Allegri, Del Piero e il decennio d'oro: la Juventus è troppo schiava del passato

Allegri, Del Piero e il decennio d'oro: la Juventus è troppo schiava del passatoTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 20 aprile 2022, 16:30Editoriale
di Vincenzo Marangio

La storia la scrive chi vince, ma chi vince non deve fare l'errore di fermarsi a leggerla. E invece è esattamente ciò che sta accadendo alla Juventus. Il decennio d'oro, impreziosito dai 9 scudetti di fila, oltre ad una manciata di coppe nazionali e due finali di Champions League (che non sono due trofei ma danno la percezione di quanto si fosse cresciuti), hanno disegnato, davanti al cammino della Juventus, un bivio: su una strada, il percorso avrebbe portato ad una crescita, appoggiandosi su quanto costruito, senza specchiarsi nella grande bellezza, senza guardarsi indietro come Orfeo che non deve guardare Euridice, assicurandosi di uscire dal pericolo di vanificare la crescita, e avvicinare i top club europei come fatturato e blasone; l'altra strada era una falsa discesa, fatta di terreno scosceso e ricco di trappole e specchi che mostrano una bellezza che porta fuori strada fin nel burrone della presunzione e di ricordi che non garantiscono il futuro.

Perché il passato è passato e non è replicabile. Il rinnovamento è necessario, ma senza perdere di vista la sostanza di cui si è fatti, e quindi senza correre il rischio di indossare un vestito che non rappresenterebbe la propria personalità. Cambiare da Allegri a Sarri un errore. Tornare ad Allegri, pensando che tornando al passato si cancellino gli errori di quando si è scelto di cambiare, può tramutarsi in un altro errore. Pensare di far tornare a casa con il ruolo di dirigente chi ha scritto quella storia sul campo e illudersi che basti a restituire lo spirito e l'identità di un tempo sarebbe ancora un errore. Insomma, tutto quello che si fa guardando indietro piuttosto che in avanti porta con sé il rischio di commettere uno sbaglio.

Personalmente ho sempre pensato, e in fondo ancora un pochino lo penso, che Allegri fosse la scelta giusta per riportare almeno la Juventus, come identità, a quando si è persa per cercare di cambiare troppo e troppo in fretta, ma ci sono stati più momenti di questa stagione che il tecnico livornese ha fatto vacillare la mia sensazione, la mia speranza. La gara contro il Bologna non è più soltanto un'occasione persa o un rischio scampato, ma è una riflessione più profonda che bisogna fare. Detto che gli alibi ci sono, e le assenze erano tante soprattutto a centrocampo dove dovrebbe battere il cuore e attivarsi il cervello di una squadra, bisogna uscire dall'errore delle giustificazioni che non ti aiutano ad inquadrare il vero problema, quello che rischia di non farti vincere andando oltre i limiti che tu stesso ti sei posto sul cammino. Si rischierebbe, affidandosi agli alibi, di fare come tutte le squadre che contro la Juventus, la vera Juventus, hanno perso la speranza.

Contro il Bologna non puoi non proporre nulla, non puoi pensare di aspettare anche una squadra già salva senza più obiettivi per poi provare a colpirla con le solite armi del contropiede, non puoi non imporre la tua voglia di vincere in una gara in cui non hai scelta contro una squadra che va spaventata e non incoraggiata. E non importa neanche che non hai i centrocampisti per farlo, perché Vlahovic Cuadrado, Morata e il 10% di Dybala dovrebbero bastarti. E invece si resta a guardare e ci si accende soltanto per disperazione al 91', in 11 contro 9, cambiando moduli in continuazione per disperazione e non per modulare la gara a proprio piacimento come in passato. Già, il passato. Quello che non torna e che non puoi riproporre soprattutto perché non hai quella qualità di giocatori. E se l'idea resta questa, mercoledì contro la Fiorentina si rischia di sbattere contro un muro molto pericoloso. 

E a proposito di passato che deve essere vissuto soltanto come un bel ricordo, l'arrivo di Del Piero allo stadio non deve portare a pensare che sia indizio di un ritorno in società, così come non si può pensare (e sicuramente non lo pensa neanche lui) che un Pinturicchio possa disegnare capolavori anche con una tastiera invece che con un pennello. Sarebbe l'ennesima volta in cui si commette un errore cercando la crescita nel passato. Adesso è necessario guardare avanti, proporre subito qualcosa di nuovo e di diverso. Già contro la Fiorentina, perché la finale va conquistata e poi giocata e se non vinci alla Juventus non hai fatto nulla.