Quello stato di ansia che ci prende alla vigilia della Champions. Ecco perchè siamo orgogliosi di essere juventini

Quello stato di ansia che ci prende alla vigilia della Champions. Ecco perchè siamo orgogliosi di essere juventiniTUTTOmercatoWEB.com
martedì 15 marzo 2022, 16:45Editoriale
di Alessandro Santarelli

Capita anche a voi di sentire quel leggero senso di ansia che sale minuto dopo minuto, quando si avvicina il momento del “ dentro o fuori” in Champions? Incosciamente, nei giorni scorsi ho provato ad anestetizzare il tutto, allontanando la data della gara di ritorno, ma poi proprio durante una puntata di 2inbianconero sono tornato alla realtà: il giorno è arrivato.

Voglio essere chiaro: nessuna illusione, la Juve è lontana dalle big europee e dunque le possibilità di vittoria sono praticamente ridotte al lumicino, ma non c’è niente da fare, quando si avvicina il “giorno dei giorni” l’ansia sale, lo stomaco si contrae e in qualche modo non vedi l’ora di poter arrivare alle 21 in modo  da  vivere il momento e scaricare tutta l’adrenalina come se fossimo anche noi in campo.  Gli uomini di Allegri arrivano al Villareal sulla scia di 15 risultati utili consecutivi in campionato, frutto di 10 vittorie e 5 pareggi. Una striscia che ha permesso alla Juve di risalire la china e collocarsi saldamente al quarto posto, staccando l’Atalanta di 8 punti. E questo nonostante gli infortuni di cui in pochi sembrano ricordarsi.

In queste ore abbiamo scoperto, ad esempio, che l’Inter non può fare a meno di Brozovic. Bene, la Juve invece può fare a meno contemporaneamente di Chiesa, Chiellini, Bonucci, Zakaria, McKennie, Bernardeschi, Dybala, Alex Sandro Rugani e Kaio Jorge senza che nessuno dica niente.

Eppure la rimonta è arrivata in queste condizioni, con giocatori spremuti e in campo ogni tre giorni. La Juventus piano piano e passo dopo passo è diventata squadra, si è costruita una sua identità fino ad alimentare tanti rimpianti tra i tifosi. Se non ci fosse stato l’avvio pessimo, se non si fossero buttati via punti con Sassuolo e Venezia, tutte situazioni che ora avrebbero permesso ai bianconeri di giocarsi lo scudetto.

La realtà è invece diversa, ma ciò di cui dobbiamo essere fieri è che la Juve è tornata e che il futuro immediato consente nuovamente di tornare a sognare. Ecco perché non potrà essere solo la partita di domani sera, comunque vada, a far giudicare la stagione. E’ naturale che un’eventuale uscita riporterebbe a galla, oltre alla forte delusione, malumori polemiche e catastrofismi, ma occhio a non gettare tutto nel momento( che ci auguriamo di cuore non si debba vivere) della rabbia. Da gennaio in poi è stata tracciata una linea importante che tornerà a regalare grandi soddisfazioni ai tifosi.

Ma adesso dobbiamo stringerci tutti attorno alla squadra: dallo stadio, dove la speranza è che si possa far sentire il calore ai giocatori, all’ambiente che ama i colori bianconeri. E soprattutto dobbiamo essere fieri della nostra società. Certamente negli anni qualcosa è stato sbagliato, alcune scelte non ci sono piaciute, come è normale e logico che sia, ma ancora una volta la Juventus ha dimostrato di essere avanti a tutti. La missione per portare in salvo i profughi ucraini, con l’invio dei bus è stato qualcosa di unico. Vero, noi siamo abituati a presidenti che litigano fra loro per portare a casa il miglior presidente di Lega,a personaggi che adorano inquinare le acque per poi sguazzarci dentro. Siamo profondamente diversi, e questo al di la una partita vinta o una persa, ci deve sempre rendere orgogliosi e fieri di essere juventini