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Brambilla: "Al di là del risultato la prestazione mi fa ben sperare"
Seconda sconfitta consecutiva per la Juventus Next Gen, che dopo il ko contro l'Ospitaletto cede il passo anche al Cittadella in una partita nella quale i bianconeri vengono però puniti anche da inesperienza ed un pizzico di sfortuna: "Secondo me abbiamo fatto una buona gara contro una squadra forte, esperta, che lotterà per il vertice - è il commento del tecnico Massimo Brambilla - Sapevamo che, pur facendo una buona partita, si poteva perdere, perché in questo momento ci sta. Il rammarico è che abbiamo avuto quattro occasioni davvero limpide e non siamo riusciti a fare gol. In due circostanze è stato bravo il portiere del Cittadella: abbiamo avuto due volte il pallone dell'1-1 e poi anche quello per riaprire la partita. È chiaro che, se non fai gol, poi le partite le perdi. Venivamo da una sconfitta contro l'Ospitaletto nella quale avevamo fatto male. Questa è una sconfitta che chiaramente dobbiamo accettare, ma è diversa, perché ce la siamo giocata. Abbiamo cambiato sette giocatori rispetto all'altra partita e dovevamo fare di più soprattutto in fase realizzativa, perché se non fai gol è dura ottenere un risultato. Sappiamo che dobbiamo migliorare sotto tutti gli aspetti: sicuramente ci mancano un po' di esperienza e di malizia, che acquisiremo soltanto giocando. La prestazione di questa sera da parte di tutti, però, mi fa ben sperare per il futuro".
Ornella Graziani è una nuova giocatrice della Juventus Women
È ufficiale il passaggio di Ornella Graziani alla Juventus Women: la centrocampista francese classe 2007 arriva a titolo temporaneo dal Paris Saint-Germain, con diritto di opzione e si prepara così a iniziare una nuova esperienza in bianconero.
La carriera
Nata nel 2007, Graziani è uno dei giovani prospetti del calcio francese e ha completato il proprio percorso di formazione nel Paris Saint-Germain, club con il quale è cresciuta calcisticamente, prima dal 2022 nel settore giovanile e poi, dal 2024, in Prima Squadra, prima del trasferimento a Torino. Il suo arrivo alla Juventus coincide con un momento importante anche a livello internazionale: Ornella è infatti attualmente impegnata con la Nazionale francese Under 20 al Mondiale di categoria in corso in Polonia. Un profilo giovane e di prospettiva che entra dunque a far parte del progetto Juventus Women e che, terminata l'esperienza con la propria Nazionale, potrà iniziare la sua nuova avventura in bianconero.
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La Juve si rialza con i nuovi, ma per scacciare i fantasmi non basta
In questi casi bisogna stabilire quali siano i meriti della Juve e i demeriti dell'avversrario. NEC oggettivamente mediocre. La squadra bianconera però aveva bisogno di una vittoria così larga per dimenticare il Sassuolo, a Spalletti serve per allontanare il fantasma di Conte. A proposito, sulla scia di quantoi detto da acrnevali lunedì, Massara nel pre gara ha ribadito: "La squadra è in eccellenti mani, il club ha totale fiducia nell'allenatore e nei giocatori". Le firme del successo sono dei nuovi, a parte Nico Gonzalez e Kolo Muani, due ritorni, primi gol stagionali per Alajbegovic, Woltemade, Celik e per lo stesso francese che si finalmente si e' sbloccato. Guai però a pensare sia tutto a posto. Anzi. Domenica contro l'Atalanta capiremo se la Vecchia Signora sarà guarita veramente. Vincere aiuta a vincere, diceva un ex allenatore bianconero, quindi bene così. Un risultato diverso sarebbe stato deleterio e avrebbe iniettato ulteriore tossine nel pianeta Juve, nella testa di Spalletti e nelle considerazioni della dirigenzaproprio sul futuro dell'ex ct.
Successo e goleada a parte, la Juve ha mostrato la compattaezza e la lucidità chieste da Spalletti prima della gara Anche quando il risultato era acquisito. Rimanere sule pezzo, sempre e comunque, un elemento fondamentale per affrontare i prossimi impegni. I giocatori hanno risposto alle sollecitazioni del loro allenatore, rispondendo così anche a chi insinuava poca sintonia tra tecnico e squadra. O meglio, la difficoltà di Lucio nel trasmettere la sua idea di calcio. Difficile si possa trovare qualcosa di negativo in una gara come quella contro il Nek. Magari resta qualche dubbio sulla forza del centrocampo, Sarr pare ancora non recuperato del tutto e comunque necessita di qualche gara per trovare feeling con i compagni. Dunque via i fantasmi alimentati dal tonfo di Reggio Emilia. Non solo Conte, peraltro assente allo Satdium, contrariamente alle voci che lo volevano in tribuna. Se non fosse arrivata la vittoria, peraltro con quelle modalità, la squadra bianconera sarebbe entrata in un tunnel pericolo. Ora bisogna resettare tutto e testa all'Atalanta, il vero esame per capire se la Vecchia Signora stia tornando sulla retta via. "Quanto accaduto contro il NEK deve diventare la regola per la Juve". Parola di Alessandro Del Piero.
La probabile italia senza juventini è lo specchio di una Juve senza italiani
In attesa delle decisioni ufficiali, c'è già una lista dei probabili convocati di Roberto Mancini per gli impegni dell'Italia in Nations League contro Belgio, Francia e Turchia. Un gruppo che è lo specchio anche del momento che sta vivendo la Juventus, in campo domenica scorsa contro il Sassuolo con un solo italiano in campo, Vicario. Proprio il portiere è l'unico bianconero annoverato tra le possibili scelte del commissario tecnico, certo pesa l'infortunio di Locatelli, ma i tempi del blocco Juve oggi appaiono lontanissimi.
Le probabili scelte
Portieri: Donnarumma (Manchester City), Vicario (Juventus), Carnesecchi (Atalanta), Pessina (Bologna)
Difensori: Bastoni (Inter), Calafiori (Arsenal), Mancini (Roma), Coppola (Paris FC), Ghilardi (Roma), Scalvini (Atalanta), Di Lorenzo (Napoli), Dimarco (Inter), Kayode (Brentford), Udogie (Tottenham)
Centrocampisti: Barella (Inter), Cristante (Roma), Tonali (Newcastle), Frattesi (Lazio), Romano (Cagliari), Doumbia (Sporting CP), Fagioli (Fiorentina)
Esterni: Zaccagni (Lazio), Bernardeschi (Bologna), Cambiaghi (Bologna), Vergara (Napoli)/Politano (Napoli)/Cancellieri (Lazio)
Attaccanti: Esposito (Inter), Kean (Como), Retegui (Al-Qadsiah), Raspadori (Atalanta), Inacio (Borussia Dortmund), Zoma (Norimberga)
Pratica NEC chiusa in mezz’ora, per la Juve un buon allenamento
La Juventus bagna l'esordio nella fase a gironi di Europa League con una vittoria netta e perentoria all’Allianz Stadium, superando gli olandesi del NEC con un rotondo 5-0 che non ammette repliche. Dopo la battuta d'arresto in campionato contro il Sassuolo, la squadra di Luciano Spalletti risponde presente sul campo, trovando tre punti fondamentali per il morale e per la classifica, in vista del prossimo e più probante impegno di campionato contro l'Atalanta (domenica alle ore 18:00).
Nonostante le lodi della vigilia per la filosofia offensiva della compagine olandese, la fase difensiva del NEC si è rivelata a tratti imbarazzante per certi livelli, offrendo il fianco ai continui attacchi bianconeri. La partita si sblocca già nella prima frazione grazie a un'uscita a vuoto del portiere ospite su lancio di Grabara (che ci aveva già provato prima non trovando la precisione e la collaborazione di Woltemade) che trova lesto il “solito” Nico Gonzalez, per un episodio che spiana la strada alla goleada.
Poco dopo sale in cattedra il giovane Alajbegović, autore di un pregevole gol in transizione veloce su assist di McKennie. La prima frazione si chiude virtualmente con il tris firmato da Woltemade, che trasforma con freddezza un calcio di rigore concesso per un atterramento in area e generosamente lasciato battere al tedesco proprio da Nico Gonzalez, sbloccandosi così ufficialmente con la maglia della Juventus.
Nella ripresa, con il risultato già ampiamente in cassaforte, Spalletti sceglie di gestire le energie inserendo forze fresche e concedendo prezioso minutaggio a chi aveva iniziato la preparazione in ritardo o era reduce da infortuni, come lo stesso Woltemade e Pape Matar Sarr. La girandola dei cambi non intacca la fluidità della manovra: prima Çelik cala il poker sfruttando un assist illuminante di Kolo Muani, poi nel finale c'è gloria anche per il francese, che entra nel vivo del gioco e firma il definitivo 5-0 sfruttando gli ampi spazi concessi dalla retroguardia avversaria.
Nelle pagelle di una serata trasformatasi presto in un mero allenamento agonistico, spiccano le prove di personalità del portiere Grabara, la leadership difensiva di Gatti e il dominio a centrocampo di Douglas Luiz, abile a dettare i tempi. Promossi a pieni voti anche gli esterni e il reparto offensivo, sebbene è più che doveroso predicare calma in attesa di test ben più complessi. Ci si aspetta sicuramente di più da Sarr e Woltemade, ma è chiaro che per loro l’obiettivo sia principalmente migliorare la condizione e poi tutto il resto. McKennie un po' col fiato corto al rientro da un lungo stop, ma l'americano sarà rendersi molto utile già dalla prossima sfida.
L'obiettivo primario contro il NEC era voltare pagina dopo il pessimo finale del Mapei Stadium e ritrovare certezze: la missione può dirsi compiuta, ma domenica l'esame Atalanta dirà molto di più sulle ambizioni stagionali della Vecchia Signora, che in campionato deve già rincorrere e non può perdere altro terreno.
Nico Gonzalez in zona mista: "Ho ritrovato una Juventus forte. Nello spogliatoio si combatte l'uno per l'altro"
La vittoria per 5-0 contro il NEC Nijmegen ha restituito fiducia ed entusiasmo alla Juventus, ma anche confermato la compattezza di un gruppo intenzionato a lasciarsi alle spalle la sconfitta contro il Sassuolo. In zona mista, Nico Gonzalez ha parlato dell'ambiente ritrovato al suo ritorno e del forte legame presente all'interno dello spogliatoio.
Nico Gonzalez racconta la Juventus: «Un gruppo unito»
Rispondendo alla domanda del direttore di Radio Bianconera, Antonio Paolino, su quale Juventus avesse ritrovato e su dove potesse arrivare la squadra, l'argentino ha trasmesso un messaggio molto chiaro sulla forza del gruppo.
«Ho ritrovato una Juventus forte, un gruppo unito. Ognuno nello spogliatoio combatte e, detto in maniera molto forte, muore per l'altro».
Parole particolarmente significative, che descrivono uno spogliatoio in cui i giocatori sembrano sentirsi coinvolti e pronti a sostenersi reciprocamente. Per Gonzalez, la compattezza interna rappresenta un elemento fondamentale per affrontare il lungo percorso stagionale e gli impegni europei.
Il rapporto con i giovani: «È importante dare qualcosa»
Nel corso del confronto con i giornalisti, Nico Gonzalez ha risposto anche a una domanda sul proprio ruolo nei confronti dei calciatori più giovani. Tra i nomi citati c'era quello di Kerim Alajbegović, protagonista della serata con il suo primo gol in bianconero.
L'argentino ha confermato di sentirsi anche un possibile punto di riferimento per i ragazzi che si stanno affacciando alla prima squadra, sottolineando il valore dell'esperienza e della condivisione all'interno del gruppo.
Il messaggio di Gonzalez è quello di una Juventus in cui i giocatori più esperti possono accompagnare la crescita dei giovani, mettendo a disposizione consigli, sostegno e un esempio quotidiano dentro e fuori dal campo.
Alajbegović a Sky: «Sono fiero del mio gol. Spalletti è un allenatore straordinario»
Una serata da ricordare per Kerim Alajbegović. Il giovane talento della Juventus ha trovato la sua prima rete con la maglia bianconera, contribuendo al netto successo per 5-0 contro il NEC Nijmegen nella prima giornata di Europa League. Al termine della gara, il giocatore ha raccontato tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi sul gol, sulla crescita personale e sull'importanza del lavoro di squadra.
Il primo gol con la Juventus: «Sono davvero fiero»
Alajbegović ha espresso grande entusiasmo per la rete realizzata e per la prestazione collettiva della squadra, capace di chiudere la partita senza subire gol.
«Sono davvero fiero del mio gol e guardo avanti con la squadra. Sono contentissimo che abbiamo vinto 5-0 e di essere riuscito a contribuire a questo risultato. Abbiamo giocato molto bene e abbiamo segnato cinque gol senza subirne. Vogliamo continuare così».
La crescita a Torino e i complimenti di Costacurta
Durante l'intervista è arrivato anche il riconoscimento di Alessandro Costacurta, che dagli studi televisivi ha elogiato la prestazione del giovane bianconero. Alajbegović ha sottolineato come il gol sia arrivato dopo un'altra occasione sfiorata nella partita precedente, ma ha messo al primo posto il contributo offerto alla squadra.
«Ci sono arrivato con questo gol, anche se la settimana scorsa ero andato molto vicino alla rete. La cosa più importante, però, è che io abbia giocato bene con la squadra e che possa mostrare le mie qualità. Sono molto orgoglioso della vittoria per 5-0. Il nostro percorso in Europa League è iniziato oggi e vogliamo portarlo avanti nel miglior modo possibile».
Il successo contro il NEC come messaggio all'Europa League
La vittoria con cinque gol segnati e nessuno subito rappresenta un ottimo avvio europeo per la Juventus. Alajbegović ha riconosciuto anche le qualità mostrate dagli avversari, evidenziando però la capacità dei bianconeri di imporre il proprio livello tecnico.
«Il NEC è una buona squadra. Ha giocato bene e ha mostrato le proprie qualità nel possesso e nel pressing. Non è stato semplice, ma penso che noi abbiamo fatto molto bene, mettendo in mostra le nostre qualità individuali. Abbiamo giocatori di altissimo livello e siamo davvero fieri di aver vinto 5-0».
La fiducia di Spalletti: «È un allenatore straordinario»
In chiusura, il giovane calciatore ha parlato del proprio percorso nelle ultime settimane e del rapporto con Luciano Spalletti. Alajbegović ha ringraziato il tecnico per la fiducia ricevuta, considerandola un elemento fondamentale per continuare a crescere.
«Sono molto felice del tempo che ho avuto in campo e devo ringraziare il mio allenatore, perché è davvero straordinario ed è una bravissima persona. Mi ha dato fiducia ed è davvero importantissimo per noi vincere e continuare a vincere. Dobbiamo guardare avanti e fare del nostro meglio».
Il primo gol europeo rappresenta così un ulteriore passo nel percorso di crescita di Alajbegović, che punta a ritagliarsi sempre più spazio nella Juventus di Spalletti.
Woltemade a Sky: «Il gol mi aiuterà a prendere fiducia. Sono molto contento»
La serata dell'Allianz Stadium si è conclusa nel migliore dei modi per Nick Woltemade. L'attaccante tedesco ha realizzato il suo primo gol con la maglia della Juventus, trasformando il calcio di rigore e contribuendo al successo contro il NEC Nijmegen. Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, il centravanti ha espresso tutta la sua soddisfazione per la prestazione e per il risultato ottenuto.
Il primo gol con la Juventus
«Sono davvero felice, ovviamente, soprattutto per il buon risultato. Vincere in casa è sempre positivo. Nessuna partita di calcio è semplice, ma penso che abbiamo fatto piuttosto bene. Sapevamo che sarebbe stata una partita dura e credo che abbiamo disputato una buona gara. Sono molto contento di aver segnato il mio primo gol: nel complesso è stata una bella serata per tutti».
Il gol rappresenta un passaggio importante per un attaccante che ha bisogno di trovare continuità e fiducia, soprattutto durante le prime settimane in un nuovo campionato. Woltemade ha ringraziato anche il compagno di squadra che gli ha lasciato la possibilità di calciare il rigore.
«Puoi giocare bene quanto vuoi, ma per un attaccante il gol è sempre qualcosa di importante. Questo mi aiuterà ad ambientarmi e a prendere fiducia in me stesso. Sono molto contento e ringrazio il mio compagno di squadra che mi ha lasciato tirare il rigore».
L'ambientamento in Italia: «Ogni settimana imparo qualcosa di nuovo»
Arrivato a Torino da poche settimane, il centravanti tedesco sta ancora affrontando una fase di adattamento, sia dal punto di vista calcistico sia nella vita quotidiana. La nuova lingua, il trasferimento e le differenze rispetto al calcio tedesco rappresentano elementi con cui confrontarsi giorno dopo giorno.
«Per me è tutto molto nuovo. Sono in un nuovo Paese, con una nuova lingua, e non parlo ancora italiano. Devo ancora trovare un appartamento e per ora sono in hotel. Ogni settimana imparo qualcosa di nuovo. Non sono ancora contento di come sto giocando: voglio continuare a migliorare e penso di poter aiutare la squadra».
La convocazione con la Germania
In chiusura, Woltemade ha parlato anche della convocazione con la nazionale tedesca, sottolineando l'emozione di poter tornare a vestire la maglia della Germania. L'attaccante, però, mantiene la concentrazione sul prossimo impegno con la Juventus prima di pensare agli appuntamenti internazionali.
«Sono ovviamente molto contento. Giocare per la Germania è sempre bello: è una grande nazione, con tanti giocatori forti. Sono molto felice ed entusiasta di rivedere anche tutti gli altri. Prima, però, c'è una partita importante domenica. Dopo penserò alla nazionale».
Spalletti a Sky:«La Juventus ha interpretato la partita seriamente. Kolo Muani? Ha forza e qualità, ieri in ritiro da solo»
La Juventus risponde alla sconfitta contro il Sassuolo con una prestazione convincente e una vittoria netta per 5-0 contro il NEC Nijmegen. Al termine della gara, Luciano Spalletti ha analizzato la prova dei suoi giocatori, soffermandosi sulla compattezza della squadra, sul nuovo assetto tattico e sulle prestazioni dei singoli.
Spalletti soddisfatto: «Hanno trasformato i dubbi in scelte»
Il tecnico bianconero ha apprezzato soprattutto l'atteggiamento mostrato dalla squadra fin dai primi minuti. Dopo il passo falso in campionato, la Juventus ha ritrovato lucidità, intensità e capacità di interpretare correttamente le situazioni di gioco.
«Sono soddisfattissimo proprio perché sono entrati in campo con lucidità di idee. Hanno trasformato i dubbi che vengono dopo sconfitte del genere in scelte da fare e hanno scelto bene. I gol sono stati anche belli, riuscendo a sfruttare la loro foga, la loro voglia di fare e il loro credo calcistico».
Spalletti ha poi analizzato anche la costruzione dell'azione che ha portato al primo gol, sottolineando la capacità della squadra di attirare in avanti gli avversari per poi attaccare la profondità.
«Quando gli avversari vengono così forti non c'è da intimorirsi, ma bisogna usare quello che fanno loro. Anche sul primo gol li abbiamo chiamati ad aggredire con un palleggio basso e corto, per poi andare lungo e attaccare lo spazio. È stato bravo Nico Gonzalez ad arpionare quella palla che poteva sembrare anche un po' lunga».
Il nuovo assetto tattico: «Avevamo bisogno di maggiore compattezza»
Contro il NEC, la Juventus ha proposto una veste tattica differente, con la difesa a tre e McKennie impiegato sulla fascia. Una soluzione legata sia alle caratteristiche dell'avversario sia alle necessità dell'organico a disposizione.
«Avevamo bisogno di avere più compattezza, un po' più di forza e un po' più di blocco squadra. Naturalmente volevamo lasciare meno spazio dietro la linea della difesa. Per come è andata, l'idea e la scelta di cambiare qualcosa sono state giuste».
L'allenatore ha spiegato che questo sistema non rappresenta necessariamente una soluzione occasionale, ricordando come la Juventus abbia già utilizzato con profitto un assetto simile in passato.
«È un modo che la squadra può interpretare e che l'anno scorso ci ha fatto vincere diverse partite. Non voglio parlare di infortuni, ma ora ne abbiamo talmente pochi che bisogna un po' adattarsi a quello che abbiamo. Non potevamo sostituire sulle fasce».
La concentrazione per novanta minuti
Un altro aspetto sottolineato durante la conferenza stampa è stata la capacità della Juventus di mantenere alta l'attenzione anche dopo aver messo al sicuro il risultato. I bianconeri non hanno rallentato mentalmente e hanno continuato a interpretare la partita con serietà.
«Stasera sono rimasti concentrati. Il NEC ha fatto la voce grossa appena è entrato in campo, triplicando da tutte le parti con una forza che, se prende il sopravvento, può diventare pericolosa. È facile parlare così dopo un 5-0, una partita che hai anche un po' gestito, ma bisogna guardare quello che è successo in campo».
Spalletti ha ricordato anche la precedente sfida del NEC contro il Bodø/Glimt, evidenziando la pericolosità di una squadra capace di giocare sempre con grande intensità e senza modificare il proprio atteggiamento anche dopo una sconfitta.
«Sono convinto che, quando c'è una convinzione così forte e si crede nel lavoro che si fa, si possano creare problemi a diverse squadre. Loro hanno giocatori che corrono per tutto il campo e continui cambi di gioco da una parte all'altra. Possono anche perdere una partita in maniera netta, ma quella dopo vanno ancora più forte e vengono ancora più addosso. La Juventus ha interpretato questa gara seriamente fin dal primo minuto».
Il NEC come modello per i settori giovanili
Rispondendo a una domanda sulla possibilità di mostrare la partita del NEC alle formazioni giovanili della Juventus, Spalletti ha parlato dell'importanza di promuovere la voglia di giocare, sperimentare e credere nelle proprie idee, soprattutto nelle categorie più giovani.
«Quando ci sono situazioni di qualsiasi genere in cui si va a esplorare, si crea sempre una sorpresa. Le squadre che giocano in questa maniera vanno prese seriamente e lette in profondità, per avere poi idee nuove da portare avanti. Loro hanno vinto tante partite in questo modo e hanno segnato tantissimi gol».
Il tecnico ha quindi evidenziato come il calcio moderno stia andando verso un gioco caratterizzato da continui ribaltamenti di fronte e da una maggiore libertà nelle scelte.
«Il calcio sta andando in questa direzione. È chiaro che una squadra matura qualche volta ti concede campo e tu devi abbassarti, magari con dieci giocatori al limite dell'area. Ma questo fatto di giocare a viso aperto, con continui cambi di gioco e palloni giocati in verticale, sono aspetti importanti. Non c'è più soltanto l'obbligo di avere tutti compatti intorno alla palla».
Il ruolo del portiere e i complimenti a Grabara
Nel corso della conferenza, Spalletti ha dedicato anche un passaggio a Kamil Grabara, sottolineando la qualità mostrata dal portiere bianconero nella costruzione dal basso e nella gestione del pallone sotto pressione.
«Fatemi fare un complimento a Grabara, perché ha fatto vedere la sua qualità con i piedi, la sua tranquillità e il suo modo di essere. Quando ci sono squadre che vengono ad aggredirti così, il portiere diventa sempre quello libero, l'uomo in più».
Secondo l'allenatore, proprio la pressione alta del NEC può aprire spazi importanti se la squadra riesce a trovare con precisione il giocatore lasciato libero.
«Poi vanno ad attaccare anche il portiere, perché hanno questo modo di fare. Ma se riesci a trovare l'uomo libero, si aprono corridoi e possibilità importanti dentro la partita. Bisogna sempre stare svegli e creare una gara in cui si vince il proprio duello personale con il maggior numero possibile di giocatori. È quello che poi determina il risultato».
Kolo Muani, Spalletti: «Deve mettere più forza nei duelli»
Infine, il tecnico si è soffermato sulla prestazione di Randal Kolo Muani, autore di un gol e protagonista entrando a gara in corso. Spalletti ha evidenziato le qualità dell'attaccante francese, soprattutto quando può sfruttare gli spazi aperti, ma ha anche indicato un aspetto sul quale dovrà continuare a lavorare.
«Lui ha questa facilità di corsa, questa forza e questa profondità nella corsa. Avere spazi così mette facilmente in risalto le sue qualità. Però ha preso due “camionate” dietro, dove deve reggere di più quello che è il duello e la forza degli avversari, il modo in cui gli vanno addosso».
Il messaggio di Spalletti è chiaro: il gol può rappresentare un passaggio importante per ritrovare fiducia, ma Kolo Muani deve crescere nella gestione dei contrasti e delle situazioni di contatto fisico.
«Anche stasera, nelle situazioni di duello e di contrasto forte, ha avuto ancora un atteggiamento in cui deve metterci più forza. Perché il ragazzo è forte, il ragazzo è sano».
Il tecnico ha infine raccontato un particolare relativo alla vigilia della partita, descrivendo la scelta del giocatore di presentarsi comunque al ritiro facoltativo.
«Ieri sera era a ritiro facoltativo ed era l'unico calciatore che c'era a cena da solo e che ha dormito da solo».
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