Lo sfogo di Rocchi: "Io all'inferno. Marotta e altri dirigenti? Mai sentiti"
Rocchi parla per la prima dell'inchiesta cosiddetta Arbitropoli che l'aveva visto accusato di associazione in frode sportiva, salvo poi archiviazione da parte della procura di Milano. In realtà per mettere la parola fine alla vicenda sotto l'aspetto penale, mancano la ratifica del gip alla richiesta dei pm di archiviazione e la chiusura dell’indagine sulle “bussate” trasferita a Monza, il foro competente. Sul fronte della giustizia sportiva, si attendono le decisione della Procura federale. Rocchi intanto al Corriere dello Sport, palesa tutta la sua rabbia: "Mi è esplosa una bomba nella vita. Ero il mostro.
Diventa improvvisamente un disagio, un inferno e la mattina vorresti non svegliarti per non dover inseguire qualcosa da fare. Io non ho mai sentito Marotta, come non ho mai avuto, né cercato rapporti con altri dirigenti. Per questo avevo inserito la figura del referee manager, un professionista addetto ai club. Rivoglio lamia vita". Sulle "bussate" in sala Var: "C’è ancora un procedimento in corso, ho rispetto del magistrato che se ne sta occupando, così come di quelli di Milano. Ci sarà tempo per chiarire pubblicamente anche questo punto".
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