Bucchioni: "Caso Malago? Per colpa della politica sportiva..."

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di Alessandro Zottolo

Enzo Bucchioni, giornalista, ha commentato il caso Malaò ai microfoni di Radio Sportiva: «Questo caos non è nato per colpa della Federcalcio ma per colpa della politica sportiva, e parlo del Coni e della politica, che hanno fatto un attacco attaccandosi a un cavillo, un attacco personalistico contro Malagò. Attacco che è clamorosamente fallito ed è diventato un autogol. Una soluzione all'italiana che in un Paese normale avrebbe dovuto portare alle dimissioni del presidente del Coni e del ministro Abodi per la figura che hanno fatto! Perché volevano far fuori Malagò con un cavillo, non ci sono riusciti, sono stati costretti ad ingoiare la scelta che era già stata fatta quando si sono resi conto che nel Consiglio del Coni, nella Giunta prima e nel Consiglio poi, avrebbero perso e avrebbe vinto Malagò. Quindi per salvare la loro faccia hanno trovato questo escamotage che consente comunque a Malagò di continuare a lavorare». 




 «Al di là che Malagò possa stare simpatico o più antipatico, Malagò ha fatto un lavoro straordinario al Coni. Lo ha preso nel 2012, quando il Coni era ridotto più o meno come è ridotta la Federcalcio ora: centri di potere, poltrone, poltroncine, vittorie zero, lo sport italiano allo sbando. Con Malagò sono arrivate le Olimpiadi, le medaglie, in tanti sport siamo tornati a primeggiare. Merito di Malagò? "Non va in campo Malagò" direbbe qualcuno, però l'organizzazione è profondamente cambiata: le motivazioni, gli stimoli, i rapporti internazionali, la gestione di tutte le federazioni, l'occhio lungo e l'imprinting di Malagò c'è stata e come. E secondo me può fare altrettanto nel calcio, se glielo fanno fare. Ma io credo che il carisma, la forza, il potere anche dell'uomo l'ha dimostrata in questa guerra col ministro Abodi e col presidente del Coni. È andato a vincere. Ora credo che possa fare tutte le riforme che sono necessarie. Io lo credo fortemente proprio per la storia del personaggio. Vediamo, io ho grande fiducia».