Juve, la rimonta è possibile. Lo dice la storia. Ma serve scacciare via la sfiducia
di Tullio Di Stefano
La Juventus si proietta verso la sfida europea contro il Galatasaray aggrappandosi al ricordo della notte più iconica dell’era moderna: la rimonta del 2019 contro l’Atletico Madrid. In quell'occasione, una leggendaria tripletta di Cristiano Ronaldo ribaltò il 2-0 dell’andata, dimostrando come la mentalità possa trascendere i limiti tecnici. Oggi, però, il contesto è mutato radicalmente. Senza più l’eredità del fuoriclasse portoghese e con lo scudetto già sfumato, i bianconeri cercano nelle pieghe della storia la forza per superare una crisi d’identità che dura da troppo tempo. Il passaggio del turno non sarebbe solo un traguardo sportivo, ma la pietra angolare per una ricostruzione necessaria ai massimi livelli.
L’infermeria sorride, il campo meno
Le speranze di Luciano Spalletti sono alimentate dai recuperi vitali di Gleison Bremer e Kenan Yildiz. Il difensore brasiliano e il talento turco hanno stretto i denti nonostante i rispettivi acciacchi, mostrandosi pronti a scendere in campo dal primo minuto per quella che il tecnico definisce "pasta bianconera". Se la difesa ritrova il suo pilastro, l’attacco si affida a Jonathan David, chiamato a ritrovare il feeling con il gol dopo un periodo opaco. Per compiere l'impresa servirà una precisione chirurgica: la squadra dovrà segnare almeno quattro reti senza subirne alcuna, un compito titanico per un gruppo che ha mostrato preoccupanti lacune difensive nelle ultime uscite stagionali.
Tra sfiducia e missione impossibile
Il clima attorno alla Continassa è però influenzato da una pesante sensazione di sfiducia, acuita dal pesante 5-2 subito a Istanbul e dalla recente sconfitta interna contro il Como. La prestazione offerta in campionato è stata giudicata come una delle peggiori della gestione Spalletti, segnata da errori individuali e una fragilità mentale allarmante. Con ben 15 gol subiti nelle ultime cinque partite, mantenere la porta inviolata appare un’utopia, eppure il calcio impone di non lasciare nulla di intentato. Stasera, alle ore 23, la Juventus saprà se il suo cammino europeo proseguirà o se dovrà arrendersi alle proprie sabbie mobili, cercando di trasformare il "durissimo" in "bellissimo".
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