La mappa del tesoro di Spalletti e Bremer che va oltre il muro

La mappa del tesoro di Spalletti e Bremer che va oltre il muroTUTTOmercatoWEB.com
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di Nerino Stravato

Le dichiarazioni di Luciano Spalletti in conferenza stampa offrono uno spunto interessante per andare oltre le parole e ragionare sulle caratteristiche tecniche e sulle potenzialità di due giocatori molto diversi ma ugualmente centrali nel progetto della Juventus: Bremer e Adžić.

Bremer, non solo calci piazzati: un difensore che può portare gol e superiorità

Quando si parla di Bremer, il primo pensiero va inevitabilmente alla sua forza nei calci piazzati. È un’arma evidente, naturale, che la Juventus sfrutta e continuerà a sfruttare. Ma limitarlo a questo sarebbe riduttivo.

Bremer ha caratteristiche che gli permettono di incidere anche durante lo sviluppo dell’azione. La sua capacità di condurre palla rompe le linee di pressione e crea superiorità numerica nella metà campo avversaria. Quando decide di avanzare, costringe un centrocampista o un attaccante avversario a uscire dalla posizione, aprendo spazi preziosi.

C’è poi l’aspetto forse più interessante: gli inserimenti da dietro. In una Juventus che spesso affronta difese schierate, la presenza di un difensore capace di buttarsi dentro l’area può diventare una soluzione alternativa e imprevedibile. Non solo colpo di testa su corner, ma attacco del secondo palo, taglio centrale, presenza fisica che porta gol e seconde palle.

Spalletti lo sa: per fare questo serve fiducia mentale e continuità fisica. Per questo la gestione è prudente, calibrata. Ma l’idea è chiara: Bremer non deve essere solo un muro difensivo, ma un fattore attivo nella fase offensiva.

Adžić, talento puro: imparare quando strafare e quando semplificare

Se Bremer rappresenta la solidità che si evolve, Adžić è l’incognita affascinante, il talento grezzo che può cambiare il volto della partita. Le sue qualità sono evidenti: motore, visione, tecnica e soprattutto un tiro da fuori potentissimo, capace di risolvere situazioni bloccate.

Il punto non è cosa sa fare Adžić, ma quando e come farlo. Spesso il giovane centrocampista offensivo tende a cercare subito la giocata spettacolare, saltando passaggi intermedi che servirebbero a dare ritmo e continuità al gioco.

La crescita passa tutta da qui: imparare a regolarsi. Capire quando è il momento di osare e quando invece serve giocare semplice, due tocchi, muovere la difesa avversaria e poi colpire. Se riesce a fare questo salto mentale, Adžić può diventare un’arma devastante.

Nel calcio di Spalletti, un giocatore con le sue caratteristiche è prezioso perché può creare verticalità, rompere le linee con una giocata, ma anche dare continuità al possesso se inserito nel modo giusto. È per questo che la Juventus lo considera un tesoro nascosto da coltivare in casa.

Una crescita che passa dal campo, non dal mercato

La scelta di bloccare una possibile cessione in prestito di Adžić va letta proprio in questa direzione. Spalletti vuole lavorarci, vuole dargli riferimenti, non perderlo. Allo stesso modo, la gestione attenta di Bremer serve a costruire un giocatore sempre più completo.

La Juventus di Spalletti sta cercando soluzioni interne, evolvendo i propri interpreti. Bremer può diventare un difensore che porta gol e presenza offensiva. Adžić può trasformarsi in quel giocatore capace di accendere la luce quando la partita si spegne.

Non sono dichiarazioni casuali. Sono indizi di un percorso tecnico preciso.