La Juve di Allegri è quasi come quella del dimissionario Lippi nel 1999: finirà allo stesso modo?
Una vittoria nelle ultime nove gare di campionato per un totale di sette punti. La crisi della Juventus di Massimiliano Allegri diventa ancora più brutta da analizzare se pensiamo che questi numeri sono più da zona retrocessione che da piazzamento utile per la qualificazione alla prossima Champions League. Se il campionato fosse cominciato dalla sfida contro l'Empoli, la Vecchia Signora occuperebbe il sedicesimo posto in classifica e avrebbe solo tre punti di vantaggio sul Sassuolo terzultimo. Numeri così desolanti e preoccupanti non si vedevano dalla stagione 1998-1999. Parliamo dell'ultima Juventus di Marcello Lippi. Diversamente da questa attuale, quella squadra era costellata da campioni. Tuttavia, quei campioni non sono riusciti a garantire un'altra annata di grande livello e a confermare lo scudetto cucito sulle proprie maglie.
I bianconeri arrivano settimi in classifica, accedendo alla vecchia Coppa Intertoto, ultimo trofeo internazionale vinto da Madama. Quel risultato deludente si materializza anche grazie alla striscia protrattasi dal 29 novembre del 1998 al 7 febbraio 1999. Da Bologna-Juventus 3-0 a Juventus-Parma 2-4. Tra le due gare ce ne sono altre otto in cui si alternano due vittorie e tre pareggi e altre tre battute d'arresto. Questo ruolino di marcia convince Lippi a rassegnare le dimissioni da allenatore della Juventus. La domanda sorge spontanea: se Allegri non dovesse battere la Fiorentina in casa domenica prossima potrebbe succedere la stessa cosa?
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