Il palazzo trema, la Juve deve dare certezze. Ecco cosa chiedo a squadra e mister..

Il palazzo trema, la Juve deve dare certezze. Ecco cosa chiedo a squadra e mister..TUTTOmercatoWEB.com
Oggi alle 00:01Editoriale
di Alessandro Santarelli

Che sosta strana. Mentre la Juve cura i suoi acciaccati, il calcio italiano scopre che il suo vertice rischia di saltare per una questione di tesseramento. Il caso è quello del mancato tesseramento di Malagò prima della candidatura. Un dettaglio, un cavillo, un "errore burocratico". Se a inciampare su un cavillo fosse stata la Juve, sappiamo tutti come sarebbe andata: indignazione unanime, processi in tv, sentenze scritte prima delle carte.Lo dico con amara certezza: in questo Paese l'accordo unanime arriva puntuale solo quando c'è da penalizzare la Juve. Quando invece tocca al sistema, si parla di "complessità", di "tempi tecnici", di "responsabilità da accertare". Vedremo cosa deciderà il " palazzo"  . Intanto ricordiamoci che noi i nostri conti li abbiamo pagati, e con gli interessi.

Ma basta, perché la Juve non può vivere di alibi, e questa squadra lo sa. Alla ripresa vorrei vedere tre cose.

Più decisione. Basta partite in cui ci svegliamo solo dopo aver preso uno schiaffo. Il ko di Sassuolo ce lo ricordiamo tutti, e contro l'Atalanta la partita l'abbiamo chiusa solo nel finale. Voglio una Juve viva e decisa, come nelle ultime uscite,più continuità: due vittorie non fanno una stagione, ma sono un buon punto di partenza. Quello che manca è la costanza, nei novanta minuti e da una partita all'altra.

Più attacco:Conceição si è sbloccato, Kolo Muani ha meritato l'ovazione dell'Allianz anche senza gol. Bene, ma non basta. Un attacco non si giudica dagli applausi, si giudica dai gol e da quanto pesano nelle partite che contano. Oggi la Juve produce e poi spreca, o gioca bene e poi si complica la vita da sola, storia già vissuta un anno orsono.E un appello va anche a tutta la squadra: basta far dipendere tutto dalla giocata del singolo. L'attacco funziona se dietro c'è un sistema che lo alimenta, con palloni giusti al momento giusto. Altrimenti restiamo una Juve di lampi, e con i lampi non si vincono i trofei.

Quello che invece  chiedo al mister è di essere meno umorale e più netto. Meno esperimenti a partita in corso, più coraggio nel dire: questa è la mia Juve, questi sono gli undici, questo è il modo di stare in campo. Quando la squadra sa cosa deve fare, non ha bisogno di uno schiaffo per svegliarsi.La società ha ribadito la fiducia a Spalletti dopo il ko di Sassuolo, e questa è una garanzia, ma anche un impegno: ora tocca a lui trasformarla in una squadra riconoscibile. Con la rosa completa non ci sono più scuse. Gli infortuni sono sfortuna, ma non possono diventare l'alibi di ogni pareggio.

Cagliari, l'11 ottobre, è il primo esame dopo la sosta. Vorrei  vedere una Juve con una faccia sola, e quella faccia deve essere quella di Nec e Atalanta. Rimettiamoci l'elmetto.