Il colpo dinamitardo di Vlahovic e gli stuoli dei Rosiconi
Lunedì sera il gancio-cielo del ko, arriva Vlahovic alla Juve. Un colpo dinamitardo che stordisce e stende tutti. Concitazione, frenesia, stupore, da parte dei tifosi juventini, degli appassionati di calcio e degli addetti ai lavori che fanno il nostro mestiere. Per noi di Bianconera News e RadioBianconera non è andata così, lo avevamo anticipato, abbiamo seguito ogni singola micro tappa della trattativa, fino al momento fatidico dell’aggancio. L’incredulità mischiata allo sbalordimento, passata la notte, ha generato tanti fantasmi in qualcuno e ha ricreato l’astio, le giustificazioni e gli alibi che sono tipici di chi cerca di agire come super partes, salvo poi ricadere nella stessa trappola del tifo occultato sotto la patina rilucente.
Quotidiani, social, tv e varie fonti d’informazione sono state inondate dai dubbi postumi elaborati sui se e i ma: bella operazione sì (quindi, in un batter d’occhio è stata subito erosa l’etichetta di colpo fenomenale) ma Vlahovic è costato troppo, come fa la Juve a permetterselo, attenzione ai dettagli da mettere a posto, le commissioni ricche ai manager o qualsiasi altro prodotto nella fiera del rodimento e dell’invidia, nemmeno poi troppo sana, insomma gli stuoli esercitanti dei Rosiconi sono riemersi dal nulla, pronti a buttare croce e stracci su un affare strepitoso e boombastico. Per architettura, fiuto, capacità organizzative, folgorazioni e rapida ferocia nella chiusura dell’accordo con la Fiorentina. Chi sottovaluta tutti questi aspetti lo fa con malafede, l’affaire Vlahovic è semplicemente un colpo strepitoso che ha dimostrato la capacità, l’intuizione e la bravura di una dirigenza che non ha disimparato a pedinare i grandi giocatori a fari spenti, concretizzando il tutto rapacemente.
Ora è tutto su carta, nero su bianco, gli accordi controfirmati con lo staff al completo del centravanti serbo, ma chi obietta sulla stellare qualità della trattativa dovrebbe mutizzarsi, cercando di ammettere la grande marcia in più mostrata dalla dirigenza Juventus. Sicuramente Vlahovic non risolverà tutti i problemi di una squadra che necessità di corposo lifting in estate, ma l’anticipo di futuro che reca il centravanti ex viola, servirà per puntare decisi almeno al quarto posto e disputare una Champions di livello. Insomma, l’attaccante serbo consentirà di compiere un salto di qualità considerevole là davanti, vista anche la sterilità cronica in fase di realizzazioni, consegnando una Juventus più attrezzata per affrontare al meglio ogni competizione. La “diminutio” di alcuni fa da netto contraltare alla soddisfazione dell’intero popolo juventino che, con Dusan in squadra, sta ricominciando a sognare come qualche tempo fa. Nemmeno troppo lontano a dir la verità. Addio agli stuoli dei Rosiconi con buona pace loro, e chissà cosa accadrà quando Vlahovic comincerà a fare ciò per cui è nato: gonfiare le reti avversarie con ogni tipo di conclusione. E questa volta, per quattro anni e mezzo, lo farà con la maglia della Juve.
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