Donnarumma, l'agente: "Dopo il Milan la Juve? Non se l'è sentita di rimanere in Italia"
A DAZN Enzo Raiola, agente tra gli altri anche di Gianluigi Donnarumma, portiere del PSG, è tornato a parlare del passaggio del suo assistito dal Milan al club francese: "L'accanimento eccessivo parte tutto dall'Italia, in Francia non è così. Io penso che sia così perché la stampa è un po' pro-Milan e il suo addio non è stato visto bene. Porta like attaccarlo, porta visualizzazioni. L'addio? Non l'avevamo fatto, Mino spiegava al Milan che non lo avrebbe mai portato a zero, noi eravamo indirizzati dal lasciarlo lì con la Champions, anche se c'era la paura di appiattirlo. Con Ibrahimovic aveva avuto uno scatto, lo martellava, una mattina lo svegliò due ore prima per farlo allenare. Comunque, c'era la Juventus interessata, però quando ci comunicarono che non lo volevano più, andammo da Al-Khelaifi e lui chiese: 'Ma è libero?'. Alzò il telefono, chiamò Leonardo e da lì partì la trattativa".
E ha aggiunto: "Perché andammo dal Milan? Per fare una chiacchierata, per capire se volevano portare avanti il discorso con la Juventus. C'è sempre stata questa cosa di aspettare, di non preoccuparsi, però la proprietà penso disse che non voleva più aspettarci e puntarono su Maignan che faceva parte dello stesso gruppo del presidente. Per me è stata una forzatura. La Juve? Lui non se l'è sentita di rimanere in Italia".
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