Montella: "Yildiz ha bisogno di più assistenza davanti. Se la Juve vuole ricostruire Spalletti è l'uomo giusto"

Montella: "Yildiz ha bisogno di più assistenza davanti. Se la Juve vuole ricostruire Spalletti è l'uomo giusto"TUTTOmercatoWEB.com
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di Claudia Santarelli
Vincenzo Montella, Ct della Turchia, parla della sfida di domani tra Juventus e Galatasaray.

Domani alle ore 21 ci sarà il ritorno della sfida di Champions tra Juventus e Galatasaray. I bianconeri dovranno fare un'impresa se vorranno passare il turno. Il Ct della Turchia, Vincenzo Montella, parla della sfida nel corso di un'intervista ai microfoni di Tuttosport

"Juve-Galatasaray? Il calcio lascia sempre tutto aperto: il Gala ha un vantaggio considerevole, bisogna però stare in partita sempre. In campionato hanno pagato lo scotto dell’impresa fatta in Champions. La Juve troverà una squadra mentalizzata, ma le imprese si fanno: lo racconta la storia. Osimhen? È un trascinatore emotivo, prima ancora di un leader tecnico. Sposta tantissimo gli equilibri, è un giocatore che cambia il volto della squadra. Se il Gala non dovesse recuperarlo, sarà indubbiamente un enorme vantaggio per la Juve".

"Yildiz? Non ha mai avuto bisogno dei miei consigli: gli parlo tanto quando siamo insieme, ma cerco di non distogliere nessuno dall’attenzione sui club. Io sono vicino a tutti, ma non sono opprimente. Di sicuro Yildiz ha raggiunto un livello di maturità molto importante: il fatto che la Juve gliel’abbia riconosciuto è un bellissimo segnale. Quando si gioca tanto ci sono alti e bassi normali: a livello fisico e mentale puoi pagare dazio. Yildiz ha bisogno di più assistenza davanti, ma è un giocatore di altissimo livello. Se la Juve funziona, sono certo che possa migliorare ancora".

"Crisi di risultati? Sono rimasto un po’ sorpreso: mi sembrava che la Juve avesse trovato una dimensione importante. Spalletti è riuscito a darle una grande mentalità in pochissimo tempo e non è cosa da poco. Poi penso anche che certi episodi cruciali abbiano intaccato un po’ di certezze. Mi riferisco alle espulsioni: nel calcio di oggi si pagano tantissimo. Le partite contro Inter e Gala sono state indirizzate soprattutto dall’uomo in meno".

"Caso Kalulu? L’episodio di San Siro può condizionare non una stagione, ma un periodo sì. Perché se ne parla tanto fuori dal campo. Quando si discute così tanto, nel bene o nel male, mentalmente certi momenti possono lasciare degli strascichi. Qualcosa è successo. Si spendono tante energie per fattori extra campo e non è facile gestire tante pressioni tutte insieme".

"Spalletti? Il mio rapporto con Luciano parte da lontano. Noi abbiamo giocato insieme quando avevo 17 anni, poi mi ha allenato in C ad Empoli. Sono stato fermo un anno per una miocardite: prima dei playout mi diedero l’idoneità e mi fece giocare subito. Sono cose che non si dimenticano. Poi l’ho apprezzato tanto alla Sampdoria e alla Roma: Spalletti ha determinato tantissimo la mia vita e la mia carriera. La Juve ha un allenatore super esperto e super motivato. Per una ricostruzione, se hai persone che conoscono le situazioni dall’interno parti avvantaggiato".

"L'assenza di Vlahovic? Vlahovic per me, nel suo ruolo, vale la top 5 in Europa: è abituato al calcio italiano, è molto forte. In Italia gli attaccanti hanno mezzo secondo in meno per pensare e muoversi. C’è chi ci mette meno a capirlo. L’assenza di Dusan è determinante. In Turchia invece c’è molto più protezionismo per i talenti nazionali: hanno una nuova mentalità, tengono davvero ai giovani. Penso a Yilmaz: a livello fisico ha una forza impressionante, può giocare in qualsiasi ruolo. È veramente un giocatore moderno".