Giandonato ricorda: "Alla Juve la scuola veniva prima di tutto"

Giandonato ricorda: "Alla Juve la scuola veniva prima di tutto"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Oggi alle 17:55Altre notizie
di Francesco Tringali

Intervistato da Tuttosport, l'ex centrocampista della Juventus Manuel Giandonato ha ripercorso gli anni trascorsi nel settore giovanile bianconero, raccontando il metodo educativo che caratterizzava la formazione dei giovani talenti. L'ex giocatore, cresciuto a Vinovo e protagonista di tre presenze in prima squadra tra il 2009 e il 2011, ha spiegato come la disciplina e il rendimento scolastico fossero considerati fondamentali.

"Se riportavamo un'insufficienza a scuola per una settimana non potevamo allenarci. Il comportamento era importantissimo e, ad esempio, per un ritardo a scuola ti toccava fare il cameriere in convitto. Il calcio era importante, ma a quell'età forse non era la cosa più importante per il club, che lavorava molto sul carattere dei ragazzi", ha raccontato. Giandonato ha poi sottolineato quanto quell'ambiente influenzasse anche il modo di stare in campo: "Si respirava l'ambiente Juventus per tutto il giorno e di conseguenza anche quando andavi in campo eri portato a comportarti in un certo modo. Questo faceva la differenza. I giovani che uscivano da quella scuola erano superiori agli altri dal punto di vista caratteriale. Spesso i ragazzi della Primavera della Juve finivano in Serie B non perché fossero tecnicamente migliori, ma perché lo erano mentalmente".

Infine, l'ex bianconero ha espresso il desiderio di rivedere quel tipo di educazione anche nel calcio di oggi: "Mi sento dire che i ragazzi sono cambiati e che il mondo è cambiato, ed è vero. Però credo che quel metodo di insegnamento sarebbe utilissimo ancora oggi. Tutto nasce dal fatto che noi genitori siamo diventati più lassisti. Alcune regole, per quanto severe, andrebbero reintrodotte: si entra al centro sportivo e si dice 'Buongiorno' e 'Buonasera', 'Ciao' non esiste. Io sono cresciuto così".