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I morti vanno rispettati tutti, anche quelli della Juve

I morti vanno rispettati tutti, anche quelli della JuveTUTTOmercatoWEB.com
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Continuano le polemiche per le spalle rivolte da una parte della Curva della Juve durante il minuto di silenzio per la morte di Mazzola

I morti sono tutti uguali: premessa da cui partire in relazione alle polemiche sul caso Mazzola. La seconda cosa da chiarire è che solo una parte della Curva della Juve ha voltato le spalle, (intonando cori su Scirea, l'Avvocato Agnelli e Fortunato), durante il minuto di silenzio per ricordare l'ex campione dell'Inter. Gesto da condannare, ci mancherebbe, di fonte a queste cose non c'è tifo che possa dividere, ma guai a generalizzare. Come previsto, ex calciatori, uomini di sport in generale e addetti ai lavori, si sono indignati per quanto accaduto. Alcuni con commenti feroci. Multa per il club bianconero, solo 10.000 euro, pena di dice mitigata perché si è dissociato subito dagli autori del gesto. Peraltro si parla di una minima parte del pubblico, rispetto al silenzio del resto dello Stadium. Nessuna punizione invece ad un parte dei tifosi della Sampdoria per aver disturbato la commemorazione durante la sfida contro il Catanzaro. Il classico doppiopesismo. 

La Juve nel comunicato aveva parlato di “Rispetto e sportività”. Le stesse cose dovrebbero accompagnare sempre episodi simili, ma altre societa'  non l'hanno fatto. Cosi' come i media dovrebbero dare lo tesso risalto. Invece questo non avviene quando, per esempio, vengono oltraggiati i morti dell'Heysel, oppure l'Avvocato Agnelli, per non parlare di Scirea, fuoriclasse indiscusso sotto ogni aspetto. Mariella, vedova di Gaetano, anni fa era presente con il figlio Riccardo a Firenze, quando sui muri del Franchi fu esposto uno striscione che recitava: “Scirea brucia all’inferno". Ho provato molto dolore. Il giorno dopo solo un trafiletto sul giornale. Quando c'è di mezzo la Juve, pare ci sia una maggiore volontà di punire, se non addirittura dare l’esempio. Se capita altrove, si chiude un occhio”. Questo è il punto. I morti vanno rispettati tutti, deve esserci lo stesso diritto di “indignazione” da parte delle persone e identica “narrazione” della stampa. Altrimenti si entra nel campo del falso moralismo.