Del Piero allo Stadium per Juve-Bologna si sarà divertito?
Cosa avrà pensato Alex Del Piero dopo aver visto con i suoi occhi, per la prima volta allo Stadium dopo l'addio al calcio di dieci anni fa, la sua Juventus offrire una delle prestazioni meno brillanti dell'anno? Alex non è uno sprovveduto e avrà intuito le vere cause che hanno limitato le ambizioni e che Allegri, e un campionato modesto, stanno riuscendo a tenere parzialmente nascoste. A partire da un “dieci” che non rende alla pari, un centrocampo che con tutte quelle defezioni non può reggere un tridente puro e una difesa “difendibile” solo con tutti i migliori attori in campo.
La battuta d'arresto con l'Inter ha poi fatto fare un salto all'indietro ai mesi più incerti della stagione bianconera, a quando non si riusciva a dare continuità di rendimento e i risultati erano ondivaghi. Una squadra tarata sulla vittoria, nel momento in cui vengono a mancare gli obiettivi principali, difficilmente riesce a mantenere la giusta concentrazione per convincersi del contrario. Questo è il problema di questa squadra, di quella dei settimi posti dell'era post-calciopoli e della gestione Pirlo quando i nodi cominciavano a venire al pettine dopo l'ultimo scudetto conquistato e i tanti limiti già emersi nelle amare eliminazioni europee precedenti.
La sconfitta con l'Inter ha avuto questo effetto, di cancellare le labili speranze di rientrare nei giochi che contano. A seguire, la vittoria di Cagliari, figlia delle strigliate di Allegri e il pari col Bologna, conseguenza di una modestia tecnica e di gioco abbastanza preoccupante a pochi giorni dalla sfida di ritorno della semifinale di coppa Italia con la Fiorentina. Ecco perché ritorneranno utili, in questi giorni, le parole di Max tra i migliori motivatori in situazioni da ultima spiaggia. Perché lo sarebbe davvero se venisse sprecata anche solo la possibilità di aggiungere un solo e modesto trofeo in bacheca.
Del Piero avrà certamente riflettuto e fatto dei confronti perché la sua Juve non ne sbagliava mai due di seguito. Ma erano altri tempi e altre Juventus. E anche lui, intento ad abbracciare simbolicamente tutto lo Stadium, avrà ripensato ai compagni delle sue ultime battaglie in bianconero: Buffon, Barzagli-Bonucci-Chiellini, Lichtsteiner-Vidal-Pirlo-Marchisio-Pepe, Del Piero-Vucinic. Tanto per fare un esempio e per capire una squadra, neppure la più forte di sempre, ma più logica di quella di oggi. Praticamente in tutti e tre i reparti.
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