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Da Lelly Kelly a Kellyni: la trasformazione dell'inglese nella Juve di Spalletti

Da Lelly Kelly a Kellyni: la trasformazione dell'inglese nella Juve di Spalletti
Oggi alle 19:38Podcast
di Quintiliano Giampietro
Kelly è uno dei giocatori cresciuti maggiormente nella Juve targata Spalletti: nel giro di un anno, l'inglese è passato da flop a inamovibile

Un altro elemento che ha cambiato completamento rotta nella Juve di Spalletti è Kelly. Lo scorso anno fu bollato come flop, in questa stagione l'inglese è diventato un perno insostituibile nei meccanismi del tecnico bianconero.

Scarso, inadeguato, con tanto di Lelly Kelly come soprannome. Difficile dimenticare i dispregiativi e le offese rivolti dai tifosi della Juve al difensore. Idem le critiche a chi lo ha portato alla Continassa, alias Giuntoli. Anche per la cifra versata al Newcastle a gennaio 2024: più di 20 milioni di euro, riscatto compreso. In realtà è stata una sorta di acquisizione definitiva travestita da prestito. Male con Motta, meglio con Tudor, la svolta con l'arrivo di Spalletti. Nel giro di un anno, è radicalmente cambiato lo status del giocatore nel mondo bianconero. Ora è un difensore estremamente affidabile, soprattutto titolarissimo nel caos intelligente proposto da Spalletti. La maglia numero 6 pesa sempre meno questo ventisettenne, inglese di origini giamaicane.

Nella Juve di Lucio, Kelly è stato impeccabile nella difesa a tre, lo è anche nell'attuale linea a quattro. Il rientro di Bremer gli ha dato ulteriore sicurezza, ma la crescita era palese anche quando il totem del reparto arretrato era in infermeria. Il giocatore è completamente trasformato con Spalletti: più attento negli anticipi, deciso nei contrasti, abile in fase di costruzione, spesso si sgancia. Un po' come faceva Chiellini, da qui la crasi Kellyni, così è stato soprannominato dai tifosi, molti dei quali prima lo criticavano sui social. Benfica e Napoli due prestazioni di livello, contro la squadra di Conte ha sfiorato la perfezione. Kelly considera Spalletti un top coach e anche un po' papà. Sulla Juve: ”Per me una famiglia”. La quarta dopo le tre affidatarie diverse in cui è vissuto dai 6 ai 18 anni.