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PodcastNella Juve di Spalletti c'è una certezza: la Weston Zone di McKennie
C'è una Juve con e una senza Mckennie. Questa ormai è cosa ampiamente risaputa e certificata dalle ultime dichiarazioni di Spalletti sullo statunitense: “Per lui abbiamo creato la Weston Zone. Fermo restando la sua personalità, conosce ogni angolo del campo, gioca ovunque: l'universalità è un obbligo nel calcio di oggi”. Investitura bella e buona, con tanto di accostamento a Perrotta, prezioso per Lucio ai tempi della Roma. Il termine adattato non ha diritto di cittadinanza nel vocabolario di McKennie perché fa bene qualsiasi cosa. Il texano è qualcosa di più di un semplice jolly. Se esistesse il Pallone d'Oro per la duttilità tattica, sarebbe tra i favoriti.
McKennie ormai è un perno insostituibile della Juve. In passato, ogni fine stagione, veniva descritto con le valigie pronte per partire. Salvo poi essere confermato e risultare indispensabile per l'allenatore. Mai una polemica, una protesta per il cambio di ruolo e in ogni gara lotta fino alla fine. Tradotto, elemento con il Dna bianconero. Il texano è sbarcato alla Continassa nel 2020, va ricordata la parentesi in Premier League da gennaio a giugno 2023, sponda Leeds United. Ormai un senatore della Vecchia Signora, finora per lui 27 gol in 233 presenze. Se domenica giocherà a Cagliari (quasi certo) salirebbe a quota 234, diventando il giocatore della Juve attuale con più gettoni. In vista della sfida in Sardegna, sorge un dubbio: quale Weston Zone disegnerà Spalletti?
7 ottobre 2023, Juventus-Torino 2-0: Gatti e Milik firmano il Derby della Mole
Accadde oggi, 7 ottobre 2023. La Juventus supera il Torino per 2-0 all'Allianz Stadium e si prende il Derby della Mole. Una partita equilibrata nel primo tempo, poi decisa nella ripresa dalle reti di Federico Gatti e Arkadiusz Milik.
Un primo tempo combattuto
La sfida comincia con grande intensità, ma senza particolari occasioni da gol. La Juventus prova a fare la partita, mentre il Torino risponde colpo su colpo. Al 5' Kean trova anche la rete con una potente conclusione, ma il gol viene annullato per fuorigioco.
I bianconeri cercano il vantaggio anche con Kostic e Bremer, ma la difesa granata riesce a reggere. Il primo tempo si chiude così sullo 0-0, con una partita molto fisica e ancora completamente aperta.
Gatti sblocca il Derby
Allegri cambia subito qualcosa nella ripresa, inserendo Milik al posto di Miretti. La Juventus parte forte e al 47' trova finalmente il vantaggio.
Su un calcio d'angolo dalla destra, Milinkovic-Savic esce a vuoto e nell'area del Torino nasce una mischia. Dopo una serie di rimpalli, Gatti riesce a trovare la deviazione vincente. L'arbitro Massa inizialmente annulla per fuorigioco, ma dopo un lungo controllo del VAR la rete viene convalidata.
È un gol speciale per Gatti, perché rappresenta il suo primo centro in Serie A, arrivato proprio nel Derby della Mole.
Milik raddoppia di testa
Il Torino accusa il colpo e la Juventus continua a spingere. Al 62' arriva il raddoppio: Kostic batte il calcio d'angolo e mette un pallone perfetto in area, dove Arkadiusz Milik anticipa tutti e di testa batte Milinkovic-Savic.
Il 2-0 mette la partita sui binari giusti per i bianconeri. Pochi minuti più tardi Gatti va anche vicino alla doppietta, ancora di testa, ma il pallone termina di poco a lato.
La Juve controlla e conquista il Derby
Nel finale il Torino prova a riaprire la partita, ma la Juventus difende senza concedere vere occasioni. Szczesny deve intervenire soltanto nel finale su un colpo di testa di Zapata, mentre il tentativo in rovesciata di Sanabria termina fuori.
Il Derby della Mole finisce così 2-0. La Juventus torna alla vittoria dopo lo 0-0 di Bergamo contro l'Atalanta e sale a 17 punti dopo otto giornate, restando nelle zone alte della classifica.
Una vittoria importante per la squadra di Massimiliano Allegri, ma soprattutto una giornata speciale per Federico Gatti, che trova il suo primo gol in Serie A proprio nel Derby della Mole e contribuisce al successo bianconero.
PodcastDi Dio a RBN: “Spalletti sta facendo il possibile. Carnevali l’enfant prodige del nostro calcio”
Marcello Di Dio, giornalista de Il Giornale, è stato ospite di Radio Bianconera. Di seguito riportiamo le sue parole, rilasciate nel corso della trasmissione Fuori di Juve:
"Il bilancio finora? E' una sufficienza, non arriviamo però oltre il 7. E' stato un inizio complicato, Spalletti sta facendo il possibile con i giocatori che ha, il problema è la punta centrale. Voleva tenere Vlahovic e magari insieme Kolo Muani, che è diventato ora quasi un centravanti, che non c'è al momento in squadra. Al di là di alcuni ragazzi interessanti e le conferme di McKennie e Conceicao, la quadra ancora non mi sembra si sia trovata. Ma il campionato quest'anno è più equilibrato nella parti alte, il tempo per rientrare c'è. Spalletti ha il difetto cronico di entrare in crisi nei momenti di difficoltà, di essere un po' agitato. E' l'aspetto caratteriale quello problematico, soprattutto quando le cose non vanno bene".
"L'Inter è la squadra da battere, perché la rosa ha fatto qualche cambiamento ma Chivu ha la situazione sotto controllo. Ed è brava a gestire il doppio impegno. Credo che la Roma sia la vera sorpresa di questa stagione, Gasperini sa dove mettere le mani e sistemare situazioni problematiche. Vedremo il Como, ma io Milan e Juve non le tiro fuori. L'impegno del giovedì però non è semplice, quindi al momento sono un passo indietro ma toglierle già dalla lotta Scudetto mi sembra prematuro".
"Massara? Ha l'esperienza di diversi club importanti, è uno navigato e un dirigente che ha vissuto momenti complicati. Sa come stare in questo molto. Carnevali è l'enfant prodige del nostro calcio. La Juve è un club molto esigente, dove ci sono pressioni, ma sulla sua bravura non ci sono dubbi. Diamogli un po' di tempo. Tutto si può contestare ad Elkann tranne il fatto che stia mettendo dei fondi nel club, poi che siano stati spesi male è un altro discorso. E' molto più presente che in altre situazioni".
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Doumbia protagonista con l’Italia, ma il ritorno in Serie A ad ora è utopia
Tra le note più liete della sosta nazionali c'è sicuramente quella relativa a Issa Doumbia. L'ex AlbinoLeffe e Venezia, passato quest'Estate allo Sporting Lisbona, ha esordito sotto l'egida di Mancini. Le risposte sono state più che positive e i portoghesi possono ora fregarsi le mani per i 23 milioni più bonus investiti per prelevarlo.
Il sogno di molte squadre italiane, inclusa la Juventus, sarebbe quello di riportarlo in Serie A, ma l'operazione ad ora è praticamente impraticabile. Doumbia ha infatti una clausola rescissoria da 80 milioni e lo Sporting non è disposto a partire nelle trattative da una cifra inferiore.
Modric su Ronaldo: “Il più grande nella storia del Portogallo, merita un’altra conclusione”
Il campione del Milan Luka Modric ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla vicenda legata a Cristiano Ronaldo. Queste le sue parole, riportate da TuttoJuve:
"Cristiano è il più grande giocatore nella storia del Portogallo, e merita un altro addio e un'altra conclusione con la nazionale. È triste vedere che questo sta accadendo a Cristiano nel suo stesso Paese. Comunque, penso che troveranno una soluzione, perché Cris merita, che si ritiri o decida di non continuare con la nazionale, di avere un grande addio che rifletta ciò che merita. Quindi, non so esattamente cosa sia successo, ma spero che la situazione si risolva".
Compagnoni su Nico Gonzalez: “Sa essere devastante, può funzionare anche da mezzala”
Il giornalista di Sky Sport Maurizio Compagnoni ha rilasciato alcune interessanti dichiarazioni su Nico Gonzalez, chiamato a fare ancora la differenza nella Juventus al rientro dalla sosta:
"Sta bene, era stato uno dei migliori contro l'Atalanta. Peraltro Spalletti gli sta ritagliando un ruolo nuovo, anche perché sugli esterni ha abbondanza: Conceicao e Zhegrova da una parte, mentre a sinistra sono addirittura in tre con Yildiz, Boga e Alajbegović. Da mezzala secondo me, se ci crede, può funzionare: innanzitutto se parte da dietro e va al tiro può essere devastante, e poi perché è un giocatore che ha continuità e fa la fase di non possesso. Secondo me può diventare un giocatore importante in quel ruolo nella seconda parte della sua carriera; è chiaro che lui deve essere il primo a crederci".
La strana storia di Cagliari-Juventus, la sosta ci restituisce un 294 a 0
Cagliari-Juventus è finita 294 a 0 ancor prima di iniziare. Non preoccupatevi, non abbiamo ancora perso definitivamente il senno e non parliamo di gol segnati, ma bensì di minuti. Più precisamente dei minuti incamerati dai giocatori con la maglia della Nazionale italiana nell'ultima sosta nazionali. Per i sardi 294 è la somma dei 125 minuti disputati da Daniel Maldini e dei 169 giocati da Alessandro Romano. Lato Juventus invece il calcolo è facile, semplicemente nulla da annotare.
L'unico convocato bianconero del resto è stato Guglielmo Vicario, mentre Cambiaso e Locatelli non sono stati chiamati per ovvi motivi fisici. Una parziale giustificazione insomma, ma una differenza del genere fra Cagliari e Juventus sarebbe stata impensabile solo fino a pochi anni fa.
Oreggia: "Juventus, manca ancora il gioco. Kolo Muani e Woltemade..."
L'intervento del giornalista Vittorio Oreggia, a Tuttomercatoweb Radio, sulla Juventus: "E' in una situazione di attesa Conte, cerca una panchina nobile e lancia un messaggio. Poi accostare Conte alla Juve è la cosa più banale che possa esserci. La proprietà va avanti con Spalletti, non si può continuare a cambiare un allenatore dietro l'altro. Conte ha parlato di una nobile decaduta da ricostruire, in Italia ci sono Juve e Milan, in Europa United e Chelsea. Poi tra i desiderata e la realtà ce ne passa. Fiducioso sulla Juve? L'ultima partita ha dato un segnale. Credo sia giusto dire che questa squadra non ha ancora un gioco. Ha recuperato certi valori che aveva perso, penso che debba ancora fare tanti passi avanti. A partire dal fare gol con i centravanti. Manca ancora del gioco e dei meccanismi davanti. Kolo Muani non è un centravanti, così come Woltemade. Il problema della Juve è quella di trovare solidità in difesa e il centrocampo che metta nelle condizioni l'attacco di segnare.
Credo che a organici completi, senza infortunati, Milan e Juve si equivalgano e siano sotto all'Inter e di poco sotto la Roma, che ha Gasperini che la porta ad andare oltre i propri limiti. Juve e Milan sono in una situazione particolare, credo ci sia ancora tanta distanza rispetto alle prime. La ripartenza dopo una sosta così lunga ponga degli interrogativi. Magari il Cagliari arrivato lanciatissimo magari riprende e non avrà lo stesso slancio, o ne avrà di più. Magari ne avrà di più anche la Juve, chissà. Poi tanti hanno giocato tante partite in nazionale. Sarà un'incognita. Milan e Juve hanno il dovere morale però di vincere, anche se sono campi difficili".
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11 ott 2026 20:45
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