Buon compleanno Mauro Camoranesi: il campione del mondo che scelse la Juve anche in Serie B compie Cinquanta anni

Buon compleanno Mauro Camoranesi: il campione del mondo che scelse la Juve anche in Serie B compie Cinquanta anniTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 22:10Accadde oggi
di Nerino Stravato

Accadde oggi, 4 ottobre 1976. A Tandil, in Argentina, nasce Mauro Germán Camoranesi, uno dei protagonisti della Juventus dei primi anni Duemila e campione del mondo con l'Italia nel 2006. Oggi, a cinquant'anni dalla sua nascita, il ricordo va a un giocatore che ha legato una parte importante della propria carriera alla maglia bianconera e che ha scritto una pagina speciale della storia juventina.

Dall'Argentina alla Juventus

Camoranesi arriva in Italia nel 2000, all'Hellas Verona, dopo le esperienze in Argentina, Uruguay e Messico. A Verona si mette subito in mostra e conquista la Juventus, che nell'estate del 2002 lo porta a Torino.

È l'inizio di otto stagioni in bianconero. Esterno di centrocampo di grande corsa, tecnica e personalità, Camoranesi diventa rapidamente un elemento fondamentale della squadra. Con la Juventus colleziona 288 presenze e 32 gol, numeri che lo inseriscono tra i giocatori più presenti della sua generazione bianconera.

La Juve al suo massimo

Il suo arrivo coincide con una delle Juventus più forti degli anni Duemila. Nella prima stagione, quella 2002-03, arriva subito lo Scudetto e la Juventus raggiunge anche la finale di Champions League contro il Milan. Poi arrivano gli anni di Fabio Capello, con Camoranesi stabilmente tra i protagonisti di una squadra costruita per vincere.

In quegli anni condivide lo spogliatoio con campioni come Buffon, Thuram, Nedved, Del Piero, Trezeguet e Ibrahimovic, diventando uno dei volti di quella Juventus che domina il calcio italiano e si presenta regolarmente ai massimi livelli in Europa.

Il 2006 cambia tutto

Poi arriva l'estate del 2006. Camoranesi è in Germania con la Nazionale italiana e conquista il Mondiale sotto la guida di Marcello Lippi. Da oriundo argentino diventa campione del mondo con la maglia azzurra, completando la consacrazione internazionale.

Poche settimane più tardi, però, la sua Juventus viene retrocessa in Serie B in seguito a Calciopoli. Molti protagonisti lasciano Torino. Camoranesi, invece, rimane.

La scelta di scendere in Serie B

È questo uno dei motivi per cui il suo nome occupa un posto particolare nella storia recente della Juventus. Da campione del mondo, Camoranesi sceglie di restare in bianconero e affrontare la Serie B, rinunciando a lasciare il club nel momento più difficile.

Nella stagione 2006-07 gioca 33 partite di campionato e realizza 4 gol, contribuendo alla straordinaria cavalcata della squadra di Didier Deschamps. La Juventus vince il campionato cadetto e torna immediatamente in Serie A.

È una stagione diversa da tutte le altre, ma forse proprio per questo ancora più significativa: Camoranesi non è soltanto uno dei campioni della grande Juventus degli anni precedenti, è anche uno di quelli che aiutano la società a rialzarsi dopo il momento più difficile.

Una delle 50 stelle bianconere

Camoranesi rimane alla Juventus fino al 2010, vivendo anche le prime stagioni della ricostruzione dopo il ritorno in Serie A. Il suo percorso si chiude con 288 presenze e 32 reti, prima dell'addio e del trasferimento allo Stoccarda.

Ma il suo legame con la Juventus va oltre i numeri. Nel 2014 il suo nome viene inserito dai tifosi tra le 50 stelle bianconere più importanti di sempre. Lo stesso Camoranesi ha definito la Juventus “la più bella esperienza” della propria carriera.

Oggi, nel giorno dei suoi 50 anni, il ricordo di Mauro Camoranesi è quindi quello di un campione che ha vissuto la Juventus nel suo momento più alto, ha conquistato il Mondiale 2006 e, quando tutto sembrava crollare, ha scelto di rimanere al suo posto e di ripartire dalla Serie B.

È anche per questo che Camoranesi è una delle figure che appartengono alla storia della Juventus: per i trofei, per le 288 partite in bianconero, per quel destro sulla fascia e per aver scelto di esserci quando la Juventus aveva più bisogno dei suoi campioni.