Juve mai come ora serve carattere: Spalletti e calciatori avvisati
La Juve si trova a combattere contro l'emergenza infortuni. Tanti, troppi e più di qualcuno pesante. Soprattutto i giocatori costretti a restare ai box a lungo: Yildiz, Thuram e Locatelli. Arrivederci nel 2007. Out anche Eckator, Boga, Cabal. Cambiaso e McKennie in attesa, Sarr praticamente recuperato. Un celebre modo di dire inglese, recita: "Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare". In buona sostanza, le persone coraggiose e forti danno il meglio proprio quando le situazioni diventano difficli. Il primo a prendere in mano la situazione ovviamente deve essere Spalletti, in quanto capo di questa truppa. Non bastano le scelte tattiche, serve anche un lavoro motivazionale extra nei confronti dei suoi giocatori. Bastone e carota, con il giusto dosaggio e nei momenti opportuni, possibilmente non in pubblico. Certe cose vanno discusse e soprattutto risolte tra le mura domestiche. La speranza sia stata ripristinata questa vecchia regola di casa Juve, dopo le parole davanti alle telecamere di Spalletti, nei confronti del francese.
Poi tocca agli stessi giocatori della Juve mettere in campo la personalità. Luis Enrique, anni fa, disse che questo "prodotto" non si compra al supermarket. Spalletti spesso ha ribattutto su questo aspetto, sperando nell'arrivo di elementi tecnicamente validi, ma anche dotati caratterialemnte. La fragilità mentale è stata una delle principali criticità della passata stagione, in realtà anche di quelle precedenti. Le prestazioni contro Verona e Fiorentina si spiegano solo con un crollo di natura psicologica. Purtroppo la rosa bianconera non ha più i leader di una volta, ma proprio in questi momenti complicati, ognuno deve tirare fuori qualcosa in più anche sotto questo aspetto. Magari si scopre di avere qualità, fino ad allora sconosciute. Servono trascinatori emotivi, prima ancora che tecnici. Vicario contro il Milan ha dato dimostrazione di avere carattere, quando, vedendo Kolo Muani in difficoltà, ha provato a dargli una scossa. Così come Spalletti e Conceicao, in occasione del gol di Gatti, invocando celerità, rispetto all'esultanza prolungata. Lascia ben sperare Nico Gonzalez, emblematica la grinta con cui è entrato in campo durante la gara contro il Parma. Sono i nomi che vengono in mente. Ai quali aggiungere inevitabilmente Bremer. Tornato il muro di una volta, soprattutto dominante, leader della difesa e non solo. La fascia da capitano sta nel braccio giusto.
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