Operazione aria nuova: Koopmeiners e Cambiaso cerchino altre destinazioni

Operazione aria nuova: Koopmeiners e Cambiaso cerchino altre destinazioniTUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:21Editoriale
di Vincenzo Marangio

Sarò molto duro e diretto, anche perché il tempo della diplomazia e dell'attesa è già finito da un pezzo in casa Juventus. Mi è dispiaciuto dover dire addio a Perin e Miretti (nel caso di Fabio c'è il diritto di riscatto), mi è dispiaciuto molto meno veder partire Di Gregorio, Vlahovic, David e Openda. La scorsa estate auspicavo aria nuova, l'ennesima ricostruzione dirigenziale doveva chiamare necessariamente un cambio profondo della rosa, senza guardare in faccia a nulla: età, qualità (vera o presunta), possibilità di guadagno o sacrificio economico. L'unica cosa veramente importante era, e lo è ancora, portare aria nuova in uno spogliatoio logoro per tanti cambiamenti e tante stagioni non da Juventus. Perché possono essere sbagliati i direttori sportivi, gli amministratori, il progetto e le idee innovative alla Comolli, ma a scendere in campo sono sempre i giocatori che possono trascinare o farsi trascinare in un sistema che non funziona e implode.

Miretti ha vissuto diverse epoche bianconere: da Allegri a Motta, passando per Tudor fino ad arrivare a Spalletti e più di un tot non è riuscito a rendere, pur avendo avuto diverse opportunità. Semplicemente, per quanto juventino, le spalle non erano sufficientemente larghe e il carico di stagioni fallimentari non aiutano a crescere ma maturano nell'animo e si materializzano quasi come un freno nella crescita. Cessione giusta per la Juve e per il giocatore. Il momento giusto di dirsi addio, per ora. Stesso discorso per Di Gregorio, forse l'errore più grande commesso da Giuntoli; e per Vlahovic che ha dimostrato, nel modo di andare via, tutta la presunzione di un campione a metà che pretendeva più di quello che dava in campo e fuori. Giusto anche per il serbo andare via, il più lontano e in fretta possibile. Le partenze di David e Openda, poi, sono state un'occasione che non era quotata visto il pessimo rendimento in bianconero e invece sono risorti altrove, uno all'Atletico Madrid e l'altro al Lione. Bene, che ci restino e facciano guadagnare alla Juve i soldi da investire in giocatori più idonei.

Nella mia personalissima "black list" ci sono ancora due nomi: Koopmeiners e Camiaso. L'olandese è stato il mistero più inaspettato degli ultimi anni in casa Juventus, un giocatore capace di andare in doppia cifra in termini di gol e assist all'Atalanta e arrivare alla Juve in versione "dilettante allo sbaraglio". Mai una volta che abbia preso per mano la squadra, mai un accenno di personalità, mai una partita da top player e numeri che certificano la sua totale inadeguatezza al progetto, qualsiasi sia. Carnevali e Massara hanno fatto di tutto per convincere il giocatore ad andare via questa estate, ma non c'è stato verso. Bene, Koop, forse è il caso che anche per il tuo bene ti trovi un'isola felice dove rinascere visto che anche in nazionale hai avuto zero minuti a disposizione. E non si può mica aspettare in eterno un cenno di vita? 

Su Andrea Cambiaso, poi, ho già speso fiumi di parole e allora mi limito a dire poche cose semplici. Ha funzionato forse un anno alla Juventus, con Allegri, ma anche lì tra alti e basso. Con Motta, Tudor e Spalletti è stato un disastro completo. Giocatore indecifrabile, capace della giocata ma anche di errori clamorosi e assist agli avversari. Una mentalità assolutamente non da Juve, una presunzione ingiustificata nata da quella fantomatica offerta del Manchester City. Ora, si dice, sulle sue tracce ci sia il Barcellona, bene, se non è la stessa short list dell'agente di Di Gregorio, allora Cambiaso alzi la mano e faccia di tutto per scendere da questa barca. Alla Juventus c'è bisogno di chi remi e possibilmente nella stessa direzione di tutti gli altri.