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Champions League, Italia fa 4 su 4: l’Inter vince in dieci e completa il poker
Da quattro sconfitte a quattro vittorie: cambia tutto per il calcio italiano in Champions League. Dopo i successi di Roma e Napoli nella giornata di ieri e il clamoroso 4-1 del Como contro il Manchester United nel pomeriggio, anche l’Inter conquista i tre punti battendo 1-0 lo Shakhtar Donetsk a San Siro.
I nerazzurri riescono a portare a casa la vittoria nonostante l’espulsione di Alessandro Bastoni al 68’, punito con il secondo cartellino giallo. In inferiorità numerica, la squadra di Chivu trova il gol decisivo al 77’ con Carlos Augusto, su assist di Mkhitaryan, e difende il vantaggio fino al fischio finale.
Per l’Inter arrivano così i primi tre punti di questa Champions League, in una serata che completa il poker delle italiane. Dopo il disastro della seconda giornata, con quattro sconfitte, l’Italia risponde con quattro vittorie su quattro: un’inversione di tendenza importante per il calcio italiano in Europa.
Domani Juve e Milan in Europa League e Atalanta in Conference proveranno a fare lo stesso.
21 ottobre 2008, Juventus-Real Madrid 2-1: Del Piero guida la rinascita bianconera in Champions
Accadde oggi, 21 ottobre 2008. La Juventus torna a vivere una grande notte europea e lo fa contro uno degli avversari più prestigiosi del continente: il Real Madrid. Allo Stadio Olimpico di Torino, nella terza giornata della fase a gironi di Champions League, i bianconeri di Claudio Ranieri si impongono per 2-1 grazie alle reti di Alessandro Del Piero e Amauri. Una vittoria importante, dal valore che va oltre i tre punti: dopo l'inferno della Serie B, la Signora è tornata a confrontarsi con le grandi d'Europa.
Il ritorno in Champions dopo la Serie B
Per comprendere il significato di quella serata bisogna tornare all'estate del 2006. Lo scandalo Calciopoli aveva trascinato la Juventus in Serie B, costringendola a ripartire dalla seconda divisione e a salutare temporaneamente il palcoscenico europeo. Una ferita profonda per una società abituata a competere ai massimi livelli, ma anche l'occasione per dimostrare il proprio attaccamento alla maglia da parte di campioni come Del Piero, Buffon, Nedved e Trezeguet, rimasti a Torino nonostante la retrocessione.
La risalita fu immediata: la Juventus conquistò il campionato cadetto nel 2006-2007 e, nella stagione successiva, chiuse il ritorno in Serie A al terzo posto, guadagnandosi l'accesso alla Champions League. Nell'autunno del 2008, dunque, la sfida contro il Real Madrid rappresentava una tappa simbolica del percorso di rinascita bianconero. La Juventus era di nuovo lì, sul palcoscenico che sentiva suo.
Del Piero apre la notte magica
La partita si mette subito sui binari giusti. Dopo appena cinque minuti, è il capitano Alessandro Del Piero a sbloccare il risultato con una splendida conclusione dalla distanza, facendo esplodere lo stadio. Un gol da fuoriclasse, il modo migliore per accendere una serata che il numero 10 vuole vivere da protagonista.
Il Real Madrid, campione di Spagna e pieno di talento, è costretto a inseguire. La Juventus gioca con personalità, tiene testa ai Blancos e trova il raddoppio all'inizio della ripresa: al 49', Amauri sfrutta il cross di Pavel Nedved e firma il 2-0 di testa. Per i bianconeri è il momento di assaporare un successo che sembra ormai a portata di mano.
La squadra spagnola, però, non si arrende. Al 66' Ruud van Nistelrooy accorcia le distanze con un colpo di testa e riapre la partita. Il finale diventa più complicato, con la Juventus chiamata a difendere il vantaggio dagli assalti degli ospiti. I bianconeri resistono e al triplice fischio possono festeggiare una vittoria pesantissima: Juventus-Real Madrid 2-1.
Due settimane dopo, il capolavoro al Bernabéu
Quella vittoria non rimase un episodio isolato. Il calendario mise nuovamente di fronte le due squadre il 5 novembre 2008, questa volta al Santiago Bernabéu. E fu ancora Del Piero a prendersi la scena: il capitano realizzò una straordinaria doppietta, con un gol per tempo, consegnando alla Juventus un memorabile 0-2 in casa del Real Madrid.
Una prestazione talmente prestigiosa da strappare ad Alex anche gli applausi del pubblico madrileno al momento della sostituzione. Con quel successo, la Juventus mise al sicuro la qualificazione agli ottavi di finale con due giornate d'anticipo. La vittoria di Torino era stata il primo atto; quella di Madrid trasformò il confronto in una delle pagine europee più belle di quella stagione.
La Juventus era tornata
Il 21 ottobre 2008 racconta quindi una Juventus che cercava di ritrovare il proprio posto tra le grandi, dopo una delle pagine più difficili della sua storia. Il gol di Del Piero, la rete di Amauri e la resistenza finale contro il Real Madrid furono molto più di una semplice vittoria nel girone: rappresentarono la conferma che il percorso di ricostruzione stava dando i suoi frutti.
La Champions League non avrebbe regalato alla squadra di Ranieri il trionfo finale, ma quella doppia sfida con il Real rimane un ricordo speciale per i tifosi bianconeri. Dalla retrocessione in Serie B al successo contro i campioni di Spagna, passando per il ritorno in Europa: la Juventus era caduta, si era rialzata e stava tornando a far paura anche fuori dall'Italia. E al centro di quella rinascita c'era ancora lui, Alessandro Del Piero, il capitano che non aveva mai abbandonato la Signora.
Como da sogno. Gli uomini di Fabregas schiantano il Manchester United per 4-1
Il Sinigaglia si conferma fattore assoluto per il Como in questa avventura in Champions League. Dopo il 4-1 dell'esordio contro il Lipsia eccone un altro, stavolta contro il Manchester United. È vero, gli inglesi stanno colando sempre più a picco, ma la prestazione degli uomini di Fabregas rimane lodevole nonostante la pochezza attitudinale dell'avversario.
Grande protagonista della sfida è stato Nico Paz, autore del primo (2') e del terzo gol (57'). Gli altri marcatori biancazzurri sono stati invece Douvikas (49') e Ramon (79'). Per Carrick la rete della bandiera è arrivata grazie A Zirkzee, ma solo al 90'+1'. Il Como sale così a sei punti, mentre i Red Devils restano a tre.
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Juventus, attenta alla concorrenza per Bakola. La Roma si sta muovendo…
Darryl Bakola è ormai dichiaratamente un obiettivo della Juventus. Il centrocampista del Sassuolo si sta affermando come uno dei talenti più interessanti della nostra Serie A e per questo Giovanni Carnevali lo sta tenendo d'occhio da tempo. I bianconeri dovranno però fare attenzione alla concorrenza, come riportato da Niccolò Ceccarini sulle colonne di Tuttomercatoweb:
"La Roma si sta muovendo e sta monitorando con grande interesse Bakola. Il Sassuolo lo ha acquistato un anno fa dal Marsiglia per 10 milioni di euro. Su di lui ci sono già anche Juventus e Milan. I giallorossi sono alla finestra ma presto potrebbero iniziare a muovere i primi passi. Insomma le idee per i prossimi mesi sono molto chiare. Primo step però il mercato invernale, che sara decisivo per rendere la squadra completa in ogni reparto".
Pogba non vuole cedere, possibile uno suo approdo nella MLS statunitense
Paul Pogba non ci sta. Il francese, nonostante sia reduce dall'ennesima avventura fallimentare per colpa dei numerosi infortuni, non sembra avere intenzione di appendere gli scarpini al chiodo. L'ex stella della Juventus compirà 34 anni a marzo e vuole scrivere un nuovo capitolo di una carriera che avrebbe potuto regalare soddisfazioni ben maggiori.
Ricordiamo che Pogba si è svincolato dal Monaco pochi mesi fa a causa dei ripetuti guai fisici che non gli hanno permesso mai di essere in campo con continuità. Ora, come riportato da TuttoJuve, il suo futuro potrebbe essere negli Stati Uniti, con Inter Miami, New York City e DC United pronte a litigarselo.
PodcastMaifredi a RBN: “Spalletti è un po’ cervellotico. Bremer? Fossi stato allenatore io avrei…”
L'ex allenatore Gigi Maifredi ha commentato il momento della Juventus a Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera:
"La Juve è un po' che non sta bene. Se apriamo gli occhi in maniera completa è da anni che fatica. E questo, ribadisco, è sotto gli occhi di tutti. Spalletti viene da un grosso fallimento con la Nazionale, recuperarlo così non ha portato effetti positivi. O hai la fortuna di trovare una squadra già fatta, di proposta come ha trovato a Napoli, sennò è difficile. E poi manca empatia, perché è una persona seria ma non sa cosa sia l'empatia. La società doveva tenere conto di questo. Non volendo prendere Conte, ha preso uno di nome ma che veniva da una grandissima delusione. Spalletti è proprio toscano vero, e sappiamo che sono un po' particolari nei comportamenti. Conte o Inzaghi al suo posto? Se Guardiola dicesse 'vengo io' sarebbe lui quello giusto, ma non lo dirà mai, perché lui vuole vincere. Escluso lui, hai in casa uno che ti garantisce di fare i primi due anni in maniera ottimale, poi devi pensarci perché è una persona particolare. Per ricostruire qualcosa Conte è ideale. La Juve va salvata ora, non a fine anno. Inzaghi ha vinto un campionato con la squadra più forte, arriva Chivu e te lo vince dopo un anno. Quando si mettono sui piedistalli certi allenatori bisogna pernsarci. Non basta fare benino. Io non lo prenderei mai".
"Io credo che Spalletti abbia avuto l'attenzione quando è arrivato, però andando avanti devi curare i rapporti e dare ai giocatori qualcosa di diverso. Credo lui non sia riuscito a fare questo e spiegare bene le cose. Lui è cervellotico, capire è difficile per tutti. Credo che non abbia avuto il rapporto giusto con i giocatori, che devono specchiarsi nel proprio allenatore come idee e comportamento. Spalletti va stimato per quello che ha fatto, però è arrivato alla Juve spento. E questa è la sua colpa maggiore. Elkann avrebbe confermato Spalletti? Logico che rimanga in bilico, è ottavo ora e la squadra è in disaccordo con lui, io mi domando come mai hanno atteso ancora. C'era la sosta di tre settimane per cambiare, non hanno voluto farlo perché gli impegni sono pressanti. Direi che Spalletti ora ha una partita non difficilissima in coppa e poi delle partite in campionato che può vincere. Il suo alleato migliore è il calendario, ma deve ridimensionarsi a livello verbale, anche con i giocatori, ed entrare nel loro cerchio, non che loro entrino nel suo cerchio. Io oggi chiamerei Conte, è l'unico che può risolverti la situazione".
"La squadra non è scarsa. Serve cambiare modulo e giocare col 4-3-3, giocare solo con due in mezzo al campo non convince. Il 4-3-3 ti dà più copertura, è ideale per questa Juve. Ha una difesa di livello alto per la Serie A, e devi giocare a quattro, in mezzo hai trovato Sarr, poi quando guarirà avrai Thuram, anche Locatelli, McKennie, Douglas Luiz, in avanti ti manca il bomber, ma se guardiamo anche il PSG oggi non ha l'attaccante puro. Kolo Muani è rapido, è ottimo, deve avere l'appoggio della società perché se ogni volta vieni valutato per gli errori non costruisci nulla. Hai tanti esterni, qui puoi sbizzarrirti. Si può fare un'ottima squadra".
"Le parole di Bremer? IL fatto che si sia lamentato nella giornata peggiore per lui...io allenatore lo avrei preso nello spogliatoio e gli avrei detto che si parla quando non si sbaglia, altrimenti meglio tacere. Non può dire certe cose, deve essere un giocatore da Juve. Non è con questo comportamento che diventa uno da Juve. Buffon può fare il docente, Bremer deve stare zitto e pedalare".
Bremer, dalle dichiarazioni ai riflettori di mercato. Sul giocatore c’è il Bayer Leverkusen
Negli ultimi giorni si è parlato molto di Bremer in casa Juventus, ovviamente per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate dal difensore nel posta gara della sfida persa per 0-3 contro la Lazio. Il brasiliano, al di là delle affermazioni ai microfoni, non ha vissuto un avvio di stagione particolarmente brillante e ora punta a ritrovare la propria forma migliore.
Nel frattempo però si può anche parlare di mercato, perché secondo quanto riportato da la Gazzetta dello Sport, Bremer sarebbe finito nel mirino del Bayer Leverkusen. Chiaramente siamo solo in una fase introduttiva, ma la destinazione non sarebbe di certo esclusa dal giocatore e il recente cambio di procuratore potrebbe essere un indizio per una nuova avventura.
PodcastMaifredi: "Juventus, Spalletti senza empatia. Conte ti garantisce due ottimi anni, Inzaghi non lo prenderei mai. Su Guardiola..."
A Fuori di Juve, trasmissione che va in onda su Radio Bianconera, è intervenuto l'ex tecnico della Juventus Gigi Maifredi. Ecco un estratto del suo intervento: "Spalletti? O hai la fortuna di trovare già una squadra fatta da giocatori di proposta come a Napoli, e allora puoi mettere in campo qualcosa di attraente ma la Juventus è completamente diverso. Veniva da fallimenti uno dietro l'altro e doveva essere ricreata soprattutto nell'empatia, cosa che lui non avrà mai nella vita perchè è una persona seria, certamente, ma non sa cos'è l'empatia, va contro tutto e tutti. La società doveva tenerne contro e invece, probabilmente, non volendo spingere alla proposta di Conte ha preso uno di nome, che veniva da una grandissima delusione.
Se l'allenatore ha fatto quello che doveva fare, cioe migliorare ogni anno, dovrebbe essere un pozzo di sapienza. Lui è toscano toscano, noi a livello politico, ad esempio, abbiamo un grande politico ma per via del suo carattere ha il 2%. Direi che i toscani sono particolari, li conosci e accetti dei comportamenti particolari o vai contro.
Conte o Inzaghi? Se Guardiola dicesse 'vengo io' sarebbe lui quello giusto, ma non lo dirà mai perchè vuole andare in una squadra che gli permetterà di vincere, non ha più la voglia di seminare, ma di raccogliere. Escluso lui, hai un allenatore che ti garantisce di fare due anni in maniera ottimale. Poi magari c'è da pensarci, perchè anche lui alla fine, magari, è una persona particolare, ma utile per ricostruire, anche adesso. La Juve va salvata adesso e non più avanti.
Inzaghi? Ha vinto con la squadrà più forte in Italia, arriva Chivu e te li vince dopo un anno. Quando si mettono su dei piedistalli alcuni alleanatori bisogna pensarci bene, perchè non basta aver fatto benino. 'Lui è andato in finale di Champions' massi, finale, ma si sapeva chi vinceva. Non lo prenderei mai.
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22 ott 2026 18:45
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