«Ma come si fa a non far giocare Alajbegovic?»: la bordata di Pedullà a Spalletti

«Ma come si fa a non far giocare Alajbegovic?»: la bordata di Pedullà a SpallettiTUTTOmercatoWEB.com
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di Massimo Reina
«O è bravo o non è bravo». Il giornalista critica il tecnico e si interroga sul poco spazio concesso al classe 2007, soprattutto in assenza di Yildiz.

La Juventus deve avere il coraggio di puntare su Alajbegovic, soprattutto quando manca il suo principale riferimento tecnico, Kenan Yildiz. È questa la posizione espressa da Alfredo Pedullà, che mette in discussione alcune delle scelte adottate da Luciano Spalletti e la gestione dei giovani arrivati con grandi aspettative.

«Ma come fa la Juventus a non giocare con Alajbegovic fisso in assenza di Yildiz?», è la domanda che apre la critica del collega. Nel mirino finiscono gli esperimenti tattici, da McKennie trequartista all’impiego di Nico Gonzalez, mentre il talento bosniaco resta fuori nonostante l’investimento fatto dalla società. Una gestione giudicata difficile da comprendere, soprattutto nel momento in cui la squadra perde il proprio principale riferimento tecnico per infortunio.

Il ragionamento va oltre il singolo caso. Gli allenatori, viene sottolineato, hanno un ruolo fondamentale, ma non dovrebbero partire da pregiudizi nella valutazione dei calciatori. Alajbegovic, arrivato in un’estate in cui la Juventus ha investito anche su profili importanti, è stato accolto come un acquisto di talento, anche in virtù della sua giovane età. Ma, secondo questa lettura, non basta riconoscerne le qualità: bisogna concedergli spazio e responsabilità.

«Smettiamola, usciamo da questo concetto che siccome è un 2007 deve ambientarsi: a far cosa? O è bravo o non è bravo. Lui è bravo, su questo non ci sono dubbi», la conclusione. E il messaggio è netto: Alajbegovic deve giocare dall’inizio, altrimenti, il rischio è quello di perdere un’occasione importante.