Torricelli: "Con Spalletti la Juve ha cambiato marcia. La Champions del '96? Abbiamo ancora una chat"
Intervenuto ai microfoni di Radio Bianconera, l'ex calciatore bianconero Moreno Torricelli ha analizzato il finale di stagione della Juventus di Luciano Spalletti, chiamata a conquistare almeno il quarto posto in campionato dopo aver visto sfumare tutti gli altri obiettivi. Queste le sue parole:
"Se la Juventus riuscirà a qualificarsi per la Champions League? Spero di sì. Ha tutte le carte in regola per puntare all'obiettivo minimo di stagione. Siamo in una situazione che sicuramente fino all'ultima giornata ci sarà da sudare. Però credo che per qualità possiamo fare bene. Bisogna qualificarci in Champions.
Come non sbagliare la partita con l'Udinese visto che ci sarà Como-Roma? La preparazione è fondamentale. Quando arrivi a giocarti la partita, la differenza la farà come l'hai preparata. Adesso abbiamo avuto un po' di giornate per preparare questa partita, per cui questo è molto positivo. C'è qualche rientro. Sembra sulla carta che qualche giocatore possa essere a disposizione. Questo sicuramente aiuterà il mister a fare delle scelte oculate per vincere questa partita. Ormai mancano dieci partite alla fine della stagione se vuoi arrivare in Champions non devi lasciare neanche un punto alle altre squadre.
Se l'abbraccio della squadra a Spalletti contro il Pisa mi ha ricordato analogie con Lippi? Quell'abbraccio che c'è stato dopo il gol di Thuram è significativo. Vuol dire che il gruppo è molto unito, stanno lavorando bene. Infatti, da quando è arrivato mister Spalletti la Juve ha cambiato marcia, ha sbagliato magari solo un paio di partite. Ma è ritornata a far sognare i tifosi, che è la cosa più importante. L'unicità e il gruppo unito è quello che ti fa la differenza, quando c'è da darsi una mano, lì salta fuori il gruppo. Questo mi fa ben sperare per la Champions.
Se condivido ancora con i miei compagni l'orgoglio di aver vinto la Champions? Sì, aver avuto la fortuna di far parte di un gruppo, di una squadra dove abbiamo vinto tutto, sicuramente nell'immaginario dei tifosi comuni sei un'icona. Ci riempie di orgoglio, non solo a me, ma a tutti i compagni. Noi abbiamo una chat, Champions 96, dove si ride, si scherza, ci si saluta. E' bello quando riesci ad entrare nella storia di una società come la Juventus. È tanta roba, tantissima roba.
Una cosa che non dimenticherò mai di quella notte? Dici dopo la partita o la serata? Tutto non mi dimentico. Non dimentico soprattutto la stanchezza del dopo partita. Siamo tornati a Torino che erano le 5 del mattino, eravamo veramente cotti, ma gonfi di orgoglio.
Un ricordo su Vialli? Gianluca, come sempre ho detto, è stato uno dei grandissimi artefici di quella Juve. Era il nostro capitano e con Lippi sono riusciti a trovare, insieme a tutti noi, a creare quell'unità di intenti tra spogliatoio, società e allenatore. Veramente l'unico grande leader che ho avuto sotto tutti i punti di vista è stato Gianluca. È stato veramente un maestro per me e credo per tanti altri miei compagni".
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