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Mercato e non solo, Carnevali-Massara da Juve: garantisce Moggi
Chi pensava la Juve potesse avere vita più facile sul fronte del mercato, evidentemente vive in un mondo parallello, rispetto a quello cui sono costretti ad agire Carnevali e Massara, come sottolinea anche Moggi. Il verbo costringere non è casuale, indica le difficoltà note della società bianconera, legate agli ormai annosi paletti economici, imposti dal Fair Play Finanziario e in generale dalle esigenze di bilancio, da portare in pareggio nell'anno contabile 2027/2028 (questo il nuovo obiettivo), sperando si torni subito in Champions League. Senza farsi illusioni sulla possibilità di lottare per lo scudetto, anche se nel calcio nulla è scontato. Sulle capacità dell'amministratore delegato e del ds non ci sono dubbi. "Masticano di calcio", per dirla alla Moggi. Le sue parole a Radio Bianconera suonano come un'autentica investitura, ai tifosi dice di avere fiducia. In meno di tre mesi, la nuova coppia al comando (senza dimenticare Ottolini) ha già fatto già molto, tenendo conto dei problemi di cui sopra. Acuiti dagli esuberi difficilmente piazzabili, frutto delle disastrose gestioni precedenti, in particolare le ultime due, a firma rispettivamente Giuntoli e Comolli.
La Juve poteva fare meglio? Sì, questo vale per chiunque. Per esempio, per prendere Kolo Muani è stato impiegato troppo tempo e probabilmente l'investimento è eccessivo tra cartellino e ingaggio: 100 milioni di euro dovrebbero essere spesi per un attaccante da 15/20 gol l'anno. Il francese ha caratteristiche diverse, salvo tornare quello dell'Eintracht di Francoforte, con 23 reti in 46 presenze, stagione 2022/2023. Le parole di Spalletti sul francese sono emblematiche, come la ricerca di un centravanti diverso, un bomber per intenderci. Kolo Muani a parte, le altre operazioni tutto sommato sono buone. Mancano quattro giorni al gong e sulla torta bianconera, già ben farcita, potrebbero essere messe le proverbiali ciliegine, sperando nella cessione di più esuberi possibili. Alle 20,01 del primo settembre potremmo fare il bilancio del mercato e, come spesso accade, dare i voti. Attenzione, si tratterà comunque di un giudizio provvisorio. Per avere un primo verdetto bisogna aspettare il campo, magari fissare degli step di giudizio, fino alla sentenza definitiva, al termine della stagione. Siamo ancora tutti scottati dalle ultime due annate, quando si pensava potessero innalzare il livello della truppa, tecnico e non solo, i giocatori presi. Salvo rivelarsi veri e propri flop. Prima di travestirsi da giudici, aspettiamo la risposta del campo. Con fiducia, come consiglia Moggi.
PodcastAlajbegovic si scalda: dal buio di Yildiz, nella Juve può nascere una stella
Nel mondo del calcio la sfortuna di giocatore a volte è diventata opportunità per una riserva (vedi Altafini-Pelè ai Mondiali del 58'), potrebbe accadere nella Juve tra Yildiz e Alajbegovic. Il talento turco la prossima settimana si sottoporrà ad intervento chirurgico per la frattura al piede sinistro. Tradotto, almeno tre mesi out. Una tegola pesante per Spalletti che dovrà rinunciare al suo leader tecnico, il giocatore più talentuoso della truppa. L'allenatore bianconero sta studiando come sopperire a questa defezione e sulla carta Alajbegovic si gioca il posto con Boga. Se non nella sfida contro il Parma, nell'arco del tempo in cui Yildiz sarà convalescente, il diciottenne bosniaco (19 il 21 settembre) avrà l'occasione per mettersi in mostra e convincere Lucio a dargli una maglia da titolare. Significherebbe aver dimostrato di essere da Juve, malgrado la giovane età.
Nella Juve di Spalletti, Alajbegovic può giocare in più ruoli. Non solo al posto di Yildiz a sinistra, ma anche al centro della trequarti, dietro la punta. Al momento però c'è la possibilità di essere schierato nella sua zolla preferita. La decisione spetta all'allenatore toscano. Averlo tenuto in panchina a Frosinone, fa pensare ad un impiego graduale, ma con i giovani serve anche coraggio: se vengono ritenuti all'altezza, vanno impiegati e guai a crocifiggerli nel caso in cui andasse male la prima. Per la partita contro il Parma, probabile Lucio abbia già le idee chiare, o magari aspetta gli ultimi allenamenti per decidere l'undici titolare. Alajbegovic può fare la differenza anche da subentrante. Spalletti ha detto: “E' quel giocatore in grado di dare lo shock temporale”. Kerim intanto si scalda, a fare il tifo per lui anche Yildiz.
Romano: "L'accordo tra Juve e Kessiè si sta avvicinando"
L'esperto di mercato, Fabrizio Romano fa il punto sulla sitazione Franck Kessie, la Juventus non molla i contatti con il giocatore e spera di poter chiudere il prima possibile.
"La Juventus sta lavorando sui dettagli del contratto di Kessié. Oggi ci sono stati due incontri tra le parti: prima negli uffici di Carnevali, poi anche in un hotel nel centro di Milano. L'accordo si sta avvicinando. Focus sugli anni di contratto, sullo stipendio e sul bonus alla firma, normale quando si prende un calciatore così importante a parametro zero".
Bergomi: "Al centrocampo della Juve manca uno come Kessiè"
La Juventus fa sul serio per Kessiè, nelle ultime ore si sono registrati ulteriori contatti che hanno avvicinato il giocatore ai bianconeri. Di questo ne ha parlato anche Beppe Bergomi ai microfoni di Sky Sport.
"Ci sono buoni giocatori perché Locatelli, perché Thuram, Koopmeiners, McKennie e tutto quanto, ma Kessie da personalità e in questi anni forse in quel reparto manca un giocatore così”.
PodcastGambelli a RBN: “Carnevali e Massara stanno facendo miracoli. Kessié valorizzerebbe tutti”
A Radio Bianconera, in collegamento a Fuori di Juve, è intervenuto il piccolo azionista e scrittore Riccardo Gambelli. Queste le sue parole:
Moggi ha detto che bisognerà avere pazienza con Carnevali e Massara perché capiscono di calcio. Ad oggi sarebbero promossi o rimandati?
"Nel passato ogni volta che cedevamo un giocatore eravamo sempre infelici, mentre quest'anno festeggiamo con lo champagne quando vendiamo qualcuno. Questo fa capire la difficolta che hanno questi due dirigenti, stanno facendo dei miracoli. Certo, il lavoro è ancora lungo, ma detto questo se dovesse arrivare Kessié sarei molto contento. Era ciò che serviva oltre a Vicario, che sono convinto possa far bene. Ora manca il centravanti d'area di rigore. Mateta e Sorloth non mi entusiasmano, ma perlomeno hanno quelle caratteristiche lì".
Kolo Muani che impressione ti ha fatto?
"Sono quasi sicuro che Spalletti non lo avesse chiesto, ma a questo punto il francese potrebbe risultare utile se dovesse arrivare un centravanti vero. Di certo non può farlo lui, perché ha altre caratteristiche. Di sicuro i soldi spesi sono stati eccessivi".
In difesa nel frattempo è arrivato Lucumì e Bremer è rimasto. Che giudizio dai del pacchetto arretrato?
"Se Bremer riacquista il cento per cento della sua forma è un colosso. In questo momento la difesa è il reparto più forte che abbiamo e anche Lucumì mi piace molto. Bremer nello specifico ha fatto un bel gol a Frosinone e in difesa è stato quasi perfetto".
Con il centravanti la Juventus a cosa potrebbe ambire?
"Mi piacerebbe credere in un miracolo come quello del primo anno di Conte, ma al momento non la vedo per lo scudetto. Kessié credo che garantirebbe la copertura che è mancata e valorizzerebbe Thuram, Locatelli e persino lo stesso Douglas Luiz.
La Juventus che sta nascendo è più forte dell’anno scorso? Il parere degli opinionisti di TMW Radio
La Juventus si sta impegnando per costruire una rosa che possa risultare competitiva, ma a pochi giorni dalla fine di mercato ci sono ancora dei dubbi sulla tenuta dell'organico. Abbiamo chiesto a tal proposito ai nostri opinionisti se i bianconeri, con gli innesti di Kessié e Sorloth, sarebbero più forti rispetto all'anno scorso.
Stefano Impallomeni: "È la stessa Juventus che è andata in Champions League con Tudor e che l'ha mancata lo scorso anno. È una buona squadra e se la giocherà, anche se Spalletti deve pensare a migliorarla questa squadra, piuttosto che pensare ancora ai nomi che girano sul mercato. Kessié oltretutto penso che sarebbe più utile alla Roma, perché è più avanti a livello di equilibrio. Alla Juventus non so che equilibri troverrebbe".
Enzo Palladini: "Kessie è tutto da a vedere, perché ha fatto un grande Mondiale, ma in Arabia Saudita nell'ultimo anno non ha brillato. La domanda più che altro è: cosa aggiunge? Forse la Juventus avrebbe più bisogno di qualcuno che possa accendere la luce, servono quei cambi di gioco alla Calhanoglu. Con l'ivoriano e Sorloth comunque penso che rimarrebbe più o meno sullo stesso livello".
Enzo Bucchioni: "Le squadre in grado di lottare in alto sono quelle. Roma e Como non le vedo né dietro né davanti alla Juventus. L'anno scorso del resto la corsa al quarto posto si è decisa al fotofinish. Oltretutto Roma e Como avranno da disputare la Champions League, che toglie tante energie. I bianconeri comunque li vedo nettamente migliorati rispetto all'anno scorso, perché quest'anno vedo un'organizzazione. Nell'ultimo campionato la squadra era stata messa insieme alla rinfusa".
Paolo Marcello: "Sono curioso di capire Kessié come potrà tornare in campo dopo l'esperienza araba. Lì davanti comunque manca qualcuno che possa rendere la squadra più concreta. Conceicao fa quindici dribbling e poi non tira, Alajbegovic è molto giovane, Yildiz si è fatto male e Kolo Muani non è un bomber. Spalletti voleva palesemente qualcuno che avesse più gol nelle gambe, ma non ne ha ricevuto nessuno dal mercato".
Renato Buso: "Non ho visto un grande salto di qualità. Alla Juventus manca il fuoriclasse, perché anche Yildiz non ha ancora dimostrato il potenziale che ha. È una squadra più operaia e meno qualitativa di altre, Spalletti dovrà lavorare molto sul gruppo. Anche Sorloth è un buon giocatore, ma noi alla Juventus siamo abituati a vedere altro. Non a caso negli ultimi anni non si è mai riuscito a competere per obiettivi veramente importanti. La mancata qualificazione in Champions League dell'anno scorso è emblematica".
Giovanni Mussa: "Se arrivano Kessié e Sorloth la Juventus diventa più competitiva, ma non di certo per lo scudetto. Potrebbe fare meglio dell'anno scorso, ma vedrei comunque squadre più attrezzate rispetto ai bianconeri. Gettare delle fondamenta poco solide poi rischia di far costruire male. Quest'anno bisogna porre delle basi, che sono già state poste parzialmente con una nuova dirigenza. Serve programmazione".
Massimo Brambati: "La Juventus è in ritardo, perché a centrocampo servirebbe qualcos'altro, mentre in attacco c'è Kolo Muani, che da solo non può bastare. Spalletti è a Torino da Novembre e ancora non gli è stato preso un vero centravanti. Un profilo andava individuato molto prima, invece che arrivare in questa situazione al 27 Agosto. Spalletti dovrebbe farsi sentire di più, ma non è abituato a picchiare i pugni sulla scrivania, a differenza per dire di Conte. Con Sorloth e Kessié comunque potrebbe lottare per i primi quattro posti, mentre l'anno scorso è arrivata sesta. Certo perdere Yildiz per tre mesi, nonostante non fosse più lo d stesso da un po', è un'eventualità sfortunata".
Cambiano le strategie per Nico Gonzalez: l’intreccio con Yildiz…
La dea bendata non sembra proprio aver voglia di voltarsi verso la Juventus di questi tempi. L'infortunio al piede di Kenan Yildiz rischia di tenere il turco stesso lontano dal campo di gioco per parecchi mesi, privando Spalletti del proprio giocatore di maggiore qualità. Un intoppo decisamente grave, che rischia di avere ripercussioni anche sul mercato.
Come riportato da Matteo Moretto, potrebbe essere nello specifico Nico Gonzalez a veder cambiato il proprio destino. Il giocatore infatti vorrebbe tornare all'Atletico Madrid, ma dopo l'infortunio di Yildiz Spalletti avrebbe posto il veto a prescindere su una sua cessione.
Guerrero: “La qualificazione in Champions vale come un titolo”
Nella serata di ieri Isaac Guerrero si è soffermato sulla vittoria della sua Juventus Women sul St Polten in Champions League. Queste le sue parole, riportate da TuttoJuve:
Guerrero: "Con il St.Polten ci attende una seconda partita in cui dovremo lottare"
"Sapevamo di affrontare una squadra molto competitiva, che vuole fortemente raggiungere la fase successiva della competizione - ha riferito Guerrero a Juventus.com - Abbiamo cercato di approcciare la partita con l'atteggiamento giusto, con concentrazione e attenzione, provando a sviluppare il nostro gioco, mantenere il possesso e muovere le nostre avversarie. Passo dopo passo siamo riusciti a trovare i momenti nei quali accelerare e creare il vantaggio. Di fronte avevamo una squadra che sta facendo molto bene e alla quale va riconosciuto il grande lavoro svolto negli ultimi anni. Siamo molto felici del risultato, ma sappiamo che ci attende una seconda partita nella quale dovremo continuare a lottare per raggiungere il nostro obiettivo principale, che è superare questo turno".
"Il talento delle nostre giocatrici ci ha permesso di fare la differenza":
"In generale sono molto soddisfatto delle nostre giocatrici: stiamo affrontando una sfida importante, con cinque partite in diciassette giorni, ed è normale che in alcuni momenti del secondo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà nel trovare il giusto ritmo con il pallone - ha proseguito ancora il tecnico bianconero - Nel complesso, però, siamo riusciti a fare quello che volevamo, mantenendo il possesso e cercando di muovere le avversarie. Il talento delle nostre giocatrici ci ha permesso di fare la differenza. Avremmo potuto segnare anche altri gol, perché abbiamo avuto diverse opportunità, ma siamo molto contenti della prestazione della squadra. Uno dei nostri obiettivi era vivere più tempo nella metà campo avversaria, riempire maggiormente l’area e arrivare con più giocatrici. Penso che oggi siamo riusciti a farlo bene, anche con la pazienza necessaria contro un blocco basso. Le ragazze hanno interpretato molto bene la partita. Sono molto contento della loro mentalità: avevamo chiesto responsabilità, ambizione e personalità per affrontare quella che consideriamo la prima finale della stagione".
"La qualificazione alla Champion per noi vale come un titolo":
"La qualificazione alla Champions League per noi vale come un titolo e vogliamo affrontare anche il ritorno con la stessa idea: scendere in campo per provare a vincere ed essere protagoniste - ha chiosato Guerrero - Quando hai una rosa come la nostra, il compito dello staff è accompagnare le giocatrici, dare loro una direzione e soprattutto il coraggio di esprimersi. Tatiana Pinto ha interpretato molto bene il gioco, sa arrivare in seconda linea ed essere generosa nei suoi movimenti. Martina Rosucci, invece, è una giocatrice che ha vinto tutto con questo Club: sfruttiamo la sua leadership, è un esempio in ogni allenamento e in ogni partita. Sono molto contento di entrambe e, più in generale, di tutto il gruppo: ogni giocatrice ci offre soluzioni diverse e questo per noi è molto importante".
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29 ago 2026 20:45
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