il prestigio della stracittadina, ma perché consentì ai bianconeri di chiudere il girone al primo posto e conquistare la qualificazione ai quarti di finale della competizione.
La formula della Coppa Italia di quell'edizione era molto diversa da quella odierna. Dopo una prima fase disputata con gironi all'italiana, soltanto le vincitrici di ciascun raggruppamento accedevano ai quarti di finale. La Juventus arrivò all'ultima giornata in testa al proprio girone e completò il lavoro espugnando il campo dei granata, confermando la propria superiorità anche nel derby di ritorno dopo il successo dell'andata per 2-0.
Davanti al pubblico del Filadelfia fu il Torino a portarsi in vantaggio al 23' con Gianfranco Petris. La reazione bianconera, però, non si fece attendere. In apertura di ripresa Giampiero Boniperti, autentica bandiera juventina, firmò il pareggio con una punizione che rimise in equilibrio la sfida. A sei minuti dal termine arrivò il gol decisivo: Antonio Montico trasformò un calcio di rigore regalando alla Juventus il definitivo 2-1 e la vittoria nel derby.
Quel successo rappresentò un passaggio fondamentale nel cammino della squadra allenata da Ljubisa Brocic. I bianconeri chiusero infatti il girone eliminatorio al primo posto, conquistando l'accesso ai quarti di finale della manifestazione.
Il percorso della Juventus proseguì poi con il successo ai tempi supplementari contro la Sampdoria nei quarti di finale. L'avventura si fermò invece in semifinale contro la Lazio, futura vincitrice del torneo, che si impose per 2-0. I bianconeri disputarono quindi la finale per il terzo posto contro il Bologna, conclusa in parità e assegnata ai rossoblù soltanto tramite sorteggio dopo che anche la serie dei rigori non era riuscita a rompere l'equilibrio, come prevedeva il regolamento dell'epoca.
Accadde oggi, 13 luglio 1958: un derby non vale mai soltanto tre punti o una qualificazione. Vale prestigio, orgoglio e appartenenza. Quella vittoria al Filadelfia confermò ancora una volta la forza della Juventus, trascinata da campioni come Boniperti, Charles e Sivori, protagonisti di una delle epoche più importanti della storia bianconera.
Carnevali: "Kolo Muani e Frattesi? Ecco qual è la verità"
A proposito di calciomercato, Giovanni Carnevali non ha problemi ad ammettere le difficoltà incontrate dalla Juventus in questa sessione, ma non ha alcuna intenzione di farsi prendere per il collo da nessuno: “Kolo Muani? Ci sono richieste troppo elevate, o troviamo un accordo altrimenti andremo su qualche altro giocatore. La richiesta è superiore ai 45 milioni”.
“Oggi acquistare è facile, basta spendere ma i numeri sono alti”, prosegue l’ad e dg bianconero, ma la Vecchia Signora cerca la via della sostenibilità. "Frattesi? È un ragazzo straordinario, che ha trovato poco spazio nell'Inter. Farebbe comodo a tutti i grandi club. Chiaramente però abbiamo tanti grandi giocatori e dobbiamo trovare le possibilità di cederli. In questi ruoli non abbiamo la necessità di un giocatore come lui".
PodcastJuve tra difficoltà, speranze e Uefa: tocca a Carnevali, Massara e Spalletti
Ricostruire è il verbo accostato alla Juve ormai da qualche stagione. La speranza sia l'ultimo anno zero, anche se la missione appare più difficile per i problemi ormai noti, di natura economica. Acuiti dalla mancata qualificazione alla prossima Champions League, sinonimo di una sessantina di milioni in meno da poter spendere sul fronte del mercato. Nelle mani di Carnevali e Massara, un duo di livello chiamato a dare a Spalletti una rosa all'altezza Le vicende della Signora ormai da tempo sono scandite da dinamiche stile “Alla fiera dell'Est”, nota canzone di Branduardi. Giuntoli doveva sistemare i problemi dei suoi predecessori, ma non c'è riuscito. Così per cambiare trend è stato ingaggiato Comolli, esito addirittura peggiore, fallimentare l'aggettivo giusto. Il nuovo ad e dg quindi deve riparare i danni causati da due gestioni. Che inevitabilmente si stanno riflettendo sul mercato attuale. In primis perché diversi calciatori sono fuori dal progetto di Spalletti per quanto riguarda la questione tecnica, ma anche societario per via del peso enorme sul bilancio.
La Juve ha addosso gli occhi della Uefa dopo la multa di 6 milioni di euro ricevuta per aver sforato i paletti del Fair Play Finanziario dell'ultimo triennio, 14 sono condizionati al rispetto del prossimo. Insomma è vietato sbagliare. Lo ha detto Carnevali già due volte, sottolineando come sia molto difficile, in qualche caso impossibile, mettere a segno alcuni colpi, con riferimento a Kessie, Theo Hernandez e Brahim Diaz. Il nodo principale da sciogliere, come accennato, restano gli esuberi, troppi. A prescindere dal costo del cartellino, le difficoltà nascono soprattutto dagli ingaggi. Tanto per fare qualche esempio: Openda percepisce 4 milioni l'anno, Koopmeiners 4 e mezzo, Arthur 5, David addirittura 6. Parliamo di netto, quindi peso quasi il doppio il peso in bilancio. Oltre al giovane Ekhator, Spalletti sperava ci fosse qualche new entry in più da subito, il mercato è lungo e serve pazienza. Ne hanno poca i tifosi, ma il loro umore è comprensibile. La svolta tanto attesa puntualmente non arriva. Sarebbe già importante tornare a lottare per lo scudetto, manca dal 2020. La Juve deve tornare nel suo habitat naturale. Carnevali, Massara e Spalletti: a voi.
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Carnevali: "Impossibile dire no alla Juve, decisione rapida"
Giovanni Carnevali, amministratore delegato e direttore generale della Juventus, ha parlato a La politica nel pallone del suo ingaggio alla Juventus. "Il contatto con la Juve? Tutto si è svolto in maniera veloce”, racconta.
Il club bianconero aveva deciso di far fuori Damien Comolli, ma aveva bisogno di certezze: “Ho dovuto prendere anche decisioni rapide, lasciare una società come il Sassuolo non era facile perché con la proprietà c'è un legame speciale. Dal momento in cui sono stato contattato dalla Juventus non ci ho pensato un attimo, non puoi dire di no a una società così, appena ho avuto questa proposta ho subito accettato", ha aggiunto il dirigente.
Juve,un cantiere aperto con ancora poche certezze
Era la fine di maggio, quindi poco più di un mese fa, e la Juve chiudeva la stagione con l'amaro in bocca per aver buttato la qualificazione in Champions nelle ultime due partite di campionato con Fiorentina e Torino. Dal terzo posto, sudato grazie anche alle frenate di chi la precedeva, scivolava sulle proprie disgrazie nel momento in cui sembrava filare tutto liscio: Spalletti aveva rinnovato sulla fiducia di una dirigenza troppo acerba per non credere che non ce l'avrebbe fatta, il tanto decantato attaccante – Vlahovic – era tornato e aveva ricominciato anche segnare e la squadra sembrava almeno in grado di portare a termine l'impresa di non bruciare la qualificazione e la bellezza di circa 60 milioni in un solo colpo. Tutto invece si è sbriciolato tra le mani di chi quel pensiero se l'era fatto. Un fallimento sportivo costato però la testa del solo staff dirigenziale, reo di politiche astratte e improduttive e di un rapporto mal costruito con l'allenatore a cui però gran parte delle responsabilità sono state depenalizzate. È anche vero che non si poteva resettare nuovamente tutto dopo l'azzeramento di Giuntoli e Thiago Motta, che ad onor di cronaca almeno i soldi della qualificazione li avevano portati a casa. Due pesi e due misure e un vincitore, Spalletti, a cui però adesso non verranno fatti più sconti.
Richieste – Chiellini ha agito da ago della bilancia giocando di sponda sulla necessità di riconfermare almeno l'allenatore e di rinforzare, per quanto possibile, la squadra. Certo che non potendoli cambiare tutti, risultava già abbastanza impegnativo fare richiesta di sostituirne almeno sei-sette: due per ruolo, dovendo passare al setaccio lo stesso numero di giocatori in uscita. La dimostrazione della difficoltà di agire la si registra nei mancati movimenti concretizzati, seppur con poco tempo a disposizione, dal nuovo uomo al comando – Carnevali -, anche lui inchiodato sulle “classiche” operazioni che hanno contraddistinto sogni e possibilità del mercato bianconero delle ultime campagne. Il motivo è molto semplice: soldi da buttare non ce ne sono più e a imporlo sono anche i paletti finanziari imposti dall'Uefa, dopo aver sforato gli ultimi tre bilanci per tentare di vincere subito.
Ripresa – Oggi riaprono i cancelli della Continassa e immaginiamo quale possa essere l'umore dei tifosi e quello di Spalletti che sperava di poter mostrare tutto il suo apprezzamento per qualche nuovo “buon” giocatore. E invece ritroverà gran parte di quelli che ha depennato dalla lista ma non sono stati ancora ceduti, tipo Di Gregorio, Gatti, Zhegrova, Miretti e Openda, ritrovando quelli di cui potrebbe doversi poi accontentare come Douglas Luiz, Cambiaso e Kelly, prima del ritorno dai mondiali di David e Koopmeiners e con la sola certezza – se non viene girato in prestito – di Ekhator. Tutto attorno nomi e trattative aperte, ma anche richieste ritenute eccessive per le possibilità societarie. Insomma, un mercato tutto in salita dove servirà il colpo ad effetto e coraggioso. Attenti ai nomi di Vicario, Lucumì e Pellegrino e ai capricci di Zaniolo alla corte dell'Udinese.
Inter e Juventus su Stones: gli aggiornamenti sull'inglese
Due società di Serie A sono interessate a John Stones, centrale del Manchester City fino a giugno 2026 e della Nazionale inglese: Juventus e Inter. A parametro zero rappresenta una grande opportunità per i club torinesi e milanesi, alla ricerca di un profilo d'esperienza ma per diversi motivi: i bianconeri vogliono ritornare in Champions League dopo il sesto posto dell'ultima annata, mentre i nerazzurri necessitano del sostituto di Francesco Acerbi, Stefan De Vrij e Matteo Darmian.
Ad aggiornare sul suo futuro è Gianluigi Longari, giornalista presso l'emittente televisiva 'Sportitalia', attraverso la piattaforma X. Ecco quanto detto: "John Stones. Alternativa a costo zero per l’Inter. L’ex Manchester City non sarà il primo centrale che i nerazzurri prenderanno, ma dopo l’uscita di Pavard (che non fa parte del progetto) verrà valutato seriamente dall’Inter. Nome caldo e confermato dopo i contatti svelati in serata".
Longari: "Pellegrino-Juventus, prosegue l'interesse dei bianconeri per l'argentino"
La stagione sottotono di Jonathan David e Lois Openda, entrambi arrivati nell'estate 2025 rispettivamente da Lille e Lipsia, il mancato rinnovo di Dusan Vlahovic e problemi fisici di Milik hanno costretto la Juventus a intervenire sul mercato. Giovanni Carnevali e Frederic Massara hanno sondato diversi nomi per il ruolo di centravanti: da Robert Lewandowski, poi trasferitosi in MLS, a Folarin Balogun, Alexander Sorloth passando per Guirassy del Borussia Dortmund.
Oltre a considerare il ritorno di Randal Kolo Muani - in bianconero nel periodo gennaio-luglio 2025 - la società torinese ha messo gli occhi su Mateo Pellegrino, bomber del Parma di Carlos Cuesta. Sulla piattaforma X, Gianluigi Longari - giornalista presso l'emittente televisiva 'Sportitalia' - ha rilasciato gli ultimi aggiornamenti. Ecco le sue dichiarazioni: "La Juventus continua a sondare Mateo Pellegrino del Parma per il proprio reparto avanzato. Alternativa low cost e apprezzata dai bianconeri dopo i sondaggi della scorsa settimana".
Juventus, inizia la stagione 2026/2027: le ultime sulla campagna abbonamenti
Nonostante il sesto posto ottenuto nell'ultima stagione di Serie A, la Juventus ha intenzione di riscattarsi: Giovanni Carnevali, nominato Amministratore Delegato della società bianconera dopo le dimissioni di Damien Comolli, ha il compito di garantire a Luciano Spalletti - dal 1 Novembre tecnico del club - una squadra competitiva sia in campionato che nelle coppe. Ufficializzato Ekhator, ma trattative aperte per Emiliano Martinez, John Lucumì e Randal Kolo Muani.
Dall'altra parte i tifosi sono fiduciosi nel progetto bianconero. Infatti, la Juventus comunica che a chiusura della prima fase della campagna abbonamenti l'85% dei possessori ha rinnovato. Sold out settori Nord1 e Sud1, destino simile per i posti Premium. La formula più scelta è la STAR, che permetterà di far vedere Serie A, Europa League e l'ottavo di finale della Coppa Italia. La chiusura è il 24 luglio, ossia alla vigilia dell'amichevole con lo Standard Liege, squadra belga.
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