Federico Chiesa e la Juventus: ritorno possibile e valore tattico nella squadra di Spalletti

Federico Chiesa e la Juventus: ritorno possibile e valore tattico nella squadra di SpallettiTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Il nome di Federico Chiesa è tornato a riecheggiare con forza nell’ambiente bianconero, a poco meno di un anno e mezzo dalla sua cessione al Liverpool. Quella che allora era sembrata una separazione netta, quasi una cesura definitiva con il passato recente della Juventus, oggi si ripresenta come una suggestione di mercato che merita una riflessione tecnica e tattica, più che emotiva.

Chiesa era uscito dal progetto bianconero nella fase iniziale della gestione Motta, considerato non centrale per lo sviluppo della squadra. La scelta della Premier League, però, non gli ha restituito quella continuità che probabilmente cercava. Nel Liverpool di Arne Slot, l’esterno italiano ha trovato spazio quasi sempre a gara in corso, faticando a diventare una presenza strutturale anche nei momenti di assenza di Salah.

Ed è proprio qui che entra in gioco la figura di Luciano Spalletti. Il tecnico della Juventus non ha mai nascosto la sua stima per Chiesa, arrivando in passato a definirlo, in Nazionale, “il nostro Sinner”. Una definizione che racconta l’idea di calcio di Spalletti: intensità, strappi, capacità di rompere gli equilibri e di incidere nei momenti chiave della partita.

La Juventus di oggi, soprattutto dopo le ultime prestazioni convincenti, è una squadra che ha ritrovato dominio territoriale, aggressione alta e una gestione più matura delle fasi della gara. In questo contesto, Federico Chiesa non sarebbe un ritorno nostalgico, ma una risorsa tattica da inserire in un sistema già in crescita.

Molto dipende, inevitabilmente, dalla condizione fisica. Se Chiesa fosse in una condizione accettabile, anche senza essere al massimo della brillantezza, potrebbe dare un contributo importante. Schierato dall’inizio, resta un giocatore capace di sfiancare le difese avversarie con continui cambi di passo, costringendo gli avversari ad abbassarsi e ad allargare le linee.

Ma è soprattutto nel calcio moderno, segnato dall’introduzione dei cinque cambi, che il valore di Chiesa assume un peso ancora maggiore. Oggi la Juventus spesso alterna sugli esterni Conceição e Zhegrova, scegliendo uno come titolare e tenendo l’altro come soluzione a gara in corso. L’eventuale ritorno di Chiesa permetterebbe a Spalletti di alzare il livello delle rotazioni, garantendo intensità, profondità e imprevedibilità soprattutto nei secondi tempi.

Immaginare una Juventus capace di inserire dalla panchina uno tra Chiesa, Conceição e Zhegrova significa aumentare sensibilmente il peso offensivo della squadra quando le difese avversarie iniziano a perdere lucidità. In questo senso, Federico Chiesa non sarebbe necessariamente un titolare fisso, ma una carta strategica, perfettamente in linea con la gestione moderna delle partite.

Il possibile ritorno di Federico Chiesa alla Juventus, quindi, non va letto solo come una mossa di mercato suggestiva. È una riflessione che coinvolge equilibri tattici, gestione della rosa e visione dell’allenatore. Spalletti non cerca figurine, ma giocatori capaci di interpretare lo spazio e il momento della partita.

Se le condizioni fisiche lo permetteranno, Chiesa potrà davvero diventare una soluzione in più per la Juventus. Non il simbolo del passato, ma un’arma moderna dentro una squadra che sta imparando a vincere non solo con il gioco, ma anche con la gestione intelligente delle proprie risorse.