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James Rodriguez dice addio alla Colombia: l'annuncio commuove i tifosi
James Rodriguez ha annunciato ufficialmente la fine della propria avventura con la nazionale colombiana. Il fantasista, storico numero 10 dei Cafeteros, chiude la carriera con la sua selezione come recordman assoluto di presenze, 131, impreziosite da 31 gol e 40 assist. L'annuncio è arrivato attraverso un video pubblicato sui social network, accompagnato da un messaggio carico di gratitudine verso il Paese e verso i compagni con cui ha condiviso più di un decennio di emozioni.
Il tono commosso del post ha scatenato una vera e propria ondata di affetto da parte dei tifosi, che in poche ore hanno inondato i suoi profili di commenti e ricordi legati alle imprese del giocatore.
La nazionale colombiana lo ricorda soprattutto per il Mondiale 2014 in Brasile, quando James si impose sulla scena internazionale trascinando la sua squadra fino ai quarti di finale, con l'eliminazione arrivata contro i padroni di casa. In quel torneo segnò ben sei reti, aggiudicandosi la scarpa d'oro come miglior marcatore della competizione, un exploit che gli valse il trasferimento al Real Madrid.
L'ultima apparizione in maglia Colombia risale invece al Mondiale 2026, dove i Cafeteros sono usciti agli ottavi ai calci di rigore contro la Svizzera, chiudendo così un ciclo lunghissimo e ricco di soddisfazioni per uno dei calciatori più amati della storia recente colombiana.
Cambiare o migliorare? La Juventus è già al primo bivio stagionale
La sconfitta contro il Sassuolo ha lasciato tante perplessità. Si, è vero, è troppo presto per tirare le prime somme e trarre delle confusioni, ma è altrettanto vero che Spalletti ora di tempo per conoscere la Juve e farsi conoscere da tifosi e spogliatoio ne ha avuto eppure non solo la sua proposta di gioco non sembra migliorata per pare addirittura regredita. Eppure, proprio il tecnico di Certaldo, dopo l'ennesimo mercato rivoluzionario, ha ammesso che questa rosa è tecnicamente più forte della precedente. Allora cos'è che non funziona? Il primo pensiero va agli infortuni: questa Juve non ha mai potuto contare (e non potrà farlo ancora per tante partite) su Yildiz e Thuram e dovrà fare a meno per quasi tutta la stagione di Locatelli, ma va anche detto che tutti e tre sono stati protagonisti di una squadra arrivata sesta lo scorso anno quindi non proprio tre che sono riusciti a fare la differenza.
Il secondo pensiero va all'impatto dei nuovi arrivati: Lucumi bene, Kolo Muani un disastro totale, Waltemade lo si è visto troppo poco per poterlo giudicare ma non ci sono segnali incoraggianti; Alajbegović il migliore dei nuovi ma non al punto da riuscire ad incidere. E se si pensa che i gol che hanno prodotto due vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle prime quattro di campionato sono arrivati da Bremer (che poteva partire) Nico (che doveva trasferirsi all'Atletico Madrid), Koopmeiners (con il cartello "vendesi" da mesi), Gatti (altro partente mancato) e Zhegrova (fuori dalla lista dell'Europa League e che la dirigenza ha cercato di piazzare in Arabia) allora il quadro è preoccupante. Meglio i possibili partenti che i nuovi arrivati.
E Spalletti? Da lui ci sia aspettava molto di più. Parecchio di più. E invece questa squadra non sembra essere migliorata nella costruzione del gioco, non riesce ancora ad avere equilibrio tra fase offensiva e fase difensiva e, soprattutto, tutto questo non sembra destare preoccupazione in un allenatore che quasi quasi si dice soddisfatto di quanto visto fino ad ora. Si, è vero, intanto nelle prime tre tutto sommato sono arrivati i risultati, ma è altrettanto vero che con il Milan il pareggio è arrivato soltanto per un gol di Gatti messo in campo nel finale come gesto di disperazione e contro Frosinone e Parma non si è vista una squadra piena di idee e lucida. Tutte le strategie si riducono a palla a Conceicao (in assenza di Yildiz) e qualcosa verrà fuori. Non c'è una verticalizzazione interna, non ci sono tiri da fuori (a parte quelli di Nico contro il Parma) incisivi e non c'è qualità nemmeno nei calci d'angolo che con conceicao arrivano in serie. E allora cos'è migliorato rispetto alla passata stagione? In una parola: nulla.
Dunque il più classico dei dubbi amletici diventa: cambiare di nuovo? Magari contattando Antonio Conte per sfruttare la lunga sosta che avverrà dopo la partita contro l'Atalanta? O sperare che dopo questo inizio deludente, la pausa possa essere utilizzata da Spalletti per rimescolare idee e carte e trovare una soluzione interna che possa portare finalmente risultati convincenti? Due strade totalmente diverse, io sarei ancora per quella della permanenza dell'attuale tecnico con la speranza che possa avere anche un moto d'orgoglio e non farsi schiacciare dal fantasma di Conte. Se però tra Europa League e Atalanta non arrivassero quanto meno due vittorie, allora sono disposto ad alzare le mani anche io...
Pedullà avvisa la Juve: «Cambiare ancora allenatore non è la soluzione»
Alfredo Pedullà condivide il ragionamento di Giovanni Carnevali sulla necessità, per la Juventus, di dare continuità al proprio allenatore. Ma mette in guardia la società da un'altra rivoluzione in panchina. Sul suo canale YouTube, il giornalista ripercorre gli ultimi anni bianconeri, segnati dai cambi tra Sarri, Pirlo, Allegri, Thiago Motta, Tudor e ora Spalletti.
Secondo Pedullà, molti di questi avvicendamenti sono arrivati troppo presto: «La Juve ha commesso un sacco di errori», osserva, ricordando anche la scelta di interrompere l'esperienza di Sarri dopo la conquista dello scudetto. Il punto, oggi, è evitare di ripetere lo stesso copione. Spalletti è arrivato da meno di un anno e, secondo Pedullà, dovrebbe avere il tempo necessario per costruire il proprio lavoro.
Il problema è che, come sempre, saranno i risultati a decidere: «Se perdi le prossime due, le prossime tre o fai due sconfitte e un pareggio, ti tagliano la testa». Da qui la riflessione sulla possibile svolta tattica. Si parla di una Juventus con la difesa a tre, Kalulu, Lucumí e Bremer, un centrocampo a due e due esterni, riducendo il numero dei trequartisti e affidandosi a una sola punta. Pedullà però si chiede se sia davvero questa la strada per salvare la stagione.
Il dubbio riguarda soprattutto la coerenza del progetto. «Un allenatore per salvare la pelle deve cambiare sistema di gioco ogni tre minuti?», domanda il giornalista. Per Pedullà, cambiare modulo può essere una soluzione durante una partita, ma trasformare improvvisamente il sistema di riferimento rischia di cancellare il lavoro fatto nei mesi precedenti.
E c'è anche una questione legata al mercato. La Juventus ha investito molto sugli esterni offensivi e sui trequartisti: Conceição, Nico Gonzalez, Boga, Yildiz, Zhegrova e Alajbegovic sono alcuni dei profili citati da Pedullà. Cambiare radicalmente assetto significherebbe quindi interrogarsi sul senso delle scelte fatte in estate. Il messaggio finale è chiaro: la Juventus, secondo Pedullà, dovrebbe «fermare il tempo per un anno e mezzo» e andare avanti con un allenatore, evitando di ricominciare ogni volta da capo. «Cambiando e ricambiando pensi di stare meglio, ma probabilmente stai peggio», sostiene. La vera sfida, adesso, sarebbe trovare una linea e seguirla con convinzione, senza farsi guidare dagli umori del momento.
Juve, centrocampo in emergenza: Bissouma può diventare l’occasione
L'infortunio di Manuel Locatelli ha fatto scattare un campanello d'allarme in casa Juventus. Il capitano è fuori e, guardando più in generale alla situazione del reparto, le alternative non sono poi così numerose. Gli acciacchi che hanno colpito diversi compagni, una rosa piuttosto risicata nel ruolo di mediano e la mancanza di alcune caratteristiche specifiche stanno portando la società a riflettere sulla possibilità di intervenire sul mercato degli svincolati.
A complicare il quadro c'è anche Teun Koopmeiners, che continua a non convincere pienamente e non sembra ancora aver trovato la collocazione giusta nel centrocampo di Spalletti. In questo scenario, avere un giocatore in più non sarebbe soltanto una questione numerica: servirebbe qualcuno con caratteristiche precise, soprattutto davanti alla difesa.
Ed è qui che torna d'attualità il nome di Yves Bissouma. L'ex Tottenham è svincolato e rappresenta quindi un'opportunità che la Juventus può valutare senza dover affrontare il costo di un cartellino. Il maliano è un mediano vero, abituato a giocare nella zona davanti alla difesa, dove può mettere fisico, recupero palla e maggiore protezione.
Un profilo che manca alla rosa e che potrebbe anche permettere a Spalletti di cambiare qualcosa a livello tattico. Con un mediano di ruolo, il tecnico avrebbe infatti la possibilità di pensare a un centrocampo a tre, con il 4-3-3 o il 4-3-2-1, dando più libertà alle mezzali e trovando una sistemazione diversa per giocatori come Douglas Luiz, Koopmeiners, McKennie e Sarr.
La Juventus, insomma, non sembra orientata a intervenire soltanto perché Locatelli si è fermato. È l'insieme delle difficoltà emerse in queste settimane a spingere la società verso una valutazione. Pochi mediani, caratteristiche mancanti e qualche rendimento al di sotto delle aspettative: il mercato degli svincolati può offrire una soluzione. E Bissouma è uno dei nomi che può interessare.
Trevisani: “Juve, problema in attacco e non in difesa. Icardi sarebbe la soluzione”
Il giornalista Riccardo Trevisani ha parlato ai microfoni di Cronache di Spogliatoio, dicendo la sua sula situazione della Juventus. Queste le sue parole, riportate da TuttoJuve:
"Prima dell'81' di Sassuolo-Juventus la Juve aveva preso quattro tiri in porta in quattro partite, ma ora c'è un clima da tregenda come se questa squadra facesse ridere dal punto di vista difensivo e facesse ridere da quello offensivo. La verità è che fa ridere da quello offensivo ma non da quello difensivo. Fino ai minuti finali i bianconeri avevano giocato una partita serie in difesa, avevano lavorato bene. Per 10 minuti di impazzimento nella partita contro il Sassuolo mi sembra che si sta facendo un pandemonio esagerato, poi è chiaro che in attacco c'è un problema al quale per me la soluzione sarebbe andare a prendere lo svincolato Icardi".
Emerson Palmieri lascerà il Marsiglia e nel 2027 diventerà bianconero
Emerson Palmieri non è mai veramente uscito dal radar della Juventus per quanto riguarda le fasce. L'italo-brasiliano del resto consce bene Spalletti e così Carnevali ha provato a lungo a lavorare ai fianchi per il giocatore. Ad ogni modo la notizia riportata da TuttoJuve è che l'ex Roma lascerà il Marsiglia a fine stagione e a parametro zero si trasferirà in bianconero.
La cattiva notizia però è che il bianconero non sarà quello del club italiano, ma bensì quello del Santos. Il classe '94 ha infatti deciso di declinare le proposte dalla Juventus e di fare ritorno in Brasile per le ultime stagioni della sua carriera. Una scelta di vita che priva Carnevali di un orizzonte in più sul mercato.
PodcastCobolli Gigli a RBN: “Inaccettabile avere problemi con squadre di metà classifica”
L'ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Bianconera. Questo il suo pensiero espresso nella trasmissione Fuori di Juve sul momento della squadra dopo l'ultimo ko in campionato: "Sono stati fatti errori macroscopici dalla squadra negli ultimi minuti, soprattutto in difesa. Sicuramente c'è stato un errore di squadra e una disattenzione di Spalletti, che ha ammesso di aver spinto tutti avanti. Detto ciò, la Juve le prime due partite sono state abbastanza buone. Col Milan ha rimediato al gol ma non ha fatto vedere cose negative. Ora con le squadre di mezza classifica si torna ad avere problemi come lo scorso anno nel finale. E questo è inaccettabile. La Juve deve tirare fuori gli attributi. Ho sentito di un confronto con allenatore e dirigenti, tutto è utile, ma forse c'è qualche problema di impostazione di gioco. Leggo che Spalletti sta studiando un nuovo modulo".
"Mercato sbagliato? Mi sembra che Spalletti abbia detto che che Kolo Muani non fa gol da due anni, poi si è rimangiato queste parole. Ma la verità sta nella prima cosa che ha detto, di sicuro poi i dirigenti gli hanno chiesto di rettificare. Alcuni esuberi ora sono tornati utili, è vero. Nico Gonzalez è sicuramente molto cambiato, lo stesso Douglas Luiz, sembra tornato un giocatore utile. E secondo me è la filosofia con cui gli allenatori prendono in mano i giocatori, cercando di tirare fuori il meglio. Io però non arriverei a drammatizzare le cose. Ho letto di Conte pronto a tornare...Giovedì vedremo come si compatterà la Juve nelle coppe. Però francamente non è abitudine della Juve che conosco arrivare a cambiare dopo 4 partite di campionato. Sei allenatori in sei anni? Parliamo anche delle campagne acquisti fallimentari, dove si è speso davvero troppo? Elkann è un azionista della Juve, società quotata in Borsa. Il fatto che i giornali tirino fuori sempre Elkann è sbagliato dal punto di vista concettuale. Lui deve rimanere azionista, che mette suoi uomini nel CdA e deve far lavorare le persone preposte alla gestione della Juve. Detto questo, con tutto il rispetto per Conte, che ha dimostrato di saper fare ottime cose nel breve periodo, credo che mettere dentro lui può avere dei pro, ma anche dei contro. Io andrei avanti con Spalletti. Lo scorso anno, quando è arrivato, la Juve giocava decisamente meglio. Poi le ultime partite il crollo".
Infine sulle parole di Giraudo dei giorni scorsi alla stampa: "Sono felice per lui che si sia tirato fuori con la sentenza di Bruxelles. Certo, dice certe cose dopo 20 anni, sono considerazioni vecchie. Ha anche detto che non avrebbe ritirato i ricorsi al TAR per Calciopoli. Ma nei verbali del CdA si legge cosa è stato deciso. Chiamato in causa? No, francamente ho la coscienza pulita quando rileggo quel verbale. Che le decisioni prese non siano state popolari è fuori discussione, ma almeno la Juve è tornata a giocare a calcio. Visti i risultati, poteva andare meglio ma anche peggio. Il ricorso al TAR ritirato? Ha deciso di ritirarlo perché le chance di essere penalizzati erano altamente probabili, la decisione fu presa all'unanimità. Io all'epoca riferii della situazione e dei rischi, supportato dagli avvocati venuti con me a Roma alla riunione col CONI".
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