Le incognite per la Juve di Spalletti e un avversario: se stessa
La Juve di Spalletti volerà a Cagliari con diversi dubbi nelle sue valigie. Intanto quelli legati ai giocatori di ritorno dalle Nazionali, tanto più dopo una pausa lunga tre settimane. Tutto sommato buono. C'era qualche timore per Alajbegovic, ma nessuna lesione per il giovane bosniaco, quindi sarà abile e arruolato. Da valutare i sudamericani Lucumi e Nico Gonzalez. Cabal è tornato ad allenarsi in gruppo il lungo periodo di stop, probabile sarà convocati per la trasferta in Sardegna. Ci sono inoltre incognite di altra natura. Restando ai singoli, Cambiaso dovrà dirci cosa vorrà fare da grande, necessaria una sterzata rispetto all'ultima stagione, altrimenti meglio cambiare aria. Qualcuno parla di un impiego diverso a quello di terzino sinistro, molto dipenderà dalla scelta tattica di Spalletti.
E qui arriviamo alla voce modulo. Contro l'Atalanta Spalletti, contrario a connotarli con i nuneri, ne ha cambiati almeno due. Il tecnico della Juve predilige il 4-2-3-1, anche se la squadra ha mostrato difficoltà nel sopportarlo. L'impiego di Sarr al fianco di Douglas Luiz potrebbe favorire questo vestito tattico, fermo resdando che Spalletti sta facendo della fluidità una delle sue armi, in questo caso a centrocampo ci sarebbe il 2+1. Resta un'opzione valida la difesa a tre, con quattro elementi sulla linea mediana e due dietro la punta. A proposito, Kolo Muani deve dare una svolta realizzativa alla sua avventura bis nella Juve. Lucio ci sta lavorando. Meno con Woltemade: il tedesco potrebbe salutare a gennaio.
Infine la Juve deve assolutamente avere continuità e mentalità, due sostantivi strettamente connessi. La prima si lega al successo pre sosta contro l'Atalanta, vinta con una buona prestazione, test certamente più probante rispetto ai mediocri olandesi del NEC. Per farla breve, bisogna espugnare il campo del Cagliari, anche per recuperare i punti persi in casa del Sassuolo. Nella passata stagione, una delle criticità è stata proprio la mancanza di continuità, fatale per non qualificarsi in Champions League. Fa rima con questa parola, come detto, mentalità. Bisogna ritrovare quella di un tempo, attraverso cui i bianconeri hanno costruito tanti trionfi. Spalletti dovrà lavorare anche nella testa dei giocatori che però devono rispondere alle sollecitazioni. Dipende da loro. Spesso la Juve dà l'impressione di essere avversaria di se stessa. Questione di testa, appunto. E' tempo di voltare pagina.
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