Causa Thun, stop per Elkann: la sfida sull’eredità Agnelli resta aperta

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di Alessia Mingione

Nuovo capitolo nella lunga battaglia legale sull’eredità della famiglia Agnelli. Dal tribunale svizzero di Thun arriva una decisione importante: il giudice ha stabilito di non procedere con l’esame del caso legato alla residenza di Marella Caracciolo, uno dei punti chiave del contenzioso tra John Elkann e la madre Margherita.  

Si tratta del cosiddetto fascicolo “Thun 2”, avviato proprio dagli Elkann, che però non entrava nel merito di testamenti o accordi ereditari. L’obiettivo era dimostrare che Marella avesse il suo centro di interessi in Svizzera, così da spostare lì la competenza sulla successione. Il tribunale, però, ha dichiarato le richieste inammissibili, di fatto sfilandosi dalla vicenda. Una scelta tecnica, ma tutt’altro che secondaria: stabilire dove si debba giudicare la causa è infatti un passaggio decisivo che può indirizzare tutto il resto della battaglia legale. Non solo. La decisione ha anche un impatto economico pesante: gli Elkann dovranno farsi carico delle spese processuali e di quelle legali della controparte, per un totale che sfiora i 2 milioni di euro.  

Dal fronte Elkann, i legali hanno subito chiarito la linea: ci sarà appello davanti all’Alta Corte di Berna e, soprattutto, questa pronuncia non incide – secondo loro – sulla validità degli accordi ereditari del 2004. Di parere opposto invece il team legale di Margherita Agnelli, che vede nella decisione un passaggio destinato a pesare sugli altri procedimenti ancora in corso, tra cui quello civile a Torino, dove si giocherà una parte fondamentale della vicenda.