Juve-NEC, le contropagelle di Sanfelici: "La Manita è servita"
Marco Sanfelici dà i voti alla Juve che ha annientato il NEC, all'esordio in Europa League. Fermo restando il valore non eccelso dell'avversario e in attesa del match di domenica contro l'Atalanta, i bianconeri si sono rialzati nel migliore dei modi dopo il tonfo in casa del Sassuolo. Successo all'insegna dei nuovi, primi gol stagionali e in assoluto per qualche giocatore. Spalletti allontana il fantasma di Conte, almeno per il momento.
GRABARA 6,5 Il portiere “mascherato” segnalato da Szczesny (che bello riscrivere il codice fiscale!) esordisce con un assist di 70 metri su Nico e lo manda in porta anche per gentile concessione di Polster, rispetto al quale Di Gregorio sembra Jascin. Alcune parate sicure a terra, una respinta di pugno e poco altro, ma fa vedere che è del mestiere.
KALULU 6,5 Riprende fiducia e ritorna a cavalcare il campo con la sua andatura da mezzofondista. Certo, gioca discretamente a 4, ma se si gioca a 3 rende il doppio.
GATTI 7 Per la qualità del “trascinatore”, trascurando l’aspetto tecnico e tattico. Questa squadra ha bisogno di “leader” come il pane e “Gattone” lo è. A modo suo, con tutti i limiti annessi e connessi, ma avercene come lui.
LUCUMI 6 E’ il difendente più impegnato e forse anche il più impreciso. Per lui vale al contrario il ragionamento fatto per Kalulu, vale a dire che a Lucumi va stretto la linea a 3. Ma si adatta comunque, ne ha le qualità.
CELIK 6 Laterale a destra per necessità tattica. Non sfigura, anzi. Quando però nella ripresa si sposta sulla sinistra, finalmente sprigiona tutto il suo potenziale con un paio di fiondate pericolose in avanti. Ha saggezza tattica da vendere, merce rara.
DOUGLAS LUIZ 7 Domina il centrocampo anche oltre i meri numeri di passaggi fatti, palloni recuperati e facezie simili. E’ lo spirito che lo pervade che è da premiare. Quello spirito che gli fa prendere un giallo, perché è così che si lascia il segno. Se i compagni lo assecondano, è capace da solo di motivare il prezzo del biglietto. (KOOPMEINERS 5 Tocca 2 palloni e li cicca entrambi. Uno poi, di testa, lo consegna ad un avversario. Sono finite le parole.)
SARR 6,5 Pape Matar Sarr, senegalese di ebano puro, ci mette 15 minuti per capire dove sia capitato e poi serve un pallone in verticale di 50 metri per McKennie in proiezione, a tagliare la difesa olandese come un burro, Alaj finisce l’azione in goal. Secondo tempo in versione da centrocampista di contenimento e di ripartenza, cioè il suo repertorio. Per me, è sì.
McKENNIE 6,5 Fascia da capitano meritata, poiché la Juve senza di lui assomiglia a un’accozzaglia raccogliticcia, mentre se è in campo, improvvisamente i reparti si legano e ogni manovra ha un senso. Realizza il passaggio che mette Alajbegovic in grado di raddoppiare. Taglia e cuce come una sartina di “fin de siecle” in un atellier di Piazza Vittorio Veneto a Torino (BREMER 6 Di stima e di sospiro di sollievo per non aver combinato altri orrori)
NICO GONZALEZ 7 Attualmente è il più in forma della truppa intera. Ha la mente talmente sgomba da orpelli e cattivi pensieri, da sembrare immediatamente sul pezzo, senza perdite di tempo. Realizza il vantaggio su lancio di Grabara; si procura il rigore, gentilmente concesso a Woltemade per la realizzazione; viene in mezzo al campo costantemente per supportare e ripartire. Un grazie particolare a Simeone che ce lo ha rivitalizzato e tergiversato per tenerlo all’Atletico. (CONCEICAO 5,5 Sembra un po’ sgonfio, non reattivo come da copione. Forse entrare a gara incominciata non gli si addice)
ALAJBEGOVIC 7 Vai, ragazzo, vai, non ti fermare… Della serie: quando i giovani hanno personalità innata si devono far giocare. Impegna mezza difesa avversaria con dribbling e cambi di direzione micidiali. Servito da Weston, non ci pensa un attimo in più per mollare una fucilata dal limite sul palo lontano e sul 2 a 0 si è tutti più tranquilli. E’ giusto farlo crescere, ma in campo. (KOLO MUANI 6,5 Ha tutti gli occhi puntati addosso, ma dimostra di non patire oltre misura. La posizione di Woltemade lo defila quel tanto che basta per fargli ritrovare le zolle d’erba amiche. Su una palla lunga in profondità, anticipa il solito Polster in ritardo e deposita la palla in rete. Facile sì, ma non banale.)
WOLTEMADE 6,5 Eliminiamo subito l’equivoco tattico che potrebbe coinvolgere il tedesco e indurre in un sacco di errori di valutazione nei suoi confronti. Egli non è una prima punta. Chi lo pensa, sbaglia. Nick è un trequartista atipico, alto alto, con piedi discreti e tanto senso del giocare insieme. Ripiega con regolarità sulla linea dei centrocampisti, facendo densità. Servito spalle alla porta, amministra il pallone con padronanza di controllo, ma non è Lukaku e sovente va per terra, ma l’arbitro fischia fallo e la palla non viene perduta. E’ in ultima analisi un giocatore che creerà tanti spazi per gli inserimenti di chi arriva da dietro in corsa, Nico ci va a nozze… Giocatore allora tanto utile al gioco della squadra, ma per piacere non incominciamo ad attenderci da lui decine di reti alla Vlahovic: è un’altra roba, chiaro? Batte bene il rigore del 3 a 0. Punto. (OWUSU S.V. Una risorsa proveniente dalla Barriera di Milano, juventino dai “pulcini” in avanti. Non sarà Marchisio, ma la trafila è quella, ricordiamocelo)
SPALLETTI 6,5 Un plauso al mister che non è rimasto a piangere sul latte versato a Reggio Emilia, ma ha subito trovato alcuni accorgimenti tattici che hanno dato un volto credibile ai suoi ragazzi. Cambio di modulo, difesa a 3 per essere più coperti; in mezzo a 4 con i laterali pronti ad interdire e rinforzare numericamente la terra di mezzo; esterni alti di corsa e di sostanza; una punta che dialoga e non aspetta. D’accordo, l’avversario non pare imbattibile, ma la perentorietà calata in campo dai bianconeri è sintomo di grande reazione e fatta con lucidità. Per una sera la Juve è in testa ad una classifica, quella di Europa League, e non è un dettaglio fine a se stesso. L’ambiente si rasserena e le iniezioni di fiducia sono la panacea per preparare al meglio la partita contro la Dea, che é di ben altra pasta rispetto ai volenterosi olandesotti di coppa. Lo “speranzometro” alza la colonnina del gradimento, basta delusioni.
Iscritta al tribunale di Torino al n.70 del 29/11/2018
Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore responsabile Antonio Paolino
Aut. Lega Calcio Serie A 21/22 num. 178

