Sarr tocca a te: il senegalese anima e cuore della Juve
Sarr o non Sarr il fulcro del centrocampo della Juve? Ci contano tutti: società, Spalletti, i tifosi e ovviamente il diretto interessato. Il giocatore è arrivato alla Continassa di fatto infortunato e tra una gara e l'altra, Nazionale compresa, pare abbia smaltito. Due le gare con il Senegal valide per la qualificazione alla Coppa d'Africa, mezz'ora in campo con il Mozambico, in panchina nella sfida con l'Etiopia, poi di nuovo impiegato in un'amichevole, questa volta per tutto il tempo. Rendimento buono e virtuale messaggio a Spalletti: “Mister, io ci sono”. Il tecnico non solo ha fiducia in Sarr, ha anche la necessità di schierarlo, visti gli infortuni di Locatelli e Thuram e, diciamola tutta, l'inaffidabilità di Koopmeiners.
La Juve dunque si aspetta il decollo di Sarr, qualche stagione fa Antonio Conte lo definì potenziale top. Oggi ha 24 anni e vuole dimostrare che l'allenatore leccese avesse ragione. Sarr è un elemento versatile. Qualcuno lo accosta a Matuidi. L'impressione sia più completo del francese. Pape Matar può agire davanti alla difesa o da mezz'ala. Veloce, buona tecnica e una peculiarità che sembrava sparita nella Juve: la verticalizzazione. Dunque supporto per Douglas Luiz se si gioca a due, comunque filtro per la difesa, ma anche mezzo per innescare i compagni del reparto offensivo. Della serie “anima e cuore”. Spalletti lo ha definito “cavallino di razza”. Domenica a Cagliari toccherà a lui. Salvo ripensamenti.
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