Le Contropagelle di Juventus-Galatasaray, a cura di Marco Edoardo Sanfelici

Le Contropagelle di Juventus-Galatasaray, a cura di Marco Edoardo SanfeliciTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 10:18Primo piano
di Claudia Santarelli
USCITI E FINITI DENTRO IL LIBRO CUORE, IL LIBRO DEGLI SCONFITTI. JUVENTUS -- GALATASARAY 3 a 2 (d.t.s.)

PERIN  6  Concentra i suoi interventi nei primi 10 minuti, con un paio di parate sicure. Per tutta la partita non deve compiere miracoli, ma alla prima vera occasione Osimhen gli fa un tunnel alla Sivori e nel 2° tempo supplementare incassa una rete analoga. Da rimancare che un tiro del solito Osimhen Perin lo devia sopra la traversa, esattamente come non era andata contro la Lazio, ma in porta c’era un altro.

KALULU  7  Partitona. Di sostanza e di resa. Dalla sua parte i pericoli turchi sono a zero. Anzi, nel momento di esaltazione collettiva, si fa trovare a chiudere un attacco pericolosissimo. Pierre, uno di noi. (KOSTIC  6  Dà senso alla discesa in campo con una sassata che esce di poco. Subito dopo sbaglia un passaggio agevole. Simbolo di questa Juventus, sempre attaccata alle montagne russe)

GATTI  6,5  Generoso come pochi al mondo. Limita così la non limpida tecnica e ingaggia un singolar tenzone con le punta più famosa, con trascorsi non proprio “sereni”. La perde se consideriamo il goal del 3 a 1, ma nello score ci entra correggendo una palla vagante nelle porta giallorossa e dando adito alla speranza. 

KELLY  6  Cacciato fuori da un “ipotesi” di arbitro, che in una sola serata fa quasi ricredere sugli “scarsi” di casa nostra. Talmente “ipotesi” che decide per il cartellino rosso per un non intervento e, chiamato al V.A.R. si esibisce nella gag più surreale dai tempi di Charlot. Cambia il rosso in giallo (quasi ai livelli di Cana) e, siccome Kelly è già ammonito, lo butta fuori ugualmente. Siamo al 48°. Fino ad allora Lloyd se la cava bene nei rari frangenti difensivi ed appoggia in modo concreto la spinta in avanti. Dopo Kalulu, Cabal e Kelly, per chi il prossimo capolavoro arbitrale?

McKENNIE  7  Migliore in campo. Parte da terzino per l’assenza di Cambiaso squalificato e quasi quasi la Juve ci guadagna. Sostiene l’attacco partendo da lontano. Poi, all’uscita di Kelly, Spalletti lo avanza di 30 metri nella fascia di trequarti e quasi non ci si accorge di essere in 10. Segna di testa il terzo goal, quello dell’impresa a portata di mano. Peccato.

LOCATELLI  6,5  Finisce la gara svuotato di ogni energia. Della serie: quando un giocatore dà tutto. E in verità non sempre è preciso nei passaggi, ma guai a criticarlo, perché di atleti come Manuel ne servirebbero almeno altri 4. Realizza il rigore con freddezza e perizia, portando in vantaggio la squadra. (OPENDA  S.V.  Fa vedere quanto basta per non poter contare su di lui)

THURAM  5,5  Si procura il rigore che apre una speranziella. Poi, rischia di rovinare tutto insistendo a tenere palla in mezzo a 3. Finalmente si produce in una percussione che apre la difesa turca in due, ma a tu per tu col portiere, invece di incrociare il tiro, sceglie un pallonetto improbabile. E piange, dopo. Inizi di Libro Cuore.  (ADZIC  4,5  Quando si dice: quello è matto come un cavallo… Mette in mezzo la punizione che Koop aggiusta di testa per Weston per il 3 a 0. Ma si addormenta in mezzo a 3 avversari, perdendo palla e nel ribaltamento il Galatasaray accorcia le distanze. A nulla servono le montagne di improperi che il mister gli dedica.)

CONCEICAO  5,5  Tanto fumo poco arrosto. Come ad esempio quando entra in area e tira chissà dove a 4 metri dalla porta. Macina corsa, finte e controfinte, ma non ricava nulla e da tanto, troppo tempo. (ZHEGROVA  4,5  Fa il paio con Adzic, in fatto di mattane. Il suo controllore impazzisce, gli va via regolarmente, ma quando si tratta di far rendere il tutto, assomiglia ad una miccia umida. Ha sul piede la rete del 4 a 0: la deve solo appoggiare nella parte sguarnita della porta e la sparacchia fuori, commettendo un reato contro la contabilità delle casse societarie)

KOOPMEINERS  6,5  Chissà che al centro della linea di trequarti non sia il suo fazzoletto di gioco! La gara di Champions League, al di là del risultato finale, è da annoverare tra le più sensate da quando Teun è alla Juve. Sa opporsi in prima battuta agli avanzamenti avversari, è rude quel tanto che conta, si butta dentro come mai ricordo abbia fatto. Corregge di testa la palla che McKennie appoggia in rete. Due reti all’andata, bella gara al ritorno, ma passano gli altri. E poi non si deve credere che il calcio l’abbia inventato il diavolo…

YILDIZ  7  Incomincia a giocare da quando finalmente l’ “ipotesi” di arbitro ammonisce Sallai, autentico macellaio della medina di Istanbul con la licenza di macellare Kenan. Dopo di che inizia lo show del turchino. Veramente verso la fine del 1° tempo serve David per un tiro comodo, ma “il pistola spuntato” combina una ciofeca come suo solito. Secondo tempo da ricovero nella neuro per i difendenti avversari. Arriva con la punta dello scarpino su un pallone che dimostra tutta la “sfiga” che la Juventus ha in questa coppa maledetta e la palla colpisce il palo. Esce distrutto con la lucetta della riserva accesa (MIRETTI  6  Ci prova, si fionda dentro, ma in fondo in fondo è solo Miretti, l’esempio della pochezza della panchina bianconera)

DAVID  5  Si mangia la rete del 2 a 0 prima dell’intervallo, di importanza capitale, tramutando un tiro in uno strano passaggio  senza come, quando e perché. Quando la Juve resta in 10, per lui si spegne la luce e la partita lo fa uscire dal gioco molto prima che ci pensi il mister. (BOGA  6  Se si avesse un centravanti come si deve, Boga dovrebbe giocare dal primo minuto. E’ l’unico che sa far partire dei cross calibrati con naturalezza. Crea non pochi grattacapi ai dirimpettai e termina tentando il tiro da fuori area, colpendo il ragazzo con la bandiera della ventesima fila. Ma non è un acquisto gennarino da buttare via)

SPALLETTI  6  Certo che non potrà dire di essersi annoiato sulla panchina juventina! Non sbaglia nulla in fatto di schieramento e di gestione delle forze e dei cambi. A bordo campo cerca di marcare stretto il quarto uomo, perché gli bastano pochi minuti per capire che la quaterna portoghese sta preparando il “trappolone”. Detto, fatto. Con relativa ammonizione di Pinsoglio, da comica finale. Cosa dice la partita? Punto primo, la Juventus non fornisce sicurezze, ma tante tante sorprese, nel bene come nel male. Le versioni della stessa squadra non si contano più. Mentre la sfortuna si accanisce, i ragazzi tentano di reagire e quasi riescono a scrivere una pagina che resterebbe negli annali. La versione casalinga non ha punti di contatto con quella dell’andata. Tra il disastro contro il Como e la prestazione eroica di questa sera sembra di guardare due compagini totalmente diverse tra loro. E potrei continuare all’infinito. Dunque: quale sarà la versione che dovrà opporsi alla Roma nella giornata di campionato che attende la Juve domenica all’Olimpico? Indovinala grillo. Punto secondo, il contributo che la panchina assicura nei 90 minuti è pari a percentuali da prefissi telefonici e quando i titolari sono alla frutta, il rischio di calare il livello è altissimo. Spalletti centellina i cambi fino all’inverosimile, ma la conseguenza sicura è la consunzione dei soliti noti. Ad esempio Locatelli, stanchissimo, Yildiz che non può essere un Highlander. Il mister fa con quello che ha e che si è trovato. Punto terzo, detto in modo cinico, ma sostenuto dall’esperienza: uscire a testa alta non è nella tradizione bianconera, forse sarebbe meglio essere eliminati senza troppa fatica. Invece la squadra dimostra orgoglio a tal punto da disputare anche i supplementari. Se il gioco valesse la candela, d’accordo, altrimenti il risultato, sarà cinico, è solo stanchezza, profusione di energie e pugni di mosche tra le mani. Mettendo a rischio la qualificazione alla prossima edizione di Champions che, mi dicono, essere vitale per la sopravvivenza del club, Boom!!!

                                                          Marco Edoardo SANFELICI