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La Juve non può galleggiare, ma nemmeno Bremer

La Juve non può galleggiare, ma nemmeno Bremer
Oggi alle 17:10Podcast
di Quintiliano Giampietro
Le parole di Bremer sulla necessità della Juve di tornare a vincere sono significative: messaggio chiaro da parte del brasiliano, ma occhio al suo futuro

La Juve galleggia da sei anni e questo non può succedere, io voglio vincere”: parole e musica di Gleison Bremer alla vigilia della sfida contro il Milan. Impossibile dargli torto. Qualcuno pensa ad una minaccia per la società, della serie “rafforzate la squadra o vado via”. Ma dal momento che dice di trovarsi bene a Torino, bisogna decifrare in modo diverso e positivo queste dichiarazioni. Un calciatore del suo valore punta ad alzare trofei, al pari del club per cui gioca. Quindi nessuna provocazione, ma semplicemente un modo per auspicare un mercato di livello. Bisogna riconquistare lo scudetto, lui non l'ha mai vinto. Dal 2002 alla Juve, nella sua bacheca solo un Coppa Italia. Poco, pochissimo.

Bremer dunque giura amore per la Juve, fino a quando? Il matrimonio con la Signora scade nel 2029, ma su di lui c'è una clausola rescissoria di 54 milioni, termine ultimo 10 agosto. Se prima si dovesse presentare un club straniero con quella cifra, il difensore direbbe addio. A meno che la società non rinnovi il contratto. Significherebbe puntare su di lui anche per il futuro. Qualcuno a quella cifra cederebbe un ventinovenne. Pensieri. Il giocatore giustamente aspira a vincere. Palla ora alla società: se non vuole rischiare di perderlo, mercato a parte, deve rinnovargli il contratto. La Juve non deve galleggiare, ma nemmeno Bremer.