Woltemade e Sarr: finale di mercato da grande Juventus
Chiariamo subito un concetto, se dobbiamo usare come parametro gli acquisti delle Juventus del passato nessun acquisto può risultare all'altezza, se però teniamo conto dei disastri di progammazione degli ultimi anni la nuova dirigenza si merita un voto altissimo per il lavoro fatto in questo calciomercato. Il parametro più giusto da usare erano le difficoltà da cui si partiva. Il lavoro di Giuntoli prima e Comolli poi hanno lasciato un'eredità pesante e difficile da sistemare, il mancato approdo alla prossima edizione di Champions League, poi, ha fatto il resto abbassando la capacità di spesa e allontanando quei campioni attratti soltanto dalla competizione europea più importante.
Altro punto da cui partire, prima di analizzare le operazioni di mercato della Juventus, sono le parole di Giovanni Carnevali prima della sfida di campionato contro il Parma: "Abbiamo una proprietà ricca, non è un problema economico, ma dobbiamo stare in parametri imposti dalla Uefa". Di fatto, l'amministratore delegato bianconero, spiega che non è una questione di disponibilità economica di Elkann ma di paletti Uefa da rispettare che hanno condizionato in maniera rilevante il lavoro sul calciomercato.
Ma le difficoltà di operare sul mercato non erano limitate solo da questi aspetti. La rosa era, e resta, ampia, costituita da giocatori pagati più del loro reale valore e con ingaggi sproporzionati al rendimento, quindi, difficili se non impossibili da piazzare. Eppure i dirigenti bianconeri sono riusciti a piazzare, tra gli altri, Openda, Joao Mario, Adzic, Perin, Di Gregorio, Miretti e David, senza contare l'alleggerimento del monte ingaggi con la partenza di Vlahovic andato via a parametro zero così come Kostic e Holm e della risoluzione consensuale con Arthur. Insomma, una bella pulizia generale che era fondamentale fare prima di procedere agli acquisti. Senza dimenticare, però, che nella maggior parte dei casi si tratta di cessioni in prestito senza obbligo di riscatto.
Le uscite hanno permesso di lavorare, nei limiti delle possibilità stabilite dai paletti Uefa, alle entrate per sistemare la rosa da mettere a disposizione a Luciano Spalletti. Partiamo dai portieri: sfumati Allison e il Dibu Martinez primi nomi in lista, dopo la querelle Suzuki sono arrivati Vicario (che già ha avuto modo di mostrare le sue qualità) e Grabara di cui si parla molto bene e che ha molta voglia di mettersi in evidenza. In difesa, dopo la conferma di Bremer che rischiava di essere il grande sacrificato, il grande arrivo è stato Jhon Lucumí difensore fisico, tecnico e in possesso di un ottimo lancio lungo prerogativa fondamentale per il gioco di Spalletti. Il jolly difensivo si chiama Celik, scippiato letteralmente alla Roma e che ha già conquistato tecnico e tifoseria bianconera. L'altra priorità era l'attacco completamente da rifare, i nuovi nomi sono quelli di Ekhator (nota dolente di questo inizio stagione per via delle continue noie muscolari), Kolo Muani (rincorso a lungo e finalmente vestito di bianconero), il riscatto di Boga (costato poco e già di importante rendimento), il talento tutto da scoprire Kerim Alajbegović che potrebbe essere uno dei grandi colpi di mercato. A proposito di colpi, l'attaccante arrivato al fotofinish del mercato è Nick Woltemade, il tedesco su cui il Newcastle aveva investito appena un anno fa la bellezza di 80 milioni passato poi alla Juventus in prestito secco. Attaccante di un mentro e novantotto con grande tecnica e arrivato a completare il reparto offensivo oltre che offire la famosa pallata alle strategie spallettiane.
Restava da ristrutturare il centrocampo. La rincorsa a Frank Kessie non ha avuto l'epilogo atteso e sperato, ma Carnevali, Massara e Ottolini non si sono fatti trovare impreparati e hanno proposto un piano B di tutto rispetto: il senegalese Pape Matar Sarr arrivato in prestito con obbligo di riscatto dal Tottenham, acquisto diventato fondamentale soprattutto visto l'infortunio che tiene ancora bloccato Thuram. Manca la ciliegina. Poteva essere Nicolás Tagliafico, l'esterno sinitro di esperienza che avrebbe panchinato Cambiaso e che non arriverà per via della mancata cessione di Cabal. Il colombiano ha rifiutato le lusinghe di Atalanta e Roma bloccando la ristrutturazione anche della catena di sinistra alla dirigenza bianconera.
Un mercato tra mille difficoltà portato avanti con grande attenzione, parsimonia e qualità. Carnevali, Massara e Ottolini meritano un bel 7.5, ora la parola passa al campo.
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