Bacchetta a RBN: "La Serie A ormai è al di sotto della Ligue 1"
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Alessandra Bacchetta, ospite oggi di "Cose di Calcio", su Radio Bianconera, ha riguardato il cammino delle squadre italiane in Champions League. Un dato che, secondo l’analisi proposta in trasmissione, non può essere liquidato come un episodio isolato. Il tema è diventato più ampio: il livello attuale del calcio italiano rispetto ai top campionati europei. È stato evidenziato come il gap, soprattutto in termini di intensità e qualità media delle rose, sia ancora presente. Le difficoltà delle italiane, in questo senso, rappresentano un campanello d’allarme per l’intero sistema.
Nel dibattito è emersa l’idea che il problema non sia solo tecnico, ma strutturale: investimenti, progettualità e continuità incidono in maniera determinante. La Champions, è stato sottolineato, non perdona errori di pianificazione: "Siamo al di sotto della League 1, quando andiamo in Champions facciamo delle figure barbine". Altro tema centrale è stato l’utilizzo dei giovani provenienti dalla Juventus Next Gen. Bacchetta ha ribadito come il progetto rappresenti un valore aggiunto per il club, ma anche una responsabilità: i ragazzi vanno inseriti con criterio, senza bruciarne le tappe ma senza neppure tenerli ai margini.
L’analisi ha messo in luce come, in un contesto europeo sempre più competitivo, la valorizzazione del vivaio possa essere una strada sostenibile, soprattutto in un momento storico in cui il calcio italiano fatica a competere economicamente con Premier League e altri campionati. Il concetto chiave emerso è che il talento giovane, se accompagnato da una struttura tecnica solida e da un’identità chiara, può rappresentare una risorsa strategica e non solo una soluzione d’emergenza. "Pescare dalla Next Gen deve essere un di più e non una necessità. Il Barcellona e il Real Madrid hanno un sistema di allenamento e educazione dei ragazzini che qui in Italia non c’è". L’analisi si è concentrata sulla necessità di ritrovare continuità di rendimento e convinzione nei propri mezzi. La Champions League, è stato evidenziato, impone una soglia di concentrazione più alta rispetto al campionato: non basta il nome o la storia, servono ritmo, organizzazione e personalità.
Bacchetta ha toccato il tema del livello del calcio italiano, rimarcando come il confronto con l’Europa metta in evidenza differenze di velocità di gioco e qualità nelle scelte decisive. Da qui l’importanza di costruire una Juventus capace di crescere partita dopo partita, senza scorciatoie. Dalla puntata di “Cose di Calcio” emerge dunque un filo conduttore chiaro: Juventus-Galatasaray non è soltanto una gara di Champions League, ma un passaggio simbolico per misurare ambizioni e prospettive.
Ascolta l'intervento nel podcast allegato.
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