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Andrea Valentini a RBN: "Italia, troppi errori. E Thiago Motta è inadatto"
Andrea Valentini a RBN: "Italia, troppi errori. E Thiago Motta è inadatto"
Il caos che ha travolto la FIGC dopo il tramonto della candidatura di Andrea Pirlo continua a far discutere. A intervenire sulla vicenda è stato Andrea Valentini, ospite di Radio Bianconera nel corso della trasmissione Due in Bianconero, che ha analizzato quanto accaduto attorno alla panchina della Nazionale e si è soffermato anche sulla Juventus di Luciano Spalletti. Valentini individua innanzitutto un problema nella gestione della comunicazione da parte della Federazione: “Nazionale? Sono stati fatti, ovviamente, degli errori. Non scopro io l’acqua calda, ma degli errori di comunicazione innanzitutto. Si è parlato troppo, sono uscite troppe voci, troppi accordi. È sbagliato dire abbiamo parlato con Ancelotti e poi con Guardiola per poi, diciamo, ripiegare verso Pirlo”. Secondo Valentini, la vicenda avrebbe inevitabilmente penalizzato chiunque fosse stato indicato come terza scelta: “A prescindere da Pirlo, chiunque al posto suo si sarebbe sentito un po’ sottotono. C’è da fare anche una distinzione tra allenatore e commissario tecnico, che sono due ruoli abbastanza differenti”. L’opinionista ha poi bocciato anche l’ipotesi Thiago Motta come possibile commissario tecnico: “Io non vedo Motta sinceramente la persona ideale, mi parlano di lui come anche a livello umano non proprio dolce o docile, alla Juve ha dimostrato di aver litigato con la maggior parte dei giocatori credo, non si è lasciato neanche bene. Io non lo reputo sinceramente la persona adatta, poi magari sarò smentito”. Valentini ha quindi criticato anche le indiscrezioni relative a un possibile coinvolgimento dei club per arrivare ad Antonio Conte: “Qui si parlava addirittura di autotassazione per prendere Conte e poi che cosa significava? Che poi le squadre avrebbero messo becco sulle convocazioni o quant’altro, era comunque un campo un po’ minato, molto particolare, tutto comandato poi da Marotta, quindi quello non mi è piaciuto”. Infine, la sua previsione sul futuro della panchina azzurra: “Thiago Motta io sinceramente non lo reputo adatto, secondo me torna in auge un po’ Mancini che era la prima scelta di Malagò”. Nel corso dell’intervento c’è stato spazio anche per un commento sulla Juventus e sulle prime uscite estive. Valentini invita alla prudenza nei giudizi sul precampionato: “Il calcio d’agosto vale quello che vale, per me vale veramente pochissimo. L’ho visto ovviamente perché poi sono tutti sempre interessati, incuriositi e quant’altro”. Tra i giovani, a colpirlo è stato Licina: “Licina è un giovane che mi sta interessando ma non vorrei anche lì bruciare troppo le tappe, ma secondo me potrebbe essere molto utile”. Un pensiero è andato anche a Douglas Luiz: “Io spero ancora che Douglas Luiz riesca a trovare un po’ di piglio perché è un patrimonio della società e sarebbe un peccato bruciarlo ancora. Certo, al Nottingham non ha giocato. Però vediamo se Spalletti magari non tira fuori qualche cosa, anche il ragazzo ci deve mettere il suo sicuramente”. In chiusura, Valentini indica le priorità di mercato della Juventus: “Però ad oggi il portiere e l’attaccante sono la priorità secondo me”.
L'insostenibile pesantezza di una Juve ancora bollata come mediocre
L'insostenibile pesantezza di una Juve ancora bollata come mediocre
E sono due, le settimane di lavoro che la Juve si mette alle spalle così come il numero di amichevoli già giocate senza picchi di esaltazione di massa. Nessuno pretendeva qualcosa di sostanzioso e di molto diverso, ma qualche leggero miglioramento – personale e collettivo - assolutamente sì. Questa sarà anche la settimana del ritorno degli ultimi pezzi pregiati assenti per gli impegni ai mondiali e poi il puzzle sarà quasi lo stesso di un anno fa. Quasi, perché la rosa non sarà ancora quella definitiva, ma neppure troppo diversa. Il mercato è difficile, e se ne sta rendendo conto anche l'esperto team bianconero che ad oggi è riuscito a depennare il solo nome del belga Openda, finito in prestito secco al Lione e senza troppe garanzie di restarci fra un anno. Si fa quello che si riesce e non quello che si vorrebbe. La situazione è talmente chiara ascoltando le dichiarazioni di mister Spalletti e ancor di più osservando la sua mimica che quasi mai inganna. Non può essere soddisfatto, ma non può neppure lamentarsi per una situazione in cui ci si è finiti dentro anche per la mancata qualificazione di qualche mese fa. Prendere o lasciare, caro mister e senza troppe pretese. Sicuri che gli errori non si ripeteranno e che la società, appena potrà, accontenterà le sue giuste richieste.  Opzioni – Nessuno sa, tantomeno il sottoscritto, che cosa potrà capitare questa settimana. E aggiungerei che non lo sanno con certezza neanche i diretti interessati. Non è un mistero quanto richiesto dal mister non più tardi di sette mesi fa. Così come è stato preciso, a fine campionato, nell'individuare le cause della sbandata. I tentativi di migliorare la rosa cominciano da lontano e confluiscono nella necessità di non sforare i limiti di spesa imposti dal fair play finanziario. Spalletti si augurava di avere già a disposizione un portiere di caratura internazionale, un play in grado di raddoppiare i giri del centrocampo e innanzitutto quel fatidico attaccante mancato per gran parte del campionato scorso. Insomma, sperava di rafforzare l'ossatura della squadra.  Situazione – Il fatto di volerli non è bastato per averli subito. Le trattative si sono tutte arenate per lo stesso motivo: l'impossibilità di assecondare o almeno avvicinarsi, a torto o a ragione, alle richieste/pretese delle società venditrici. Da mesi circolano insistenti i nomi e le cifre per Martinez, Lucumi, Kessie e Kolo Muani a cui si sono aggiunti i ritorni di fiamma o speranza per Vlahovic, Pellegrino e Vicario. Nessuno di questi ha imboccato una corsia privilegiata, proprio per i freni messi da Carnevali che non si è mai spinto oltre le reali possibilità consentitegli. In parole povere, o in soldoni, citofoni e telefoni sono sempre attivi, ma i tempi e le cifre li dettano gli altri. Tra una settimana comincia la fase due della preparazione e sarebbe comunque auspicabile partire per l'Australia con qualche certezza in più – almeno portiere e attaccante – per non vedere mugugnare Spalletti. Resta poi il capitolo delle cessioni, tante, forse troppe, dove la mano la si potrà forzare a distanza interrompendo i rapporti con Arthur, prestando alla Fiorentina Joao Mario e aspettando che il vento cambi per convincere David e qualcun altro. Senza ammainare la bandiera e lasciando spazi di ottimismo nel farsi trovare molto più che pronti, allenati e competitivi e soprattutto molto prima dell'inizio del campionato. 
Abete: "Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Dobbiamo ripartire"
Abete: "Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Dobbiamo ripartire"
La corsa alla nuova guida della Nazionale italiana riparte da zero. Dopo il tramonto della candidatura di Andrea Pirlo e il passo indietro di Paolo Maldini e Leonardo, arrivano anche le parole del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Giancarlo Abete, che ha ricostruito quanto accaduto durante il vertice federale. All'uscita dalla riunione con i vertici della FIGC, Abete ha chiarito che la vicenda legata ai rapporti tra Pirlo e la Russia non era nota ai componenti della Federazione al momento della scelta. "Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Non siamo abituati a certe situazioni, Malagò tra l'altro non ci ha fatto nomi", ha spiegato. Il presidente della LND ha poi ricostruito la cronologia degli eventi: "Il colloquio di oggi è partito dalla trattativa con Guardiola e successivamente dall'indicazione di Pirlo, dopo i quali sono emersi i problemi che ormai tutti conoscono, attività non note alla Federazione quando ha fatto questo tipo di scelta". Abete ha quindi confermato come il successivo rifiuto di Maldini e Leonardo abbia cambiato completamente lo scenario: "Dopo c'è stata la non accettazione di Maldini e Leonardo, chiamiamole dimissioni ma penso che ancora non siano state formalizzate. Noi abbiamo sentito la notizia mentre uscivamo dall'ufficio del presidente, fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal direttore tecnico e dall'advisor. Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio". Le dichiarazioni confermano come la Federazione sia ora costretta a rivedere completamente i propri piani, con la scelta del nuovo commissario tecnico e del nuovo assetto dirigenziale destinata a diventare la priorità assoluta delle prossime ore.
Italia, Paganini rilancia: "Chiellini verso il ruolo di DT e Conte in panchina"
Italia, Paganini rilancia: "Chiellini verso il ruolo di DT e Conte in panchina"
Nuove indiscrezioni sul futuro della panchina della Nazionale italiana. A lanciarle è Paolo Paganini, che sul proprio profilo X ha scritto: "Pirlo non sarà il Ct si va verso Conte in panchina con Chiellini DT". Una suggestione che coinvolgerebbe due figure dal forte legame con la Juventus: da una parte Antonio Conte, già commissario tecnico dell'Italia dal 2014 al 2016 e reduce da un passato importante sulla panchina bianconera, dall'altra Giorgio Chiellini, oggi inserito nell'organigramma della Juventus con il ruolo di Director of Football Strategy.  Secondo quanto riportato da Paganini, dunque, Andrea Pirlo non sarebbe più il candidato destinato a guidare gli Azzurri, mentre prenderebbe quota il ritorno di Conte alla guida della Nazionale, affiancato da Chiellini in un ruolo dirigenziale. Una coppia che unirebbe esperienza tecnica e conoscenza dell'ambiente azzurro, oltre al passato condiviso alla Juventus.
Berruto: "Italia, il Ct non può essere legato ad una società di scommesse"
Berruto: "Italia, il Ct non può essere legato ad una società di scommesse"
Ai microfoni di Radio 24, nel corso della trasmissione 'Tutti Convocati' condotta da Carlo Genta, Pierluigi Pardo e Giovanni Capuano, l'opinionista Mauro Berruto si è espresso sul caso Pirlo. Di seguito, ecco quanto detto sull'ex Juventus: "Credo che il fatto di questa piattaforma di betting russa sia un'aggravante, ma non cambia la sostanza: ci fossero stati anche dei maltesi dietro, il punto è che un ct non può essere legato ad una società di scommesse, che sia russa è un passaggio successivo. Il ruolo di ct è un ruolo istituzionale. Era abbastanza semplice sapere che #Pirlo abbia questo ruolo di ambassador, legittimo anche da un suo punto di vista. Secondo me sarebbe successo lo stesso anche se ci fosse stato #Guardiola al posto di #Pirlo. In un momento di crisi del calcio come questo, lo sguardo esterno di un ct straniero, una persona che arriva da un mondo diverso e quindi meno legato a cose e persone nostre, ci farebbe bene, con la possibilità di agire in maniera meno condizionata."
Juventus, capitolo Openda: cosa manca per la cessione
Juventus, capitolo Openda: cosa manca per la cessione
Dopo 12 mesi sta per terminare la breve esperienza di Lois Openda con la maglia della Juventus. Arrivato al tramonto del calciomercato estivo 2025 dal Lipsia, e reduce da un'ottima annata in Germania, il belga non ha mantenuto le aspettative, finendo ai margini sin dalle prime giornate. Nonostante il cambio d'allenatore, il calciatore ha generato malcontento tra i tifosi, mettendo a segno solo due reti. Nonostante la stagione negativa, è vicino al trasferimento in Francia, precisamente al Lione. Ecco quanto riportato da Orazio Accomando, giornalista di Sportmediaset, sulla piattaforma X: "Juventus, oggi incontro con il Lione per Openda. Ci sono dai dettagli da perfezionare sulla formula, ma trattativa ben indirizzata. Il giocatore è in attesa del via libera per poter viaggiare per la Francia".
Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni ufficiali, formazione tipo
Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni ufficiali, formazione tipo
In attesa dell'apertura ufficiale del calciomercato estivo in programma il 1° luglio, la Juventus ha già salutato alcuni elementi che hanno fatto parte della rosa nell'ultima stagione, su tutti i serbi Vlahovic e Kostic, per scadenza di contratto. Rientrati dai prestiti ben cinque elementi, anche se per alcuni di loro ci sono già trattative in corso per una nuova cessione. Colpo in prospettiva per i bianconeri, che dal Tolosa prelevano Louis Reynaud, difensore classe 2008: il ragazzo ha già esordito in prima squadra in Coppa di Francia. Jeremie Boga è stato riscattato dalla Juventus: al Nizza 4,75 milioni di euro, mentre il calciatore firma un nuovo contratto valido fino al 30 giugno 2029. Dal MVV Maastricht (Olanda), sbarca a Torino un altro classe 2008: si tratta del terzino sinistro belga Antoine Beydts, di cui si dice un gran bene. Partirà dalla Primavera di mister Padoin. Pedro Felipe, difensore classe 2004, rientra dal prestito al Sassuolo: andrà in ritiro con la juve, poi si cercheranno altre destinazioni. Giacomo Faticanti è stato riscattato dalla Juventus dal Lecce per 1 milione di euro, ed è stato girato in prestito all'Avellino assieme a Brando Moruzzi. Dopo il riscatto da parte dell'Avellino, il portiere Giovanni Daffara è stato controriscattato dalla Juventus e poi rivenduto a titolo definitivo al Parma per 6 milioni di euro e il 20% sulla rivendita a favore della Signora. Jeff Ekhator è un calciatore della Juventus: al Genoa 16 milioni più 2 di bonus per l'attaccante di 19 anni. Ai rossoblu, che mantengono anche il 15% sulla rivendita, finisce a titolo definitivo David Puczka per 6 milioni con i bianconeri che mantengono il 20% sulla rivendita. Il Racing Santander ha riscattato il difensore classe 2003 Facundo Gonzalez: alla Juventus 2,5 milioni di euro. Alessandro Pietrelli (2003), rientrato dal prestito al Venezia, si trasferisce al Vicenza in prestito con diritto di riscatto e controriscatto in favore della Juventus. Allo stesso tempo, la Juve mette sotto contratto fino al 2028 Daniel Okolo, centravanti classe 2007 ex Triestina e Cesena, che andrà a rafforzare inizialmente la formazione NextGen. Alessio Marcu, portiere classe 2007, dopo una sola stagione torna al Grosseto.  Ismael Konate, centravanti classe 2006 si trasferisce dall'Empoli alla Juventus a titolo definitivo. I bianconeri, invece, cedono a titolo definitivo Gianmarco Di Biase, attaccante classe 2005, al Crawley Town (League Two inglese). Con un vero e proprio blitz, Carnevali e Massara soffiano alla Roma a parametro zero Zeki Celik (29 anni), terzino turco per il quale la Juve pagherà 1 milione di euro di commissioni. L'ex giallorosso ha firmato un contratto triennale.  Lois Openda si trasferisce in prestito secco al Lione: nelle classe della Juventus circa 3 milioni di euro. Doppo 15 anni, Simone Scaglia lascia la Juve: 13 presenze e 4 clean sheet con la Next Gen non gli valgono la conferma a Torino, l'estremo difensore non trova l'accordo per il prolungamento di contratto ed è a tutti gli effetti libero.  Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni estive ACQUISTI: Rugani (Fiorentina, fp), Arthur (Gremio, fp), Nico Gonzalez (Atletico Madrid, fp), Douglas Luiz (Aston Villa, fp), Joao Mario (Bologna, fp), Jona Rouhi (Carrarese, fp), Reynaud (Tolosa, def), Boga (Nizza, def), Beydts (MVV Maastricht, def), Pedro Felipe (Sassuolo, fp), Faticanti (Lecce, def), Daffara (def. Lecce), Ekhator (Genoa, def), Okolo (Triestina, def), Konate (Empoli, def), Celik (svincolato). CESSIONI: Vlahovic (fc), Kostic (fc), Holm (Bologna, fp), Daffara (Parma, def), Puczka (Genoa, def), Facundo Gonzalez (Racing Santander, def), Pietrelli (Vicenza, p). Faticanti (Avellino, p), Moruzzi (Avellino, p), Marcu (Grosseto, def), Di Biase (Crawley Town, def), Openda (Lione, p), Scaglia (fc). Juventus 2026-2027, formazione tipo: oggi giocherebbe così JUVENTUS (1-4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, K. Thuram; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. A disposizione: Perin, Pinsoglio, Gatti, Cabal, Rugani, Arthur, Joao Mario, Celik, Rouhi, Douglas Luiz, Zhegrova, Koopmeiners, Adzic, Boga, Nico Gonzalez, Milik, Ekhator. Allenatore: Spalletti Legenda:  def: trasferimento definitivo p: prestito fp: fine prestito fc: fine contratto
Italia, le ultime: Maldini e Leonardo si dimettono, Mancini in pole. Su Conte...
Italia, le ultime: Maldini e Leonardo si dimettono, Mancini in pole. Su Conte...
Clamoroso ai vertici della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio): Paolo Maldini e Leonardo si dimettono. Secondo quanto riportato recentemente dalla redazione di SkySport, gli ex Milan avrebbero già comunicato la loro decisione a Giovanni Malagò, presidente dal 21 giugno.  Capitolo Commissario Tecnico: accantonata l'idea Pirlo, soprattutto dopo il caso legato all'ex Juventus, il candidato numero uno sarebbe Roberto Mancini, allenatore della Nazionale dal 2019 al 2023. L'alternativa è Antonio Conte (2015-2017).
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