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A Cagliari esame di maturità della Juventus: il limbo e l'isola
C’è un silenzio innaturale, quasi metafisico, che cala sui campi di allenamento quando il campionato si ferma. Ottobre è già di per sé un mese incline alla malinconia, un tempo di transizione in cui la luce cambia, le ombre si allungano sul prato verde della Continassa e il pallone smette improvvisamente di rotolare al ritmo forsennato del rito domenicale. La lunghissima sosta per la Nazionale non è una semplice pausa fisiologica concessa dai calendari stilati da burocrati lontani; è un vero e proprio furto di tempo, un'apnea collettiva, un limbo in cui il tifoso si scopre orfano e la squadra si disgrega, sparpagliata ai quattro angoli del globo a rispondere al richiamo di bandiere diverse.
In questo vuoto il calcio dei club va in letargo. E come ogni risveglio da un lungo sonno indotto, la ripresa porta con sé l'insidia dell'intorpidimento. Rimettere in moto la grande macchina non è mai una questione puramente muscolare, ma psicologica, nervosa, quasi onirica. Lo sapeva bene Osvaldo Soriano, che raccontava l'attesa del fischio d'inizio come il momento in cui i destini si sospendono e gli uomini tornano a fare i conti con le proprie paure. La Juventus che si appresta a riallacciare il filo del suo destino non riparte dalle certezze ovattate delle mura amiche, ma è chiamata a compiere una traversata. Deve attraversare il mare, affrontare l'isola, sfidare l'incognita di Cagliari. Al centro di questo tempo sospeso, nel silenzio di Torino, è rimasto Luciano Spalletti. L'allenatore, in questi infiniti giorni, ha vestito i panni dell'orologiaio solitario, dell'alchimista rinchiuso nel suo laboratorio, costretto a lavorare con mezza materia prima. Spalletti non è un gestore banale, è un uomo che vive il calcio con una viscerale, ruvida profondità intellettuale. Ha camminato sui campi semivuoti, osservando chi è rimasto, misurando la fatica, soppesando le assenze. Ha dovuto fare i conti con quella che potremmo definire la sindrome del reduce: il ritorno scaglionato dei suoi uomini, ciascuno con addosso il fuso orario, le scorie, i trionfi o le delusioni maturati in maglia nazionale.
La ripresa contro il Cagliari non è una partita, è un agguato atmosferico. L'Unipol Domus è un catino dove il vento dell'isola si mescola al respiro di un pubblico che vive il calcio con l'orgoglio identitario di chi difende una terra antica. Andare a giocare in Sardegna, subito dopo la sosta, significa calarsi in una trincea. Spalletti sa che la tattica pura, quella disegnata sulle lavagne immacolate della Continassa, rischia di infrangersi contro la fisicità ruvida dei padroni di casa, contro l'erba irregolare, contro l'impeto di un avversario che farà della garra il proprio mantra. È qui che la Juventus deve dimostrare di essere matura, non necessariamente solo bella. È qui che deve sporcarsi le mani. La sfida si gioca tutta sul filo del rasoio delle scelte. Il turnover non è più un'opzione democratica per accontentare i rincalzi, ma una necessità chirurgica, un obbligo imposto dal calendario spietato che già proietta la sua ombra europea. Perché dietro il maestrale di Cagliari, si intravede già la notte di Champions League contro il Celta Vigo. Spalletti deve guardare al presente con la coda dell'occhio rivolta al futuro imminente, bilanciando il peso specifico dei muscoli e dei polmoni.
Ed è in questa scacchiera complessa che emergono le figure di chi è chiamato a spezzare l'equilibrio. Penso a Nico Gonzalez, che porta in dote quel misto di furbizia sudamericana e tecnica cristallina indispensabile per scardinare le partite sporche. Il suo incedere elegante ma tagliente, la sua capacità di galleggiare tra le linee, di nascondersi per poi colpire all'improvviso, potrebbero essere la chiave per far saltare il banco in una gara che minaccia di essere bloccata, tesa, spigolosa. Quando il copione tattico si arena contro il muro avversario, serve l'estro di chi sa inventare lo strappo, il colpo di testa imperioso o il ricamo palla al piede nel buio. Nico rappresenta la folgore necessaria nel dogma tattico, il grimaldello capace di aprire le difese quando gli altri affondano nel fango. Non si tratta solo di singoli. Si tratta del respiro corale di una squadra che deve ritrovare la memoria di se stessa. Come scriveva Cesare Pavese, "non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi". E la Juventus ha bisogno di ritrovare immediatamente i suoi attimi di ferocia agonistica. Chi andrà in campo, che sia l'ultimo reduce di un volo transoceanico o il comprimario che freme da due settimane, dovrà indossare un abito da battaglia. Il calcio non fa sconti alla memoria, non si commuove per il blasone.
Il Cagliari aspetterà la Signora con i coltelli tra i denti, praticando un calcio antico, fatto di duelli rusticani a centrocampo, di ripartenze improvvise, di palle alte scagliate nel vento sperando che un rimbalzo traditore favorisca l'incursore rossoblù. La squadra di Spalletti dovrà opporre a questo furore isolano la calma olimpica della grande squadra, unita a un cinismo spietato. Dovrà far girare il pallone per far correre a vuoto la furia avversaria, dovrà essere paziente come un ragno che tesse la sua tela, attendendo il momento in cui la preda si sbilancia. È il vero esame di maturità di questa fase della stagione. Ottobre è il mese in cui si gettano le fondamenta per l'inverno. Se la Juventus uscirà indenne, con il bottino pieno, dall'Unipol Domus, avrà lanciato un segnale inequivocabile al campionato e a se stessa: avrà dimostrato che la sosta non ha spezzato l'incantesimo, che il lavoro certosino del suo tecnico ha radici profonde.
Si torna a respirare, finalmente. Il limbo è finito. L'odore dell'erba tagliata e dei fumogeni torna a riempire le narici. La Juventus attraversa il mare, lascia la solitudine degli allenamenti a porte chiuse e si tuffa nuovamente nel mare in tempesta della competizione. Il vento di Cagliari soffia forte, porta con sé antiche promesse e nuove insidie. E in mezzo a quel campo, tra i fischi e la polvere, ci sarà una partita da vincere, un campionato da aggredire, un'Europa da riconquistare. La palla torna al centro. Che Eupalla, per dirla con l'eterno Brera, ci assista, e che il risveglio della Signora sia un ruggito, non uno sbadiglio.
Roberto De Frede
Kolo Muani a DAZN: «Il gol è arrivato, ma nervoso per il risultato»
Il pareggio contro il Cagliari lascia un po' di rammarico in casa Juventus, soprattutto per le occasioni create nella ripresa e per la possibilità di portare a casa l'intera posta in palio. Tra le note positive della serata c'è però Randal Kolo Muani, che ha trovato il suo primo gol in campionato. L'attaccante francese ha parlato ai microfoni di DAZN, raccontando le proprie sensazioni dopo l'1-1 e spiegando come il lavoro della squadra possa aiutarlo a incidere maggiormente negli ultimi metri.
Kolo Muani non nasconde il rammarico: «Potevamo vincere»
Il centravanti bianconero ha ammesso di essere deluso per il risultato finale, convinto che la Juventus avesse le possibilità per conquistare i tre punti, considerando le opportunità avute nel corso della partita.
«Sono un po' nervoso per questa partita, perché penso che avremmo potuto finirla con tre punti. Abbiamo sprecato tante occasioni e, per come è andata la gara, avremmo dovuto tornare a casa con la vittoria».
La svolta nella ripresa e il lavoro di Spalletti
La Juventus ha cambiato atteggiamento nel secondo tempo, cercando con maggiore insistenza la via del cross e portando più uomini dentro l'area avversaria. Una soluzione indicata anche da Luciano Spalletti durante l'intervallo, per sfruttare meglio la presenza dei giocatori offensivi.
«All'intervallo il mister ci ha detto di crossare di più, perché avevamo tanti giocatori in area di rigore. Con Nico che si accentra abbiamo più soluzioni per mettere la palla dentro e creare occasioni. Per me il secondo tempo è stato molto meglio del primo, anche se penso che possiamo fare ancora di più».
L'intesa con Woltemade: «Ho più libertà per attaccare gli spazi»
Nel corso dell'intervista, Kolo Muani ha parlato anche dei benefici derivanti dalla presenza di Woltemade in zona offensiva. La sua fisicità costringe i difensori avversari a prestare maggiore attenzione, lasciando al francese la possibilità di muoversi con più libertà e cercare gli spazi.
«Quando lui entra dentro, i difensori sono preoccupati perché è alto. Io posso muovermi di più, ho maggiore libertà per attaccare gli spazi, venire incontro e ricevere il pallone. Posso muovermi ovunque e per me è meglio così».
Il primo gol in Serie A e la fiducia del gruppo
La rete segnata a Cagliari rappresenta un passaggio importante per l'attaccante, che ha riconosciuto quanto possa essere complicato per una punta attraversare un periodo senza gol. Kolo Muani ha però spiegato di non aver mai perso la fiducia, grazie al sostegno dell'allenatore e dei compagni.
«So che per un attaccante non è una bella situazione quando non segna. Io però sono rimasto tranquillo: il mister si fida di me, la squadra si fida di me e anch'io credo in me stesso. Devo lavorare duramente, continuare ad andare avanti e le occasioni arriveranno».
Il gol è arrivato, ma la voglia di migliorare resta intatta. Il messaggio finale di Kolo Muani è chiaro: «Oggi ho segnato, ma per me non è finita qui. Voglio di più, sempre di più».
LiveLIVE - Cagliari-Juventus 1-1: termina il secondo tempo
22:38 - TERMINA IL SECONDO TEMPO
90' - Iniziano i 4 minuti di recupero
89' - Saranno quattro i minuti di recupero
88' - Miracolo di Caprile sulla girata di Kolo Muani, ma in ogni caso era fuorigioco
85' - Cambio Cagliari: fuori Obert, dentro Fazzini
85' - Cambio Juventus: fuori Douglas Luiz, dentro Koopmeiners
84' - Giallo per Deiola
82' - RETEEEEEEE, KOLO MUANI: cross di Alajbegovic, incornata del francese che spiazza Caprile. Primo gol in campionato per l'ex Psg, il secondo in stagione dopo la rete al Nec in Europa League
76' - Fallo di Woltemade: punizione Cagliari
69' - Cambi Cagliari: Sugarawa e Nzola prendono il posto di Maldini e Mendy
64' - Cambio Juventus: fuori Celik, dentro Cambiaso
64' - Zhegrova si accentra e la piazza sul secondo palo: Caprile in calcio d'angolo
63' - Miracolo di Vicario su Fadera, ma anche in quest'occasione c'era posizione di fuorigioco
62' - Altro tiro di Zhegrova, ma Caprile blocca
61' - Zhegrova tira da fuori area, l'arbitro concede il corner
60' - Cambio per la Juventus: fuori Nico Gonzalez, dentro Woltemade
59' - Cambio per il Cagliari: fuori Massolin, dentro Fadera
58' - Doppio miracolo di Vicario sui tiri di Mendy e Maldini, ma sul primo il senegalese era partito da pisizione irregolare: fuorigioco e punizione Juventus
50' - Zhegrova si accentra e calcia: Caprile respinge
46' - Cambio per il Cagliari: fuori Rodriguez, ammonito, dentro Deiola
46' - Doppio cambio per la Juventus: fuori Conceicao e McKennie, dentro Alajbegovic e Zhegrova
21:47 - INIZIA IL SECONDO TEMPO
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21:32 - TERMINA IL PRIMO TEMPO
45'+1 - Rodriguez effettua un fallo su Nico Gonzalez: punizione e giallo
45' - Inizia il primo e unico minuto di recupero
42' - Nico Gonzalez prova da fuori area: palla a lato
35' - Percussione interna di Kolo Muani fermata da Rodriguez: angolo per la Juventus
30' - Passata la prima mezz'ora di gioco
19' - RETE, CAGLIARI IN VANTAGGIO: percussione di Maldini dalla destra, l'ex Milan cerca Mendy ma il passaggio è sbagliato. La palla, però, arriva al senegalese attraverso un doppio rimpallo. L'attaccante serve Maldini, nel frattempo inseritosi nell'area di rigore bianconera, che sigla l'1-0.
16' - Giallo per McKennie, fallo su Romano
20:45 - INIZIA IL PRIMO TEMPO
CAGLIARI (4-2-3-1): Caprile; Ze Pedro, Mina, Rodriguez, Obert; Adopo, Winks, Romano; Massolin, Maldini; Mendy.
A disposizione: Sherri, Radunovic, Kevin Carlos, Fazzini, Deiola, Nzola, Ciervo, Gagliardini, Kofler, Aurelio, Liteta, Sugawara, Sulev, Sugamele, Fadera. All: Pisacane.
JUVENTUS (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; Douglas Luiz, Sarr; Conceicao, McKennie, Nico Gonzalez; Kolo Muani. All. Spalletti.
Amici e amiche di Bianconeranews.it, buonasera e benvenuti al live di Cagliari-Juventus, terzultimo incontro della 6ª giornata. I bianconeri sono reduci dalla vittoria contro l'Atalanta per 2-0, i rossoblù dal successo esterno con l'Udinese per 0-1. Di seguito le formazioni ufficiali:
Sassuolo-Milan 1-1, l'ex Juventus Rabiot: "Abbiamo perso due punti"
La delusione di Adrien Rabiot, ex centrocampista della Juventus e ora al Milan, dopo il pareggio contro il Sassuolo al Mapei: "Abbiamo fatto delle buone cose e poi ogni tanto non facciamo bene quello che dovremmo fare. Dopo il gol subito abbiamo perso due palle, ci ha salvato Mike (Maignan). E poi abbiamo preso il gol su calcio piazzato. Cose difficili da capire, dobbiamo rivedere la partita e analizzare. Abbiamo fatto una buona partita ma potevamo fare meglio per i giocatori che abbiamo.
II Sassuolo ha giocatori importanti che sanno metterti in difficoltà. Non possiamo prendere il gol su questa fase (da corner) perché ci lavoriamo quasi ogni giorno. Dettagli, ma alla fine perdiamo due punti. Ci adattiamo anche agli avversari. Ogni settimana lavoriamo diversamente in base all'avversario. È buono saper difendere a 4 o a 3, provare più giocatori in diverse posizioni. C'è da lavorare, ovviamente. Ma stasera anche cose facili che potevamo fare le abbiamo sbagliate".
Cagliari, Rodriguez pre Juventus: "Partita difficile, ma siamo una squadra forte"
Juan Rodriguez, difensore in forza al Cagliari, ha rilasciato alcune dichiarazioni a pochi minuti dal match casalingo contro la Juventus, valevole per l'ottava partita della sesta giornata di Serie A. Di seguito, ecco quanto detto ai microfoni dell'emittente televisiva DAZN.
"Esordio in Nazionale? Molto contento, un orgoglio per me. Juventus? Partita difficile, lo sappiamo ma anche che siamo una squadra forte. Dobbiamo continuare così, con umiltà".
Juventus, Spalletti: "Kolo Muani? Deve stare tranquillo perchè..."
Anche Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni a pochi minuti dalla sfida contro il Cagliari: "Si va a fare una sintesi anche di quello che è successo, dopo quella sconfitta abbiamo incontrato delle difficoltà e vorremo essere pronti affinché non avvenisse. Questa è una partita dove dobbiamo mettere mano, il Cagliari è un cliente scomodo e gioca un buon calcio.
Kolo Muani? C'è il rischio che lui rimanga troppo marcabile, non è il calciatore che fa la boa e dà il riferimento ai difensori dell'altra squadra. Viene a palleggiare, la velocità e l'inserimento sono le sue qualità: deve rimanere tranquillo e metterle in pratica.
Nico Gonzalez? Diventa tutto più facile, basta che tu gli metta a disposizione un pezzo di campo e loro lasciano impronte ovunque. Nico ha cattiveria tale per cui porta a casa quello che vuole dal calcio. Lui tutto ciò che gli capita lo va a determinare".
Juventus, Kalulu: "Fondamentale vincere contro il Cagliari"
Pierre Kalulu, difensore della Juventus, ha rilasciato alcune dichiarazioni pre Cagliari a DAZN: "Torno con buone sensazioni, abbiamo vinto tante partite tratte che contro l'Italia. Torniamo al lavoro iniziale.
Sarà fondamentale la vittoria. La squadra ha piena fiducia, sarà una bella partita da vedere. Come vivo la duttilità? Benissimo, meglio per noi così siamo meno prevedibili. E' piacevole, abbiamo più liberta",
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15 ott 2026 21:00
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