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PodcastPerin e Di Gregorio: Mattia giocatore da Juve, Michele un "abusivo"
Il post commovente di Perin da una parte, il silenzio di Di Gregorio (e non solo) dall'altra: è anche da questi particolari che si giudica un giocatore, soprattutto dimostra di essere da Juve o meno. In primis sotto il profilo umano, fermo restando il discorso tecnico, nettamente in favore del portiere di Latina. La differenza non dipende solo dalla permanenza, sette anni per Mattia, con parentesi genoana, solo due stagioni per Michele, ma dallo spessore della persona. “Ci sono luoghi che attraversi. Poi altri che mentre li attraversi, cambiano chi sei. Ho imparato che si può essere importanti anche senza essere sempre protagonisti. Una parte dell'uomo che sono diventato, si è sviluppata dentro questi anni”. Sono solo alcuni passaggi di un post denso di appartenenza, amore per la maglia, l'orgoglio di averla indossata. La Juve come palestra di vita. Un addio emotivamente così coinvolgente non usuale, se rovistiamo in casa della Vecchia Signora. Buona fortuna Mattia.
Diametralmente opposto l'addio alla Juve di Gregorio. Si vedeva già dalla sua espressione alla partenza, testa bassa e zero dichiarazioni. Sta facendo il rumore il suo silenzio, nessun saluto per il momento. Anzi, l'ex Monza ha addirittura cancellato ogni traccia bianconera della sua carriera nei canali social, rimuovendo foto e post degli ultimi due anni. Chissà cosa penseranno i tifosi della Vecchia Signora. Ora forse capiamo perché è un amico di vecchia data il suo agente Belloni, l'uomo che si è permesso di attaccare duramente la Juve per la gestione di alcune situazioni. L'avventura con la Juve del portiere cresciuto nelle giovanili dell'Inter è stata negativa sotto il profilo tecnico. Nessun dramma, ci mancherebbe. Meno comprensibile invece il suo atteggiamento rispetto all'addio. Come se per lui la Juve fosse stata un incidente di percorso. L'impressione è che Di Gregorio sia stato un "abusivo" alla Continassa. Buona fortuna anche a te Michele.
Corsa contro il tempo
Sono giorni caldi, caldissimi per la Juventus, che sul campo lavora per preparare la gara contro il Parma e negli uffici della Continassa cerca di stringere per chiudere la rosa in questo mercato dalle mille sfaccettature. In queste ore mister Luciano Spalletti ha salutato definitivamente Perin e in prestito Di Gregorio, abbracciando il nuovo vice Vicario (Grabara), ma chiedendo un ulteriore sforzo ai “direttori”.
Di sicuro, sabato contro il Parma all’Allianz Stadium bisognerà fare meglio della trasferta di Frosinone. In tutto: in termini di questo famoso “gioco moderno”, in termini realizzativi e anche di mentalità nel gestire un vantaggio risicato senza rischiare. È stato per anni un tormentone: se non la dà l’allenatore la mentalità, chi deve darla?
L’impressione è che, complice l’obiettivo minimo fallito lo scorso anno per la prima volta dopo 15 stagioni, Spalletti non sia serenissimo e in alcuni momenti lucidissimo, come confermano i cambi del secondo tempo di Frosinone. Ma non c’è purtroppo tempo, perché tra poco farà un anno che il tecnico di Certaldo è alla Continassa. Sapendo benissimo di andare incontro a una critica feroce e di non avere tempo per costruire, l’ex Napoli continua a chiedere altri innesti di esperienza. Da Sorloth per l’attacco a Kessie per il centrocampo, senza lesinare un terzino sinistro.
È corsa contro il tempo da qualunque parte la situazione la si guardi. Contro il Parma la Juventus deve vincere e convincere con i giocatori che ha. Perché al netto della “filosofia” dell’allenatore, non è che senza punta di un metro e 90 non si possano vincere le partite. Tevez, alto 171 centimetri non avrebbe potuto giocare in questa Juventus?
È una questione di livello ed è evidente che i giocatori costosi che ha avuto fino ad oggi la Juve (2° monte ingaggi della Serie A), ma anche l’allenatore, non siano stati al livello richiesto. Nonostante le difficoltà dovuti agli esuberi invendibili ereditati dalle precedenti gestioni, i paletti finanziari imposti in Italia e all’estero, “i direttori” stanno facendo un lavoro immane e sono chiamati ora allo sprint finale.
Bisogna assolutamente far uscire Cabal, Koopmeiners e David (Gonzalez può restare fino a gennaio visto l'infortunio di Yildiz), altrimenti toccherà ad Ekhator fare spazio in avanti. Kessie arriverà ad ogni costo per dribblare eventuali vie traverse dopo l’addio di Miretti, mentre l’attaccante è una manovra più complicata. Comunque vada, sarà una Juve migliore rispetto allo scorso anno e scuse non ce ne saranno: dovrà essere almeno 4° posto.
Miretti al Besiktas, c'è l'obbligo condizionato?
Domattina Miretti salirà su un volo privato destinazione Istanbul dove lo aspetterà il Besiktas di Vincenzo Italiano e del suo ex compagno Vlahovic. Operazione in prestito con diritto di riscatto da 13-14 milioni che può diventare obbligo al verificarsi di determinate condizioni.
A riferirlo è Alfredo Pedullà ed è il primo a farlo, dacchè finora si era sempre e solo parlato di diritto di riscatto.
Lione declassato in Europa League: Openda spauracchio Juve
Il Lione di Openda è stato eliminato, in casa, dal Fenerbache, nel play off di Champion's League ed è stato declassato in Europa League. Il belga, dunque, potrebbe incrociare il suo percorso con la Juventus, tuttora proprietaria del suo cartellino.
Dopo il gol nella gara d'andata, l'attaccante ex Leipzig non è riuscito a ripetersi, nonostante avesse trovato anche la via del gol, di testa, che sarebbe valso il pareggio, ma la segnatura è stata annullata dal VAR per furoigioco.
Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni ufficiali, formazione tipo
In attesa dell'apertura ufficiale del calciomercato estivo in programma il 1° luglio, la Juventus ha già salutato alcuni elementi che hanno fatto parte della rosa nell'ultima stagione, su tutti i serbi Vlahovic e Kostic, per scadenza di contratto. Rientrati dai prestiti ben cinque elementi, anche se per alcuni di loro ci sono già trattative in corso per una nuova cessione.
Colpo in prospettiva per i bianconeri, che dal Tolosa prelevano Louis Reynaud, difensore classe 2008: il ragazzo ha già esordito in prima squadra in Coppa di Francia. Jeremie Boga è stato riscattato dalla Juventus: al Nizza 4,75 milioni di euro, mentre il calciatore firma un nuovo contratto valido fino al 30 giugno 2029.
Dal MVV Maastricht (Olanda), sbarca a Torino un altro classe 2008: si tratta del terzino sinistro belga Antoine Beydts, di cui si dice un gran bene. Partirà dalla Primavera di mister Padoin.
Pedro Felipe, difensore classe 2004, rientra dal prestito al Sassuolo: andrà in ritiro con la juve, poi si cercheranno altre destinazioni.
Giacomo Faticanti è stato riscattato dalla Juventus dal Lecce per 1 milione di euro, ed è stato girato in prestito all'Avellino assieme a Brando Moruzzi. Dopo il riscatto da parte dell'Avellino, il portiere Giovanni Daffara è stato controriscattato dalla Juventus e poi rivenduto a titolo definitivo al Parma per 6 milioni di euro e il 20% sulla rivendita a favore della Signora.
Jeff Ekhator è un calciatore della Juventus: al Genoa 16 milioni più 2 di bonus per l'attaccante di 19 anni. Ai rossoblu, che mantengono anche il 15% sulla rivendita, finisce a titolo definitivo David Puczka per 6 milioni con i bianconeri che mantengono il 20% sulla rivendita. Il Racing Santander ha riscattato il difensore classe 2003 Facundo Gonzalez: alla Juventus 2,5 milioni di euro.
Alessandro Pietrelli (2003), rientrato dal prestito al Venezia, si trasferisce al Vicenza in prestito con diritto di riscatto e controriscatto in favore della Juventus. Allo stesso tempo, la Juve mette sotto contratto fino al 2028 Daniel Okolo, centravanti classe 2007 ex Triestina e Cesena, che andrà a rafforzare inizialmente la formazione NextGen. Alessio Marcu, portiere classe 2007, dopo una sola stagione torna al Grosseto.
Ismael Konate, centravanti classe 2006 si trasferisce dall'Empoli alla Juventus a titolo definitivo. I bianconeri, invece, cedono a titolo definitivo Gianmarco Di Biase, attaccante classe 2005, al Crawley Town (League Two inglese).
Con un vero e proprio blitz, Carnevali e Massara soffiano alla Roma a parametro zero Zeki Celik (29 anni), terzino turco per il quale la Juve pagherà 1 milione di euro di commissioni. L'ex giallorosso ha firmato un contratto triennale.
Lois Openda si trasferisce in prestito secco al Lione fino al 30 giugno 2027: nelle classe della Juventus 3,5 milioni di euro, con i francesi che si accollano tutto l'ingaggio del belga. Doppo 15 anni, Simone Scaglia lascia la Juve: 13 presenze e 4 clean sheet con la Next Gen non gli valgono la conferma a Torino, l'estremo difensore non trova l'accordo per il prolungamento di contratto ed è a tutti gli effetti libero.
Il difensore Alessandro Bassino rinnova il suo contratto con la Juventus fino al 30 giugno 2028 e, contestualmente, si trasferisce in prestito alla Folgore Caratese per la stagione 2026-2027. Lorenzo Villa, altro difensore classe 2003, si trasferisce a titolo definitivo al Sion.
Randal Kolo Muani torna alla Juventus dopo una stagione al Tottenham: per l'attaccante francese i bianconeri spenderanno a titolo definitivo 38 milioni pagabili in 4 esercizi, più 12 di eventuali bonus. Contestualmente, dal Bayer Leverkusen arriva alla Juve Kerim Alajbegovic (18): 30 milioni pagabili in 4 esercizi più 5 di bonus ai tedeschi (la nota ufficiale). Pedro Felipe (difensore, 2004) lascia la Juventus: si trasferisce a titolo definitivo al Racing Santander, raggiungendo Facundo Gonzalez.
Francesco Crapisto, centrocampista classe 2006, si trasferisce in prestito secco dalla Juventus al Crotone. Leonardo Cerri si trasferisce al Grenoble a titolo definitivo con diritto di riacquisto, mentre Vasilje Adzic giocherà la stagione 2026-2027 con il Sassuolo: 500mila euro per il prestito, diritto di riscatto 12 milioni pagabili in 4 esercizi e controriscatto a favore della Juve fissato a 1,7 milioni. Joao Mario, invece, rientrato dal prestito al Bologna, passa alla Fiorentina in prestito (1,8 milioni) con diritto di riscatto fissato a 9,5 milioni.
Preso in prestito con diritto di riscatto dalll'Hellas Verona il difensore classe 2005 Cristian Corradi: centrale adattabile a terzino, partiràla NextGen. Dal Bologna sbarca alla Juventus il difensore colombiano Jhon Lucumi: 19,5 milioni al club rossoblu con 2 eventuali di bonus, contratto di 4 anni più 1 per il centrale che ha scelto la maglia numero 26. Tommaso Mancini, attaccante classe 2004, rinnova con la Juventus fino al 2029 e poi viene ceduto in prestito al Livorno.
Il nuovo portiere titolare della Juventus sarà Guglielmo Vicario (29): preso in prestito gratuito con diritto di riscatto dal Tottenham (8 milioni più 2 eventuali di bonus). Gabriele Finocchiaro, ala sinistra classe 2006, rinnova con la Juventus fino al 2028 e viene ceduto in prestito nella Serie B olandese al De Graafshap.
Alex Amadio, centravanti classe 2008, si trasferisce dalla Juventus al Venezia a titolo definitivo. L'attaccante classe 2001 Emanuele Pecorino si trasferisce al Catanzaro a titolo definitivo. Risoluzione consensuale con Arthur Melo: il centrocampista lascia per sempre la Juventus generando un effetto negativo a bilancio per 6 milioni.
In una sola giornata la dirigenza della Juventus completa la cessione di due portieri: Mattia Perin si trasferisce a titolo definitivo al Palermo (gratis e in caso bonus per la promozione in Serie A dei rosanero), mentre Michele Di Gregorio passa al Bounemouth (Premier League) in prestito per 1,3 milioni più 0,8 di eventuali bonus e con diritto di riscatto fissato a 12,7 milioni pagabili in 3 esercizi più eventuali 1,5 di bonus. Come vice di Vicario arriva dal Wolfsburg Kamil Grabara, classe 1999: prestito per 500mila euro più 200mila euro di oneri accessori e possibili bonus fino a 300mila euro, con diritto di riscatto fissato a 11,5 milioni pagabili in 3 esercizi.
Serigne Deme, centrocampista classe 2005 lascia la Juventus NextGen per unirsi al Volendam (Olanda) a titolo definitivo. Fabio Miretti, alla Juventus dal 2011, si trasferisce al Besiktas con la formula del prestito con diritto di riscatto (2 milioni +10).
Juventus 2026-2027: acquisti e cessioni estive
ACQUISTI: Rugani (Fiorentina, fp), Arthur (Gremio, fp), Nico Gonzalez (Atletico Madrid, fp), Douglas Luiz (Aston Villa, fp), Joao Mario (Bologna, fp), Jona Rouhi (Carrarese, fp), Reynaud (Tolosa, def), Boga (Nizza, def), Beydts (MVV Maastricht, def), Pedro Felipe (Sassuolo, fp), Faticanti (Lecce, def), Daffara (def. Lecce), Ekhator (Genoa, def), Okolo (Triestina, def), Konate (Empoli, def), Celik (svincolato), Kolo Muani (PSG, def), Alajbegovic (Bayer Leverkusen, def), Corradi (p, Hellas Verona), Lucumi (Bologna, def), Vicario (Tottenham, p), Grabara (Wolfsburg, p).
CESSIONI: Vlahovic (fc), Kostic (fc), Holm (Bologna, fp), Daffara (Parma, def), Puczka (Genoa, def), Facundo Gonzalez (Racing Santander, def), Pietrelli (Vicenza, p). Faticanti (Avellino, p), Moruzzi (Avellino, p), Marcu (Grosseto, def), Di Biase (Crawley Town, def), Openda (Lione, p), Scaglia (fc), Villa (Sion, def), Bassino (Folgore Caratese, p), Pedro Felipe (Racing Santander, def), Crapisto (Crotone, p), Cerri (Grenoble, def), Adzic (Sassuolo, p), Mancini (Livorno, p), Finocchiaro (De Graafschap, p), Amadio (Venezia, def), Pecorino (Catanzaro, def), Arthur Melo (fc), Perin (Palermo, def), Di Gregorio (Bournemouth, p), Deme (Volendam, def), Miretti (Besiktas, p).
Juventus 2026-2027, formazione tipo: oggi giocherebbe così
JUVENTUS (1-4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi, Celik; Locatelli, K. Thuram; Conceicao, McKennie, Yildiz; Kolo Muani. A disposizione: Grabara, Pinsoglio, Gatti, Cabal, Kelly, Rugani, Cambiaso, Alajbegovic, Douglas Luiz, Zhegrova, Koopmeiners, Boga, Nico Gonzalez, Milik, David, Ekhator. Allenatore: Spalletti
Legenda:
def: trasferimento definitivo
p: prestito
fp: fine prestito
fc: fine contratto
26 agosto 2001, Juventus-Venezia 4-0: il giorno in cui iniziò la nuova era con Buffon, Thuram e Nedved
Il 26 agosto 2001 non fu una semplice prima giornata di campionato. Al Delle Alpi, contro il Venezia, la Juventus inaugurava una nuova era con una squadra profondamente cambiata e con tre giocatori destinati a diventare simboli assoluti della storia bianconera.
Il debutto di tre future leggende
Dopo l'addio di Zinedine Zidane, trasferitosi al Real Madrid, e quello di Filippo Inzaghi, passato al Milan, la Juventus aveva reinvestito pesantemente sul mercato. Da Parma erano arrivati Gianluigi Buffon e Lilian Thuram, dalla Lazio Pavel Nedved e Marcelo Salas.
Contro il Venezia, per la prima volta in una gara ufficiale con la maglia bianconera, scesero in campo proprio Buffon, Thuram e Nedved. Tre acquisti che quel pomeriggio iniziavano una storia destinata a durare molti anni e a lasciare un segno indelebile nella Juventus.
Buffon tra i pali, Thuram in difesa e Nedved sulla fascia: era l'inizio di una nuova Juventus costruita da Marcello Lippi, tornato sulla panchina bianconera dopo l'esperienza all'Inter.
Trezeguet e Del Piero fanno festa
La partita contro il Venezia fu praticamente senza storia. La Juventus partì fortissimo e nel giro di poco più di un minuto David Trezeguet segnò due volte: prima al 10' di testa, poi all'11' con un preciso sinistro.
Il Delle Alpi aspettava poi il gol di Alessandro Del Piero, che era vicino a raggiungere quota 100 reti in maglia bianconera. Il capitano trovò la rete al 44' con una splendida punizione, completando una prima frazione dominata dalla Juventus.
Nella ripresa il ritmo calò inevitabilmente, ma nel finale arrivò anche il secondo gol di Del Piero, all'81', su assist di Marcelo Salas, entrato pochi minuti prima.
Finì 4-0 per la Juventus, con le doppiette di Trezeguet e Del Piero e la porta inviolata di Buffon.
Una domenica che anticipava la storia
Quel pomeriggio di agosto, però, il risultato era quasi la cosa meno importante. La Juventus aveva appena iniziato una stagione nella quale avrebbe dovuto dimostrare di poter ricostruire una squadra competitiva dopo la partenza di Zidane e Inzaghi.
Invece, proprio quei nuovi acquisti sarebbero diventati alcuni dei protagonisti della Juventus del nuovo millennio. Buffon, Thuram e Nedved avrebbero conquistato lo Scudetto al termine di quella stagione, nel celebre 5 maggio 2002, quando la Juventus superò l'Udinese e approfittò della clamorosa sconfitta dell'Inter contro la Lazio.
E quella squadra sarebbe rimasta competitiva anche negli anni successivi, arrivando fino alla finale di Champions League del 2003 contro il Milan.
Il 26 agosto 2001, però, tutto doveva ancora cominciare.
Buffon, Nedved e Thuram indossavano per la prima volta la maglia della Juventus. Del Piero e Trezeguet la facevano già esultare. E una squadra che sembrava essere appena stata privata di due dei suoi grandi campioni stava iniziando, senza che nessuno potesse ancora saperlo, a costruire un'altra pagina della propria storia.
Juventus-Venezia 4-0 fu soltanto la prima giornata.
Ma riguardandola oggi, sembra quasi il primo capitolo di una storia che avrebbe portato fino al 5 maggio, alle grandi notti europee e a una delle Juventus più iconiche dell'era moderna.
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Rosa Juventus 2026-2027: giocatori e ruoli
Rosa Juventus 2025-2026 (allenatore Luciano Spalletti)
25 G. VICARIO P 1996
23 C. PINSOGLIO P 1990
1 K. GRABARA P 1999
2 Z. CELIK D 1997
3 G. BREMER D 1997
27 A. CAMBIASO D 2000
4 F. GATTI D 1998
15 P. KALULU D 2000
32 J. D. CABAL D 2001
6 L. KELLY D 1998
19 K. THURAM C 2001
8 T. KOOPMEINERS C 1998
5 M. LOCATELLI C 1998
21 F. MIRETTI C 2003
22 W. MCKENNIE C 1998
7 F. CONCEICAO ES 2002
11 E. ZHEGROVA ES 1999
13 J. BOGA ES 1997
9 R. KOLO MUANI A 1998
14 A. MILIK A 1994
10 KENAN YILDIZ A 2005
30 JONATHAN DAVID A 2000
18 JEFF EKHATOR A 2006
12 D. LUIZ C 1998
17 K. ALAJBEGOVIC ES 2007
26 J. LUCUMI D 1998
24 D. RUGANI D 1994
31 N. GONZALEZ A 1998
Legenda: numero di maglia, nome, cognome, ruolo e anno di nascita.
Perché alla Juventus piace Martin del Genoa
La Juventus guarda anche in casa Genoa per rinforzare la corsia mancina in vista della nuova stagione. Cessioni permettendo (deve uscire Cabal, che per ora rifiuta ogni proposta), uno dei nomi caldi sul taccuino della dirigenza bianconera è quello di Aarón Martín, esterno spagnolo reduce da una buona annata con la maglia rossoblù.
Nell'ultima stagione di Serie A, infatti, Martín si è imposto come uno dei punti fermi della formazione ligure, collezionando ben 35 presenze, impreziosite da 1 gol e 6 assist. Numeri che evidenziano non solo una notevole spinta offensiva e una grande precisione nei traversoni, ma anche una spiccata affidabilità tattica e una notevole continuità di rendimento.
Il profilo del laterale iberico piace molto per la sua duttilità, potendo agire sia da terzino in una linea a quattro che da quinto a tutta fascia. Per la Juventus rappresenterebbe un innesto di sicura affidabilità ed esperienza, capace di garantire a mister Spalletti un mix ideale di qualità tecnica e copertura difensiva, soprattutto quando all’interno della stessa gara il tecnico di Certaldo intende passare da un modulo all’altro. Diplomazie al lavoro, ma strada in salita per via delle difficili cessioni. Comunque sia, un esterno sinistro la Juve vuole farlo, altrimenti, con “questo” Cambiaso, il rischio è che Celik giochi tante partite da adattato.
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29 ago 2026 20:45
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