Juve, il Galatasaray è vulnerabile: il ko col Konyaspor un campanello d'allarme

Juve, il Galatasaray è vulnerabile: il ko col Konyaspor un campanello d'allarmeTUTTOmercatoWEB.com
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di Redazione

di Tullio Di Stefano

Mentre la Torino bianconera cerca disperatamente ragioni per credere nell'impresa, un inaspettato segnale di vulnerabilità arriva proprio da Istanbul. Il Galatasaray di Okan Buruk ha interrotto la sua striscia positiva cadendo per 2-0 sul campo del Konyaspor, formazione invischiata nella lotta salvezza. Nonostante un dominio territoriale sterile e una rete annullata a Leroy Sané, i giallorossi si sono arresi nel finale ai colpi di Demirbag e Kramer. Una battuta d'arresto pesante che gela l'entusiasmo post-Champions e restituisce alla Juventus l'immagine di un avversario non del tutto impenetrabile, a patto di saperne sfruttare le amnesie difensive emerse prepotentemente negli ultimi quindici minuti della sfida di Super Lig.

Il rischio del turnover e l’incognita Osimhen

La sconfitta dei campioni di Turchia porta con sé l’evidente firma del turnover massiccio. Buruk, con la testa già rivolta all'Allianz Stadium, ha inizialmente rinunciato a pilastri come Torreira, Noa Lang e Yılmaz, risparmiando Davinson Sanchez per l'intera gara. Tuttavia, la nota più dolente riguarda il reparto offensivo: l'assenza di Victor Osimhen, fermato da un problema al ginocchio, ha privato la squadra di profondità e cinismo, rendendo la manovra prevedibile. Anche Mauro Icardi, impiegato solo nel primo tempo, non è riuscito a incidere. Per lo staff medico turco, il recupero del bomber nigeriano è ora la priorità assoluta: senza il suo punto di riferimento, il Galatasaray perde gran parte del suo potenziale bellico.

Gestione del vantaggio e crisi di lucidità

Nonostante il KO interno, il club di Istanbul vola verso Torino forte del rassicurante 5-2 dell'andata, consapevole che la crisi di risultati della Juventus di Spalletti resti il miglior alleato per la qualificazione. Il passaggio a vuoto contro il Konyaspor ha però evidenziato pericolosi cali di tensione collettiva che la Juve dovrà essere brava a provocare e alimentare attraverso una pressione costante. La missione dei turchi è chiara: trasformare la rabbia per il weekend di campionato nell'energia necessaria a difendere il tesoretto di tre gol. Per i bianconeri, invece, la speranza è che quella "crisi di lucidità" vista a Konya non sia stata solo un episodio isolato, ma la prima crepa in un muro che sembrava insormontabile.