De Ligt, i media, e la Juventus vittoriosa di Firenze
I media registrano ma non approfondiscono, o meglio evitano di farlo. Una vecchia solfa che ormai conosciamo, quasi a voler sminuire o ridimensionare un successo importante. Troppo comodo, troppo fuorviante, anche se lo stesso Allegri non si è mai appellato agli assenti; nessun alibi viene mai usato in casa Juve. Visto, però, l’eclatante numero di assenti contro i viola, almeno un rimando sarebbe stato d’obbligo per chi fa informazione. La Juventus ha vinto il primo round della semifinale di Coppa Italia, contro la Fiorentina, ma nessuno ha tenuto in conto i 10 assenti, una squadra intera, che sono rimasti ai box per problemi fisici. Sì, esattamente 10 perché, oltre ai nomi che ben conosciamo, Chiesa, Dybala, Chiellini, Bonucci, McKennie solo per citare alcuni titolarissimi, anche De Winter non era convocabile per una lussazione alla spalla, patita un mesetto fa.
La Juve sbanca il Franchi e lo fa con una prova difensiva buona e poco sofferta, imperniata sulla colonna portante del pacchetto arretrato: De Ligt è ormai diventato un cardine indispensabile per la retroguardia di Allegri. Sempre ben piazzato, tempista, ottimo nelle letture, muro invalicabile per gli avversari e roccia portante per i compagni. L’olandese fornisce sicurezze ad un reparto che era andato in sofferenza nelle ultime gare, se poi sbaglia qualche dettaglio di posizionamento come nell’occasione del gol del Villarreal, beh gli si può perdonare la svista. De Ligt rappresenta una montagna da scalare che disinnesca le punte avversarie, tranquillizza i colleghi di reparto, consentendo la crescita di rendimento dei compagni che gli giocano affianco: Danilo, già bravo di suo, ha disputato una prova di grandissimo livello, mantenendo freddezza e calma quando gli avanti viola provavano il pressing alto. Cosa accaduta spesso, soprattutto nel primo tempo.
Va sottolineata anche la prova gagliarda di Arthur, efficace in tutto, compresa l’interdizione. Il difensore olandese è una pedina che deve rappresentare il presente e il futuro di una Juventus tetragona che si sta ricostruendo, anche le sue dichiarazioni, di un paio di giorni orsono, hanno fatto balenare l’intenzione ferma di rimanere in bianconero. Convinto, e questo lo aggiungo io, dalla bontà del progetto e dall’arrivo di campioni, Vlahovic in testa. Per rapporti nello spogliatoio, leadership, personalità, efficacia e maturazione tattica, De Ligt ormai rappresenta un pilastro inamovibile di questa Juventus, servirà blindarlo nei prossimi mesi, perché c’è l'assoluta necessità di una sua conferma per l’avvio di un nuovo ciclo vincente. Poi se i media continueranno a snobbare la vittoria della Juve a Firenze, giudicandola solo frutto di un autogol, prima o poi si accorgeranno della striscia positiva bianconera, che dura dal 27 novembre scorso, nei prossimi mesi di stagione. La Juve c’è, piaccia o non piaccia, gioco o non gioco, e risponde presente anche senza poter contare su 10 assenti che, in ogni altra squadra, farebbero la differenza.
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