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Cardia: "Prestazione accettabile di Sozza in Juve-Napoli"
Cardia: "Prestazione accettabile di Sozza in Juve-Napoli"
Sulle colonne di TuttoMercatoWeb, Ivan Cardia ha fatto come di consueto il punto sulla giornata degli arbitri in Serie A e commentato la prestazione di Simone Sozza nello Juventus-Napoli di domenica sera: "Qualche problema anche per Simone Sozza in Juventus-Napoli, in una prestazione comunque accettabile. L'arbitro milanese va in difficoltà soprattutto nella gestione disciplinare, anche se le principali decisioni sono corrette. Koopmeiners non è da rosso su Anguissa, ma il giallo sarebbe stato corretto. Rischia grosso Lucumí, già ammonito, per l’intervento su Lucca: anche in questo caso il secondo giallo sarebbe stato una soluzione più che sostenibile. Corretto invece il doppio giallo a Marianucci, così come si può lasciar correre sul contatto Olivera-Cabal in area del Napoli, che l'anno scorso sarebbe stato probabilmente oggetto almeno di revisione".
Next Gen, contro la Pro Vercelli è super Merola, delude Durmisi
Next Gen, contro la Pro Vercelli è super Merola, delude Durmisi
Sulle colonne di TuttoC, Nicola D'Elisiis ha analizzato il pareggio maturato ieri tra la Juventus Next Gen e la Pro Vercelli, decretando i migliori e i peggiori in campo da entrambe le parti. In casa bianconera ha brillato Merola: "Segna il suo primo gol in campionato e lo fa davvero con grande stile: botta da fuori dopo aver agganciato un cross preciso di Pagnucco sulla lunetta dell'area di rigore e destro imparabile per Del Favero - scrive D'Elisiis - Prova poi a ripetersi nel secondo tempo ma stavolta senza successo". Delude invece Arman Durmisi: "Non di certo una serata esaltante per l'attaccante bianconero che non risulta quasi mai pericoloso fra le maglie difensive della Pro, fornendo una prestazione incolore ed opaca. Gara da archiviare e che nell'arco di una stagione può capitare".
PodcastLa vendetta di Vicario: portiere vero e leader della Juve
La vendetta di Vicario: portiere vero e leader della Juve
Chissà come sarebbe andata a finire Juve-Napoli se nei primi minuti di gara Vicario non avesse effettuato una strepitosa parata, negando a Lucca la gioia del gol e ai campani il vantaggio. Nessuno può dirlo. Il portiere si è preso la Juve e non solo per le prestazioni, quasi sempre ben oltre la sufficienza. Importanti i suoi atteggiamenti in campo e, come fa sapere qualcuno dalla Continassa, anche nello spogliatoio. Pronto a confrontarsi con i compagni, a parlare con i più giovani. L'identikit del leader. E' lui il capopolo quando si tratta di andare sotto la Curva dopo le delusioni (vedi Lazio), oppure a presentarsi davanti alle telecamere. Mai banale, spesso rilascia dichiarazioni per scuotere la truppa, avendo bene in mente di trovarsi nella Juve. “Non dobbiamo aggrapparci a nessun alibi, non è una prestazione da Juve. Se giochiamo così non possiamo pretendere niente”. Ha ragione da vendere, i bianconeri non saranno quelli di un tempo, ma il fascino della Vecchia Signora resta intatto. Come il prestigio della società. Vicario-Juve è una storia particolare. Il portiere è arrivato alla Continassa da (presunta) quarta scelta dopo che Carnevali e Massara avevano puntato ad Alisson, Dibu Martinez e Suzuki. Spalletti chiedeva un estremo difensore di livello, ma dotato anche di personalità. Vicario è tutto questo. Sono bastati pochi mesi per convincere la Juve. E' arrivato in prestito gratuito dal Tottenham, riscatto fissato a 8 milioni di euro, più 2 di bonus al raggiungimento di determinati obiettivi. Grabara o chi per lui sa di dover essere vice di Guglielmo. Con Alajbegovic, Vicario senza dubbio è il migliore acquisto del mercato targato Carnevali-Massara. La Juve sa di avere un portiere affidabile per qualche anno anno, il giocatore ne ha 30. L'età giusta per difendere i pali della Juve e allo stesso tempo fare da chioccia a qualche giovane. Alla faccia di chi lo aveva bollato quarta scelta. Vicario ha accelerato i tempi per diventare senatore bianconero. Roba per pochi. 
Juventus, l'Arsenal prepara l'assalto a Yildiz: sul tavolo una cifra che può far tremare la Continassa
Juventus, l'Arsenal prepara l'assalto a Yildiz: sul tavolo una cifra che può far tremare la Continassa
Cento milioni di euro. Una cifra da capogiro, di quelle che fanno vacillare anche le certezze più solide. E stavolta nel mirino dell'Arsenal c'è Kenan Yildiz, il gioiello che la Juventus considera uno dei pilastri del proprio futuro. Il talento turco continua ad attirare le attenzioni delle grandi d'Europa. Il Real Madrid lo osserva da tempo, ma dalla Premier League arriva un'altra pretendente pesante: l'Arsenal di Mikel Arteta. E i londinesi, a quanto pare, non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Secondo quanto riportato da OneFootball, i Gunners avevano già bussato alla porta della Juventus lo scorso giugno per raccogliere informazioni sul giocatore. La risposta bianconera, però, era stata negativa. Nessuna apertura. Nessuna intenzione di privarsi facilmente del proprio talento. Ma l'interesse dell'Arsenal non si è raffreddato e anche in questo periodo il nome di Yildiz è rimasto sul tavolo delle valutazioni londinesi. Il motivo è chiaro: Arteta cerca qualità, fantasia e alternative sulla corsia sinistra. E il turco ha caratteristiche che fanno gola a mezza Europa. Tecnica, accelerazione, personalità e capacità di giocare in più posizioni. Il numero 10 bianconero è un attaccante moderno, capace di accendere la manovra e inventare la giocata quando la partita si blocca. Non sorprende, quindi, che a Londra siano pronti a valutare un investimento da capogiro già a gennaio 2027: 100 milioni di euro. Alla Continassa la posizione è molto chiara. Yildiz non è un giocatore qualunque, ma uno dei patrimoni tecnici più importanti della Juventus. Il contratto fino a giugno 2030 testimonia la volontà del club di costruire attorno al talento turco. Cederlo significherebbe rinunciare a un protagonista sul quale la società punta per il presente e per il futuro. Ma nel calcio esistono cifre capaci di cambiare qualsiasi scenario. Una cosa è certa: Kenan Yildiz è diventato uno dei nomi più caldi del mercato europeo. E la Juventus sa di avere tra le mani un gioiello che mezza Europa vorrebbe portarle via.
Carnevali ha individuato la strada per far rinascere la Juventus
Carnevali ha individuato la strada per far rinascere la Juventus
Le ultime assemblee degli azionisti in casa Juventus avevano il sapore delle classiche riunioni di condominio in cui ognuno dice la sua, si litiga, ci si lamenta, si abozzano soluzioni poco convincenti che poi non vengono neanche applicate. Con il risultato di tornare a casa con la sensazione che si faceva o non si faceva era, in fondo, la stessa cosa. Questa volta no. Questa volta una voce nuova, competente e, a suo modo, rivoluzionaria, ha cambiato le carte in tavola e regalato sensazioni differenti. La voce è quella del nuovo amministratore delegato, Giovanni Carnevali, che non si è perso in chiacchiere, non ha dato vita al solito pippione in una lingua incomprensibile con mille giri di parole, alcune italiane e alcune inglesi, per non arrivare a nessun punto. Questa volte le idee sembrano essere chiare. Che non si vedano tangibili risultati sul campo è un dettaglio poco trascurabile, è vero, ma se ci si vuole dar fiducia alle sue parole quando dice "ci vorrà tempo" allora quel tempo bisogna concederlo. La stoccata principale arriva dalla costruzione dell'area scouting che, a detta di Carnevali, mancava alla Juventus. Anche qui, un dettaglio non da poco, anzi. Come si fa a non avere una struttura del genere per scoprire i campioni del futuro? Semplice, il predecessore dell'attuale amministratore delegato era un certo Damien Comolli, l'uomo che cercava i giocatori nel computer. E non è il titolo di un film, ma una triste realtà. Che in passato ci si appoggiasse poco agli osservatori, poi, nasce dal fatto che la Juventua aveva altre risorse da poter impiegare per prendere i migliori. E quando hai la forza di acquistare un certo Cristiano Ronaldo ma tu, in fondo, che bisogno hai di uno strutturato reparto scouting? Ma i tempi sono nettamente, e tristemente, cambiati, adesso quelle risorse non ci sono più, adesso non si possono buttare via i soldi, come per altro è stato fatto anche quest'anno con Kolo Muani (qui errore della nuova dirigenza), e quindi bisogna sapersi strutturare nel modo migliore per andarli ad intercettare i campioni del futuro, in modo da costruire squadre competitive e sostenibili nel minor tempo possibile. La strada è tracciata e chiara nella testa di Carnevali e della neonata società. Ecco perché si sta andando avanti, nei limiti del possibile, con Spalletti e l'attuale progetto tattico, perché non basterebbe un allenatore diverso, un motivatore, un uomo che conosce bene la Juve, insomma, il solito nome di Antonio Conte, a risollevare una situazione che va affrontata alle radici. Ed è lì che la società sta giustamene lavorando, anche in termini di responsabilizzazione della squadra, per riprendere la rotta giusta con gli uomini a disposizione prima di tornare a cambiare con la giusta programmazione. Programmazione. Questa parola smarrita, in casa Juventus, da tanto, troppo tempo. 
Fabrizio Romano svela cosa c'è dietro la fiducia a Spalletti: la Juve ha deciso, ma c'è un avvertimento
Fabrizio Romano svela cosa c'è dietro la fiducia a Spalletti: la Juve ha deciso, ma c'è un avvertimento
La Juventus continua a puntare su Luciano Spalletti. E non si tratta soltanto di parole di circostanza. A sottolinearlo è Fabrizio Romano, che nel suo ultimo video pubblicato su YouTube analizza la posizione della società bianconera e le recenti dichiarazioni di Giovanni Carnevali. Il messaggio arrivato dalla dirigenza è inequivocabile: Spalletti è l'allenatore della Juventus, gode della fiducia del club e continuerà a essere sostenuto. Una presa di posizione che arriva in un momento tutt'altro che semplice. Romano avverte: la fiducia c'è, ma Spalletti deve cambiare marcia. Secondo la  sua analisi, la Juventus ha sempre manifestato fiducia nei confronti del proprio allenatore, anche durante le settimane più complicate. I risultati, però, raccontano una stagione fatta di troppi bassi e pochi alti. La vittoria contro il Napoli ha restituito ossigeno all'ambiente, ma non cancella le difficoltà precedenti. Romano è chiaro: Spalletti ha tempo e opportunità per cambiare il percorso, ma la Juventus deve ritrovare continuità. Non basta vincere una partita e poi tornare a inciampare. La società vuole una squadra capace di mantenere un rendimento da Juventus. E qui arriva l'avvertimento più significativo dell'analisi: se la situazione non dovesse cambiare, nessuno potrebbe considerarsi al sicuro. La linea della Juventus, dunque, è tracciata: Spalletti resta al centro del progetto. Ma adesso servono risposte sul campo. E Fabrizio Romano mette in evidenza proprio questo: la fiducia non può trasformarsi in un credito illimitato.
Balzarini fa il punto sugli infortunati: Locatelli pesa, novità sui rientri di Conceição e Zhegrova
Balzarini fa il punto sugli infortunati: Locatelli pesa, novità sui rientri di Conceição e Zhegrova
Le assenze continuano a complicare i piani della Juventus e, in una fase della stagione in cui ogni punto pesa, recuperare gli uomini migliori diventa una priorità. A fare il punto sulla situazione degli infortunati è Gianni Balzarini, che sul proprio canale YouTube ha analizzato le condizioni dei bianconeri e i possibili tempi di rientro. Dalle assenze che stanno condizionando la squadra alle strategie di mercato, fino a una questione che rischia di diventare decisiva: la qualificazione alla prossima Champions League. Partendo dal campo, Balzarini ha voluto chiarire il senso delle sue parole su Manuel Locatelli. Dire che il centrocampista fa la differenza in questa Juventus, ha spiegato, non significa considerarlo un fuoriclasse. Il suo contributo si vede soprattutto nella capacità di verticalizzare, recuperare palloni e dare equilibrio alla squadra. Proprio per questo, la sua assenza pesa. E non è l'unica: le indisponibilità di altri elementi stanno riducendo le alternative a disposizione. Sul fronte degli infortunati, il giornalista ha parlato con cautela dei tempi di recupero. Per Nico González non ci sarebbe ancora una programmazione precisa, a causa dei problemi al soleo, mentre per Conceiçao la ripresa dovrà essere graduale dopo il problema alla clavicola. Il rientro viene ipotizzato dopo la sosta, con l'auspicio che possa restare a Torino senza rispondere alla convocazione della nazionale. Anche per Zhegrova il ritorno sarebbe previsto dopo la pausa. Balzarini ha inoltre segnalato il possibile forfait di McKennie contro la Fiorentina.
Champions, notte folle: l'Inter passeggia in Olanda, la Roma crolla a Manchester
Champions, notte folle: l'Inter passeggia in Olanda, la Roma crolla a Manchester
Due trasferte. Due storie completamente diverse. Una notte di Champions League che sorride all'Inter e lascia la Roma con il sapore amarissimo della rimonta subita. A Rotterdam i nerazzurri fanno festa. A Manchester, invece, i giallorossi vedono svanire tutto quando sembrano avere la partita in pugno. L'Inter espugna Rotterdam e rifila un secco 3-0 al Feyenoord. I nerazzurri colpiscono già nel primo tempo, quando Bisseck ed Esposito trovano la via della rete e indirizzano la serata sui binari giusti. Gli olandesi provano a reagire, ma la squadra italiana non concede spazio ai sogni di rimonta. Nella ripresa arriva anche il colpo del definitivo ko: Zielinski firma il tris e mette il sigillo su una notte da incorniciare. Ma mentre a Rotterdam si festeggia, a Manchester succede l'incredibile.All'Old Trafford la Roma parte con il piede sull'acceleratore. E per il Manchester United sono subito guai. Bastano appena 18 minuti ai giallorossi per piazzare un micidiale uno-due: Soulé apre le danze, poi Malen trasforma un calcio di rigore e porta la squadra sullo 0-2. Nella ripresa, però, cambia tutto. Bruno Fernandes riapre la partita dal dischetto e restituisce speranza ai padroni di casa. L'Old Trafford si accende. Lo United prende coraggio, alza il ritmo e comincia a spingere. La Roma arretra. E paga carissimo. A completare la rimonta ci pensa Matheus Cunha, protagonista con una doppietta che ribalta completamente il risultato. Dal possibile colpo esterno alla notte da dimenticare: il Manchester United vince 3-2. Il verdetto della serata è durissimo per i giallorossi: due reti di vantaggio non bastano per uscire indenni da Old Trafford.
Juve, due bomber nel mirino, ma uno nasconde un retroscena che può cambiare tutto!
Juve, due bomber nel mirino, ma uno nasconde un retroscena che può cambiare tutto!
Cinquanta milioni sul tavolo. Un trasferimento saltato all'ultimo momento. E adesso una nuova porta che potrebbe spalancarsi proprio davanti alla Juventus. Il nome è quello di Folarin Balogun. L'attaccante statunitense del Monaco torna prepotentemente nei radar bianconeri e stuzzica Luciano Spalletti, che vuole un centravanti capace di dare peso, profondità e gol al reparto offensivo. La storia, però, ha un precedente che fa rumore. La scorsa estate l'Everton arriva a un passo dall'acquisto del giocatore per circa 50 milioni di euro. Poi succede qualcosa: un problema durante le visite mediche fa saltare tutto. Affare sfumato. E ora? A rendere intrigante la pista c'è anche la situazione del centravanti al Monaco. Balogun resta fuori persino dalla lista per la Conference League, un dettaglio che potrebbe pesare nelle valutazioni del club francese. Davanti a un'offerta convincente, i monegaschi potrebbero aprire alla cessione già a gennaio. Una notizia che fa drizzare le antenne alla Continassa. Spalletti gradisce il profilo. La Juventus ci pensa. Ma c'è un ostacolo grande quanto il cartellino: il prezzo. Investire subito una cifra importante significa anticipare un'operazione inizialmente programmata per giugno. Un assegno pesante, che impone riflessioni. E se esistesse una strada meno costosa? La risposta potrebbe arrivare direttamente da Madrid. Il secondo nome sulla lista bianconera è Alexander Sørloth, centravanti norvegese dell'Atletico Madrid, un giocatore che piace a Spalletti per struttura fisica e caratteristiche offensive. Dopo aver superato alcuni problemi fisici, Sørloth fatica a trovare continuità nelle gerarchie di Diego Simeone. Il tecnico argentino starebbe dando precedenza a David, lasciando il norvegese in una posizione meno centrale nel progetto. Ed è proprio qui che la Juventus può provare a inserirsi. L'ipotesi è quella di un prestito di sei mesi. Una soluzione decisamente più leggera rispetto all'investimento necessario per Balogun, con la possibilità di consegnare subito a Spalletti un centravanti di peso. La partita di mercato è appena cominciata. Da una parte c'è Balogun, un investimento importante e una scommessa sul futuro. Dall'altra Sørloth, un'occasione potenzialmente più accessibile per rinforzare subito l'attacco.
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