Non tutti sono in grado di allenare la Juve: Spalletti docet
La Juve sta risalendo in classifica e secondo molti ex giocatori e addetti ai lavori, può rientrare nella lotta per lo scudetto. Spalletti in meno di due mesi ha cambiato la squadra sotto ogni aspetto.
Quando la Juve ha preso Spalletti gli immancabili scettici si sono fatti sentire. “Depresso dal fallimento in Nazionale”. “Un allenatore bollito”. “Ormai ha poco da dare”. Queste alcune frasi di dissenso per la scelta di Comolli. Nella prima conferenza stampa, Lucio ha dimostrato subito un passo diverso rispetto ai suoi predecessori. Con tutto rispetto per Motta e Tudor, ci mancherebbe. Porsi la lotta scudetto come obiettivo, nella situazione in cui versava la squadra, per qualcuno è stato un atto di presunzione, altri lo hanno percepito come coraggio. Invece sarebbe meglio parlare di ritorno alla normalità, visti la storia e il prestigio di questo club. Parole importanti anche per i giocatori, una botta di vitamina motivazionale. E allo stesso tempo, avviso alle altre squadre.
Il tecnico della Juve ha spiegato perché avesse questa convinzione. Il campionato non esprime padroni, tutte le big inciampano, perché non crederci? Certo, il compito non sarebbe stato semplice, bisognava e bisogna ancora recuperare il terreno perso. Due pareggi deludenti contro Torino e Fiorentina, la sconfitta di Napoli, il resto tutte vittorie. Pesanti le ultime due contro Bologna e Roma. Per la classifica, ora i bianconeri sono a-1 dal quarto posto, ma soprattutto a livello di consapevolezza. Sconosciuta quando c'erano i precedenti allenatori. Del resto è difficile caricare i giocatori se sentono parlare di “non ossessione per la vittoria” o di “bicchiere mezzo pieno" anche quando avrebbero dovuto vincere”. Spalletti addirittura sta male solo nel vedere i suoi difendere basso per paura. Pensate la differenza di approccio. Le prossime cinque gare potranno dirci le reali ambizioni della Juve. La sensazione è che a giugno non saremo di fronte all'ennesimo anno zero.
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