Rincorsa scudetto, tra sogno e realtà. Quei calcoli strani di Allegri e il fattore Vlahovic

Rincorsa scudetto, tra sogno e realtà. Quei calcoli strani di Allegri e il fattore VlahovicTUTTOmercatoWEB.com
mercoledì 2 marzo 2022, 18:05Editoriale
di Vincenzo Marangio

I calcoli di Allegri questa volta non mi tornano. E non perché Max improvvisamente non sia più bravo in matematica, tutt'altro, semplicemente questa volta il tecnico bianconero sta provando a confondere un po' le acque, quelle stesse acque che sono più calme di quanto lui stesso immaginasse. Ci sono dei dati di fatto da tenere in considerazione prima di escludere la Juventus dalla corsa ad uno scudetto che, solo fino a qualche settimana fa sembrava una bestemmia, e non sono pochi.

Nessuna delle squadre in vetta ha lanciato la fuga. Poteva farlo l'Inter, se avesse vinto il derby di campionato contro il Milan che, fino al 75', stava vincendo senza grosse difficoltà. Poi il black out che riaccende il Milan e spegne i nerazzurri. Poteva farlo, successivamente, proprio il Milan, approfittando della sconfitta casalinga dei cugini nerazzurri contro il solito Sassuolo, e invece a Salerno la squadra di Pioli non è riuscita ad andare oltre un pareggio così come poi in casa contro l'Udinese; con l'Inter bloccata anche dal Genoa. Ci sta provando, dopo il tentativo fallito a Cagliari, il Napoli, dopo aver battuto all'ultimo giro di lancette la Lazio dell'amico-tifoso Sarri, ma è sempre lì, a +7, una vetta più che raggiungibile per una squadra come la Juventus. Soprattutto vista la nuova arma a disposizione dei bianconeri....

E qui arriviamo ad un altro dato di fatto. Il fattore DV7: l'incidenza di Dusan Vlahovic sulla volata finale della stagione. La variabile che nessuno aveva messo in conto. Quell'attaccante che alla Juventus, costruita erroneamente male in estate, era mancato nella prima parte di stagione e che può diventare determinante, in extremis, adesso. Il serbo non soltanto ha subito trovato confidenza con il gol in bianconero, ancora prima di Ronaldo, ma sente la maglia letteralmente cucita sulla pelle, avendone percepito subito il peso e combattendo come se fosse da sempre nel mondo Juve. Un giocatore così sposta letteralmente gli equilibri. 

Altro dato di fatto, il calendario. Perché se è vero che la Juventus non gode di un buon bilancio negli scontri diretti, è altrettanto vero che le manca praticamente soltanto l'Inter, senza voler considerare Lazio e Fiorentina che arriveranno alle ultime due giornate e che una Juventus con il destino nelle proprie mani non può (non dovrebbe) mai temere. E così mentre il Milan si scontrerà con il Napoli, poi il Napoli con l'Atalanta, poi il Milan con l'Atalanta, ai bianconeri "basterà" raccogliere il massimo dalle gare alla portata per mangiare punti importanti e decisivi.

Il fattore negativo è quello degli infortuni, ma lo si può ribaltare anche come fattore positivo. Perché se riesci a vincere con 9 giocatori in infermeria, pensa quando li recupererai freschi e pronti per le sfide finali. Significa avere della armi che altri non avranno. Laddove gli altri dovranno ritrovarsi e non cadere con gli effettivi a disposizione, la Juventus deve farlo ora in attesa che arrivino i rinforzi già presenti in rosa.

In ultimo, il dato di fatto è nell'abitudine all'alta quota. Pioli, Inzaghi, Spalletti. Dei tre rivali, nessuno ha vinto uno scudetto ma tutti e tre hanno avuto giramenti di testa: Spalletti quando era alla Roma, Pioli l'anno scorso (e anche quando era all'Inter), Simone Inzaghi nell'anno della pandemia quando crollò dopo la sosta forzata. Ecco che Massimiliano Allegri, tra gufate, calcoli che gettano fumo negli occhi, una comunicazione mai banale e, soprattutto, la grande abitudine a gestire le tensioni da scudetto può diventare un altro fattore.

Il cammino è ancora lungo, ma i conti di Allegri stavolta non convincono, la quota scudetto è più bassa di 84 quindi alla portata anche dei bianconeri ma questa volta conviene spegnere i fari e sfruttare la possibilità di un clamoroso sorpasso. Il tutto senza perdere di vista il vero obiettivo: restare in zona Champions, è anche per questo che Allegri allontana i sogni di gloria che lui stesso sta covando.