Inchiesta Plusvalenze: Il solito polverone alzato intorno alla Juventus

Inchiesta Plusvalenze: Il solito polverone alzato intorno alla JuventusTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
venerdì 15 aprile 2022, 00:00Editoriale
di Franco Leonetti

Partito il processo sportivo sulle Plusvalenze, condotto dalla Procura Figc, e si alza forte il polverone attorno alla Juventus. Le richieste sono elevatissime, richiesta per il Presidente Andrea Agnelli la squalifica di un anno, richiesta di inibizione per Cherubini 6 mesi e 20 giorni, per Nedved e Arrivabene 8 mesi e una multa alla società da 800 mila euro. L’accusa si è espressa e, vale bene ricordarlo, queste sono solo richieste, poi la palla passerà agli avvocati della difesa, pronti e agguerriti. E frementi di smontare pezzo per pezzo le accuse. Intanto il polverone mediatico è stato attivato, tanto per cambiare. Bisogna però tornare sull’argomento delle Plusvalenze che, va detto e ribadito con forza e cristallinità, a tutt’oggi sono lecite e non normate. La materia delle Plusvalenze appare assai nebulosa da affrontare da parte dei giudici sportivi, per la motivazione appena citata: chi può stimare congruo il prezzo di un cartellino o definire, al centesimo, il valore di un giocatore se non esistono paletti e parametri oggettivi atti alla definizione? Ovviamente nessuno. L'accusa si sarebbe avvalsa di parametri e cifre riportate dal noto sito Tranfermarkt, la difesa della Juventus ha puntato ancora una volta il dito sul metodo con cui sono stati definiti i valori dei giocatori, che basa parte del proprio algoritmo sulle stime del sito. Piattaforma conosciutissima che, ovviamente, tiene contro di alcuni fattori ma non può essere definita come la bibbia inconfutabile, in fase di calciomercato, infatti, si attivano fisiologicamente elementi che non possono essere contemplati e previsti da nessun algoritmo, men che meno dalle cifre sciorinate da un sito.

Insomma, va ribadito con forza e chiarezza, ad oggi non esiste principio in grado di parametrare un valore. L’accusa contesta un fattore economico-valutativo ritenuto fittizio senza però poter far sfoggio di criteri oggettivi nella valutazione stessa. Quindi di che parliamo? Sinceramente del nulla. Ecco perché le richieste pesantissime nei confronti della Juventus, e dei club toccati dalla faccenda Plusvalenze, appaiono un puro esercizio di arrampicamento sugli specchi da parte della Procura Federale, che, già in passato, aveva intentato processi nei confronti di alcuni club, usciti poi senza grosse conseguenze. Il primo step è quello a cui abbiamo assistito nella mattinata di martedì, ovvero le richieste della Procura Figc, poi arriverà un secondo grado davanti alla Corte Federale Figc e poi quello definitivo davanti al Collegio di Garanzia del Coni. Cosa attendersi dunque?

In base alle sentenze passate in giudicato e ai principi non oggettivi della valutazione di una plusvalenza, poco o nulla. L’esito di analoghi procedimenti disciplinari, porta spesso a sanzioni di molto inferiori a quelle richieste dalla Procura, comprese le squalifiche per i dirigenti, e talvolta ad assoluzioni vere e proprie. Il rischio è quello di una sanzione pecuniaria, cosa già accaduta in procedimenti simili, per il solito motivo: l’impossibilità di determinare fedelmente il valore reale di un calciatore. Impossibile, almeno secondo i parametri attuali, individuare dolo tra dirigenti di club, che sono poi attori primi in una trattativa per il trasferimento di un calciatore e nella valutazione dei cartellini dei calciatori stessi. L’ennesimo polverone mediatico, ad hoc, è stato nuovamente elevato, per la gioia di chi con il nome Juventus ci va nozze, ci specula. E che ”rischia” di lasciare a bocca asciutta i giustizialisti pronti a sentenziare contro i colori bianconeri, con un finale che potrebbe sancire o il nulla di fatto o una multa da pagare, da parte dei club.