Nainggolan: "McKennie è il nuovo Radja. Spalletti alla Juve? Non è un colpo al cuore"
In un'intervista esclusiva rilasciata a La Gazzetta dello Sport, l'ex calciatore Radja Nainggolan ha confermato la sua scelta, quando era ancora in attività, di rifiutare la Juventus, della quale ha analizzato gli attuali pregi e difetti alla corte del suo ex allenatore Luciano Spalletti. Queste le dichiarazioni di Nainggolan:
"Se McKennie è il nuovo Radja? Sì. McKennie è uno che difende, attacca e gioca in mille ruoli.
Spalletti alla Juve? Non è un colpo al cuore, la carriera degli allenatori è diversa da quella dei giocatori. Spalletti è un mio papà del calcio, mi capiva come nessuno altro e mi ha migliorato. Parliamo di un allenatore top: la Juventus non era così bella e dominante dagli anni degli scudetti con Buffon, Barzagli, Bonucci e Chiellini. Alla faccia di chi dava del bollito a Luciano dopo l’addio dalla Nazionale. È un genio del calcio. Vede cose che altri nemmeno immaginano. Non ha la bacchetta magica, però tira fuori il meglio dai giocatori. Come si può essere stupiti di un tecnico che ha vinto lo scudetto a Napoli mostrando un gran calcio e senza esser favorito? Fossi la Juventus lo blinderei subito.
Quando l'ho fatto arrabbiare di più? In una partita contro il Torino. Primo tempo inguardabile, così all’intervallo Spalletti mi dice: “Ti vuoi svegliare”. E poi mi bagna la faccia e al 60′ mi sostituisce: non c’era verso.
Se sono pentito di aver rifiutato la Juve? Non rinnego nulla. Io volevo essere protagonista sempre e mi stimolava l’idea di provare a vincere lo scudetto contro la Juve.
La lotta scudetto? L’Inter resta la favorita, non solo perché è prima. Ma è un campionato equilibrato e livellato, tutti possono avere battute d’arresto. Quella di Spalletti è la miglior Juve degli ultimi anni, sta andando forte e vista la partenza con Tudor non c’è l’assillo del dover vincere a ogni costo. Se davanti perdono ancora qualche punto.
Se le manca un regista? No, c’è già Locatelli. Mi sembra manchi più uno Dzeko, un centravanti a cui appoggiarsi per sviluppare il gioco offensivo. David e Openda hanno sempre segnato in passato e sono ottimi attaccanti, però hanno altre caratteristiche e l’Italia resta il campionato più difficile per le punte. Io Edin lo prenderei sempre, anche ora. Mateta non lo conosco così bene, l’ho visto poche volte.
Quanto vale Yildiz? La domanda è un’altra: ma Ronaldo il Fenomeno quanto costerebbe oggi? Io 80 milioni".
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