Rampulla: "Di Gregorio è da Juve. In attacco un giovane accanto a Vlahovic"
L'ex portiere della Juve Michelangelo Rampulla ha parlato a DerbyDerbyDerby delle mosse di mercato della Juve per la prossima stagione: "Di Gregorio da confermare? Il problema di chi arriva dopo un'epopea di grandi portieri è il confronto. Certamente il tifoso la prima cosa che fa è paragonarlo a Buffon, perché il portiere della Juve è Buffon. Diventa un paragone ingiusto e che diventa insostenibile per chiunque, secondo me. Ma Di Gregorio lo sta reggendo bene: ha carattere e un aplomb da portiere della Juve. Poi, sul lato tecnico tutti dobbiamo e possiamo migliorare, però gli errori capitano a tutti — capitavano anche a Buffon, a Zoff, a Peruzzi — e si evidenziano di più quando la squadra non è quella di un tempo. Io ho sempre detto che la Juve ha due ottimi portieri. Se dovessi investire, lo farei in altre zone del campo. L'unica eccezione sarebbe Donnarumma: forte, giovane, italiano, con già un'esperienza straordinaria. Ma altrimenti per un portiere di 34-35 anni con due o tre anni davanti, non muoverei risorse importanti".
Mentre sull'attacco ha aggiunto: "Vlahović è un grandissimo campione con caratteristiche ben precise: attacca la profondità, vede la porta come pochi, non molla mai, ha un bel tiro. È un attaccante vero, ma dipende dall'allenatore di cosa abbia bisogno, se di un attaccante di manovra e di dialogo con gli altri Io dei grandi campioni non mi priverei mai, a meno di cifre irrinunciabili. Anche Osimhen è un ottimo giocatore — e Spalletti lo conosce bene, sa come valorizzarlo. Avere poi Conceicao e Yildiz sugli esterni è già una base importante. Personalmente, con Vlahović al cento per cento, lo terrei e affiancherei una punta giovane di grande prospettiva da far crescere con lui. In generale, la Juve è una buonissima squadra: non servono tanti innesti, ma un paio nel posto giusto — centrocampo e difesa più che la porta".
E ha concluso dicendo: "Se la Juve azzecca due o tre acquisti di livello, può lottare. Anche il fatto di continuare a cambiare tutti gli anni tanti giocatori non giova a nessuna squadra. L'Inter sta cambiando poco, ha un blocco da diversi anni e con quello va avanti. Ma io credo che se ne parliamo di un segreto nel calcio sia questo: serve una base di giocatori italiani, che sanno cosa significa quella maglia e quella storia. Chi arriva da fuori viene a giocare in una squadra; chi è italiano sa dove sta andando e cosa rappresenta. E poi ogni anno, mantenendo quella base, si può aggiungere uno o due elementi che possono migliorare la rosa, questo sì, però se continui a cambiare sette o otto elementi ogni anno diventa complicato essere competitivo. Io la penso così, poi magari mi sbaglio".
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