Amoruso: "Per la Juve sarà una gara complicata. Kolo Muani? Ecco perché sta facendo fatica"

Amoruso: "Per la Juve sarà una gara complicata. Kolo Muani? Ecco perché sta facendo fatica"TUTTOmercatoWEB.com
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di Claudia Santarelli
Nicola Amoruso parla in vista del match di questa sera tra Juventus e Napoli.

Questa sera alle 20:45 la Juventus scenderà in campo ed affronterà il Napoli. In vista della sfida, l'ex attaccante bianconero, Nicola Amoruso, ha rilasciato un'intervisa ai microfoni di Tuttopsort nella quale ha toccato vari temi.

"Chi sta meglio? Le ultime prestazioni ci dicono che il Napoli si sta ritrovando, mentre per la Juve, che vive un momento difficile, sarà una gara complicata".

"Juve in ritiro? Tempo fa aveva un significato, perché permetteva ai giocatori di stare insieme, cenare, confrontarsi anche dopo gli allenamenti e affrontare eventuali problematiche. Bisogna trovare altre soluzioni. Il problema della Juventus, in questo momento, è soprattutto caratteriale e di compattezza. In alcune dichiarazioni, come quelle di Bremer, ho percepito una squadra un po’ scollata: i panni sporchi si lavano in famiglia, questa è sempre stata una delle grandi forze della Juventus".

"Spalletti? Le responsabilità vanno divise tra allenatore e giocatori, non vedo un unico capro espiatorio. Credo che tecnici bravi come Spalletti ce ne siano pochi in giro. Quando è arrivato, ha cambiato il volto della Juventus, sul piano del gioco e della mentalità. Dopo aver mancato l’obiettivo Champions abbiamo visto una squadra diversa, sfiduciata".

"Conte? Antonio non ha mai nascosto il suo amore per la Juventus, ha guidato la sua rinascita e sa cosa significa lavorare in questo ambiente. Mi auguro però che Spalletti riesca a trovare la chiave giusta per dare una scossa a questa squadra".

"Quale allenatore meritava una seconda possibilità? Tudor. Avrei voluto vedere fin dove sarebbe potuto arrivare, se avesse avuto la possibilità di portare avanti il proprio percorso con maggiore continuità e stabilità".

"Kolo Muani? Kolo Muani non è una prima punta, ma bisogna metterlo nelle condizioni di rendere. I centrocampisti devono verticalizzare, cosa che ho visto raramente, e gli esterni devono saltare l’uomo. Lo abbiamo visto anche contro il Lecce: quando la squadra ha iniziato a cercare maggiormente la profondità, si è intravisto qualcosa di diverso".