Primo Piano
Tutte le news sulla Juventus
L'Europa League può aprire anche le porte della Champions, vietato snobbarla
Per la Juventus l’Europa League non rappresenta soltanto la possibilità di conquistare un trofeo internazionale. Arrivare fino in fondo alla competizione potrebbe infatti offrire ai bianconeri anche una seconda strada per raggiungere uno degli obiettivi fondamentali della stagione: la qualificazione alla prossima Champions League. La partenza poco brillante in Serie A rende ancora più significativo il percorso europeo. La corsa ai primi quattro posti si preannuncia infatti particolarmente combattuta e, almeno in questa prima parte della stagione, alcune concorrenti hanno già mostrato un passo importante. Inter e Roma hanno cominciato il campionato con grande ritmo, mentre il Como sta confermando una notevole solidità. Più indietro c’è il Napoli, che nonostante le difficoltà iniziali resta una squadra con qualità ed esperienza sufficienti per inserirsi nella lotta per le posizioni di vertice. Uno scenario che potrebbe rendere complicato per la Juventus affidarsi esclusivamente al campionato per conquistare un posto nella principale competizione europea. Da qui l’ulteriore importanza dell’Europa League. La vittoria del torneo garantisce infatti l’accesso alla Champions League della stagione successiva, offrendo alla Juventus un percorso alternativo rispetto al piazzamento tra le prime posizioni della Serie A. Naturalmente l’obiettivo europeo resta prestigioso già di per sé, ma per i bianconeri la posta in palio assume un valore ancora maggiore.
PodcastJuve-Spalletti tra tiratori scelti e la locandina di Conte: calma apparente
Stato di calma apparente: il titolo di una nota canzone pare adatto per decifrare lo stato emotivo di Spalletti, rispetto al rischio di perdere la panchina della Juve, sulla quale molti tifosi e non solo, vorrebbero di nuovo Conte. Mentre parla, il tecnico bianconero si tocca continuamente le sopracciglia, tra le mani il passaggio continuo da una penna nera ad una rossa. Volume mediamente basso della voce, più deciso quando viene stuzzicato sull'argomento principe di questi ultimi giorni: "Dobbiano dimostrare di meritare la Juve e non far cambiare idea a tiratori scelti, a chi parla sui social o a chi vomita le sue debolezze addosso agli altri". Lucio replica ad un giornalista accusandolo, si fa per dire, di mostrare idealmente due locandine con la faccia di Conte, per averlo nominato un paio di volte nel corso della sua domanda: "Ormai il vostro manifesto è chiaro, ripetete il suo nome perchè volete rimarcarlo".
Carnevali lunedì ha speso parole di elogio per Spalletti, allontanando l'ipotesi esonero, ribadendo però che alla Juve bisogna vincere. Sempre in uno stato di calma apparente, Spalletti annuisce, risponde all'amministratore delegato e lancia un messaggio ai tifosi che vogliono Conte: "Sono di meno di ciò che ha detto, ma non lo deluderò, lavorerò per diventare ciò che vuole. Sulle voci dei tifosi, invece, dico che continuo ad allenare con la stessa determinazione". Dunque il nome di Conte sembra non turbare Spalletti, la pressione è inevitabile se siedi sulla panchina della Juve, anzi la pensa così: "E' la medicina per imparare a vivere". Caro Lucio, vincere invece è la medicina per uscire guarire dalle ferite post Sassuolo e non solo. Il tecnico bianconero è uno navigato e ne è consapevole. Tocca a lui far invertire la rotta ad una nave finita in acque movimentate. Altrimenti le locandine con la faccia di Conte aumenteranno. E' la dura legge del calcio.
Brambilla: "Contro il Cittadella ci servirà una prova di altissimo livello"
Mister Massimo Brambilla ha presentato così la prossima sfida di campionato che attende la Juventus Next Gen, impegnata in trasferta nel turno infrasettimanale contro il Cittadella giovedì 17 settembre alle ore 18:30.
Voltare pagina e pensare al turno infrasettimanale
"Dopo la prima sconfitta stagionale abbiamo analizzato a 360 gradi la partita: sia le cose in cui siamo mancati, sia gli aspetti positivi che si sono visti in campo. Facciamo sempre così, a prescindere dal risultato. La prestazione non è stata all'altezza e l'Ospitaletto ha fatto meglio di noi. Dopo l'analisi, però, abbiamo subito voltato pagina: si gioca a stretto giro e il pensiero è andato immediatamente alla prossima gara. Andiamo ad affrontare una squadra ben strutturata, destinata a fare un campionato di vertice. Per questo motivo dovremo essere diversi rispetto all'ultima uscita, soprattutto nell'approccio e nell'atteggiamento".
Gestione delle forze e rotazioni
"Giocando nuovamente a distanza di pochi giorni, le valutazioni vengono fatte considerando l'arco delle tre gare ravvicinate per gestire al meglio le forze. Come ho detto altre volte, abbiamo una rosa profonda e omogenea, al di là della giovane età di tanti ragazzi che sono alla prima esperienza in Serie C. Qualche cambio potrebbe esserci, valutando anche come avranno recuperato coloro che hanno giocato di più".
Percorso e obiettivi stagionali
"Il Cittadella è una squadra molto solida, ma al tempo stesso dotata di grande qualità: hanno attaccanti importanti e mezzali brave negli inserimenti, con giocatori di primo livello per la categoria. Per riuscire a fare risultato servirà una prestazione di altissimo livello. Non ci sono sorprese, in positivo o in negativo: questo è il mio quinto anno qui nella Next Gen e conosciamo bene qual è il nostro percorso, così come i nostri pregi e i difetti in questi primi due mesi di lavoro. Non si tratta di una situazione nuova: sappiamo di dover crescere sotto tanti aspetti, ma dobbiamo puntare con decisione sulla freschezza, sull'entusiasmo e sulla grande voglia di lavorare che caratterizza questi ragazzi".
ON AIR
Rassegna Stramba
Amoruso: "La Juve non cambierà, Spalletti può risollevare la squadra"
Nicola Amoruso, ex attaccante della Juventus, è tornato a parlare dei bianconeri, questa volta ai microfoni di TuttoMercatoWeb, dicendo la sua sull'avvio di stagione negativo della squadra di Spalletti: "La Juve di Spalletti dell'anno scorso era bella e divertente, poi dopo il pareggio contro il Verona ho come la sensazione che si sia rotto qualcosa e i problemi oggi sono quelli di qualche mese fa. Anche le prime due vittorie non hanno convinto, però in questo senso l'attenuante delle tante assenze mi sembra valida, parliamo di una rosa a cui mancano sette o otto giocatori". Amoruso parla poi del suo 'collega' Kolo Muani: "Che non sia una prima punta è chiaro, ma ora come ora il vero problema è che gli manca supporto, è la squadra a non creare, non credo che il problema sia lui. Conte? Credo che Spalletti sia uno dei migliori allenatori in circolazione, la Juve non cambia tecnico a cuor leggero e lui ha le carte in regola per risolvere questa situazione".
Cambiare o non cambiare, questo è il dilemma della Juve
A poche ore dal debutto Europa League, il mondo Juve si interroga profondamente sul momento attuale dei bianconeri, che non sembra altro che essere la prosecuzione del finale della passata stagione. In quattro gare ufficiali la Vecchia Signora guidata da Luciano Spalletti ha ottenuto due vittorie rimediando un pareggio e soprattutto una sconfitta molto dolorosa.
Stiamo parlando del KO maturato domenica scorsa in casa del Sassuolo, al termine di una gara globalmente deludente, ma terminata letteralmente con una figuraccia per i modi in cui sono maturate le reti della squadra allenata da Alberto Aquilani. Non c’è più Michele Di Gregorio a fare da parafulmine, ma nonostante questo Guglielmo Vicario è stato costretto a raccogliere la palla in fondo alla porta per ben tre volte.
Nuova stagione, vecchi problemi insomma, con le radici che affondano inevitabilmente nelle precedenti ricostruzioni tentate e fallite dai vari direttori e allenatori che si sono succeduti nell’ultimo quinquennio. La Juventus ci prova a riaprire un ciclo, ma ogni tentativo si è rivelato fin qui vano. Non è bastato, appunto, cambiare vari tecnici, dirigenti e anche giocatori, il risultato è sempre lo stesso.
E non solo in termine strettamente numerico, bensì di prestazioni. Se il “secondo” Allegri non è riuscito a dare una mentalità vincente alla squadra e un modello di gioco duraturo nel tempo, non si può certo dire che lo abbiano fatto Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti, se non per qualche sporadica apparizione. Quello che però sta pesando più di tutto e non essere riusciti ancora a ricreare un’identità da Juve.
Da troppo tempo, al di là del gioco e dei risultati, allo Stadium o in trasferta, non si vede quell’atteggiamento che faceva urlare a Francesco Repice: “La Juve non muore mai”. E col Sassuolo se n’è avuta l’ennesima prova, soprattutto in occasione del terzo gol: contropiede neroverde e nessun bianconero che corra verso la propria porta con rabbia e foga agonistica. Un qualcosa che era caratteristica per esempio anche del Napoli di Luciano Spalletti (i video sui social in questi giorni si sprecano), a conferma che non possa essere sempre un solo aspetto a determinare i risultati e le partite.
Gli interrogativi però sono d’obbligo a questo punto: perché Spalletti non sta riuscendo a fare ciò che gli riusciva altrove? Perché per anni abbiamo ripetuto di dare “un allenatore” ai giocatori della Juventus e oggi nonostante tre allenatori “moderni” come Motta, Tudor e Spalletti non è cambiato sostanzialmente nulla? Perché la Juventus si trova già a dover rincorrere e non potendo cambiare in questo frangente né i giocatori (il mercato è chiuso) né i dirigenti (sono in sella da pochissimo) il rischio è di doversi ritrovare di nuovo a decidere se cambiare l’allenatore. Il dilemma torna ciclicamente ancora una volta?
«Come tu mi vuoi»: la stima per Carnevali e quella frase di Spalletti che fa riflettere
Le parole pronunciate da Luciano Spalletti su Giovanni Carnevali durante la conferenza stampa odierna meritano un approfondimento che va oltre la semplice dichiarazione di stima. Il tecnico della Juventus ha descritto l'amministratore delegato come un uomo di calcio esperto, equilibrato e capace di trasmettere serenità, aggiungendo una frase particolarmente interessante:
«Io sono un po' meno di quello che ha detto, ma non lo deluderò e diventerò ciò che lui vuole».
È proprio quest'ultima parte a lasciare spazio a diverse interpretazioni. Perché Spalletti sente di dover diventare ciò che Carnevali vuole? Si tratta semplicemente di una manifestazione di rispetto verso una persona con cui ha un rapporto di stima e amicizia, oppure dietro queste parole c'è stato un confronto più articolato?
Carnevali, una figura che va oltre il ruolo dirigenziale
Spalletti ha parlato di Carnevali come di una persona che conosce bene il calcio e che sa cosa deve fare: trasmettere serenità affinché la squadra possa lavorare tranquillamente. Un passaggio che sembra collocare il dirigente non soltanto nel ruolo di amministratore delegato, ma anche in quello di riferimento per l'ambiente bianconero.
Carnevali, per esperienza e conoscenza delle dinamiche del calcio, sa quanto sia importante proteggere il lavoro quotidiano da pressioni eccessive. Un allenatore deve poter lavorare con la necessaria tranquillità, ma allo stesso tempo deve essere consapevole delle responsabilità che comporta guidare una squadra come la Juventus.
La frase di Spalletti potrebbe quindi essere letta come una semplice dimostrazione di riconoscenza nei confronti di un dirigente che gli ha manifestato fiducia. Ma il riferimento al fatto che diventerà ciò che Carnevali vuole sembra aggiungere un elemento ulteriore.
«Diventerò ciò che lui vuole»: una frase di circostanza?
La prima interpretazione è quella più lineare: Spalletti ha voluto sottolineare la stima personale nei confronti di Carnevali, riconoscendone l'esperienza e accettando le sue indicazioni come quelle di una persona che conosce profondamente il mondo del calcio.
In questo senso, la frase potrebbe essere soprattutto una promessa di impegno. L'allenatore sa di non essere ancora completamente soddisfatto del lavoro svolto e vuole dimostrare, attraverso i risultati e la crescita della squadra, di poter rispettare le aspettative della società.
Ma esiste anche una seconda possibilità, che non può essere verificata ma che le parole lasciano legittimamente immaginare: un confronto diretto tra due figure esperte, nel quale Carnevali potrebbe aver espresso alcune considerazioni sul lavoro dell'allenatore.
Non sappiamo se si sia parlato di aspetti caratteriali, comunicativi, tecnici o della gestione del gruppo. Non sarebbe corretto presentare queste ipotesi come fatti. Tuttavia, il rapporto di stima e amicizia citato da Spalletti rende plausibile pensare che tra i due possa esserci stato un dialogo franco, anche su ciò che deve essere migliorato.
Il precedente Kolo Muani e il tema della comunicazione
In questo contesto, qualcuno potrebbe collegare le parole odierne anche ad alcuni episodi precedenti, soprattutto alle dichiarazioni su Kolo Muani dopo la partita contro il Frosinone.
In quell'occasione Spalletti aveva criticato la prestazione dell'attaccante francese, affermando che, se non giocava da due anni, «un motivo ci sarà», e sottolineando la necessità di essere più concreto sotto porta. Successivamente, l'allenatore aveva chiarito di avere piena fiducia nel giocatore e di averne evidenziato anche gli aspetti positivi.
È possibile che la comunicazione dell'allenatore sia stata oggetto di riflessione? È una domanda che può essere posta, ma non una conclusione da dare per certa.
Carnevali potrebbe aver discusso con Spalletti dell'importanza di proteggere alcuni giocatori, di scegliere con attenzione i tempi e i modi delle dichiarazioni oppure di gestire determinati messaggi all'interno dello spogliatoio. Ma potrebbe anche non essere successo nulla di tutto questo.
Il punto non è cercare necessariamente un retroscena, ma comprendere il significato della disponibilità mostrata da Spalletti.
Un allenatore preparato che accetta di migliorare
Spalletti non è certamente un allenatore alle prime armi. La sua esperienza gli consente di conoscere le difficoltà del ruolo e le pressioni che accompagnano una panchina come quella della Juventus.
Per questo, la frase pronunciata su Carnevali assume un significato interessante. Non sembra quella di un tecnico che rinuncia alla propria identità, ma di una persona che riconosce il valore di un confronto e si dichiara pronta a migliorare.
Accettare un consiglio non significa necessariamente farsi condizionare. Può significare avere la maturità per ascoltare, valutare e modificare alcuni aspetti del proprio lavoro quando lo si ritiene utile.
La questione sarà capire in che modo questa disponibilità si tradurrà nel quotidiano. Se riguarderà soltanto la gestione delle pressioni e della comunicazione, oppure se coinvolgerà anche alcuni aspetti legati alla squadra, alla mentalità e alle scelte durante le partite.
Carnevali e Spalletti: due esperienze a confronto
Il rapporto tra Carnevali e Spalletti potrebbe rappresentare una risorsa importante per la Juventus. Da una parte c'è un allenatore chiamato a costruire un'identità di gioco e a gestire una squadra con grandi aspettative. Dall'altra, un dirigente che conosce le dinamiche societarie, il mercato, la comunicazione e le difficoltà che possono emergere durante una stagione.
Non è detto che un dirigente debba limitarsi a occuparsi degli aspetti amministrativi o di mercato. In una società ambiziosa, il confronto tra le diverse componenti può diventare utile proprio quando emergono problemi da risolvere.
Le parole di Spalletti suggeriscono almeno una cosa: il rapporto con Carnevali sembra essere fondato su una stima che va oltre il semplice rapporto professionale.
Resta da capire quanto questa relazione possa incidere concretamente sul percorso della Juventus. Per ora, la certezza è soltanto nelle parole dell'allenatore. Tutto il resto appartiene alle possibili letture e ai futuri sviluppi.
Come tu mi vuoi
Il titolo richiama una frase che sembra quasi una dichiarazione personale: «Diventerò ciò che lui vuole». Ma il vero tema non è la volontà di Spalletti di trasformarsi in un allenatore diverso per assecondare Carnevali.
Il tema è piuttosto quello di un tecnico che, pur avendo idee, esperienza e una propria identità, riconosce l'importanza di ascoltare chi gli sta accanto.
La Juventus ha bisogno di un allenatore capace di guidare la squadra, ma anche di una struttura dirigenziale in grado di accompagnarlo nei momenti più complessi. Se tra Carnevali e Spalletti esiste davvero un confronto costante e costruttivo, questo potrebbe diventare uno degli elementi da osservare con maggiore attenzione nel prosieguo della stagione.
Perché, al di là delle frasi di circostanza, una promessa come quella pronunciata oggi dovrà trovare la sua verifica sul campo.
Juventus-NEC, quote senza storia: bianconeri strafavoriti, ma occhio alla sorpresa europea
La Juventus si prepara al debutto in Europa League. Domani sera, alle 21:00, i bianconeri ospiteranno il NEC Nijmegen all'Allianz Stadium, in una sfida nella quale la squadra di Luciano Spalletti parte con i favori nettissimi del pronostico.
Le quote medie di Juventus-NEC confermano infatti una distanza importante tra le due formazioni: il successo bianconero si attesta intorno a 1,21, mentre il pareggio è proposto mediamente a 6,72 e la vittoria degli olandesi a 11,67. Numeri che evidenziano il ruolo di grande favorita della Juventus, chiamata però a dimostrare sul campo la propria superiorità.
Il momento dei bianconeri, infatti, impone una certa attenzione. La Juventus arriva all'appuntamento europeo dopo la sconfitta per 3-2 contro il Sassuolo e deve fare i conti anche con diversi infortunati, che stanno condizionando le scelte di Spalletti. Il debutto in Europa League rappresenta quindi un'occasione per ritrovare fiducia e dare una risposta dopo l'ultimo risultato negativo.
Il NEC Nijmegen, dal canto suo, ha già disputato sei giornate di campionato e si trova a quota sette punti. La formazione olandese arriva però da una pesante sconfitta per 3-0 in trasferta contro il Cambuur, un risultato che non contribuisce a rafforzare le certezze della squadra alla vigilia della trasferta torinese.
Sulla carta, dunque, la Juventus è nettamente favorita. Le quote lasciano poco spazio a interpretazioni, ma i bianconeri dovranno evitare di sottovalutare l'avversario e affrontare la gara con la giusta concentrazione. L'obiettivo è iniziare il percorso europeo con una vittoria, ritrovando solidità e continuità dopo un periodo caratterizzato da qualche difficoltà.
```0
Europa League, il Milan stecca all’esordio: il Benfica passa 2-0 a San Siro
Il Milan stecca la prima giornata della fase a girone unico di Europa League. I rossoneri cadono a San Siro contro il Benfica, che si impone con un netto 2-0 grazie alle reti di Lukebakio e Kaminski.
Benfica cinico, Milan sconfitto
La formazione portoghese sblocca il risultato al 16' con Lukebakio e raddoppia nella ripresa, al 53', con Kaminski. Il Milan prova a reagire anche attraverso i cambi, ma non riesce a riaprire la partita e incassa una sconfitta pesante davanti al proprio pubblico.
Europa League, prima giornata da dimenticare
In attesa dell'esordio della Juventus, il Milan è la prima italiana a scendere in campo nella competizione e inaugura il proprio percorso europeo con una battuta d'arresto. Il Benfica porta a casa tre punti importanti, mentre i rossoneri dovranno cercare il riscatto nelle prossime giornate.
Calciomercato
Juventus Next Gen
Primavera
Women
Le più lette
Supplemento di Radio Bianconera ®
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178
Parte del Newtwork di
© 2026 bianconeranews.it - Tutti i diritti riservati






