Juve vista Champions e solito frame scelto dal Var per annullare il gol
La Juve compie un passo importante verso la Champions League, malgrado il Var e con l'ormai atavica criticità: anche contro la Fiorentina un tempo buono, l'altro di sofferenza. Questa volta dominio nella prima frazione di gioco, ma arriva un solo gol, a fronte di tre annullati. Nella ripresa immancabile arretramento e fatica. Tanta, troppa. Santo Szczesny e Nzola negano il pari a Nico Gonzalez. Allegri ammette che la sua squadra non riesce a mantenere la determinazione per tutto il corso del match. Problema di testa? Probabile. Poi aggiunge: “Conta il risultato, ma lavoriamo per un gioco migliore”. Forse è tardi per pensare all'estetica, a sette giornate dalla fine del campionato. La classifica sorride. I bianconeri consolidano il terzo posto, con 4 punti di vantaggio sul Bologna e 7 rispetto alla Roma, addirittura 12 sull'Atalanta che però ha una gara in meno. Cominciano a farsi sentire le note della Champions. La quota giusta potrebbe essere tra i 68 e i 70. Dipende anche dal cammino delle altre.
Tornando ai tre gol annullati, sul terzo a firma di Vlahovic resta un forte dubbio. La posizione di McKennie sembrava regolare, salvo poi scoprire l'off side di qualche centimetro. Se ne parlerà poco perché è arrivata la vittoria, ma siamo ai soliti problemi legati alla scelta del frame in sala Var. Se guardiamo la linea tracciata la decisione dell'arbitro è giusta, ma chi ha selezionato il momento esatto in cui fermare l'azione può sbagliare, eccome. Emblematico l'audio del Var in Juve-Verona in occasione della rete negata a Kean: “Se vado indietro di un fotogramma è buono”. Quindi se vai avanti è fuorigioco? A questo punto i dubbi si trasformano in sospetti sull'inaffidabilità della tecnologia, considerando che alla fine decide l'uomo quale frame prendere in esame. Indovinare un fuorigioco di qualche centimetro è come una sorta di roulette russa. In questa stagione molto spesso ha punito la Juve.
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