Ed ora tanto ENTUSIASMO e abbasso i sabotatori!

Ed ora tanto ENTUSIASMO e abbasso i sabotatori!TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Gianfranco Irlanda
domenica 26 febbraio 2023, 18:57Editoriale
di Roberto De Frede
Coltivate sempre pensieri positivi, l'entusiasmo non può fiorire in un terreno pieno di paura. (Napoleon Hill)

Una persona di successo è quella che riesce a stabilire basi solide con i mattoni che le vengono tirati addosso: ebbene se vale anche per una società di calcio è tempo di alzare un grattacielo bianconero e di guardare tutti dall’alto in basso. Nonostante tutto, e mai come in questa stagione il “tutto” racchiude l’impensabile, la Juventus sarebbe seconda in campionato, è in semifinale di coppa Italia e agli ottavi di Europa League. Non male per una squadra che parte di una pinocchiesca forense giornalistica giustizia la voleva già in serie B, a prescindere dal diritto di difesa e dalle verità; una squadra che non ha mai avuto in campo il suo diamante del mercato estivo, tale innominabile Paul Pogba e che a causa di infortuni a raffica di titolarissimi (Chiesa, Bonucci, Vlahovic, Di Maria, Cuadrado) è stata costretta nel bene e nel male fino a qualche giornata fa a giocare con buoni ragazzini ma privi d’esperienza; una squadra che ex abrupto si è trovata senza una dirigenza esperta biografa di Vittorio Emanuele III. Tutto questo, sfido chiunque, fino ad ora ha fatto perdere al tifoso e al calciatore stesso in campo quel sorriso, quella voglia, quella spinta che serve per arrivare a tagliare traguardi prefissati.

Ed ora tanto entusiasmo e abbasso i sabotatori!    

L’uomo si è interrogato fin dalla più remota antichità sul mistero della creazione poetica. Da dove proviene quella scintilla da cui nasce la poesia? Cosa accade nella mente di chi concepisce versi? L’ispirazione rappresenta tutt’oggi un enigma che è ben lontano dall’essere risolto. Nella cultura occidentale la configurazione più diffusa e canonica dell’ispirazione poetica è affidata alla parola greca enthousiasmós, che indica letteralmente la condizione di chi è posseduto da un dio. Alla base di questa concezione – scrisse il filologo tedesco Curtius – c’è il profondo pensiero che la poesia è ispirata dagli dèi, un’idea questa che affiora ripetutamente di epoca in epoca e si presenta quasi come un sapere esoterico sulla divina origine della poesia. Anche il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori: lo sosteneva uno dei più importanti intellettuali italiani del secolo scorso, Pier Paolo Pasolini, che aveva con il gioco del pallone un rapporto sentimentale. Ci sono nel calcio dei momenti esclusivamente poetici: si tratta dei momenti del “goal” – prosegue Pasolini, a saldare il rapporto tra letteratura e pallone – ogni goal è sempre un’invenzione, è sempre una sovversione del codice: ogni goal è ineluttabilità, folgorazione, stupore, irreversibilità. Proprio come la parola poetica. Il capocannoniere di un campionato è sempre il miglior poeta dell’anno. Il calcio per lui era addirittura l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. Il calcio e la poesia condividono l’epica e un campo da gioco immenso, che inizia idealmente con gli antichi poemi di Omero e arriva fino alle colonne del giornalismo sportivo contemporaneo. Non a caso epica deriva dal greco epos, che significa parola che racconta, e poche cose come le vicende sportive - non soltanto calcistiche - sono infarcite di gesta eroiche, duelli memorabili, sfide epocali, gloriose vittorie e rovinose sconfitte, al pari dell’Iliade, dell’Odissea o dell’Eneide. Da tempo immemore, dal primo calcio ad un pallone, l’entusiasmo è stato il tratto principale del calcio, come della poesia: un qualcosa che preme dentro di noi e desidera uscire fuori.

E finalmente a Nantes la Juventus si è regalata e ha donato entusiasmo, dando sempre più ragione a Pasolini: chi potrebbe negare l’ars poetica di Angel Di Maria e del suo primo gol? E allora che ci si entusiasmi tutti, in primis i calciatori in campo che fino a qualche giorno fa avevano facce da tragedia greca anche dopo qualche “vittorina”; e poi il dodicesimo uomo, il tifoso, i tifosi, quelli appassionati, quelli veri, non quelli taroccati che senza sosta, seguendo un branco di pecore nere e giustizie fittizie, infieriscono con vili invettive nei confronti di una squadra che ne sta passando di tutti i colori. Abbasso i sabotatori morali! Questi non usano i sabot per rompere e bloccare i macchinari come nelle proteste durante la rivoluzione industriale, ma adoperano la calunnia e la maldicenza per avvelenare il calcio e la sua poesia, la Juventus e la sua leggenda.

L’invito in particolare è per quei tifosi, sino ad ora annoiati ed incupiti, e un po’ contagiati dal “maldicritica” ad ogni costo. Il loro tempo è arrivato, siano più forti delle anime grigie, diventino quella forza osmotica con la squadra, quella condizione di esaltazione, di eccitazione morale di chi quasi senta la presenza di un dio nella sua persona, tale da renderlo folle: l’entusiasmo! Ritrovarlo dentro ognuno di noi ad ogni costo, ricordando che la follia per il mondo antico non era considerata inevitabilmente un male, ma al contrario era comunemente ritenuta un dono degli dei concesso ai pochi che raggiungevano così uno stato di delirio creativo. Che questo dono arrivi a tutti i tifosi juventini!

Allora impazziamo di gioia fino alla fine, tendiamo verso l’alto, ritorniamo ad essere poetici, passando per il derby, la foresta nera e tribunali d’ogni grado. Nulla di ciò che vale accade da sé. Alla forza che ci spinge ad essere la faticosa, ma stupefacente migliore versione di noi gli antichi seppero dare una parola precisa, ENTUSIASMO. Una delle spinte più necessarie ieri, ma soprattutto oggi, in tempi fittizi e di bassa prosa, come quelli in cui viviamo!