Quello stato di ansia che ci prende alla vigilia della Champions. Ecco perchè siamo orgogliosi di essere juventini
Capita anche a voi di sentire quel leggero senso di ansia che sale minuto dopo minuto, quando si avvicina il momento del “ dentro o fuori” in Champions? Incosciamente, nei giorni scorsi ho provato ad anestetizzare il tutto, allontanando la data della gara di ritorno, ma poi proprio durante una puntata di 2inbianconero sono tornato alla realtà: il giorno è arrivato.
Voglio essere chiaro: nessuna illusione, la Juve è lontana dalle big europee e dunque le possibilità di vittoria sono praticamente ridotte al lumicino, ma non c’è niente da fare, quando si avvicina il “giorno dei giorni” l’ansia sale, lo stomaco si contrae e in qualche modo non vedi l’ora di poter arrivare alle 21 in modo da vivere il momento e scaricare tutta l’adrenalina come se fossimo anche noi in campo. Gli uomini di Allegri arrivano al Villareal sulla scia di 15 risultati utili consecutivi in campionato, frutto di 10 vittorie e 5 pareggi. Una striscia che ha permesso alla Juve di risalire la china e collocarsi saldamente al quarto posto, staccando l’Atalanta di 8 punti. E questo nonostante gli infortuni di cui in pochi sembrano ricordarsi.
In queste ore abbiamo scoperto, ad esempio, che l’Inter non può fare a meno di Brozovic. Bene, la Juve invece può fare a meno contemporaneamente di Chiesa, Chiellini, Bonucci, Zakaria, McKennie, Bernardeschi, Dybala, Alex Sandro Rugani e Kaio Jorge senza che nessuno dica niente.
Eppure la rimonta è arrivata in queste condizioni, con giocatori spremuti e in campo ogni tre giorni. La Juventus piano piano e passo dopo passo è diventata squadra, si è costruita una sua identità fino ad alimentare tanti rimpianti tra i tifosi. Se non ci fosse stato l’avvio pessimo, se non si fossero buttati via punti con Sassuolo e Venezia, tutte situazioni che ora avrebbero permesso ai bianconeri di giocarsi lo scudetto.
La realtà è invece diversa, ma ciò di cui dobbiamo essere fieri è che la Juve è tornata e che il futuro immediato consente nuovamente di tornare a sognare. Ecco perché non potrà essere solo la partita di domani sera, comunque vada, a far giudicare la stagione. E’ naturale che un’eventuale uscita riporterebbe a galla, oltre alla forte delusione, malumori polemiche e catastrofismi, ma occhio a non gettare tutto nel momento( che ci auguriamo di cuore non si debba vivere) della rabbia. Da gennaio in poi è stata tracciata una linea importante che tornerà a regalare grandi soddisfazioni ai tifosi.
Ma adesso dobbiamo stringerci tutti attorno alla squadra: dallo stadio, dove la speranza è che si possa far sentire il calore ai giocatori, all’ambiente che ama i colori bianconeri. E soprattutto dobbiamo essere fieri della nostra società. Certamente negli anni qualcosa è stato sbagliato, alcune scelte non ci sono piaciute, come è normale e logico che sia, ma ancora una volta la Juventus ha dimostrato di essere avanti a tutti. La missione per portare in salvo i profughi ucraini, con l’invio dei bus è stato qualcosa di unico. Vero, noi siamo abituati a presidenti che litigano fra loro per portare a casa il miglior presidente di Lega,a personaggi che adorano inquinare le acque per poi sguazzarci dentro. Siamo profondamente diversi, e questo al di la una partita vinta o una persa, ci deve sempre rendere orgogliosi e fieri di essere juventini
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