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Sarri" Nazionali e calendari sono problemi enormi"
Maurizio Sarri alla vigilia della partita con la Juve è tornato su temi a lui cari come quello delle soste per la nazionali e l'intasamento dei calendari " Ci sono tantissime cose da fare: lavorare dal punto di vista fisico, tattico e individuale. La Nazionale è un problema enorme così come il calendario, io penso che queste pause devono essere fatte in in un periodo di tempo dopo la fine della stagione: è una situazione che non vai avanti. Poi c'è l'ipocrisia di mettere le liste, almeno dammi 40 giocatori: se riempi il calendario è chiaro che diventa tutto più difficile"
Inizio pessimo per De Zerbi. E i tifosi..
I tifosi del Tottenham allenato da De Zerbi, hanno abbandonato lo stadio ieri pomeriggio al minuto 79 in seguito al terzo gol dell'Aston Villa in segno di protesta per il pessimo inizio di stagione della squadra. La gara poi è finita con il tentativo di rimonta degli Spurs che però non si è concretizzata, con il risultato finale di 2-3. La squadra del tecnico di Brescia si trova al penultimo posto in classifica dopo cinque giornate con appena due punti, frutto di due pareggi e tre sconfitte con sole due reti segnate e ben 8 subite.
L'esonero di Spalletti sui taccuini dei tifosi
Può una manciata di gol rifilati a un NEC di nebbiosa provenienza — con quelle magliette con striscia orizzontale che paiono più la divisa di un gregario del Giro d'Italia negli anni eroici di Binda che non l'attrezzatura di un sodalizio calcistico — bastare davvero a estirpare il dubbio dal cuore del tifoso e a consacrare finalmente la nascita di una creatura spallettiana trionfante? O si tratta soltanto di un miraggio nel deserto della Continassa, un fuoco di paglia alimentato da avversari troppo arrendevoli, un effimero balsamo pronto a dissolversi al primo soffio di vento contrario, lasciando il nocchiero toscano ancora una volta solo al timone, in balia di flutti ben più minacciosi?
Nell’aria densa e inquieta di questi giorni bianconeri, tra le redazioni dei giornali e i tavolini bagnati dei bar dello sport, si respira già l’odore acre dell’esonero. È un profumo antico, che pizzica il naso di tifosi e addetti ai lavori, un mormorio insistito che corre di bocca in bocca come un vento di tramontana: c’è chi, con la fede incrollabile dei testardi, non vuole nemmeno sentirne parlare, convinto che le crisi siano solo nuvole passeggere destinate a dissolversi al primo raggio di sole; e c’è chi, al contrario, ha già la valigia pronta per l’allenatore, brandendo la scure del giudizio sommario con la stessa rapidità con cui si cambia canale a metà partita.
Poi si sa il tifoso è un essere mirabilmente bizzarro, un funambolo dell'anima che passa dalle stalle alle stelle nel giro di una manciata di secondi. Ed ecco che, improvvisa come un colpo di scena da baraccone, arriva la roboante vittoria per 5 a 0 in Europa League contro il mediocre NEC. Una goleada che per novanta minuti ha ubriacato i romantici cuori, spingendo una folla di entusiasti a sedare ogni perplessità e a librarsi d'un tratto verso le stelle, dimenticando i patimenti della vigilia e le opache serate di campionato per inneggiare al genio ritrovato. Ma i dubbi restano lì, appostati dietro l'angolo.
C’è una pioggia che non bagna le cose per davvero, ma serve solo a farle sembrare più vecchie. Quando il tifoso guarda la sua squadra perdere strada, gli viene naturale immaginare un addio che nella realtà non c’è ancora stato. Luciano Spalletti sta sempre lì, sulla panchina della Juventus, ma nella testa di chi soffre la domenica quell’esonero è già avvenuto un centinaio di volte. Bisognerebbe arrivarci davvero a Torino, sotto certi portici dove l’aria profuma di caffè amaro e di malinconia, per capire come funziona il cuore di chi tifa. Il tifoso della Juve non sa stare nel mezzo: non gli basta sperare, vuole la certezza del dominio, quella sicurezza antica che un tempo sembrava dovuta. Quando la vittoria traballa, il futuro diventa subito un pensiero nero e la panchina si fa solitudine. Sognare l’addio dell’allenatore è un modo come un altro per difendersi dal dolore. Si pensa che basti cambiare un uomo per cancellare le serate storte, per ritrovare quel calore e quell'anima che sembrano smarriti. È l’illusione che voltando pagina, da qualche parte, ci sia ad aspettarci un mattino più chiaro. Ma intanto la pioggia continua a cadere e la realtà resta lì, stanca, a fare i conti con la pazienza che manca.
Abbiamo ora contemplato la malinconia quasi autunnale con la pipa spenta in bocca e lo sguardo perso, ma ci sono momenti in cui l’unica chiave di lettura possibile diventa quella regalataci dall'inimitabile scrittore britannico. Immaginiamo, per un istante, la panchina della Juventus come una di quelle barche sul Tamigi occupate da tre cittadini londinesi – diciamo George, Harris e Jerome – convinti di essere degli esperti navigatori e invece completamente incapaci di distinguere la prua dalla poppa. La scena è tragicomica. Luciano, nelle vesti di un capitano Jerome un po’ sovraeccitato, sbraita dalla linea laterale brandendo una cartellina tattica che assomiglia a una mappa del tesoro disegnata da un bambino miope. «Remate! Sfruttate le corsie esterne! Mantenete il baricentro alto!» urla, mentre i suoi centrocampisti si scontrano l’uno contro l’altro con la grazia scoordinata di tre cani bassotti che cercano di infilarsi contemporaneamente nella stessa cuccia. Harris – l'imprendibile trequartista pagato a peso d'oro – si ferma a metà campo a sistemarsi i calzettoni, lamentandosi del fatto che l’umidità disturba la sua ispirazione artistica. George, ovvero il terzino sinistro, guarda la palla sfilargli tra le gambe con la placida indifferenza di chi sta aspettando l’autobus in un giorno di sciopero generale. E in tutto questo bailamme, a completare il quadretto, ci mancava soltanto Montmorency. Il celebre fox-terrier della comitiva britannica avrebbe fatto bella mostra di sé in mezzo al campo, offrendo prestazioni tattiche e un senso della posizione persino più ordinati di quelli ammirati in queste uscite stagionali, magari mettendosi comodo sul dischetto del rigore a guardare la palla rotolare via con aria di sufficienza.
E adesso? Eccoci giunti al dilemma shakespeariano, tragicamente piantato sull'orlo della sosta per le nazionali e, soprattutto, sul ciglio della supersfida di oggi pomeriggio contro l’Atalanta. Basterà la goleada agli olandesi a sterilizzare i malumori, o sarà proprio la Dea – con il suo pressing asfissiante e la sua lezione di calcio impartita dal vecchio Sarri – l'ago della bilancia capace di buttare giù o salvare definitivamente Spalletti? La dirigenza si torce le mani nei salotti ovattati della Continassa, mentre sullo sfondo aleggia l'ombra pesante, ingombrante e magnetica di Antonio Conte, pronto a riaccendere quel furore antico che sembra svanito nel nulla.
Arrivati a questo punto, spogliati momentaneamente della sciarpa e vestiti degli abiti del filosofo di provincia, ci tocca interrogarci sul senso ultimo delle cose: il cambiamento serve davvero a redimere i peccati, o è soltanto l'ennesimo giro sulla stessa giostra rotta? Nel dubbio che la salvezza stia in una carezza o in una rivoluzione, mentre la pioggia continua a battere sui vetri e l'orologio scorre inesorabile verso il fischio d'inizio di oggi pomeriggio, la grande domanda rimane lì, sospesa nell'aria fredda di Torino: riuscirà il vecchio nocchiero ferito a raddrizzare la barca contro lo scoglio atalantino, o ci ritroveremo tutti a recitare il de profundis prima di cena?
In fondo, la vera fortuna del tifoso sta proprio qui: nell’essere l’unico essere vivente capace di pretendere la felicità eterna da novanta minuti di corsa dietro a un cuoio cucito. Se Spalletti affonderà contro l’Atalanta o se inventerà l’ennesima piroetta tattica per restare a galla — esorcizzando l'ennesimo esonero immaginato al banco del bar — cambierà ben poco nell’economia dell’universo, ma cambierà tutto nella digestione della nostra domenica sera.
E allora tanto vale prenderla con filosofia, quella buona da osteria: in attesa che la dirigenza decida se comprare un nuovo timoniere o direttamente una barca più grande, conviene tenersi stretta l'illusione. Perché se è vero che la giostra è rotta e continua a girare a vuoto, è anche vero che finché c’è un pallone al centro del campo, persino tre uomini in barca — e un cane su un dischetto del rigore — hanno il diritto di credere che la prossima sponda sarà quella della terra promessa.
Roberto De Frede
Juventus - Atalanta: pronostico, quote e analisi del big match della quinta giornata
L’Allianz Stadium ospiterà il big match Juventus - Atalanta il 20 Settembre ore 18:00, valido per la quinta giornata di campionato. I Bianconeri di Spalletti e i nerazzurri di Sarri arrivano entrambi da una pesante sconfitta e da tanti dubbi ancora irrisolti.
Pronostici Juventus - Atalanta e quote
Prima dell'analisi, ecco tre giocate sulle quali si è concentrata la nostra redazione:
Over 0,5 Casa + Over 0,5 Ospite a 1.70 su Eurobet
Parziale/Finale X - 1 a 4.75 su Goldbet
Parziale/Finale 1 - X a 15.00 su Lottomatica, l'ipotesi più ardita del lotto
Le quote raccontano una Juventus favorita ma senza convinzione: esattamente come l’abbiamo vista in questi primi match di Serie A. Su Snai il segno 1 non si allontana da 1.70, con la X in area 3.80 e il 2 che resta oltre quota 4.50. Numeri che, letti insieme all'Over 2,5 stabile attorno a 1.80 e al Gol poco sopra 1.75, fotografano una partita aperta più che dominata.
A noi il mercato dei combo sembra più interessante del secco: l'Over 1,5 Casa + Over 0,5 Ospite, che su Eurobet vale 2.55, ci pare l'esito che meglio descrive la gara che abbiamo in mente.
Quote soggette a variazione. Consigliamo di visitare i siti ufficiali per saperne di più.
Formazioni Juventus - Atalanta
Juventus (4-2-3-1): Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumí, Çelik; Douglas Luiz, Koopmeiners; Conceição, Nico González, Alajbegovic; Kolo Muani. Indisponibili Yildiz, Locatelli, Thuram, Boga, Cabal ed Ekhator; Cambiaso e McKennie sono rientrati in gruppo.
Atalanta (4-3-3): Carnesecchi; Bellanova, Kossounou, Scalvini, Kolasinac; Samardzic, Kessié, Éderson; De Ketelaere, Scamacca, Rowe. Fuori Hien e Kamaldeen Sulemana, con Gaetano e Pasalic pronti a insidiare la mediana.
L'emergenza di Spalletti e un attacco ancora da registrare
Sei punti persi per strada, sette in classifica e un'infermeria che non si svuota: la Juventus che riceve l'Atalanta è quella che a Reggio Emilia ha buttato via un 3-2 incassando due gol negli ultimi minuti, dopo la doppietta di Zhegrova entrato dalla panchina.
Il dato che pesa è un altro: sei reti in quattro giornate, con Kolo Muani ancora a secco e Woltemade, 198 centimetri arrivati dal Newcastle, utilizzato con il contagocce. Una squadra che crea e non concretizza, e che nel frattempo giovedì ha speso energie in Europa League contro il NEC: il turnover è un tema reale, il quale rende l'idea del successo pieno meno automatica di quanto suggerisca la quota.
Sarri, la linea a quattro e i 22 tiri di Bergamo
Dall'altra parte c'è un'Atalanta in pieno cantiere. Sarri ha smontato la difesa a tre che a Bergamo si tramandava da anni e i risultati sono contrastanti: due vittorie iniziali, poi il 2-1 subito all'Olimpico al 93' e l'1-2 interno con il Cagliari. Sei punti, differenza reti a zero, una media di appena 3,75 conclusioni nello specchio: contro i sardi la Dea ha tirato 22 volte centrando la porta solo in quattro occasioni. Scamacca si è sbloccato e De Ketelaere resta il riferimento tecnico, però la sensazione è che la fase difensiva, ancora in rodaggio, possa concedere qualcosa a un avversario che tira molto.
Ecco perché crediamo che entrambe possano trovare la via del gol, e perché i Parziale/Finale con la X di mezzo ci sembrano il modo più elegante di leggere la partita: negli ultimi confronti diretti il pareggio è comparso con insistenza sospetta, e un primo tempo di studio seguito da una ripresa sbilanciata non sorprenderebbe nessuno. Probabilmente vedremo una Juventus che parte contratta e alza il ritmo dopo l'intervallo. Se invece Sarri riuscirà a far girare palla come vorrebbe, allora sì, l'1 a 1.70 diventa un prezzo davvero corto.
Contenuto a carattere informativo e di analisi sportiva. Il gioco è riservato ai maggiori di 18 anni e può causare dipendenza patologica. Per informazioni e supporto: Telefono Verde nazionale per le problematiche legate al gioco d'azzardo dell'Istituto Superiore di Sanità, 800 558 822 (gratuito e anonimo).
Probabile formazione, torna Kolo dal primo minuto?
Tra l'infermeria piena e qualche recupero Spalletti non ha molti dubbi sull'undici inziale che affronterà oggi allo Stadium con inizio alle 18 l'Atalanta. da capire solo chi inzierà davanti come riferimento centrale. Al momento pare essere in vantaggio Kolo Muani sul tedesco Woltemade. Per il resto davanti a Vicario agiranno Kalulo Bremer e Lucumi, con Celik e Mkennie laterali a supporto della linea mediana formata da Luiz e Sarr, Alajbegovic, favorito su Conceicao, con Nico Gonzalez alle spalle del francese. Il modulo dovrebbe essere sempre il 3421. In caso di nuovo passaggio al 4231, il texano agirebbe centrale tra i due esterni offensivi con Celik terzino sinistro.
Brocchi " Locatelli? Assenza pesantissima"
Non ha dubbi Cristian Brocchi sulla gravità della perdita di Locatelli per l'equilibrio della Juventus " Non è sempre un giocatore amato da tutti, però è un'assenza che pesa tantissimo per gli equilibri di questa squadra" ha detto a mergine di un'evento che si è svolto a Sanremo. Sempre sulla Juventus l'ex giocatore del Milan ha detto " "Ha giocatori offensivi bravi, ha difensori all'altezza, ma ci vuole sempre qualcuno dentro nel campo che dia equilibrio nelle due fasi"
Atalanta tabù per la Juve. Ecco da quanto non viene battuta a Torino
C'e' un tabù da abbattere per la Juve che si chiama Atalanta. Sembra quasi impossibile ma in realtà i bianconeri non riescono a battere gli orobici davanti al proprio pubblico dal 2018. L'ultima vittoria risale al 14 marzo del 2018, partita che venne giocata di mercolrdi dopo il rinvio per neve, grazie alle rete di Matuidi e Higuain. Da quella data sono arrivati sei pareggi e ben 2 sconfitte, l'ultima delle quali con un sonoro 0-4 con addirittura doppietta di Koopmeiners. Negativo anche il saldo gol fatti gol subiti 10 realizzati e ben 15 al passivo. Un trend che deve essere necessariamente invertito.
Juve, occhio a Raspadori: quattro gol ai bianconeri e un precedente che ricorda Spalletti
Tra i giocatori che domani sera potrebbero creare problemi alla Juventus c'è anche Giacomo Raspadori. L'attaccante dell'Atalanta potrebbe partire dal primo minuto oppure trovare spazio a partita in corso, ma il suo rapporto con la porta bianconera merita una particolare attenzione.
Nel corso della sua carriera, infatti, Raspadori ha già segnato quattro gol contro la Juve. Soltanto il Genoa, con cinque reti subite, è stato colpito più volte dall'attaccante, mentre il Milan condivide con i bianconeri il secondo posto in questa particolare classifica.
Quel gol al 93' che decise la sfida di Torino
Tra le reti realizzate da Raspadori contro la Juventus, una assume un significato particolare. Il riferimento è alla partita del 23 aprile 2023, quando il Napoli di Luciano Spalletti riuscì a imporsi per 1-0 all'Allianz Stadium.
Una gara bloccata, destinata apparentemente a terminare senza reti, venne decisa proprio nei minuti di recupero. Al 93', Raspadori trovò il guizzo vincente con una conclusione al volo di sinistro, battendo Szczęsny e regalando al Napoli tre punti fondamentali nella corsa verso lo scudetto.
Quella vittoria arrivò in una fase in cui la squadra partenopea era ormai lanciata verso il titolo e contribuì a rafforzare ulteriormente il suo cammino. Per Raspadori fu una rete pesante, non soltanto per il risultato, ma anche per il modo in cui arrivò: una giocata decisiva quando la partita sembrava ormai destinata al pareggio.
Il precedente con Spalletti, oggi sulla panchina bianconera
Il dettaglio più curioso riguarda proprio Spalletti. In quella serata di Torino era l'allenatore del Napoli e poté festeggiare il gol di Raspadori dalla panchina. Domani, invece, si ritroverà a dover studiare le contromisure per fermare lo stesso giocatore, questa volta schierato con la maglia dell'Atalanta.
Raspadori non è un attaccante che ha bisogno necessariamente di molti palloni per rendersi pericoloso. Sa muoversi tra le linee, cercare gli spazi e combinare con i compagni, soprattutto quando riesce a ricevere vicino all'area di rigore.
La sua capacità di leggere l'azione e attaccare gli spazi può diventare ancora più importante nel corso della partita, quando le squadre iniziano ad allungarsi e si aprono varchi nella zona centrale del campo.
Un pericolo da considerare anche a partita in corso
Qualora dovesse partire dalla panchina, Raspadori potrebbe comunque rappresentare una soluzione preziosa per l'Atalanta. Il suo ingresso potrebbe dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva e mettere alla prova una difesa chiamata a mantenere attenzione e compattezza fino all'ultimo minuto.
Il precedente del 2023 non può naturalmente determinare ciò che accadrà domani, ma racconta di un giocatore che in passato ha già saputo trovare la giocata decisiva contro i bianconeri. E quando una partita si mantiene in equilibrio, anche un singolo episodio può cambiare tutto.
Spalletti conosce bene le qualità di Raspadori. Questa volta, però, dovrà trovare il modo di impedirgli di ripetere quella giocata che, qualche anno fa, regalò al suo Napoli una vittoria pesantissima proprio a Torino.
Juventus-Atalanta: la probabile formazione di Spalletti
Niente da fare per Andrea Cambiaso, Luciano Spalletti per la gara di oggi contro l’Atalanta rispetto al match di Europa League ritrova solo i calciatori esclusi dalla lista Uefa, ovvero Zhegrova e Rugani.
Nessuno dei due, però, è indiziato di giocare dal 1’ contro la squadra di Maurizio Sarri. Il tecnico della Juventus è orientato a confermare il modulo 3-4-2-1 che ha funzionato contro il NEC. Tra i pali tornerà Vicario, mentre al centro della difesa ci sarà spazio per Bremer e non Gatti, che torna in panchina.
Celik e McKennie confermati sulle corsie esterne, mentre Sarr agirà di fianco a Douglas Luiz; davanti Kolo Muani si riprende il ruolo di punta, con Nico Gonzalez sicuro del posto dietro la punta, ma l’argentino dovrebbe agire più a sinistra per fare spazio al rientro di Conceicao, con Alajbegovic sacrificato.
La probabile formazione della Juventus
(1-3-4-2-1) Vicario; Kalulu, Bremer, Lucumi; Celik, Sarr, Douglas Luiz, McKennie; Conceicao, Nico Gonzalez; Kolo Muani.
Prossima partita
20 set 2026 18:00
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