Per la Juve di Spalletti fallimento in agguato: ennesima rivoluzione?
“La Juve si è persa, si è persa e non sa più tornare”. La versione rivista e corretta di una frase contenuta nel famoso brano di De Andrè è quanto mai pertinente rispetto al momento dei bianconeri di Spalletti. Nel giro di qualche settimana fuori dalla Coppa Italia, dalle prime quattro in campionato e eliminazione dalla Champions League in corso ad un passo. Salvo impresa storica, ai limiti del miracolo sportivo. In buona sostanza, il fallimento stagionale è in agguato. Crisi ufficialmente aperta: 15 gol incassati nelle ultime 5 gare, un pareggio e due sconfitte nelle tre di campionato. Più dei numeri preoccupano le prestazioni e le parole di Spalletti: “Se questo è il livello, non possiamo ambire a nulla”. Frecciatina ai giocatori, ma soprattutto un messaggio nemmeno troppo velato per Comolli.
La Juve è crollata mentalmente. Problema grave, tanto più in questa fase in cui si decide tutto. Prima il Galatasaray, poi la Roma. Domenica sera intorno alle 22,35, potrebbe esserci la certificazione del flop totale. Poi si penserà al futuro. A proposito, con Spalletti? Domanda al momento senza risposta. In verità si parla di scricchiolii tra Lucio e Comolli. L'allenatore intanto avrebbe fatto un discorso ai giocatori, mettendo in primo piano il loro futuro, non il suo. Ci si aspetta una reazione, anche di orgoglio. I conti si faranno a fine stagione. Vale per Lucio, per la squadra, ma anche per Comolli. Il mercato estivo è stato fallimentare e grida vendetta. Come quello di gennaio, in cui la Juve non ha riparato, malgrado Spalletti avesse chiesto un centravanti. Tutti sono in discussione, qualcuno più di altri.
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