Comolli un brutto ricordo: metà Juve è targata Giuntoli, l'altra Carnevali
La Juve di Spalletti, anzi di Giuntoli e Carnevali: certamente non di Comolli. L'ex ad ormai è in archivio, con la consapevolezza in casa bianconera di aver perso un anno, affidando totalmente al manager francese la guida della Vecchia Signora. Troppi gli errori sul mercato, alcuni gravi vedi Openda e David. E certamente non ha brillato a livello di empatia con il pianeta bianconero. Giuntoli invece molto probabilmente sbagliò la scelta di Motta (pensava di prendere l'emergente del momento) e la modalità con cui liquidò Allegri, un atteggiamento quasi carbonaro. Basti ricordare che il tecnico livornese seppe del suo allontanamento da Galliani durante una cena. Cose dell'altro mondo, certamente non da Juve. Sull'attuale ds dell'Atalanta, ad onor del vero, l'errore fu di Elaknn nel delegargli tuuto, rendendolo un sostanzaile plenipotenziario. Idem con Comolli. Nella Juve non si può.
La Juve deve avere una società strutturata, come quella attuale, con Carnevali ad, Massara dt e Otttolini direttore sportivo. Una nuova Triade. In ogni caso, se venissero confermate le indiscrezioni, la squadra che Spalletti domenica opporrà al Sassuolo, è un mix di giocatori targati Carnevali e Giuntoli. Appartengono al lavoro del primo Vicario, Lukumi, Celik e Alaibegovic. Idem Woltemade, in ballottaggio con il bosniaco. Al mercato del secondo Kalulu, Douglas Luiz, Koopmeiners, Conceicao e Nico Gonzalez: praticamente metà squadra. Per questo ha anche ironizzato. E Kolo Muani? Potremmo idealmente distribuire i meriti (sperando siano tali) ad entrambi: Giuntoli lo portò in prestito, Carnevali lo ha preso a titolo definitivo dopo una lunga trattativa, l'anno prima fallita da Comolli.
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