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Ait Nouri vuole lasciare il City: nuovo tentativo della Juve?
Ait Nouri vuole lasciare il City: nuovo tentativo della Juve?
Secondo indiscrezioni riportate dal quotidiano "L'Equipe", Rayan Ait Nouri, terzino classe 2001 in forza al Manchester City, vorrebbe lasciare il club inglese per trovare più spazio altrove. L'algerino infatti, dopo l'addio di Pep Guardiola, è sceso moltissimo nelle gerarchie e non sta trovando spazio con il nuovo tecnico Enzo Maresca. A tal proposito, vista la giovane età, il ragazzo vorrebbe cercarsi un club dove possa trovare un buon minutaggio per proseguire la propria carriera già a partire dal mese di Gennaio. Su di lui, vige fortemente l'interesse della Juventus, la quale, davanti a questa opportunità, proverà sicuramente a fare un tentativo durante il mercato invernale. Per i bianconeri, l'idea migliore, sarebbe quella di provare a proporre un prestito con diritto di riscatto. Attenzione però, per accaparrarselo, ci sarà da abbattere la concorrenza dell'altro club di Manchester, lo United, che sta osservando la situazione dell'algerino con grande interesse.
Verso Az-Juve: lo stato di salute della squadra olandese
Verso Az-Juve: lo stato di salute della squadra olandese
Domani la Juve è attesa dall'AZ Alkmaar per la quarta gara di Europa League. La squadra olandese vive un periodo di crisi nella massima Serie, basti pensare che l'ultima vittoria risale allo scorso 20 settembre, 1-0 contro il Telstar. Nella competizione europea invece occupa il decimo posto con 6 punti, frutto di due vittorie consecutive dopo la sconfitta all'esordio. Comunque sia, facendo un bilancio delle ultime 8 partire, l'AZ ha totalizzato 3 successi, 1 pareggio e 4 ko, 9 gol fatti, 10 subiti. Occhio alla tradizione contro le squadre italiane: su 5 match nessuna sconfitta, 4 vittorie e un pari.  
La Juve mette gli occhi su Varela: il portoghese piace a tutte le big di A
La Juve mette gli occhi su Varela: il portoghese piace a tutte le big di A
La Juventus, così come tutte le altre big di Serie A, secondo quanto riporta Fabrizio Romano, avrebbe messo gli occhi su Gustavo Varela, attaccante classe 2005 del Monza che sta sorprendendo tutto il nostro campionato. Il portoghese infatti, alla sua prima stagione in Italia, ha realizzato 9 reti in altrettante partite ed è, per ora, l'uomo al quale i brianzoli stanno aggrappandosi per raggiungere l'obiettivo salvezza. A tal proposito, sempre secondo quanto detto dall'esperto di mercato, il club lombardo non considererebbe possibile la cessione a Gennaio: la possibilità di mantenere la categoria passa dalle prestazioni di Varela. Diverso il discorso per Giugno dove i biancorossi, davanti ad un'offerta che attualmente oscillerebbe tra i 25 e i 30 milioni di euro, potrebbero trattare la cessione andando a registrare un'incredibile plusvalenza. Non è da escludere, ovviamente, che qualora le sue prestazioni continuassero a migliorare, il prezzo potrebbe ulteriormente salire e, sul portoghese, potrebbero, a quel punto, subentrare altri big club europei.
Next Gen, contro la Pro Vercelli è super Merola, delude Durmisi
Next Gen, contro la Pro Vercelli è super Merola, delude Durmisi
Sulle colonne di TuttoC, Nicola D'Elisiis ha analizzato il pareggio maturato ieri tra la Juventus Next Gen e la Pro Vercelli, decretando i migliori e i peggiori in campo da entrambe le parti. In casa bianconera ha brillato Merola: "Segna il suo primo gol in campionato e lo fa davvero con grande stile: botta da fuori dopo aver agganciato un cross preciso di Pagnucco sulla lunetta dell'area di rigore e destro imparabile per Del Favero - scrive D'Elisiis - Prova poi a ripetersi nel secondo tempo ma stavolta senza successo". Delude invece Arman Durmisi: "Non di certo una serata esaltante per l'attaccante bianconero che non risulta quasi mai pericoloso fra le maglie difensive della Pro, fornendo una prestazione incolore ed opaca. Gara da archiviare e che nell'arco di una stagione può capitare".
PodcastLa vendetta di Vicario: portiere vero e leader della Juve
La vendetta di Vicario: portiere vero e leader della Juve
Chissà come sarebbe andata a finire Juve-Napoli se nei primi minuti di gara Vicario non avesse effettuato una strepitosa parata, negando a Lucca la gioia del gol e ai campani il vantaggio. Nessuno può dirlo. Il portiere si è preso la Juve e non solo per le prestazioni, quasi sempre ben oltre la sufficienza. Importanti i suoi atteggiamenti in campo e, come fa sapere qualcuno dalla Continassa, anche nello spogliatoio. Pronto a confrontarsi con i compagni, a parlare con i più giovani. L'identikit del leader. E' lui il capopolo quando si tratta di andare sotto la Curva dopo le delusioni (vedi Lazio), oppure a presentarsi davanti alle telecamere. Mai banale, spesso rilascia dichiarazioni per scuotere la truppa, avendo bene in mente di trovarsi nella Juve. “Non dobbiamo aggrapparci a nessun alibi, non è una prestazione da Juve. Se giochiamo così non possiamo pretendere niente”. Ha ragione da vendere, i bianconeri non saranno quelli di un tempo, ma il fascino della Vecchia Signora resta intatto. Come il prestigio della società. Vicario-Juve è una storia particolare. Il portiere è arrivato alla Continassa da (presunta) quarta scelta dopo che Carnevali e Massara avevano puntato ad Alisson, Dibu Martinez e Suzuki. Spalletti chiedeva un estremo difensore di livello, ma dotato anche di personalità. Vicario è tutto questo. Sono bastati pochi mesi per convincere la Juve. E' arrivato in prestito gratuito dal Tottenham, riscatto fissato a 8 milioni di euro, più 2 di bonus al raggiungimento di determinati obiettivi. Grabara o chi per lui sa di dover essere vice di Guglielmo. Con Alajbegovic, Vicario senza dubbio è il migliore acquisto del mercato targato Carnevali-Massara. La Juve sa di avere un portiere affidabile per qualche anno anno, il giocatore ne ha 30. L'età giusta per difendere i pali della Juve e allo stesso tempo fare da chioccia a qualche giovane. Alla faccia di chi lo aveva bollato quarta scelta. Vicario ha accelerato i tempi per diventare senatore bianconero. Roba per pochi. 
AZ-Juventus, arbitra Sylwestrzak: precedenti e statistiche del polacco
AZ-Juventus, arbitra Sylwestrzak: precedenti e statistiche del polacco
Sarà Damian Sylwestrzak a dirigere la sfida di Europa League tra AZ Alkmaar e Juventus. L'arbitro polacco, nato nel 1992, sarà affiancato dai connazionali Adam Karasewicz e Bartosz Heinig, designati come assistenti, mentre Lukasz Kuzma ricoprirà il ruolo di quarto ufficiale. La gestione della tecnologia sarà affidata a Piotr Lasyk, incaricato del VAR, con Tomasz Kwiatkowski nel ruolo di assistente VAR. Nel percorso arbitrale del fischietto polacco figurano anche alcuni incroci con il calcio italiano, sebbene tutti a livello giovanile. Durante la Youth League 2022/2023, Sylwestrzak ha arbitrato due incontri che vedevano protagoniste formazioni italiane: Inter-Bayern Monaco e Napoli-Ajax. In entrambe le occasioni, le squadre italiane sono uscite sconfitte. Un altro precedente risale al novembre 2023, quando il direttore di gara polacco fu designato per la partita tra Italia Under 19 e Svizzera, valida per le qualificazioni agli Europei di categoria. Anche in quella circostanza gli Azzurrini non riuscirono a evitare la sconfitta. Per quanto riguarda la sua esperienza in Europa League, il bilancio complessivo di Sylwestrzak comprende sei incontri arbitrati, un'espulsione e due calci di rigore assegnati.
Juventus, l'Arsenal prepara l'assalto a Yildiz: sul tavolo una cifra che può far tremare la Continassa
Juventus, l'Arsenal prepara l'assalto a Yildiz: sul tavolo una cifra che può far tremare la Continassa
Cento milioni di euro. Una cifra da capogiro, di quelle che fanno vacillare anche le certezze più solide. E stavolta nel mirino dell'Arsenal c'è Kenan Yildiz, il gioiello che la Juventus considera uno dei pilastri del proprio futuro. Il talento turco continua ad attirare le attenzioni delle grandi d'Europa. Il Real Madrid lo osserva da tempo, ma dalla Premier League arriva un'altra pretendente pesante: l'Arsenal di Mikel Arteta. E i londinesi, a quanto pare, non hanno alcuna intenzione di mollare la presa. Secondo quanto riportato da OneFootball, i Gunners avevano già bussato alla porta della Juventus lo scorso giugno per raccogliere informazioni sul giocatore. La risposta bianconera, però, era stata negativa. Nessuna apertura. Nessuna intenzione di privarsi facilmente del proprio talento. Ma l'interesse dell'Arsenal non si è raffreddato e anche in questo periodo il nome di Yildiz è rimasto sul tavolo delle valutazioni londinesi. Il motivo è chiaro: Arteta cerca qualità, fantasia e alternative sulla corsia sinistra. E il turco ha caratteristiche che fanno gola a mezza Europa. Tecnica, accelerazione, personalità e capacità di giocare in più posizioni. Il numero 10 bianconero è un attaccante moderno, capace di accendere la manovra e inventare la giocata quando la partita si blocca. Non sorprende, quindi, che a Londra siano pronti a valutare un investimento da capogiro già a gennaio 2027: 100 milioni di euro. Alla Continassa la posizione è molto chiara. Yildiz non è un giocatore qualunque, ma uno dei patrimoni tecnici più importanti della Juventus. Il contratto fino a giugno 2030 testimonia la volontà del club di costruire attorno al talento turco. Cederlo significherebbe rinunciare a un protagonista sul quale la società punta per il presente e per il futuro. Ma nel calcio esistono cifre capaci di cambiare qualsiasi scenario. Una cosa è certa: Kenan Yildiz è diventato uno dei nomi più caldi del mercato europeo. E la Juventus sa di avere tra le mani un gioiello che mezza Europa vorrebbe portarle via.
Carnevali ha individuato la strada per far rinascere la Juventus
Carnevali ha individuato la strada per far rinascere la Juventus
Le ultime assemblee degli azionisti in casa Juventus avevano il sapore delle classiche riunioni di condominio in cui ognuno dice la sua, si litiga, ci si lamenta, si abozzano soluzioni poco convincenti che poi non vengono neanche applicate. Con il risultato di tornare a casa con la sensazione che si faceva o non si faceva era, in fondo, la stessa cosa. Questa volta no. Questa volta una voce nuova, competente e, a suo modo, rivoluzionaria, ha cambiato le carte in tavola e regalato sensazioni differenti. La voce è quella del nuovo amministratore delegato, Giovanni Carnevali, che non si è perso in chiacchiere, non ha dato vita al solito pippione in una lingua incomprensibile con mille giri di parole, alcune italiane e alcune inglesi, per non arrivare a nessun punto. Questa volte le idee sembrano essere chiare. Che non si vedano tangibili risultati sul campo è un dettaglio poco trascurabile, è vero, ma se ci si vuole dar fiducia alle sue parole quando dice "ci vorrà tempo" allora quel tempo bisogna concederlo. La stoccata principale arriva dalla costruzione dell'area scouting che, a detta di Carnevali, mancava alla Juventus. Anche qui, un dettaglio non da poco, anzi. Come si fa a non avere una struttura del genere per scoprire i campioni del futuro? Semplice, il predecessore dell'attuale amministratore delegato era un certo Damien Comolli, l'uomo che cercava i giocatori nel computer. E non è il titolo di un film, ma una triste realtà. Che in passato ci si appoggiasse poco agli osservatori, poi, nasce dal fatto che la Juventua aveva altre risorse da poter impiegare per prendere i migliori. E quando hai la forza di acquistare un certo Cristiano Ronaldo ma tu, in fondo, che bisogno hai di uno strutturato reparto scouting? Ma i tempi sono nettamente, e tristemente, cambiati, adesso quelle risorse non ci sono più, adesso non si possono buttare via i soldi, come per altro è stato fatto anche quest'anno con Kolo Muani (qui errore della nuova dirigenza), e quindi bisogna sapersi strutturare nel modo migliore per andarli ad intercettare i campioni del futuro, in modo da costruire squadre competitive e sostenibili nel minor tempo possibile. La strada è tracciata e chiara nella testa di Carnevali e della neonata società. Ecco perché si sta andando avanti, nei limiti del possibile, con Spalletti e l'attuale progetto tattico, perché non basterebbe un allenatore diverso, un motivatore, un uomo che conosce bene la Juve, insomma, il solito nome di Antonio Conte, a risollevare una situazione che va affrontata alle radici. Ed è lì che la società sta giustamene lavorando, anche in termini di responsabilizzazione della squadra, per riprendere la rotta giusta con gli uomini a disposizione prima di tornare a cambiare con la giusta programmazione. Programmazione. Questa parola smarrita, in casa Juventus, da tanto, troppo tempo. 
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