L’ambizione di centrare tutti gli obiettivi
Diversivo, distrazione, fantasia, cambiamenti… ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo. Il discorso di Allegri sugli obiettivi è stato significativo, completamente diverso da quelli che ostentava timidamente l’anno passato, portandoci oggi a fantasticare su ottime basi reali. Il livornese parte deciso, è la sua Juventus, non più quella ereditata senza beneficio d’inventario lo scorso anno e così esclama: “La Juventus come sempre (eh… l’anno scorso purtroppo no! n.d.a.) parte per centrare tutti gli obiettivi, quest’estate sono arrivati giocatori importanti, alcuni d’esperienza e altri giovani, inoltre è il secondo anno quindi partiamo già da una buona base. Dopo essere rimasti un anno senza trofei, per la prima volta in dieci anni, abbiamo il dovere di vincere lo scudetto”.
Gli ostacoli certo ci saranno, come è giusto che ci siano nello sport, ma non dimentichiamoci che sono proprio quelle cose spaventose che si vedono maggiormente quando si distolgono gli occhi dall’obiettivo prefissato. L’importanza del verbo “centrare” è fondamentale; una dozzina di mesi fa si usava molto spesso il verbo “puntare”, dal significato molto meno vincente e ambizioso. Già l’ambizione, quella che forse è mancata in questo anno sabbatico trascorso paludosamente.
Chissà perché spesso si prende a considerare ambizione una brutta parola: colpevole è chi desidera di più, spregevole scalatore sociale. E invece ben venga, ritorni la grandezza della Juventus, tenendo a mente che il successo non viene solo con la vittoria, ma anche dal desiderio di vincere. Che gli invidiosi facciano da sé. O che mandino a memoria i versi di una delle poesie più belle e “ambiziose” di sempre, Itaca di Konstantinos Kavafis:
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
Siamo al mondo per guardare il cielo, non le punte dei nostri piedi, la Juventus di questa stagione partecipa ai tornei per vincerli tutti, non per aggrapparsi ad una magra qualificazione in Champions, semmai sperando nei risultati di altre squadre, tenendo – come si diceva un tempo – l’orecchio miseramente attaccato alla radiolina.
La Juventus quest’anno può far sognare i tifosi e scendere in campo con la consapevolezza della propria forza: è una squadra finalmente costruita e non ammassata, con scelte oculate e ponderate, senza accontentarsi di ciò che si aveva, considerando ciò che mancava e ciò che si aveva inutilmente in esubero. È stato fatto finalmente un lavoro di cesello degno del grande Cellini (sì, avete letto bene, non è un errore di battitura... mi riferisco al Benvenuto del '500, non al nostro ex capitano "americano"); manca qualche tassello (Milenkovic, Paredes, Zaniolo e la conferma di Morata) ma il tempo c’è: qualche mossa scacchistica in uscita (Rugani, Arthur, Ramsey, Kean) e il gioco è (sarebbe...) bello e fatto.
Il 24 luglio di novantanove anni fa, la famiglia Agnelli si legava alla Juventus con Edoardo, che avrebbe assunto la presidenza del club più glorioso d’Italia. Questa neo-nascente Juventus, nella stagione del centenario della proprietà, probabilmente non sarà una squadra poetica, disegnata con i colori dei piedi fatati di polvere stellata dei Sivori, Platini, Baggio, Zidane e Del Piero. È vero; ma sarà una grande squadra che giocherà un calcio in prosa, di una prosa poetica - come avrebbe declamato Pasolini -, da “elzeviro”, che di tanto in tanto Pogba, Di Maria, Chiesa, Cuadrado e Vlahović interromperanno la prosa e inventeranno lì per lì due versi folgoranti, e continueremo a sognare ambiziosamente per centrare tutti gli obiettivi che abbiamo lì di fronte, su quell’orizzonte tricolore.
Anzi, a ben guardare, se alziamo lo sguardo, riusciamo a scrutare anche una nuvoletta a forma di orecchie… di grandi orecchie…, non la vedete? Peccato, perché vi perdete il più bel passaggio figurato tra la terra e il cielo, quello che porta ai sogni, e senza sogni non si va lontano e per trionfare bisogna galoppare su prati infiniti!
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

