Centrocampo Juve da restaurare non da azzerare
La semifinale di Coppa Italia ha restituito sprazzi di vera Juve. Come richiesto da tutti, osservatori e tifosi. I bianconeri battono la Viola e volano a Roma, dove si giocheranno l’ennesima finale di Coppa Italia conquistata, questa volta contro l’Inter. La gara con la Fiorentina ha mostrato dettagli interessanti soprattutto nella tanto vituperata linea mediana che, per i catastrofisti da social, sarebbe da azzerare e rivoluzionare in toto per il prossimo anno. Come sempre, in medio stat virtus, inutile enfatizzare il discorso con la richiesta del repulisti generale, ma qualcosa sul mercato estivo, in tal senso, andrà sicuramente fatto. Una gara non cambia il disegno e le valutazioni, ma contro la Fiorentina abbiamo osservato un centrocampo, anche con Danilo adattato e autorevole pedina poliedrica, che può fare bene anche grazie ai suoi interpreti e all’assortimento.
Rabiot è stato il migliore in campo, e si sta distinguendo per prestazioni buone nell’ultimo mese, a lui si chiedono continuità e capacità di essere incisivo nelle due fasi con qualche rete e assist: capiremo in sede di mercato, e molto dipenderà da eventuali offerte dall’estero. Ma se l’interno mancino transalpino dovesse continuare su questa strada, beh, sarebbe una piacevole scoperta e anche molto utile. Zakaria, anche complice uno stop fisico appena approdato a Torino, è tutto da scoprire, ma le sue peculiarità ormai appaiono chiare: dalla cintola in su si è dimostrato una mezzala di valore e inserimento, con un tiro secco che spesso inquadra la porta. Il classico interprete box to box. Va migliorato in interdizione e controllo palla, ma quando si estende, in corsa, sfoggia qualità fisiche di livello. Giocatore che sorprenderà, senza dimenticare gli apporti di qualità forniti da Locatelli e McKennie, ai box in questo momento.
Cosa manca davvero alla linea mediana juventina? Un facitore di gioco, un regista che detti i tempi e sia metronomo nei tocchi e nell’impostazione, una fonte organizzativa come Jorginho, che, come anticipato proprio qui, la dirigenza bianconera ha messo nel mirino da parecchio tempo. A livello numerico i giochi sarebbero fatti per la prossima stagione, con la partenza di Arthur e l’arrivo di Rovella, ma se si vuole alzare il tiro e il tessuto qualitativo, una mezzala mancina di grande peso specifico servirebbe: chi ha detto Pogba o Milinkovic Savic? Vedremo gli sviluppi delle trame di mercato a fine stagione, intanto un messaggio ormai appare chiaro, il centrocampo bianconero è sì da restaurare, da ritoccare in qualità ma non certamente da azzerare. Molte fiches della prossima costruzione funzionale del progetto passeranno attraverso questa zona di campo, imprescindibile per costruire un nuovo ciclo vincente. Mai come ora la dirigenza zebrata è chiamata a fare le scelte giuste.
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