Prendiamo dal campo tutto quello che viene. Signor ministro, chi tutela la Juventus e i suoi tifosi?

Prendiamo dal campo tutto quello che viene. Signor ministro, chi tutela la Juventus e i suoi tifosi?TUTTOmercatoWEB.com
martedì 21 febbraio 2023, 13:07Editoriale
di Alessandro Santarelli

Per non diventare matti, e per evitare di arrivare a giugno completamente “distrutti” il consiglio è quello di prendere tutto ciò che viene, senza analizzare il come arriva. Facile a dirsi, impossibile da mettere in atto: l’esempio pratico è quello di domenica scorsa, dove forse la più brutta Juventus della stagione, considerando anche il valore dell’avversario, porta a casa tre punti  che in classifica pesano davvero tanto.  Era importante vincere dopo il mezzo passo falso con il Nantes, soprattutto per infondere convinzione e autostima proprio in vista della gara di ritorno in Francia.

Si può poi discutere sul come siano arrivati i tre punti. Con una partita sporca, giocata male, sofferta troppo e risolta da un colpo del fuoriclasse. Nel mezzo, la bella rete di Kean, e poco altro. Poco altro di positivo, perché di negativo abbiamo visto abbastanza: vogliamo parlare dell’ennesima prova irritante di Paredes? Oppure di Cuadrado capace persino di sbagliare una rimessa laterale? Eppure il paradosso è che in tutta questa mediocrità, la Juventus oggi è ( si mi piace utilizzare il presente e non il condizionale) seconda in classifica, dentro un filotto di tre partite vinte consecutivamente senza prendere gol, ancora in corsa in Coppa Italia e con una partita da dentro o fuori, ma comunque alla portata, in Europa. Attenzione, non voglio parlare di una stagione positiva perché il distacco reale ( parlo sempre al netto della ridicola penalizzazione) da chi è in testa alla graduatoria è comunque troppo, ma considerando tutto quello che sta accadendo fuori dal campo, essere ancora in piedi è un mezzo miracolo.

Altro paradosso. Giocando male, regalando pochissimo alla fantasia, divertendo praticamente mai, questa squadra potrebbe rischiare di centrare un posto in Europa anche con i 15 punti di penalizzazione. Vero, sintomo di una concorrenza abbastanza scadente, ma questo deve valere anche per chi oggi si prepara a festeggiare uno scudetto con diverse settimane di anticipo.

Ma lo specchio di questa stagione “ falsata” e nevrotica  sono anche i numeri della squadra. Squadra capace di vincere 8 partire senza mai subire un gol, di prendere 12 reti in appena 4 gare, nel periodo tra Napoli e Monza, compresa la Coppa Italia, e di giocarne altre 5 dove la porta resta praticamente blindata eccezion fatta per quel disgraziato gol preso con il Nantes.  Si tratta di un andamento schizofrenico che rispecchia esattamente quello che si vede in campo. Ecco perché dalla Juventus attuale non sai mai cosa aspettarti.

I tifosi però hanno tutto il diritto di immaginare di passare il turno in Europa, cosi come hanno il diritto di chiedere maggior rispetto dalle istituzioni del calcio, che ancora una volta sembrano usare due pesi e due misure. Come mai nessuno dalla procura federale si sta preoccupando dei vergognosi insulti rivolti a Kostic e  Kean a La Spezia? Come mai per far dare risalto alla situazione sono dovuti spuntare i video girati dai tifosi bianconeri presenti sugli spalti del Picco? Dov’erano gli ispettori della federazione? Tutto frutto del caso ovviamente. Nelle ultime ore il ministro Abodi ha parlato di rispetto “ delle sentenze, delle valutazioni che andranno fatte,dell’indipendenza dei giudici” parole che condividiamo alle quali però ci sentiamo di aggiungere una postilla altrettanto importante. Chi tutela la Juventus e i suoi tifosi da pubblici ministeri che ammettono di odiare la società, quella stessa sulla quale indagano, chi tutela la Juve e i suoi tifosi da componenti del collegio del Coni che esprimono il loro disprezzo verso la Juve? Chi tutela la Juventus dal  fiume di odio e senso di “ giustizia popolare “  che ex giornalisti, ossessionati e  “ baroni” dei social  riversano quotidianamente? Attendiamo una sua cortese risposta signor Ministro.