Cucchi a RBN: "Vedo uno Spalletti motivato. La Juve deve tornare a lottare per lo Scudetto"
Ospite di Fuori di Juve, trasmissione di Radio Bianconera, è stato il giornalista Riccardo Cucchi. Ed è partito dal recente rinnovo di Luciano Spalletti: "Credo abbia lavorato bene, la riconferma e il prolungamento per lavorare in un progetto più compiuto non la vedo male come soluzione. Vedo uno Spalletti motivato e contento di continuare con la Juve. Credo che la Juve non possa farne a meno di un rinnovamento nella rosa. Capisco la crisi, le difficoltà di gestione nel calcio italiano, ma la Juve è la Juve e non possiamo immaginare che sia costretta ancora a giocare ai margini della lotta Scudetto. Credo che un progetto Juve non possa non prevedere la lotta Scudetto come obiettivo minimo. Oltre all'Europa. Credo che Spalletti abbia posto delle condizioni,a cui la società ha risposto positivamente. Una campagna acquisti che porti ad elementi che si avvicinino al calcio di Spalletti".
E ha aggiunto: "Al di là del valore degli allenatori, che può variare, qualunque allenatore, anche il più grande, se non ha una squadra, non può vincere. Vincono i calciatori, gli allenatori hanno un compito importante di gestione e tirare fuori il meglio dai propri giocatori, ma chi porta i risultati, chi fa le giocate, sono i calciatori". Mentre sulla lotta al quarto posto: "E' molto affascinante, credo che l'Inter abbia lo Scudetto in tasca, ma vedo che per il quarto posto ci sono molte concorrenti. Do per scontate Milan e Napoli, altrimenti vedo Juve in lotta con Como e Juve. C'è da battersi, con un cliente scomodo che è il Como, che ha dimostrato di essere una signora squadra ed è in ottima condizione fisica. Il Como se la giocherà tutte al 100% da qui alla fine".
Poi Cucchi ha parlato anche del mercato che verrà in chiave bianconera: "Serve l'attaccante, un vero attaccante. Una squadra che vuole vincerlo Scudetto ha bisogno di un grande attaccante. Uno che faccia reparto da solo. E oggi non ce l'ha. Mi auguro che possano trovarlo. Il centrocampo non dispiace del tutto, ma se ci fosse il salto di qualità con un elemento, che sappia fare assist, sarebbe ottimo. Adoro Yildiz, ma è come se gli mancasse ancora qualcosa per essere all'altezza di campioni come Del Piero. Servirebbe un Del Piero e un attaccante vero per essere da Scudetto. Vlahovic? A me piace, però negli ultimi tempi, al di là degli infortuni, rimane una scommessa. A questo punto forse è un'occasione mancata, e dovrebbe guardarsi intorno".
Poi sul calcio italiano e la crisi: "Con grande rispetto nei confronti di Abete e Malagò, con i quali ho interagito per una vita intera, però ho 73 anni e francamente la mia generazione ha commesso l'errore di poter gestire fino alla fine dei suoi giorni i posti assegnatigli. Possibile che non si veda un gruppo all'orizzonte una generazione di dirigenti più giovane. Possibile che non ci siano dirigenti tra i 40 e i 50 anni? Perché non li abbiamo fatti crescere? E' una domanda da porsi. Non abbiamo mai avuto un presidente federale calciatore, rispetto alle altre Nazioni. Ma perché? I nomi lasciano il tempo che trovano. Anche la suggestione che potrebbe dare un nome come quello di Agnelli, ma è uomo Juve e sarebbe sicuramente creare qualche contrasto. Il problema non è il nome, ma la visione. C'è bisogno di un dirigente visionario, che abbia il coraggio di sovvertire i tavoli e avere una visione del futuro. E non c'è ora. C'è un altro soggetto poi che ha creato danni al calcio italiano, ossia la Lega calcio, con i club che vanno ognuno per la propria strada e che deve fare sistema. Se non fai sistema, il calcio non cresce. I grandi club da noi difendono il loro orticello e la Lega Calcio con i suoi presidente non riesce a fare sistema".
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