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Accomando: "Esonero di Spalletti e arrivo di Conte non sono utopia"
Accomando: "Esonero di Spalletti e arrivo di Conte non sono utopia"
lo scivolone di Marassi apre la discussione sull'ipotesi esonero di Spalletti, con il nome di Conte in primo piano come possibile sostituto. Dagli studi Sportmediaset, il giornalista Accomando dice: "Dopo la scorsa sosta delle nazionali era chiaro che tutti sarebbero stati sotto osservazione, tecnico in primis. E ora non è più utopia un addio di Spalletti e soprattutto non è più utopia il ritorno di Conte. Ora il tecnico salentino, sondato sia dalla Juve che dal Manchester United che però ieri ha confermato Carrick, è a Sharm el-Sheikh per un evento di padel, ma ha visto la partita del Ferraris. Le possibilità che torni in bianconero durante la sosta ci sono, dipenderà dai risultati della squadra da qui alla sosta del 15 novembre".
Disastro Juve: una statistica sui bianconeri è significativa
Disastro Juve: una statistica sui bianconeri è significativa
La sconfitta contro il Genoa conferma in modo netto la crisi della Juve di Spalletti. Sotto il profilo dei risultati e del gioco, la squadra non c'è. Con il tonfo di Marassi sono tre le sconfitte dei bianconeri nelle prime nove giornate di campionato. Era accaduto solo altre due volte nella storia della Juve. Nella stagione 1995/1996 con Lippi in panchine e in quella 2015/2016 targata Allegri, che poi però vinse lo scudetto. 
La rivelazione di Akgatsev: "La Juve mi ha cercato in estate, spero ancora"
La rivelazione di Akgatsev: "La Juve mi ha cercato in estate, spero ancora"
La Juve la scorsa estate voleva ingaggiare Akgatsev. Lo rivela al canale Youtube "Nobel", lo stesso giocatore, portiere ventiquattrenne del Krasnopdar e della Nazionale russa: "E' accaduto mentre ero in vacanza. Avevo il telefono staccato per staccare, visto che ero reduce da un infortunio, venivo però informato dalle persone con cui ero in contatto. Ho cercato di non lasciarmi coinvolgere troppo per evitare delusioni nel caso in cui le cose non fossero andate a buon fine. L’interesse della Juve era reale e concreto, ma dato che sono rimasto al Krasnodar, è evidente che non se ne sia fatto nulla. Spero nel calciomercato invernale o in quello estivo di poter compiere un passo importante per la mia carriera, ma allo stesso tempo voglio aggiungere di essere comunque felice dove sono ora".
PodcastMalago', Galliani, un terzo incomodo: il fantastico mondo della Federcalcio
Malago', Galliani, un terzo incomodo: il fantastico mondo della Federcalcio
La Federcalcio non trova pace, la Lega di Serie A un candidato, o meglio c'è una spaccatura tra chi vorrebbe Malagò e invece i club sostenitori di Galliani. L'attuale Commissario straordinario, fino a qualche settimana fa, sembrava l'unico pretendente alla poltrona di Via Allegri, rispetto alla quale era stato eletto a giugno, salvo poi il caos che ha portato alla situazione attuale, quanto meno critica. A guidare il fronte favorevole all'ex numero uno del Coni il Napoli, inoltre ci sarebbe il gradimento di Lecce, Monza, Roma e Bologna. Il presidente dell'Inter Marotta e il suo omologo dell'Atalanta Percassi, con Milan, Como e Sassuolo, vorrebbero invece l'ax Ad del Milan. Quindi saranno decisivi gli indecisi, scusate il gioco di parole. Tra questi anche la Juve. Servono 11 voti. La Lega di Serie A non è più compatta nel ricandidare Malagò (come avvenuto a giugno) per diversi motivi. Si va dalla scelta del ct, fino a Bianchedi capo delegazione azzurra che poi si è dimessa, passando per la questione Maldini e Leonardo. Come ci viene detto da fonti federali, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, se non la causa principale, è però Viglione. L'attuale responsabile dell'ufficio legale della Figc, sponsorizzato in primis da Marotta e Percassi, era dato come Segretario generale al posto di Brunelli, ritenuto responsabile del mancato controllo della candidatura di Malago', priva di alcuni requisiti fondamentali, in primis la tessera federale. Il Commissario di Via Allegri invece pare non lo voglia, da qui la spaccatura nella Lega di Serie A, con Inter e Atalanta a capo del partito pro Galliani. Da capire come si schiereranno le altre componenti: Serie B, Lega Pro, LND, Assocalciatori e Assoallenatori. Sulle ultime due ha un peso importante lo stesso Viglione. Occhio ad un possibile terzo candidato, stile guastafeste. Potrebbe portare a non trovare accordi, o a votare scheda bianca, oppure a non raggiungere il quorum, con l'ipotesi di un altro commissariamento. Quello “vero”, in grado di fare le riforme. Ne sapremo di più il 4 novembre, termine ultimo per presentare le candidature. “Ero e resto positivo”, le parole di Malagò. In bocca al lupo a tutto il clacio italiano. 
Per la Juve un avvio di stagione pessimo. Mai così male nella storia
Per la Juve un avvio di stagione pessimo. Mai così male nella storia
Con il sipario del Ferraris, la Juventus di Luciano Spalletti sprofonda nell'oblio. Ennesimo periodo complicato della stagione bianconera che continua a mettere a dura prova la pazienza di tifosi e addetti ai lavori del mondo bianconero, già ben provati da un avvio di campionato ben lontano dallo standard a cui è abituato l'ambiente. Terza sconfitta nelle prime 9 giornate di campionato, un dato che non solo certifica il momento che stanno attraversando i ragazzi di Spalletti ma che indicano quanto i risultati fatichino ad essere costanti e soprattutto positivi. Al termine del match inoltre, a peggiorare l'umore del mondo bianconero, ci ha pensato Opta tramite un post su X. L'agenzia esperta in dati infatti, ha sottolineato come la Juventus abbia perso la terza partita nelle prime 9 giornate di campionato come era accaduto soltanto tre volte nella storia nell'era dei tre punti: stagione 2015/2016, 1995/1996 è la stagione corrente. Ciò che però preoccupa è che, soprattutto nella stagione 2015/2016, le sconfitte arrivarono in altro modo e il carattere sembrava comunque esserci. Se c'è una cosa che invece, è mancata ai bianconeri in questo avvio di stagione, è proprio la fame di chi sa cosa vuol dire indossare la maglia a strisce bianco e nere. 
Marchegiani: “Ciò che mi lascia perplesso della Juventus è…”
Marchegiani: “Ciò che mi lascia perplesso della Juventus è…”
Luca Marchegiani, direttamente dagli studi di Sky Sport, ha analizzato la sconfitta della Juventus sul campo del Genoa. Queste le sue parole: "Non so se si possa parlare o pensare all'esonero. Sono momenti delicati. Noi la vediamo dal di fuori, ,a bisogna capire come l'allenatore riesca ancora a incidere sui giocatori; questa è la valutazione, secondo me, che va fatta prima di prendere una decisione. A me quello che ha lasciato un po' perplesso della partita di oggi è che tutti ci aspettavamo questo tipo di partita da parte del Genoa. L'avevamo detto prima della partita noi in studio e lo pensavano tanti addetti ai lavori. La Juventus l'ha sofferta, era emotivamente stremata e non ha mai avuto, se non negli ultimi 15-20 minuti, la capacità di affrontarla in una maniera diversa rispetto a quello che ci aspettavamo tutti. Questa è la cosa che preoccupa più di tutte e che deve far riflettere società, squadra e allenatore".
Spalletti, un anno di nulla
Spalletti, un anno di nulla
La gara di Marassi ha emesso una sentenza che va ben oltre il semplice 2-0 per il Genoa. La sconfitta della Juventus non è soltanto un incidente di percorso o l'ennesimo passo falso di una stagione nata storta; è il manifesto di un fallimento strutturale, la certificazione impietosa di un'involuzione che affonda le radici nella confusione più totale. La squadra scesa in campo contro gli uomini di Daniele De Rossi è apparsa fin dalle prime battute fragile, spaesata e nettamente inferiore sotto ogni punto di vista: tecnico, tattico, mentale e atletico. Si cerca disperatamente qualcosa da salvare in questo scorcio di gestione tecnica, ma la ricerca si scontra con il vuoto assoluto. Dopo 366 giorni di Luciano Spalletti alla Continassa non c'è un'idea di gioco riconoscibile, manca la crescita dei singoli e, soprattutto, difetta quella tempra mentale che storicamente ha sempre contraddistinto i colori bianconeri. Il canovaccio tattico visto a Genova è stato l'emblema di un involucro vuoto: un 5-4-1 sterile, con nove uomini costantemente dietro la linea della palla e un isolamento offensivo che ha reso la manovra offensiva del tutto… inoffensiva. I gol subiti sono la conseguenza logica di una squadra che palleggia stancamente in orizzontale, per poi crollare al primo accenno di ripartenza avversaria, tradendo una fragilità tattica e psicologica disarmante. A rendere il quadro ancora più desolante ci ha pensato una gestione dei cambi nel secondo tempo a dir poco cervellotica. Modifiche e contromodifiche in sequenza rapida, sostituzioni che sembravano correggere errori appena commessi e mosse disperate — come la sostituzione di Alajbegovic, per poi tornare sui propri passi e inserire Boga — che non hanno minimamente scalfito l'inerzia di una gara già segnata. Quando la confusione regna sovrana in panchina, è inevitabile che si rifletta in modo amplificato sul rettangolo verde. Oggi, numeri alla mano, cullarsi nelle illusioni o aggrapparsi ai calcoli condizionati dai "sé" e dai "ma" non serve più a nulla. La media punti attuale racconta di una Juventus che non solo è lontana anni luce dalla lotta per la Champions League, ma rischia seriamente di scivolare ai margini persino della zona Conference. Continuare a predicare ottimismo di facciata di fronte a una squadra in totale balia degli eventi e priva di qualsiasi barlume di speranza suona come una presa in giro verso una tifoseria sfinita. I calciatori recitano senza dubbio il ruolo dei primi colpevoli di questo scempio, ma è evidente che la guida tecnica non è in grado di dare una scossa a un gruppo smarrito. Continuare su questa strada rischia di compromettere irreparabilmente non solo il presente, ma anche le basi del futuro. Servirebbe un'inversione di rotta drastica, perché la sensazione, sempre più dolorosa, è che si stia assistendo a un inesorabile anno di nulla.
McKennie: "Impensabile che la Juve abbia alti e bassi in questo modo"
McKennie: "Impensabile che la Juve abbia alti e bassi in questo modo"
Weston McKennie ha parlato ai microfoni di Sky dopo la sconfitta della sua Juventus sul campo del Genoa. Queste le parole del centrocampista americano nel post partita: "E' brutto da vedere ed è brutto anche da giocare. Noi dobbiamo correre di più, lottare di più, mettere più in campo e dimostrare maggiore sacrificio per i compagni. Alla fine puoi parlare di tutte le questioni tattiche che vuoi, però siamo undici giocatori in campo e la battaglia si combatte sul terreno di gioco. Oggi il Genoa ha fatto meglio di noi e non si discute sopra. Io provo a parlare dentro lo spogliatoio per mettere energia, per fare di più. Quando poi vai in campo, però, non esiste più parlare: dobbiamo semplicemente fare, ognuno di noi". Se la tattica conta o meno sulle prestazioni: "No, per me non c'entra niente. Alla fine, come ho detto prima, siamo undici giocatori in campo. La tattica aiuta, però fare cinque o dieci metri in più fa la differenza, non è la tattica. Serve cattiveria per chiudere le partite, per concludere le azioni, per correre all'indietro, per lottare per il tuo compagno. Oggi ci è mancata l'aggressività sotto ogni punto di vista. È questo che dobbiamo fare: semplicemente fare di più, perché siamo la Juventus e non è accettabile che la Juventus scenda in campo e abbia questi alti e bassi. La Juventus è un club con una grande storia e tante vittorie. Dobbiamo tornare a vincere con maggiore continuità e dare di più in campo per noi ma sopratutto per i nostri tifosi".
Spalletti: "Chiediamo scusa ai tifosi. Sulla prestazione in campo..."
Spalletti: "Chiediamo scusa ai tifosi. Sulla prestazione in campo..."
Luciano Spalletti è intervenuto ai microfoni di DAZN analizzando la sconfitta della sua Juventus per 2-0 sul campo del Genoa. Queste le parole del tecnico toscano: "Innanzitutto ci tengo a chiedere scusa ai tifosi per la prestazione. A caldo tutto ciò che si dice può risultare sbagliato quindi bisogna fare attenzione a parlare prima di mettere a fuoco la situazione. Non siamo mai riusciti a trovare l'equilibrio per andare ad aggredire al Genoa, inoltre non abbiamo fatto niente per concretizzare ciò che abbiamo creato. Si fa fatica a valutare il livello di forma, forza e contrasto sulle varie fasi di gioco perchè stasera abbiamo perso in qualsiasi zona del campo e questa cosa prima o poi va capita perchè altrimenti dal punto di vista fisica si rimarrà sempre indietro". Sull'approccio alla gara: "Alla fine si, davanti ad una prestazione del genere, con un approccio alla gara pessimo, viene fuori che la Juve stasera ha messo poco di tutto, ma è vero. Ciò che rimane da capire è se questi giocatori possiedono questo tutto, perchè ad ora non è sicuro e bisognerebbe fare dei pasi indietro profondi per spiegare la situazione attuale. Oggettivamente si è visto poca roba. E' da inizio anno che vanno così le cose ma ora non resta più tempo per lavorarci sopra". In vista di Juve-Napoli: "Vivrò l'avvicinamento alla partita come sempre, con grande emozione e senso di umanità, bellezza e piacere verso un luogo e una città a cui devo tanto. Ciò che mi preoccupa è che si sta facendo fatica a far capire a certi soggetti che strada ha preso il calcio adesso. Che vada bene o no, prima del gioco e dei gol, nel calcio di oggi, devi vincere i duelli e gli assalti. Noi quando si ripropone in allenamento facciamo fatica a raggiungere il livello di aggressività che poi si trovano in partita, specie quando si affrontano squadre che giocano una volta la settimana. Servirà fare molti step in avanti perchè il Napoli è una squadra forte, ad oggi sono preoccupato".
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