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PodcastChi vuole la Juve lo dimostri: ogni riferimento a Kessié non è casuale
Chi vuole la Juve lo dimostri: ogni riferimento a Kessié non è casuale
Parlare di sacrificio per chi in carriera ha guadagnato tanti soldi è eufemistico, comunque sia, se Kessié vuole la Juve deve abbassare le sue pretese. L'esperienza in Arabia Saudita ha certamente aumentato il conto in banca, la crescita professionale del calciatore invece ha subito un rallentamento, se circoscriviamo il discorso all'aspetto meramente tecnico. La Saudi League, si sa, è un campionato poco competitivo, in molti casi simile ad una parata di stelle a caccia degli ultimi contratti facoltosi prima di appendere gli scarpini al chiodo. Il ventinovenne ex Milan invece, fa dietrofront perché vuole misurarsi di nuovo con il calcio del Vecchio Continente. Il ritorno in Serie A è l'obiettivo primario, nella fattispecie la Juve. Franck è stuzzicato dall'idea di essere allenato da Spalletti e ricongiungersi a Massara, con cui, da protagonista, conquistò il diciannovesimo scudetto rossonero, nella stagione 2021/2022. Il nuovo Direttore tecnico della Juve potrebbe essere la chiave giusta per chiudere l'affare, puntando anche sull'aspetto emotivo. La condizione necessaria, come detto, è legata alle richieste di Kessié e del suo entourage. Sul fronte dell'ingaggio, si parla di 5/6 milioni di euro stagionali, il nodo come sempre in questi ormai finti parametri zero, è legato al cosiddetto bonus alla firma, una sorta di tassa a carico dell'acquirente. L'ivoriano sarebbe comunque il profilo ideale per innalzare il livello del centrocampo bianconero, indipendentemente si giochi a due o a tre. Inoltre aggiungerebbe esperienza e personalità, elementi aggiuntivi chiesti da Spalletti e di cui la rosa della Juve scarseggia. Non resta che attendere l'evolversi della trattativa. Kessié potrebbe essere il primo colpo di livello del duo Carnevali-Massara. La “palla” è tra i piedi del giocatore ivoriano: se vuole sposare veramente con la Signora, lo dimostri.
Galia a TMW Radio: “Alla Juventus manca la personalità. Serve rifondare dalle basi”
Galia a TMW Radio: “Alla Juventus manca la personalità. Serve rifondare dalle basi”
Roberto Galia è stato ospite nel pomeriggio di Tmw Radio. Di seguito riportiamo le sue parole sul mercato della Juventus: "Nico Gonzalez può servire alla Juve? Non ha fatto male, poi quando si arriva in semifinale vuol dire che non sei l'ultimo arrivato. I giocatori di personalità fanno la differenza, questi servono alla Juve. Lo dico anche per la mia esperienza alla Juve. Ero un ottimo scudiero, ma con certi giocatori in campo, con grande carisma...alla Juve ce ne sono pochi oggi con personalità. la Juve deve tornare indietro nel tempo. Vedo il Como degli ultimi anni, penso che debba ricominciare a ricostruire qualcosa d'importante, che non puoi fare in un anno. La Juve deve rifare le fondamenta. Spalletti è l'allenatore giusto, ora serve trovare una squadra che si dedichi completamente a lui e una società che gli vada dietro. I tifosi dovranno avere molta pazienza".
Celik-Juve, cronistoria di un'operazione a sorpresa: Carnevali beffa la Roma
Celik-Juve, cronistoria di un'operazione a sorpresa: Carnevali beffa la Roma
Sembrava tutto fatto per la permanenza di Zeki Celik alla Roma. Fino a poche ore fa, infatti, il futuro del terzino turco sembrava destinato a restare giallorosso: il rientro a Trigoria era previsto per il 18 luglio, al termine delle vacanze post Mondiale, e subito dopo sarebbe dovuta arrivare la firma sul rinnovo di contratto. Dopo mesi di trattative, incontri e confronti, le parti sembravano aver trovato la quadra. Il prolungamento era fortemente voluto da Gian Piero Gasperini e dalla dirigenza romanista, mentre lo stesso Celik aveva più volte manifestato la volontà di proseguire la propria esperienza nella Capitale. Il difensore aveva anche respinto il corteggiamento della Fiorentina, dando priorità alla Roma e facendo pensare che la fumata bianca fosse ormai soltanto una formalità. Lo scenario, però, è cambiato all'improvviso. La Juventus è tornata con decisione sul giocatore e ha piazzato il blitz che ha ribaltato completamente la situazione. Decisivo il lavoro della nuova dirigenza bianconera, con Giovanni Carnevali e Ricky Massara capaci di inserirsi nel momento chiave della trattativa e convincere Celik a cambiare destinazione. L'operazione è stata favorita anche dal fatto che il laterale fosse ormai svincolato dopo la scadenza del contratto con la Roma. Luciano Spalletti aveva chiesto un esterno affidabile, già esperto del campionato italiano e immediatamente pronto, e la Juventus ha individuato nel nazionale turco il profilo ideale per rinforzare la corsia destra. Una volta ottenuto il sì del giocatore, tutto è proceduto rapidamente. Celik ha raggiunto Torino, ha sostenuto le visite mediche al JMedical e ora attende soltanto l'annuncio ufficiale e la firma sul contratto che lo legherà alla Juventus per le prossime tre stagioni. Per la Roma si tratta di una vera beffa. Quando il rinnovo sembrava ormai imminente e i tifosi aspettavano soltanto il ritorno del giocatore in ritiro, la Juventus ha sferrato l'affondo decisivo, trasformando un'operazione che pareva chiusa in favore dei giallorossi in uno dei colpi più sorprendenti di questa finestra di mercato.
Gabriel Jesus in uscita dall’Arsenal. Tante le piste, ma per la Juve non è una priorità
Gabriel Jesus in uscita dall’Arsenal. Tante le piste, ma per la Juve non è una priorità
Che Gabriel Jesus rimanga in uscita dall'Arsenal ormai è tutt'altro che un segreto. Il centravanti brasiliano è ormai ad un anno dalla scadenza del contratto e i gunners hanno tutta l'intenzione di monetizzare per una sua eventuale cessione. Sul giocatore da tempo si stanno muovendo svariate squadre europee, a partire dalle big del calcio turco, passando per l'Atletico Madrid e infine arrivando all'Italia. Più nello specifico il nome di Gabriel Jesus è stato accostato ultimamente al Milan e alla Juventus. I bianconeri però, stando a quanto riportato da Tuttomercatoweb.com e TuttoJuve, al momento non considerano l'ex Manchester City una priorità. Se non si tratta di una bocciatura insomma poco ci manca, anche perché la richiesta dell'Arsenal si attesta comunque intorno ai 20 milioni di sterline. Decisamente troppo per un giocatore che non ha disputato neanche mille minuti nell'ultima stagione e che nel 2024-25 è incappato nella rottura del crociato.
Premi Mondiali: ecco quanto incassa la Juve dai suoi calciatori
Premi Mondiali: ecco quanto incassa la Juve dai suoi calciatori
Con il Mondiale 2026 ormai alle battute finali, restano da disputare soltanto la finale per il terzo posto tra Francia e Inghilterra e l'atto conclusivo che metterà di fronte Spagna e Argentina. Oltre agli aspetti sportivi, la competizione porterà benefici economici anche ai club che hanno messo a disposizione i propri calciatori per le nazionali. Secondo i calcoli pubblicati da Calcio e Finanza, la Juventus incasserà 1.215.000 dollari grazie al FIFA Club Benefits Programme, il meccanismo con cui la federazione internazionale riconosce un indennizzo alle società per i giocatori convocati ai Mondiali. L'importo destinato ai bianconeri è stato determinato dalla presenza di sei tesserati della Juventus nella competizione iridata. Complessivamente, i calciatori del club hanno totalizzato 243 giorni di permanenza con le rispettive nazionali, parametro sul quale viene calcolato il contributo FIFA, che garantisce un rimborso di circa 5.000 dollari al giorno per ciascun giocatore convocato. Tra le società di Serie A, la Juventus occupa il quarto posto nella speciale classifica degli incassi derivanti dal programma di compensazione FIFA. Davanti ai bianconeri figurano il Milan con 2,315 milioni di dollari, l'Atalanta con 1,595 milioni e l'Inter con 1,550 milioni. Nel complesso, come evidenzia Calcio e Finanza, i club italiani riceveranno quasi 14 milioni di dollari grazie al FIFA Club Benefits Programme. Una somma significativa che rappresenta un'ulteriore risorsa economica per le società, anche in vista delle operazioni di mercato estive.
Accordo Juve-UEFA per il FPF: gli obiettivi intermedi e le sanzioni previste
Accordo Juve-UEFA per il FPF: gli obiettivi intermedi e le sanzioni previste
La Juventus ha intrapreso un percorso triennale di rientro nei parametri del Fair Play Finanziario UEFA. Come ricostruito da Calcio e Finanza, il club bianconero ha sottoscritto lo scorso 30 giugno un settlement agreement con la First Chamber del Club Financial Control Body (CFCB), l'organo di controllo finanziario della UEFA, dopo il mancato rispetto della Football Earnings Rule, il parametro che ha sostituito il vecchio sistema del break-even. L'accordo nasce in seguito al procedimento aperto dalla UEFA nel settembre 2025. Secondo l'organismo europeo, la Juventus aveva registrato un deficit aggregato superiore ai limiti consentiti nei periodi di rendicontazione chiusi nel 2023, 2024 e 2025. Il settlement agreement evita al club una sanzione più pesante nell'immediato, ma impone un piano di risanamento vincolante che si svilupperà nell'arco di tre stagioni. Gli obiettivi del piano di rientro Come evidenzia Calcio e Finanza, il monitoraggio riguarderà gli esercizi finanziari 2026, 2027 e 2028 e le stagioni sportive dalla 2026/27 alla 2028/29. L'obiettivo finale è quello di riportare la Juventus nel pieno rispetto della Football Earnings Rule, con un risultato economico aggregato che rientri nei limiti previsti dalla normativa UEFA. Il percorso sarà graduale. Per il bilancio 2026 il club dovrà contenere il deficit di Football Earnings entro i 5 milioni di euro, valore calcolato al netto dei cosiddetti "costi virtuosi" esclusi dal conteggio UEFA. Questo limite potrà arrivare fino a 60 milioni soltanto nel caso in cui l'eventuale scostamento sia interamente coperto da aumenti di capitale o altre operazioni di equity. Nel 2027 i parametri diventeranno ancora più rigidi: la Juventus dovrà sostanzialmente raggiungere il pareggio di bilancio secondo i criteri UEFA, con un deficit massimo pari a zero. Anche in questo caso saranno previste alcune deroghe legate ai conferimenti di capitale o a risultati migliori rispetto al primo anno, fermo restando che il deficit complessivo dei primi due esercizi non potrà eccedere i 60 milioni di euro. Il traguardo finale sarà rappresentato dal bilancio 2028, quando verrà effettuata la valutazione complessiva sui tre esercizi per verificare il pieno rientro nei parametri della Football Earnings Rule. Monitoraggio costante e obblighi verso la UEFA Il settlement agreement non si limita agli obiettivi economici. Durante tutto il periodo dell'accordo la Juventus sarà sottoposta a un controllo costante da parte della UEFA. Il club dovrà continuare a rispettare tutti i requisiti previsti per il rilascio della licenza UEFA, dimostrando la propria continuità aziendale attraverso relazioni dei revisori prive di rilievi. Sarà inoltre tenuto a trasmettere informazioni finanziarie e legali complete e aggiornate, comprese quelle relative al Transfer Balance, ossia il saldo economico delle operazioni di mercato. Tra gli obblighi rientra anche l'invio, con cadenza semestrale, di report destinati alla First Chamber del Club Financial Control Body, con cui la Juventus dovrà documentare l'avanzamento del piano e il rispetto dei target fissati. La UEFA, inoltre, si riserva la possibilità di richiedere ulteriore documentazione o di incaricare revisori esterni per effettuare verifiche supplementari. La sanzione economica: 6 milioni subito, altri 14 subordinati ai risultati Sul piano economico, il settlement agreement prevede una sanzione massima di 20 milioni di euro. Di questi, 6 milioni rappresentano una multa certa e immediatamente esecutiva, mentre i restanti 14 milioni saranno dovuti soltanto nel caso in cui la Juventus non raggiunga gli obiettivi previsti dal piano. Nel dettaglio, la parte variabile della sanzione sarà articolata in tre tranche: 4 milioni di euro in caso di mancato rispetto del target relativo al 2026, 5 milioni qualora venga superato il limite fissato per il 2027 e ulteriori 5 milioni se il club non dovesse centrare l'obiettivo finale previsto al termine del percorso. La Juventus ritiene di essere già in linea con il primo target fissato dalla UEFA e guarda con fiducia alla possibilità di rispettare tutti gli obiettivi previsti dall'accordo, evitando così il pagamento della quota variabile della sanzione. Il documento prevede infine una clausola particolarmente severa: qualora la UEFA dovesse riscontrare dati economici elaborati su un perimetro societario non corretto o non conformi ai criteri contabili previsti dal regolamento, la parte variabile della multa potrebbe addirittura essere raddoppiata.
Celsi a RBN: "Non avrei programmato un'amichevole così presto"
Celsi a RBN: "Non avrei programmato un'amichevole così presto"
Il preparatore atletico Mimmo Celsi, ospite di “Cose di Calcio” su Radio Bianconera, ha detto la sua sulle condizioni fisiche con cui la Juve si appresta ad affrontare l'inizio di stagione: “I primi giorni sono sempre di adattamento e di conoscenza, di abitudine a delle routine. Arriveranno poi gli imprinting tecnico-tattici dell'allenatore perché non c'è molto tempo e bisogna fare le prime esercitazioni con la palla a basso regime. Chiaro che tra poco c'è un'amichevole e si lavora su una riattivazione generale, non ci aspettiamo nulla di particolare. C'è un programma fitto, con lavori generali atletici e poi speciifici tecnici che portano la squadra a preparare l'inizio del campionato. Conoscendo lo staff di Spalletti preferiscono fare molto lavoro con la palla e poco a secco per un approccio misto, con lavori integrati, per la ricerca della migliore condizione fisica. I primi giorni sono dedicati alla riattivazione articolare, si lavora sulla corsa, per il riavvicinamento al modello prestativo. Programmare un'amichevole così ravvicinata non cambia di molto il programma, l'intento è di dare subito un'identità tattica alla squadra, proseguendo il lavoro dello scorso anno. Potrebbe essere una scelta giusta, anche se non avrei mai programmato un'amichevole nei primi quindici giorni. Decide l'allenatore, è lui il responsabile della preparazione atletica. Noi possiamo dargli dei consigli in base a quello che richiede l'allenatore. Io lavoro in funzione a quello che interessa a lui e noi adeguiamo la nostra metodologia alle sue richieste".
Bucchioni: "Alla Juventus serve Martinez, non Vicario"
Bucchioni: "Alla Juventus serve Martinez, non Vicario"
Guglielmo Vicario (Tottenham), Mateo Pellegrino (Parma) e Franck Kessie (svincolato dopo l'esperienza all'Al Ahli) sono i tre obiettivi di mercato della Juventus. A Tuttomercatoweb Radio, però, il giornalista Enzo Bucchioni non sarebbe d'accordo sulla scelta del portiere, dichiarando chenella società bianconera servano giocatori di personalità come Martinez. Ecco quanto detto: "Cosa vuole la Juve? Sta pagando 5 anni di errori, devi ricostruire su basi diverse per ripartire. Giocatori normali ce li ha, servono giocatori di personalità. Serve Dibu Martinez, non Vicario. Kessiè ha personalità. La Juve ha questo problema da anni, servono queste qualità".
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