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Tagliafico torna ad essere accostato alla Juve. Può arrivare a Gennaio?
Tagliafico torna ad essere accostato alla Juve. Può arrivare a Gennaio?
La Juventus torna a pensare a Nicolás Tagliafico per rinforzare la fascia sinistra. Il difensore argentino dell'Olympique Lione, già vicino ai bianconeri nelle ultime ore del mercato estivo, sarebbe nuovamente uno degli obiettivi della dirigenza in vista di gennaio. Luciano Spalletti infatti, avrebbe bisogno di alternative affidabili sulle corsie esterne e l'esperienza del campione del mondo potrebbe rappresentare una soluzione importante gradita all'allenatore toscano. L'operazione, sfumata a settembre, potrebbe quindi tornare d'attualità nelle prossime settimane in vista della corta sessione di mercato invernale.  Tutto, o molto, dipenderà dalle condizioni economiche dell'operazione e dalla disponibilità dell'Olympique Lione a trattarne la cessione.
Sarr e la voglia di prendersi la Juve. Spalletti ci crede, ma deve migliorare.
Sarr e la voglia di prendersi la Juve. Spalletti ci crede, ma deve migliorare.
Arrivato durante il mercato estivo per allungare la rosa, Pape Matar Sarr vuole sfruttare il momento per ritagliarsi più spazio all'interno delle gerarchie della Juventus. Luciano Spalletti, nel corso della conferenza stampa alla vigilia del match di Cagliari, ha dimostrato di vedere sotto i suoi occhi il miglioramento che sta avendo il giocatore giorno dopo giorno. Il tecnico toscano ne apprezza la capacità di correre per molti metri a giro per il campo e lo vede simile a McKennie per dinamismo, mobilità e capacità di partecipare alle diverse fasi di gioco. Le sue caratteristiche presentano una base importante, ma deve ancora svolgere passi in avanti per potersi concedere la piena fiducia di tecnico e compagni. Alle basi serve aggiungere una migliore gestione della palla quando viene pressato e la necessità di capire quanto c'è il bisogno di accelerare piuttosto che di rallentare la manovra. Tutte migliorie nelle corde del ragazzo che, se riuscisse a compiere questo step in avanti, potrebbe iniziare ad essere una pedina fondamentale del centrocampo bianconero andando a creare una splendida coppia di mediana assieme a Douglas Luiz. 
La Juve a Cagliari con la missione di vincere per tornare davanti
La Juve a Cagliari con la missione di vincere per tornare davanti
La sosta nazionali è finita e per la Juventus di Luciano Spalletti è tempo di tornare in campo. I bianconeri infatti, questa sera saranno impegnati, alle ore 20:45 sul campo della Unipol Domus di Cagliari per sfidare i sardi guidati da Fabio Pisacane. Per la Vecchia Signora si tratta già di un appuntamento importante: vincere permetterebbe di rimanere al passo delle prime e dare un cambio di passo alla stagione, pareggiare o perdere starebbe invece a raffigurare la necessità di dover colmare il gap con chi sta davanti. In un campo non facile come quello isolano, per i bianconeri sarà utile approcciare bene la gara, impostarla con personalità, avere pazienza ed esser concreti. A tal proposito, Spalletti dovrebbe affidarsi al 4-2-3-1 ripartendo dalle certezze. Tra i pali Vicario con davanti a sè una linea difensiva composta da Kalulu, Bremer, Kelly e Çelik. A centrocampo potrebbero trovare spazio Douglas Luiz e Sarr, mentre alle spalle di Kolo Muani dovrbebero andare ad agire Conceição, l'imprescindibile McKennie e Nico González. Una soluzione che consentirebbe al mister nativo di Certaldo di sfruttare la velocità degli esterni e gli inserimenti dei centrocampisti. Restano comunque aperte diverse possibilità, anche considerando il recupero di Cambiaso e la candidatura di Zhegrova.  Molto della scelta definitiva, dipenderà dalle condizioni dei giocatori rientrati dagli impegni con le Nazionali e dall'interpretazione tattica che il tecnico vorrà dare alla partita. Probabilmente tutto sarà rivelato con l'annuncio delle formazioni ufficiali. Cio che conta sicuramente, è che la Juve dovrà scendere in campo a Cagliari con la faccia tosta, con la voglia di riscattare la sconfitta dello scorso anno e la determinazione di portare i 3 punti a casa per ritrovare continuità nel percorso in Serie A. 
A Cagliari esame di maturità della Juventus: il limbo e l'isola
A Cagliari esame di maturità della Juventus: il limbo e l'isola
C’è un silenzio innaturale, quasi metafisico, che cala sui campi di allenamento quando il campionato si ferma. Ottobre è già di per sé un mese incline alla malinconia, un tempo di transizione in cui la luce cambia, le ombre si allungano sul prato verde della Continassa e il pallone smette improvvisamente di rotolare al ritmo forsennato del rito domenicale. La lunghissima sosta per la Nazionale non è una semplice pausa fisiologica concessa dai calendari stilati da burocrati lontani; è un vero e proprio furto di tempo, un'apnea collettiva, un limbo in cui il tifoso si scopre orfano e la squadra si disgrega, sparpagliata ai quattro angoli del globo a rispondere al richiamo di bandiere diverse. In questo vuoto il calcio dei club va in letargo. E come ogni risveglio da un lungo sonno indotto, la ripresa porta con sé l'insidia dell'intorpidimento. Rimettere in moto la grande macchina non è mai una questione puramente muscolare, ma psicologica, nervosa, quasi onirica. Lo sapeva bene Osvaldo Soriano, che raccontava l'attesa del fischio d'inizio come il momento in cui i destini si sospendono e gli uomini tornano a fare i conti con le proprie paure. La Juventus che si appresta a riallacciare il filo del suo destino non riparte dalle certezze ovattate delle mura amiche, ma è chiamata a compiere una traversata. Deve attraversare il mare, affrontare l'isola, sfidare l'incognita di Cagliari. Al centro di questo tempo sospeso, nel silenzio di Torino, è rimasto Luciano Spalletti. L'allenatore, in questi infiniti giorni, ha vestito i panni dell'orologiaio solitario, dell'alchimista rinchiuso nel suo laboratorio, costretto a lavorare con mezza materia prima. Spalletti non è un gestore banale, è un uomo che vive il calcio con una viscerale, ruvida profondità intellettuale. Ha camminato sui campi semivuoti, osservando chi è rimasto, misurando la fatica, soppesando le assenze. Ha dovuto fare i conti con quella che potremmo definire la sindrome del reduce: il ritorno scaglionato dei suoi uomini, ciascuno con addosso il fuso orario, le scorie, i trionfi o le delusioni maturati in maglia nazionale. La ripresa contro il Cagliari non è una partita, è un agguato atmosferico. L'Unipol Domus è un catino dove il vento dell'isola si mescola al respiro di un pubblico che vive il calcio con l'orgoglio identitario di chi difende una terra antica. Andare a giocare in Sardegna, subito dopo la sosta, significa calarsi in una trincea. Spalletti sa che la tattica pura, quella disegnata sulle lavagne immacolate della Continassa, rischia di infrangersi contro la fisicità ruvida dei padroni di casa, contro l'erba irregolare, contro l'impeto di un avversario che farà della garra il proprio mantra. È qui che la Juventus deve dimostrare di essere matura, non necessariamente solo bella. È qui che deve sporcarsi le mani. La sfida si gioca tutta sul filo del rasoio delle scelte. Il turnover non è più un'opzione democratica per accontentare i rincalzi, ma una necessità chirurgica, un obbligo imposto dal calendario spietato che già proietta la sua ombra europea. Perché dietro il maestrale di Cagliari, si intravede già la notte di Champions League contro il Celta Vigo. Spalletti deve guardare al presente con la coda dell'occhio rivolta al futuro imminente, bilanciando il peso specifico dei muscoli e dei polmoni. Ed è in questa scacchiera complessa che emergono le figure di chi è chiamato a spezzare l'equilibrio. Penso a Nico Gonzalez, che porta in dote quel misto di furbizia sudamericana e tecnica cristallina indispensabile per scardinare le partite sporche. Il suo incedere elegante ma tagliente, la sua capacità di galleggiare tra le linee, di nascondersi per poi colpire all'improvviso, potrebbero essere la chiave per far saltare il banco in una gara che minaccia di essere bloccata, tesa, spigolosa. Quando il copione tattico si arena contro il muro avversario, serve l'estro di chi sa inventare lo strappo, il colpo di testa imperioso o il ricamo palla al piede nel buio. Nico rappresenta la folgore necessaria nel dogma tattico, il grimaldello capace di aprire le difese quando gli altri affondano nel fango. Non si tratta solo di singoli. Si tratta del respiro corale di una squadra che deve ritrovare la memoria di se stessa. Come scriveva Cesare Pavese, "non si ricordano i giorni, si ricordano gli attimi". E la Juventus ha bisogno di ritrovare immediatamente i suoi attimi di ferocia agonistica. Chi andrà in campo, che sia l'ultimo reduce di un volo transoceanico o il comprimario che freme da due settimane, dovrà indossare un abito da battaglia. Il calcio non fa sconti alla memoria, non si commuove per il blasone. Il Cagliari aspetterà la Signora con i coltelli tra i denti, praticando un calcio antico, fatto di duelli rusticani a centrocampo, di ripartenze improvvise, di palle alte scagliate nel vento sperando che un rimbalzo traditore favorisca l'incursore rossoblù. La squadra di Spalletti dovrà opporre a questo furore isolano la calma olimpica della grande squadra, unita a un cinismo spietato. Dovrà far girare il pallone per far correre a vuoto la furia avversaria, dovrà essere paziente come un ragno che tesse la sua tela, attendendo il momento in cui la preda si sbilancia. È il vero esame di maturità di questa fase della stagione. Ottobre è il mese in cui si gettano le fondamenta per l'inverno. Se la Juventus uscirà indenne, con il bottino pieno, dall'Unipol Domus, avrà lanciato un segnale inequivocabile al campionato e a se stessa: avrà dimostrato che la sosta non ha spezzato l'incantesimo, che il lavoro certosino del suo tecnico ha radici profonde. Si torna a respirare, finalmente. Il limbo è finito. L'odore dell'erba tagliata e dei fumogeni torna a riempire le narici. La Juventus attraversa il mare, lascia la solitudine degli allenamenti a porte chiuse e si tuffa nuovamente nel mare in tempesta della competizione. Il vento di Cagliari soffia forte, porta con sé antiche promesse e nuove insidie. E in mezzo a quel campo, tra i fischi e la polvere, ci sarà una partita da vincere, un campionato da aggredire, un'Europa da riconquistare. La palla torna al centro. Che Eupalla, per dirla con l'eterno Brera, ci assista, e che il risveglio della Signora sia un ruggito, non uno sbadiglio. Roberto De Frede
Per Romano un possibile esame contro il futuro chiamato Juventus
Per Romano un possibile esame contro il futuro chiamato Juventus
Alessandro Romano ha saputo catturare l'attenzione di tutto il panorama calcistico. Il classe 2006 infatti, grazie alla convocazione in Nazionale maggiore da parte di Roberto Mancini ha avuto la possibilità di dimostrare ed ampliare le caratteristiche e le qualità che ha mostrato in questo inizio di stagione con la maglia del Cagliari. A tal proposito, grazie a queste continue prestazioni positive, ha attirato su di sè interesse di big club italiani ed europei. Ovviamente, non può mancare la Juventus di Luciano Spalletti. I bianconeri infatti, continuano ad osservare con attenzione i giovani più promettenti del campionato italiano. Romano rientra nella categoria dei centrocampisti che potrebbero rappresentare un investimento interessante in prospettiva. La sua capacità di recuperare palloni e partecipare alla manovra si adatterebbe a un calcio intenso e dinamico come quello richiesto dal tecnico toscano. Questa sera dunque, per il giovane talento italiano, una possibile sfida contro il suo futuro, anche se, come dichiarato da Pisacane, il ragazzo non lascierà la Sardegna almeno fino al prossimo mercato estivo. 
Cagliari-Juve: diramata la lista dei convocati di Spalletti. C'è Cambiaso.
Cagliari-Juve: diramata la lista dei convocati di Spalletti. C'è Cambiaso.
Attraverso un post diramato sui propri canali social negli scorsi minuti, la Juventus ha comunicato la lista dei giocatori convocati da Luciano Spalletti per la partita di questa sera a Cagliari. Tra le novità importanti ci sono i ritorni di Cambiaso e Cabal che hanno, entrambi, lasciato i loro problemi fisici alle spalle. I bianconeri scenderanno in campo questa sera all'Unipol Domus alla ricerca dei 3 punti per non perdere ulteriore terreno dalle prime della classe. Attualmente, Conceicao e Nico partono favoriti su Zhegrova e Alajbegovic. Possibile 4-2-3-1 come modulo di partenza con Mckennie e Nico Gonzalez alle spalle di Kolo Muani. Di seguito la lista dei convocati: 2 Celik 3 Bremer 4 Gatti 6 Kelly 7 Conceicao 8 Koopmeiners 9 Kolo Muani 11 Zhegrova 12 Douglas Luiz 15 Kalulu 17 Alajbegovic 20 Cambiaso 22 McKennie 23 Pinsoglio 24 Rugani 25 Vicario 26 Lucumi 27 Woltemade 29 Sarr 31 Gonzalez 32 Cabal 40 Radu
Spalletti si affida alla fantasia e alla profondità della rosa della Juve
Spalletti si affida alla fantasia e alla profondità della rosa della Juve
La Juventus si appresta a tornare in campo dopo la pausa per le nazionali. I bianconeri infatti, questa sera alle ore 20:45, saranno impegnati per la sfida valida per la 6à giornata di Serie A, all'Unipol Domus di Cagliari contro i sardi allenati da Fabio Pisacane. Al fronte di esigenze legate agli infortuni, il tecnico Luciano Spalletti ha la necessità di affidarsi alla fantasia di alcuni suoi giocatori e alla profondità della sua rosa. Uno degli elementi chiave sarà Francisco Conceicao: la sua capacità di accelerare, cambiare direzione e creare superiorità numerica rappresenta una risorsa fondamentale per l'attacco bianconero. Il mister toscano però, nelle sue idee, vuole renderlo un giocatore ancora più completo. Non deve limitarsi a ricevere il pallone vicino alla linea laterale e cercare sistematicamente il dribbling, bensì imparare a muoversi verso le zone più centrali del campo partecipando alla costruzione della manovra e facendosi trovare pronto, più volte, in zona pericolosa. Saltare l'uomo e creare occasioni è fondamentale, ma per diventare un giocatore di livello superiore occorre aumentare il numero delle reti e degli assist. La trasferta di Cagliari però, per la Juve, non rappresenta soltanto il ritorno in campo dopo la sosta: è l'inizio di una serie di 7 partite da giocare nel giro di 20 giorni. In questi incontri, per i ragazzi di Spalletti, sono presenti impegni importanti per il percorso europeo, ma anche le sfide a Lazio e Napoli. A tal proposito, l'allenatore nativo di Certaldo, ha assolutamente necessità di utilizzare tutta la profondità della propria rosa. Il Cagliari arriva alla sfida con entusiasmo, una classifica che dà serenità e uno stadio esaurito. La Juventus dovrà affrontare una squadra organizzata e consapevole dei propri punti di forza e avrà bisogno di idee per superare una difesa tutt'altro che penetrabile.
Spalletti e la carezza a Nico" Ha lo sguardo giusto"
Spalletti e la carezza a Nico" Ha lo sguardo giusto"
Dopo il rinnovo anche gli elogi del suo allenatore, uno dei fautori della nuova forma sul contratto. Spalletti in conferenza stampa ha voluto mettere l'accento sull'importanza di Nico Gonzalez "Ci sono dei giocatori che ti fanno vedere questa caratteristica di avere lo sguardo da persona decisa e che hanno voglia di determinare il loro futuro. Nico fa vedere di essere intenso in tutto quello che fa e ha lo sguardo giusto. Lui è uno di quelli che ti indica subito la strada che vuole percorrere"
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