Spalletti ha cambiato il motto della Juve, con l'input di John Elkann
Da “vincere non è importante, ma l'unica cosa che conta” targato Boniperti, a “costruire per vincere” firmato Elkann, con Spalletti attore protagonista. I tifosi “resistenti” e qualche addetto ai lavori, credevano ancora alla vecchia filosofia. Fino a venerdì quando il rinnovo è stato ufficializzato. Guarda caso in modo originale, con la pubblicazione di un video in cui per primo Lucio comunica ai suoi calciatori che il loro matrimonio si protrarrà fino al 2028. Nessuna sorpresa per chi era ben informato. La volontà del numero uno della Exor è stata decisiva, in realtà ne era convinto sin dal primo giorno in cui ingaggiò l'ex ct azzurro. Con il quale peraltro ha un rapporto spesso diretto, senza passare per le figure intermedie.
Per questo si può parlare di svolta radicale in casa Juve. Del resto i 5 allenatori cambiati in negli ultimi sei anni, Spalletti compreso, sono stati un'anomalia per la Signora. Contraria alla storia del club. La cosa importante è quanto si è visto finora a livello di gruppo, identità tattica, fame di vittoria. La stessa che dovrà esserci negli ultimi 6 turni di di campionato in chiave Champions. Che frutterebbe almeno 60 milioni, con maggiori possibilità di acquistare giocatori importanti per la prossima stagione, indicati da Spalletti, al quale Elkann chiederà lo scudetto. Così si tornerà all'antico motto, con il verbo vincere quindi come imperativo.
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