Buffon: "Con Spalletti ho visto una Juve feroce come non accadeva da anni"

Buffon: "Con Spalletti ho visto una Juve feroce come non accadeva da anni"TUTTOmercatoWEB.com
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di Alessio Tufano

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Gigi Buffon ha parlato a lungo di Juventus, del momento che stanno vivendo i bianconeri e di quelle che sono le prospettive della squadra: "Il calcio non segue mai regole prevedibili, sfugge a ogni schema logico. Durante la partita contro il Como mi scrive una persona che stimo tantissimo nel mondo del pallone: 'Vedere la Juve ridotta così mi fa quasi tenerezza'. Gli rispondo: 'Oggi forse sì, ma solo sette giorni fa giocava una gara strepitosa a San Siro in inferiorità numerica e l’ha persa al 92''. Bisogna analizzare bene il lavoro di Spalletti, sotto la sua guida ho rivisto una squadra con una ferocia nell’attaccare e nel prendere l’iniziativa che mancava da anni. La Juve è riuscita ad esprimere un gioco belissimo, ma è stata sfortunata. Contro il Lecce ha dominato in casa, tirando a raffica e sbagliando un rigore, finendo solo in pareggio. A Cagliari ha incassato su mezzo tiro, e comunque ha sempre reagito con grande carattere, segno di una forza mentale notevole. Poi in una sola settimana, ha incrociato Atalanta, Lazio e Inter: un calendario micidiale. A Istanbul, nel primo tempo, aveva risposto, ma nel secondo è calata alla distanza, esaurendo le energie fisiche e mentali, e ha subito una batosta. La verità è che alla Juve troppo spesso le cose sono girate male, ma il calcio è così".

Sul futuro della panchina bianconera, Buffon preferisce però non esporsi: "Sarebbe fuori luogo parlarne ora: c’è Giorgione, che conosce la Juve come le sue tasche, e saprà consigliare al meglio quando parlerà con Comolli, Modesto e Ottolini. Dall’esterno vediamo solo una parte, dentro si colgono dettagli diversi". Intanto domani la Juventus sarà chiamata ad un'impresa in Champions: "Se la Juve fosse stata al completo, avrebbe avuto tutte le motivazioni per provarci sul serio: con due o tre gol poteva addirittura ribaltarla. Reduce dalla debacle col Como e con le defezioni, è dura. All’andata i turchi hanno segnato cinque volte ma senza Osimhen in gol, per cui temo che per arrivare ai supplementari serviranno almeno quattro reti: ci proviamo e la tifiamo, da italiani". Infine un commento sul momento complicato di Di Gregorio: "L’anno scorso è stato una rivelazione, decisivo per la Champions. Ora sta attraversando una fase complicata, capita a tutti i portieri. Tocca a lui, al mister e all’ambiente stringersi intorno, parlarsi con sincerità e capire cosa serve. Un turno di riposo non è una bocciatura definitiva: a volte serve proprio per ritrovare lucidità e staccare un attimo dalla pressione".