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Serie A, il Frosinone batte il Sassuolo 4-2: Raimondo show, ciociari quinti
Il Frosinone parte fortissimo e supera il Sassuolo per 4-2 allo stadio Benito Stirpe nell’anticipo del venerdì che apre la settima giornata di Serie A. Grande protagonista Antonio Raimondo, autore di una splendida tripletta.
Ad aprire le marcature è Calò al 9’, poi Berardi pareggia al 15’. Raimondo sale in cattedra con due gol al 26’ e al 30’, prima della rete di Thorstvedt al 37’ che riapre la partita. Nella ripresa, al 57’, arriva il terzo sigillo personale di Raimondo che fissa il risultato sul definitivo 4-2.
Con questa vittoria il Frosinone sale momentaneamente al quinto posto in classifica, a quota 13 punti e con una partita in più rispetto alle rivali. Il Sassuolo resta invece a 8 punti, almeno in attesa delle altre gare del turno.
PodcastI nervi di Conceicao in fuorigioco: caro Chico, ricordati che sei nella Juve
Francisco Conceicao forse non ha ben capito di trovarsi nella Juve. O per una sera è andato fuori dai confini dei comportamenti giusti. Minuto 70, Spalletti decide di tirarlo fuori per far entrare Nico Gonzalez. Il piccolo portoghese si infuria, dà pugni alla panchina, scalcia qualche sedia e va dritto negli spogliatoi. Qualcuno parla anche di lite con un collaboratore del tecnico, nel post gara il giocatore smentisce, sminuendo l'episodio. “Se ha fatto qualcosa, troveremo il modo di fargli pagare i conto”, le dichiarazioni di Lucio. Comunque sia, tutto questo non è tollerato nel mondo Juve, dove certi comportamenti spesso pesano più delle prestazioni in campo. E' una delle tante regole non scritte nel virtuale prontuario bianconero.
La Juve a malapena riuscì a tollerare la stizza di Cristiano Ronaldo, quando Sarri lo sostituì contro il Milan. Figuriamoci. Ammesso non ci sia stato già un faccia a faccia, Spalletti e Conceicao probabilmente si chiariranno. L'attaccante farebbe bene a concentrarsi più sulle sue prestazioni, rispetto alla necessità di fare il famoso salto di qualità, sul fronte della concregtezza e non solo. Domenica sera la Juve giocherà contro la Lazio. Conoscendo Spalletti, l'ipotesi panchina è concreta per Chico. Sarebbe una "decisione educativa", come disse in passato Marotta quando Pogba fu messo fuori squadra da Conte per essere arrivato in ritardo all'allenemanto. E poi c'è uno scapitalte Zeghrova, peraltro fuori dalla lista Uefa.
PodcastNicolini a RBN: “Il problema centravanti c’è da anni. L’obiettivo della Juve è il quarto posto”
Durante Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, ha parlato il preparatore atletico dello Shakthar Donetsk, Carlo Nicolini.
GESTIONE DI SPALLETTI
"Un po' di alti e bassi, si vede che il potenziale c'è, ci si aspetta sempre quel qualcosa in più che spesso non viene. In coppa hai sei punti, è vero che era favorita, in campionato ha avuto due mezzi passi falsi. Se domenica vince la partita con la Lazio, rimette tutto in gioco. E credo che l'obiettivo Juve è entrare nelle quattro, ha tutto il potenziale per farlo. Ma deve fare di più per il tecnico che ha, per il blasone e il valore della rosa. Sento spesso le sue dichiarazioni ultimamente, che non condivido al 100%. Non credo abbia il focus sulla squadra completo. Ha tanti infortuni, ma uno come Spalletti, con la sua bravura, con questa rosa e con queste difficoltà deve inventarsi qualcosa, perché sta a lui farlo e credo abbia le capacità. Lo ha già dimostrato. Anche lui deve fare un po' di autocritica, e credo la stia facendo. Forse è il momento di mettere maggior focus sulla squadra piuttosto che su altre cose che lo circondano".
KOLO MUANI E WOLTEMADE
"A me sembra che sia un problema il centravanti da 4-5 anni, non da adesso. Tutti hanno fatto fatica, poi vanno via e tornano a fare abbastanza bene. Non dò la colpa alla Juve e a chi la allena, ma evidentemente non li si mette nelle condizioni di fare bene. Alla Juve Vlahovic non è stato valorizzato, poi la questione stipendio è una cosa a parte. Ora ha due centravanti che non sono da Juve. Però è anche vero che se su sei centrocampisti arriva un solo gol e un solo assist, vuol dire che il problema non sono solo i centravanti. E' un po' poco quello fatto da questo reparto in sei partite, lo dicono i numeri. La Juve deve andarsi a prendere le partite, non aspettare che solo l'attaccante gliele risolva".
ALAJBEGOVIC
"Deve essere uno che gioca insieme a Yildiz. Se hai dei giocatori che saltano l'uomo e vedono la porta come loro, tu metti in difficoltà l'avversario e fai respirare centrocampo e difesa. Per me ha già fatto vedere in Nazionale che classe ne ha, e ha carattere. La carta d'identità conta poco. Se hai personalità, aggiunto al talento, allora è uno da far giocare".
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PodcastCucchi a RBN: “Spalletti deve fare un minimo di autocritica. Juventus superiore alla Lazio”
Riccardo Cucchi, giornalista ed ex storica voce de Il Calcio Minuto per Minuto, è stato ospite della trasmissione Fuori di Juve, in onda su Radio Bianconera.
"Celta Vigo? Mi ha sorpreso questo avvio incerto della Juve, che ha operato abbastanza bene sul mercato. Io sono tra quelli che era convinto che la Juve avesse rinforzato la rosa, con innesti importanti. Visiti i risultati altalenanti, non mi convince. E non mi convince anche l'atteggiamento di Spalletti, allenatore di grande valore, che sovrappone a volte il suo ego al suo lavoro. Un particolare che è emerso anche a Roma. Il suo ego a volte lo annebbia. C'è bisogno di grande umiltà da parte di tutti, in primis di Spalletti. Di sicuro potrà fare meglio. Contro il Celta non mi è piaciuta complessivamente, ma è venuto fuori il valore individuale. La Juve può fare molto meglio in campionato e Spalletti anche doverebbe fare un minimo di autocritica. A volte sembra essere sempre piccato e non è un bene, per lui e per la squadra. Non deve pensare alla sua carriera ma pensare che è il tecnico della Juve e la deve riportare su. Questo è il suo compito".
"Centravanti? Sentire parlare di doppio centravanti pare un'eresia, invece ci vogliono due attaccanti centrali. Magari rivedessi squadre che hanno questo coraggio. Le scelte di Kolo Muani e Woltemade? Sul piano tecnico il tedesco non mi convince molto, è sicuramente dotato fisicamente, ma pare scoordinato. Non mi convince per tutto, ma spero di essere smentito. Kolo Muani mi convince, ma gli manca quel pizzico di personalità che lo proietterebbe tra i primi attaccanti. Alla Juve manca un Malen".
"La Lazio? È una favola, nessuno si immaginava questo inizio, soprattutto dopo l'eliminazione per mano del Mantova in Coppa Italia e la contestazione dei tifosi. Gattuso era visto male, sembrava un'opzione di riserva. Incredibile cosa sta succedendo. Lazio in testa, favorita da un calendario più semplice, bravo Gattuso che ha dato identità di gioco alla squadra, che gioca in verticale, palla a terra, ma non ha la qualità tecnica della Juve. Sarebbe un colpo straordinario arrivare in Champions ma non credo sia alla portata della Lazio. Se la Juve giocasse una partita normale, vincerebbe perché è superiore alla Lazio. La Lazio ha un ottimo ritmo nel primo tempo ma cala, e ha due centrali lenti, che favorisce attacchi veloci. Ma occhio che questa lazio ha voglia, orgoglio".
Lazio da non sottovalutare. Oltre alla classifica anche i precedenti sorridono ai biancocelesti
La partita contro la Lazio potrebbe rappresentare uno snodo importante sia per la Juventus che per la squadra capitolina. I biancocelesti del resto hanno dimostrato di saper essere squadra temibile, confermandosi in vetta al campionato a pari merito con l'Inter, a più cinque dalla banda di Luciano Spalletti.
Oltre alla mera graduatoria però c'è anche da considerare anche un altro dato che dovrebbe mettere ulteriormente in guardia la Juventus. Negli ultimi 7 precedenti infatti è stata la Lazio ad ottenere un bilancio migliore con 3 vittorie, 2 pareggi e 2 successi bianconeri. C'è anche da dire però che le gioie biancocelesti sono arrivate sempre all'Olimpico e che l'ultima volta che è stato espugnato lo Stadium era il 2017.
Ravezzani: “Spalletti spesso messo in croce, ma non è un allenatore impreparato”
Il giornalista Fabio Ravezzani si è espresso, sul proprio canale YouTube, riguardo le ultime uscite della Juventus, che pur non perfetta ha portato a casa due successi. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni, riportate da TuttoJuve:
"Due belle vittorie, ci volevano per il calcio italiano. Insomma, siamo un po' meno depressi rispetto a quello che avevamo vissuto e pensato dopo le serate tragiche per certi versi di Champions League. La Juventus comunque convince se si va a vedere le conclusioni a rete, la produzione offensiva, la strategia di Spalletti che spesso viene messo in croce, ma che poi non è quell'allenatore impreparato o avvilito che spesso e volentieri sembra essere dopo certe conferenze stampa".
"Alla Juventus alla fine del primo tempo c'era una depressione totale perché è stato molto negativo, perché Woltemade non dava nessun segno di essere incisivo come ci si aspetta da lui, ma nella ripresa sono successe delle cose decisamente importanti. Intanto la Juventus vince ribaltando all'ultimo minuto il risultato, ma vince stando ai numeri con pieno merito, perché se andiamo a vedere di nuovo quante sono state le conclusioni a rete della Juventus rispetto ai suoi avversari, siamo nuovamente a una percentuale enormemente superiore. Spalletti, sbagliando secondo me più di una volta, si fa sorprendere in panchina che allarga le braccia, quasi rassegnato. Non deve essere questo l'atteggiamento di un allenatore per dare fiducia ai suoi".
Next Gen serve una reazione, contro il Renate scontro diretto in zona calda
È ora di reagire per la Juventus Next Gen, alle prese con una delle partenze più complicate da quando è stata introdotta la seconda squadra. I bianconeri sono quintultimi con appena 7 punti in 9 giornate nel Girone A di Serie C e non vincono dal 22 Agosto; si trattava della prima giornata e i bianconeri in quell'occasione erano riusciti a superare il Novara per 1-0.
Da allora però le cose si sono complicate e ora inizia a sentirsi l'esigenza di fare punti. Lunedì sera la Next Gen proverà a rilanciarsi ospitando il Renate, a sua volta ultimo con 4 punti e ancora a secco di successi. Una gara cruciale per dare finalmente una spallata alla stagione e scrollarsi di dosso i fantasmi.
Juventus, la vittoria con il Celta è positiva ma una statistica continua a preoccupare
L'importante per la Juventus era ottenere i tre punti contro il Celta Vigo e alla fine, seppur in extremis, ce l'ha fatta. Anche i gol di Woltemade e Kolo Muani sono di per loro dei buoni segnali, ma c'è un dato che è peggiorato ulteriormente nella gara disputata in terra spagnola.
Stiamo parlando del numero di partite in cui la squadra di Spalletti è passata in svantaggio. Con quella di ieri sono quattro le sfide in cui la Vecchia Signora è andata sotto nel punteggio, tutte raccolte negli ultimi sei scontri in tutte le competizioni. Stavolta finalmente è arrivata la prima rimonta completa, ma la tendenza va sicuramente cambiata.
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18 ott 2026 20:45
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