Il sottile filo tra rimpianti e soddisfazione, ma una cosa è certa: la Juve sta tornando...
La piacevole sensazione di una Juventus finalmente tornata ad essere squadra, l’amaro rimpianto per una partita che con un pizzico in più di precisione e cinismo poteva essere vinta. La sfida di Bergamo sta tutta qui, in un doppio sentimento che regala però tanti spunti da mettere sotto la lente di ingrandimento.
Serviva una prova del nove per capire meglio la dimensione della nuova Juventus, e questa è arrivata. Ci sono dettagli da migliorare, e particolari da limare, ma la strada intrapresa è quella giusta. Vlahovic ha dato maggiore sicurezza, Dybala e Morata si sentono più liberi di esprimersi e il risultato è quello messo in mostra contro l’Atalanta, occasioni, tiri in porta e testa sempre alta.
Vero, ad oggi gli uomini di Allegri non sono riusciti a vincere neppure uno scontro diretto, ma basta analizzare le due sfide ravvicinate con Milan e Atalanta per cogliere una netta differenza: a San Siro pur non rischiando mai, la partita terminò con nessun tiro in porta, a Bergamo soltanto la bravura di Sportiello e qualche errore di troppo in fase di finalizzazione hanno salvato la squadra di Gasperini. E’ cambiato l’atteggiamento, sono cambiate le sicurezze ed è nettamente aumentata l’autostima. Troppo tardi per sognare lo scudetto, in tempo però per centrare l’obbiettivo del quarto posto e anticipare tutti nella costruzione della squadra che verrà.
Non dobbiamo dimenticare che l’innesto di Vlahovic e Zakaria è arrivato nel bel mezzo di un faticoso ma costante percorso di crescita che ha portato la Juve dal disastroso inizio di campionato a risalire piano piano la china. Sfruttando anche un calendario che adesso si farà leggermente più morbido, gli uomini di Allegri hanno l’obbligo di dare una sterzata alla classifica, considerando il fatto che virtualmente l’Atalanta oggi è ancora un punto avanti. Febbraio ci porterà al ritorno della Champions, anche qui con un preciso obbiettivo, superare l’ostacolo degli ottavi di finale, diventato da due anni quasi insormontabile.
Dialogando quotidianamente con i tifosi su Radio Bianconera, la sensazione è quella che sia tornata la voglia di “vedere” la Juve ( che in realtà non dovrebbe passare mai….), ancora con i suoi difetti, ancora con i suoi problemi, ma con una fiducia e una serenità rinnovata.
L’ambiente interno è cambiato: meraviglioso il bacio alla maglia di Danilo, giocatore forse troppo poco apprezzato, e dopo un paio di anni di sbandamento, seppur con fatica, possiamo dire che la Juventus sta tornando. E lo si nota anche nelle reazioni degli avversari: sul filo del patetico il direttore generale dell’Atalanta Marino, degno rappresentante di un mondo “ anti” che torna ad aver paura.Il dirigente dell'Atalanta ha mostrato nel suo delirante intervento, tutta l'arroganza e la presunzione di chi vuole riaprire il circo dei perdenti, il solito ritornello degli arbitri, storia ormai vecchia e fuori moda. E peccato, che il sig. Marino si sia clamorosamente dimenticato di sottolineare la mancata espulsione del suo esterno sinistro e della sistematica caccia all'uomo messa in atto dai Gasperini boys..
La ricreazione sta per finire, il segnale ai naviganti è arrivato forte e chiaro..
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