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PodcastIl centravanti ideale per la Juve è Icardi: pro e contro dell'argentino
Icardi alla Juve è un po' come la celebre favola di Esopo, in cui un giovane pastore per gioco grida “al lupo, al lupo”, fino a quando l'animale arriva davvero. L'attaccante argentino da diversi anni è accostato ai bianconeri, alla fine l'affare non è mai decollato. La situazione attuale delle due parti rende vive le voci su questa ipotesi. Il giocatore è svincolato ed è a caccia di una nuova sistemazione, i bianconeri hanno seri problemi in fase realizzativa e cercano un vero nove, capace di trasformare in gol le occasioni create dalla squadra. Hanno enormi difficoltà a farlo Kolo Muani e Woltemade, entrambi con caratteristiche diverse. La squadra di Spalletti ha il quattordicesimo attacco del campionato, con 13 reti, meno della metà della Roma, in vetta a questa speciale classifica con 28. Soprattutto in una stagione in cui si segna molto, la Juve deve invertire la rotta se vuole sperare nella zona Champions League.
La vena realizzativa di Icardi è un pro rispetto alle esigenze della Juve. Nell'ultima stagione con il Galatasaray, il trentatreenne di Rosario ha totalizzato 16 gol in 47 presenze, 19 reti la media nell'intero quadriennio turco. Niente male, anche se la Super Lig non è un campionato top. Ci sono però anche dei contro su questo giocatore. Intanto il fattore economico. Nel club di Istanbul ha percepito 9 milioni netti l'anno. Insostenibili per le casse e la politica societaria dei bianconeri. Nel caso, dovrebbe abbassare le pretese. L'altro aspetto è di natura caratteriale. O meglio, c'è qualche timore possa essere un elemento nocivo per gli equilibri dello spogliatoio. A proposito, Icardi fu allenato da Spalletti all'Inter, di cui era capitano. Tra i due ci furono attriti, ma parliamo di altri tempi. Certe cose si possono sistemare, per reciproca convenienza e soprattutto per il bene della squadra. Al momento siamo nel perimetro di ragionamenti e ipotesi. Icardi alla Juve resta una favola stile Esopo. Le vie del mercato però sono infinite e chissà, magari il lupo un giorno può arrivare per davvero.
Spalletti più tranquillo, ma non sono ammessi passi indietro
Luciano Spalletti sta sicuramente vivendo qualche giorno più tranquillo dopo l’altissima pressione scatenatasi nelle ultime settimane. La vittoria contro il Napoli ha ridato i tre punti e un po’ di serenità all’ambiente Juve, poi ieri ci ha pensato Giovanni Carnevali a levare le altre castagne dal fuoco. L’amministratore delegato bianconero, davanti all’Assemblea degli azionisti (sua prima apparizione in questo contesto), ha ricordato che la Juventus è ben lontana dal vincere e di conseguenza al momento non ci sono obiettivi alti a breve termine. Inoltre, lo stesso ad ha tenuto a precisare che l’allenatore è Spalletti e che è sostenuto da tutti nell’ambiente.
Fine dei giochi? Manco per scherzo, perché tutti siamo legati ai risultati, nella vita di tutti i giorni, non solo nello sport e nell’attività lavorativa in genere. È chiaro che Carnevali abbia fatto un quadro realistico quanto per certi versi impietoso della situazione Juve, con la mannaia dell’UEFA dietro al collo e le difficoltà a risalire la china dopo anni di errori in serie, ma non significa di certo che si accetta qualsiasi cosa. I tifosi sono tornati a sostenere la squadra dopo la vittoria col Napoli, ma nel prepartita e durante il match stesso non hanno usato mezzi termini per mettere giocatori e allenatore di fronte alle loro responsabilità.
Una rondine non fa primavera, una vittoria in un match tanto importante, non fa di certo una stagione. Almeno non alla Juventus. La situazione in Europa League è ottima dopo due vittorie e un pareggio, cosa che consentirà di affrontare la trasferta olandese con poca pressione e meno pensieri. Discorso diverso riguarda il campionato, in cui la Juve è già incappata in 1 pareggio e 3 sconfitte in 10 gare. Uno score che va invertito perché la media punti non è da Champions League, anzi visto che le altre davanti hanno un ritmo forsennato, il rischio è quello di rimanere proprio fuori dall’Europa. A meno che non si vinca appunto la coppa che si gioca quest’anno.
Insomma, la gara importante sarà la trasferta con la Fiorentina in programma domenica. È lì che la Juventus non potrà più sbagliare e di conseguenza, fischiettare o trastullarsi oggi non serve a nulla. Serve mantenere alta l’attenzione e la tensione per fare una buona partita con l’AZ Alkmaar in modo da arrivare in condizioni mentali ottimali a Firenze. E poi conterà anche l’aspetto atletico: con pochi giocatori a disposizione bisognerà dosare le energie e rientrare a Torino venerdì con tanto ancora da spendere. Insomma, bene la ritrovata serenità, ma che non si trasformi per l’ennesima volta in leggerezza e distrazioni.
Champions League, Como da impazzire: 9-1 al Lens! Napoli travolto 4-1 dal Porto
Serata dai due volti per il calcio italiano nella quarta giornata di Champions League. Da una parte l'impresa clamorosa del Como, che espugna il campo del Lens con un incredibile 9-1 e si prende addirittura il quarto posto nella classifica unica con 9 punti. Dall'altra il pesante ko del Napoli, sconfitto 4-1 dal Porto in Portogallo.
La squadra di Allegri incassa un'altra battuta d'arresto dopo la sconfitta in campionato contro la Juventus a Torino. Gli azzurri erano riusciti a chiudere il primo tempo sull'1-1 grazie alla rete di McTominay al 43', dopo il vantaggio portoghese firmato da Bednarek. Nella ripresa, però, il Porto dilaga: Veiga al 71', Kiwior all'80' e Samu all'89' fissano il risultato sul 4-1. Per il Napoli, fermo a 3 punti, anche la classifica europea comincia a farsi complicata.
La serata consegna invece alla storia il Como di Fabregas, protagonista di una goleada incredibile in Francia. Douvikas apre le marcature al 7' e raddoppia al 32', prima del tris di Paz al 40'. Nella ripresa i lombardi dilagano con Da Cunha, Kempf, ancora Douvikas, Liberali, Baturina e Papaccioli. L'unica rete del Lens porta la firma di Aguilar al 65'. Un 9-1 clamoroso, con il Como che sale a quota 9 punti e si ritrova al quarto posto della graduatoria generale.
Un bilancio contrastante per le italiane: ieri l'Inter aveva vinto 3-0 in trasferta contro il Feyenoord, mentre la Roma era stata sconfitta 3-2 dal Manchester United. Il Como si prende la scena, il Napoli invece deve fare i conti con una situazione europea sempre più difficile.
4 novembre 2014, Juventus-Olympiacos 3-2: rimonta in 46 secondi, Pogba firma la notte europea
Accadde oggi, 4 novembre 2014. Una serata europea da ricordare per la Juventus, capace di ribaltare una partita che sembrava ormai compromessa e di conquistare una vittoria fondamentale nella corsa alla qualificazione agli ottavi di Champions League. Allo Juventus Stadium, contro l'Olympiacos, i bianconeri vanno in vantaggio, subiscono la rimonta greca e si ritrovano sotto 1-2 nella ripresa. Poi, nel giro di appena un minuto, trovano due gol e completano una rimonta che vale il definitivo 3-2.
Pirlo sblocca, Botia risponde subito. La squadra di Massimiliano Allegri parte con determinazione e al 21' trova il vantaggio con una specialità della casa: Andrea Pirlo si presenta su un calcio di punizione e disegna una traiettoria perfetta, spedendo il pallone in rete. Per il centrocampista è una serata speciale anche perché raggiunge le 100 presenze nelle competizioni UEFA per club. La gioia juventina, però, dura pochissimo: al 24', sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Domínguez, Alberto Botia svetta di testa e firma l'1-1.
L'Olympiacos passa in vantaggio, Llorente riaccende la Juve. Nella ripresa la formazione greca trova il sorpasso al 61': su un cross di Giannis Maniatis, Delvin N'Dinga anticipa la difesa juventina e di testa indirizza il pallone sotto l'incrocio, battendo Buffon. Allegri inserisce Fernando Llorente al posto di Morata e proprio lo spagnolo diventa decisivo. Al 65' colpisce di testa, il pallone sbatte sul palo, rimbalza sul portiere Roberto e termina in rete. Il tabellino registra l'autorete dell'estremo difensore greco, ma l'azione nasce dalla conclusione di Llorente.
Pogba completa la rimonta in meno di un minuto. La Juventus non si accontenta del pareggio e riparte immediatamente all'attacco. Al 66', appena dopo il 2-2, Paul Pogba riceve al limite dell'area, si sistema il pallone e lascia partire un potente destro che supera Roberto. In appena 46 secondi i bianconeri passano dallo svantaggio al vantaggio, facendo esplodere lo Juventus Stadium. Nel recupero c'è ancora spazio per un brivido: l'arbitro concede un calcio di rigore alla Juventus, ma Arturo Vidal si fa respingere la conclusione da Roberto.
Tre punti fondamentali per la qualificazione. Il 3-2 consente alla Juventus di raggiungere l'Olympiacos a quota sei punti nel Gruppo A, riaprendo la corsa verso gli ottavi dopo le sconfitte contro l'Atlético Madrid e la stessa formazione greca nella gara d'andata. Una vittoria costruita con carattere, qualità e una reazione straordinaria: quella notte Pirlo, Llorente e Pogba regalano ai tifosi bianconeri una rimonta europea destinata a restare nella memoria.
Juve, Spalletti non dimentica il passato: il messaggio dopo la fiducia della società
Le parole pronunciate da Luciano Spalletti nella conferenza stampa alla vigilia della sfida di Europa League contro l'AZ Alkmaar meritano una riflessione che va oltre la semplice presentazione della partita. Perché, tra le considerazioni sulle assenze, le scelte di formazione e la fiducia ritrovata dopo il successo contro il Napoli, il tecnico bianconero ha toccato un tema particolarmente delicato: il rapporto tra allenatore, squadra e dirigenza.
In particolare, colpisce il passaggio dedicato ai calciatori, abituati negli ultimi anni a vedere cambiare diversi allenatori. Una frase che non sembra casuale e che, probabilmente, rappresenta uno dei messaggi più significativi dell'intera conferenza. «Qui i calciatori sono stati abituati a veder andare via gli allenatori», ha spiegato Spalletti, sottolineando poi quanto sia diventato fondamentale che ognuno si assuma le proprie responsabilità.
Il passato della Juventus e la necessità di cambiare mentalità
Non è un mistero che la Juventus abbia attraversato negli ultimi anni una fase di grande instabilità tecnica. Da Massimiliano Allegri a Thiago Motta, passando per Igor Tudor, fino all'attuale gestione di Spalletti, la panchina bianconera è diventata spesso il primo punto sul quale intervenire quando i risultati non hanno rispettato le aspettative.
Cambiare allenatore, in alcune circostanze, può essere una scelta necessaria. Ma quando il problema si ripresenta con tecnici diversi e con gruppi di giocatori che nel frattempo sono cambiati in maniera significativa, diventa inevitabile interrogarsi anche su altri aspetti. È proprio questo il senso delle parole di Spalletti: i calciatori non possono continuare a vivere le difficoltà come se la soluzione dovesse arrivare necessariamente da un nuovo allenatore.
Il successo contro il Napoli ha mostrato una squadra diversa sotto il profilo dell'atteggiamento, della partecipazione e della disponibilità al sacrificio. I giocatori si sono aiutati, hanno lottato e hanno dimostrato di voler uscire da un momento complicato. Lo stesso Spalletti ha riconosciuto che, nell'ultima partita, i suoi ragazzi si sono aiutati da soli. Una risposta importante, ma ancora tutta da confermare.
Il ringraziamento alla dirigenza è anche una richiesta di continuità
Un altro passaggio significativo riguarda il rapporto con la nuova dirigenza. Spalletti ha voluto ringraziare apertamente l'amministratore delegato Carnevali, Massara e Ottolini, riconoscendo quanto sia importante sentire la vicinanza e la fiducia della società. Le parole pronunciate da Carnevali in occasione dell'Assemblea degli azionisti hanno rappresentato un segnale positivo per l'allenatore, che ha ammesso di averne ricavato ulteriore forza anche nel rapporto con la squadra.
Ma dietro questo ringraziamento potrebbe esserci anche un messaggio più ampio. La fiducia nei confronti di un allenatore non può essere soltanto una dichiarazione di circostanza, pronunciata dopo una vittoria importante. Deve tradursi in una linea societaria chiara, capace di mantenere la propria direzione anche quando arriveranno inevitabilmente nuove difficoltà.
Spalletti ha bisogno di sentire la società al proprio fianco, soprattutto in un ambiente che negli ultimi anni ha visto cambiare più volte la guida tecnica. E la Juventus, se davvero vuole costruire qualcosa di diverso, deve evitare di ricadere nel meccanismo che ha caratterizzato le ultime stagioni: risultati negativi, tensioni, dubbi sull'allenatore e ripartenza da zero.
AZ Alkmaar e Fiorentina: due trasferte per capire se la svolta è reale
Naturalmente, la fiducia non può prescindere dai risultati. La vittoria contro il Napoli ha restituito entusiasmo e convinzione, ma non basta da sola a certificare che la Juventus abbia finalmente imboccato la strada giusta. Le prossime due partite rappresentano un passaggio molto importante per capire se quella vista contro gli azzurri sia stata una reazione isolata oppure l'inizio di un cambiamento più profondo.
Prima ci sarà la trasferta in Olanda contro l'AZ Alkmaar, un appuntamento europeo nel quale la Juventus dovrà confermare l'atteggiamento mostrato in campionato. Successivamente arriverà la sfida di Firenze contro la Fiorentina, una partita sempre particolare, in uno stadio e in un ambiente che rendono la trasferta tradizionalmente complicata.
Due impegni lontano da Torino, dunque, che metteranno alla prova la tenuta mentale del gruppo. Perché è proprio quando le difficoltà aumentano che si misura la solidità di una squadra e la convinzione in un percorso. Se la Juventus riuscirà a dare continuità alla prestazione contro il Napoli, allora il successo contro gli azzurri potrà davvero rappresentare un punto di ripartenza.
Al contrario, due risultati negativi rischierebbero di riportare la squadra nel vortice delle incertezze, riaprendo inevitabilmente anche le discussioni sulla posizione di Spalletti. Ed è proprio questo che la Juventus deve cercare di evitare: non si può continuare a ripartire ogni volta da capo.
Adesso la responsabilità è di tutti
Il messaggio di Spalletti, in definitiva, sembra rivolto a tutto l'ambiente bianconero. Ai giocatori, ai quali viene chiesto di non considerare il cambio dell'allenatore come una possibile via d'uscita dalle difficoltà. Alla società, che ha dimostrato vicinanza al tecnico e che ora dovrà confermare questa posizione anche nei momenti meno favorevoli. E allo stesso allenatore, chiamato a trasformare la fiducia ricevuta in risultati e prestazioni convincenti.
Il ringraziamento a Carnevali, Massara e Ottolini è sincero, ma non è soltanto una questione di rapporti personali. Spalletti sembra chiedere alla Juventus una stabilità che negli ultimi anni è mancata, una società capace di sostenere il proprio progetto senza lasciarsi condizionare da ogni passaggio a vuoto. Perché il successo contro il Napoli può aver restituito fiducia, ma la vera svolta arriverà soltanto attraverso la continuità.
La Juventus ha davanti due trasferte impegnative per dimostrare di aver imboccato la strada giusta. E questa volta, al di là di chi siede in panchina, la responsabilità non potrà essere scaricata soltanto sull'allenatore.
PodcastMartorelli a RBN: “Juventus, la vittoria sul Napoli non deve illudere. Icardi? Negli ultimi anni…”
Il procuratore Giocondo Martorelli ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Bianconera. Questo il suo bilancio sulla situazione attuale della Juventus, fatto in diretta nel corso della trasmissione Fuori di Juve:
SUL MOMENTO
"La situazione a Torino è un po' da decifrare. I bilanci sono pesanti e gravosi, abbiamo visto quanto è stato problematico fare un mercato per dare a Spalletti dei giocatori importanti. Aver preso un attaccante in prestito negli ultimi giorni di mercato la dice lunga. In questi momenti bisogna essere prudenti e centrare gli obiettivi, come quello della Champions, che è fondamentale. E non possono mancare questi per poter sperare di fare un mercato importante, soprattutto a giugno. Carnevali è persona seria, competente, equilibrata, dovrà guardarsi bene dal non commettere errori commessi in passato. Se non hai continuità di risultati e rubare punti a chi ti sta davanti, l'obiettivo lo manchi. E' ovvio questo. Non deve illudere la vittoria sul Napoli. E' vero che anche la Juve ha tanti giocatori fuori, ma le assenze del Napoli sono state altrettanto importanti e pesanti. La Juve ha almeno degli esterni che ti hanno risolto la partita, il Napoli non ce li ha proprio. E mancava anche Hojlund. Non è stata poi una Juve dominante che fa sperare che tutto è risolto. La Juve ha fatto meglio, ha meritato, ma deve ancora migliorare molto, perché incontrerà altre squadre forti. C'è la Lazio lì davanti, il Milan sta ritrovando autostima. Ripeto, serve continuità e speriamo che Spalletti, che le sta provando tutte, trovi un equilibrio tattico. Non gli si può rimproverare nulla. Poi non so se il mercato di gennaio possa consegnargli qualche giocatore importante".
ATTACCO E MERCATO
"Bisognerebbe sapere la realtà delle cose, nel senso che chi ha voluto a tutti i costi Kolo Muani? E' stata una spesa importante, è stata la società o Spalletti? Io non so ancora chi lo ha voluto. Con quella cifra forse potevi cercare altro. Però c'è tempo e modo per poter intervenire ora. Icardi? Onestamente negli ultimi anni non ha dimostrato continuità. Da fare da titolare alla Juve e che possa darti una mano è difficile pensarlo. Magari come alternativa ok, se sta bene, ma io dirigente della Juve punterei non su Icardi".
Il talento Kroupi si mette in mostra con il Bournemouth. Alla Juventus piace, ma c’è concorrenza
Continua a far parlare di sé Eli Junior Kroupi, talento offensivo del Bournemouth classe 2006. Il francese è esploso definitivamente nelle ultime due stagioni, prima con il Lorient in Ligue 2 (22 gol) e poi proprio con i rossoneri in Premier League (13 gol). Quest'anno purtroppo invece lo si è visto con il contagocce per via di un infortunio al piede, ma questo non ha di certo fatto desistere le contenendi.
Come riportato da TuttoJuve la Juventus lo avrebbe inserito nella lista dei desideri, per quanto la concorrenza faccia paura. Bayern Monaco, Barcellona, Paris Saint-Germain, Arsenal, Manchester United e Liverpol sarebbero tutte sulle sue tracce. Delle competitor da nulla insomma...
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